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Corinzi 1 - Capitolo
1
PREAMBOLO
Indirizzo e saluto. Ringraziamento
1Paolo,
chiamato ad essere apostolo di Gesù Cristo per volontà di
Dio, e il fratello Sòstene, 2alla Chiesa di
Dio che è in Corinto, a coloro che sono stati santificati in
Cristo Gesù, chiamati ad essere santi insieme a tutti quelli
che in ogni luogo invocano il nome del Signore nostro Gesù
Cristo, Signore nostro e loro: 3grazia a voi
e pace da Dio Padre nostro e dal Signore Gesù Cristo.
4Ringrazio
continuamente il mio Dio per voi, a motivo della grazia di Dio
che vi è stata data in Cristo Gesù, 5perché
in lui siete stati arricchiti di tutti i doni, quelli della
parola e quelli della scienza. 6La
testimonianza di Cristo si è infatti stabilita tra voi così
saldamente, 7che nessun dono di grazia più
vi manca, mentre aspettate la manifestazione del Signore
nostro Gesù Cristo. 8Egli vi confermerà
sino alla fine, irreprensibili nel giorno del Signore nostro
Gesù Cristo: 9fedele è Dio, dal quale
siete stati chiamati alla comunione del Figlio suo Gesù
Cristo, Signore nostro!
I. DIVISIONI E SCANDALI
1. I PARTITI NELLA CHIESA DI CORINTO
Le divisioni tra fedeli
10Vi
esorto pertanto, fratelli, per il nome del Signore nostro Gesù
Cristo, ad essere tutti unanimi nel parlare, perché non vi
siano divisioni tra voi, ma siate in perfetta unione di
pensiero e d'intenti. 11Mi è stato
segnalato infatti a vostro riguardo, fratelli, dalla gente di
Cloe, che vi sono discordie tra voi. 12Mi
riferisco al fatto che ciascuno di voi dice: «Io sono di
Paolo», «Io invece sono di Apollo», «E io di Cefa», «E
io di Cristo!».
13Cristo è stato
forse diviso? Forse Paolo è stato crocifisso per voi, o è
nel nome di Paolo che siete stati battezzati? 14Ringrazio
Dio di non aver battezzato nessuno di voi, se non Crispo e
Gaio, 15perché nessuno possa dire che siete
stati battezzati nel mio nome. 16Ho
battezzato, è vero, anche la famiglia di Stefana, ma degli
altri non so se abbia battezzato alcuno.
Sapienza del mondo e sapienza
cristiana
17Cristo
infatti non mi ha mandato a battezzare, ma a predicare il
vangelo; non però con un discorso sapiente, perché non venga
resa vana la croce di Cristo. 18La parola
della croce infatti è stoltezza per quelli cha vanno in
perdizione, ma per quelli che si salvano, per noi, è potenza
di Dio. 19Sta scritto infatti:
Distruggerò la sapienza dei
sapienti
e annullerò l'intelligenza degli intelligenti.
20Dov'è il
sapiente? Dov'è il dotto? Dove mai il sottile ragionatore
di questo mondo? Non ha forse Dio dimostrato stolta la
sapienza di questo mondo? 21Poiché,
infatti, nel disegno sapiente di Dio il mondo, con tutta la
sua sapienza, non ha conosciuto Dio, è piaciuto a Dio di
salvare i credenti con la stoltezza della predicazione. 22E
mentre i Giudei chiedono i miracoli e i Greci cercano la
sapienza, 23noi predichiamo Cristo
crocifisso, scandalo per i Giudei, stoltezza per i pagani; 24ma
per coloro che sono chiamati, sia Giudei che Greci,
predichiamo Cristo potenza di Dio e sapienza di Dio. 25Perché
ciò che è stoltezza di Dio è più sapiente degli uomini, e
ciò che è debolezza di Dio è più forte degli uomini.
26Considerate
infatti la vostra chiamata, fratelli: non ci sono tra voi
molti sapienti secondo la carne, non molti potenti, non molti
nobili. 27Ma Dio ha scelto ciò che nel
mondo è stolto per confondere i sapienti, Dio ha scelto ciò
che nel mondo è debole per confondere i forti, 28Dio
ha scelto ciò che nel mondo è ignobile e disprezzato e ciò
che è nulla per ridurre a nulla le cose che sono, 29perché
nessun uomo possa gloriarsi davanti a Dio. 30Ed
è per lui che voi siete in Cristo Gesù, il quale per opera
di Dio è diventato per noi sapienza, giustizia,
santificazione e redenzione, 31perché, come
sta scritto:
Chi si vanta si vanti nel Signore.
Corinzi 1 - Capitolo 2
1Anch'io, o
fratelli, quando sono venuto tra voi, non mi sono presentato
ad annunziarvi la testimonianza di Dio con sublimità di
parola o di sapienza. 2Io ritenni infatti di
non sapere altro in mezzo a voi se non Gesù Cristo, e questi
crocifisso. 3Io venni in mezzo a voi in
debolezza e con molto timore e trepidazione; 4e
la mia parola e il mio messaggio non si basarono su discorsi
persuasivi di sapienza, ma sulla manifestazione dello Spirito
e della sua potenza, 5perché la vostra fede
non fosse fondata sulla sapienza umana, ma sulla potenza di
Dio.
6Tra i perfetti
parliamo, sì, di sapienza, ma di una sapienza che non è di
questo mondo, né dei dominatori di questo mondo che vengono
ridotti al nulla; 7parliamo di una sapienza
divina, misteriosa, che è rimasta nascosta, e che Dio ha
preordinato prima dei secoli per la nostra gloria. 8Nessuno
dei dominatori di questo mondo ha potuto conoscerla; se
l'avessero conosciuta, non avrebbero crocifisso il Signore
della gloria. 9Sta scritto infatti:
Quelle cose che occhio non vide, né
orecchio udì,
né mai entrarono in cuore di uomo,
queste ha preparato Dio per coloro che lo amano.
10Ma a noi Dio le
ha rivelate per mezzo dello Spirito; lo Spirito infatti scruta
ogni cosa, anche le profondità di Dio. 11Chi
conosce i segreti dell'uomo se non lo spirito dell'uomo che è
in lui? Così anche i segreti di Dio nessuno li ha mai potuti
conoscere se non lo Spirito di Dio. 12Ora,
noi non abbiamo ricevuto lo spirito del mondo, ma lo Spirito
di Dio per conoscere tutto ciò che Dio ci ha donato. 13Di
queste cose noi parliamo, non con un linguaggio suggerito
dalla sapienza umana, ma insegnato dallo Spirito, esprimendo
cose spirituali in termini spirituali. 14L'uomo
naturale però non comprende le cose dello Spirito di Dio;
esse sono follia per lui, e non è capace di intenderle, perché
se ne può giudicare solo per mezzo dello Spirito. 15L'uomo
spirituale invece giudica ogni cosa, senza poter essere
giudicato da nessuno.
16Chi infatti ha
conosciuto il pensiero del Signore
in modo da poterlo dirigere?
Ora, noi abbiamo il pensiero di
Cristo.
Corinzi 1 - Capitolo 3
1Io, fratelli,
sinora non ho potuto parlare a voi come a uomini spirituali,
ma come ad esseri carnali, come a neonati in Cristo. 2Vi
ho dato da bere latte, non un nutrimento solido, perché non
ne eravate capaci. E neanche ora lo siete; 3perché
siete ancora carnali: dal momento che c'è tra voi invidia e
discordia, non siete forse carnali e non vi comportate in
maniera tutta umana?
4Quando uno dice:
«Io sono di Paolo», e un altro: «Io sono di Apollo», non
vi dimostrate semplicemente uomini?
La vera funzione dei predicatori
5Ma
che cosa è
mai Apollo
? Cosa è Paolo? Ministri attraverso i quali siete venuti alla
fede e ciascuno secondo che il Signore gli ha concesso. 6Io
ho piantato, Apollo ha irrigato, ma è Dio che ha fatto
crescere. 7Ora né chi pianta, né chi irrìga
è qualche cosa, ma Dio che fa crescere. 8Non
c'è differenza tra chi pianta e chi irrìga, ma ciascuno
riceverà la sua mercede secondo il proprio lavoro. 9Siamo
infatti collaboratori di Dio, e voi siete il campo di Dio,
l'edificio di Dio.
10Secondo la grazia
di Dio che mi è stata data, come un sapiente architetto io ho
posto il fondamento; un altro poi vi costruisce sopra. Ma
ciascuno stia attento come costruisce. 11Infatti
nessuno può porre un fondamento diverso da quello che gia vi
si trova, che è Gesù Cristo. 12E se, sopra
questo fondamento, si costruisce con oro, argento, pietre
preziose, legno, fieno, paglia, 13l'opera di
ciascuno sarà ben visibile: la farà conoscere quel giorno
che si manifesterà col fuoco, e il fuoco proverà la qualità
dell'opera di ciascuno. 14Se l'opera che uno
costruì sul fondamento resisterà, costui ne riceverà una
ricompensa; 15ma se l'opera finirà
bruciata, sarà punito: tuttavia egli si salverà, però come
attraverso il fuoco. 16Non sapete che siete
tempio di Dio e che lo Spirito di Dio abita in voi? 17Se
uno distrugge il tempio di Dio, Dio distruggerà lui. Perché
santo è il tempio di Dio, che siete voi.
18Nessuno si
illuda. Se qualcuno tra voi si crede un sapiente in questo
mondo, si faccia stolto per diventare sapiente; 19perché
la sapienza di questo mondo è stoltezza davanti a Dio. Sta
scritto infatti:
Egli prende i sapienti per mezzo
della loro astuzia.
20E ancora:
Il Signore sa che i disegni dei
sapienti sono vani.
21Quindi nessuno
ponga la sua gloria negli uomini, perché tutto è vostro: 22Paolo,
Apollo, Cefa, il mondo, la vita, la morte, il presente, il
futuro: tutto è vostro! 23Ma voi siete di
Cristo e Cristo è di Dio.
Corinzi 1 - Capitolo 4
1Ognuno ci
consideri come ministri di Cristo e amministratori dei misteri
di Dio. 2Ora, quanto si richiede negli
amministratori è che ognuno risulti fedele. 3A
me però, poco importa di venir giudicato da voi o da un
consesso umano; anzi, io neppure giudico me stesso, 4perché
anche se non sono consapevole di colpa alcuna non per questo
sono giustificato. Il mio giudice è il Signore! 5Non
vogliate perciò giudicare nulla prima del tempo, finché
venga il Signore. Egli metterà in luce i segreti delle
tenebre e manifesterà le intenzioni dei cuori; allora
ciascuno avrà la sua lode da Dio.
6Queste cose,
fratelli, le ho applicate a modo di esempio a me e ad Apollo
per vostro profitto perché impariate nelle nostre persone a
stare a ciò che è scritto e non vi gonfiate d'orgoglio a
favore di uno contro un altro. 7Chi dunque
ti ha dato questo privilegio? Che cosa mai possiedi che tu non
abbia ricevuto? E se l'hai ricevuto, perché te ne vanti come
non l'avessi ricevuto?
8Gia siete sazi,
gia siete diventati ricchi; senza di noi gia siete diventati
re. Magari foste diventati re! Così anche noi potremmo
regnare con voi. 9Ritengo infatti che Dio
abbia messo noi, gli apostoli, all'ultimo posto, come
condannati a morte, poiché siamo diventati spettacolo al
mondo, agli angeli e agli uomini. 10Noi
stolti a causa di Cristo, voi sapienti in Cristo; noi deboli,
voi forti; voi onorati, noi disprezzati. 11Fino
a questo momento soffriamo la fame, la sete, la nudità,
veniamo schiaffeggiati, andiamo vagando di luogo in luogo, 12ci
affatichiamo lavorando con le nostre mani. Insultati,
benediciamo; perseguitati, sopportiamo; 13calunniati,
confortiamo; siamo diventati come la spazzatura del mondo, il
rifiuto di tutti, fino ad oggi.
Ammonizioni
14Non
per farvi vergognare vi scrivo queste cose, ma per ammonirvi,
come figli miei carissimi. 15Potreste
infatti avere anche diecimila pedagoghi in Cristo, ma non
certo molti padri, perché sono io che vi ho generato in
Cristo Gesù, mediante il vangelo. 16Vi
esorto dunque, fatevi miei imitatori! 17Per
questo appunto vi ho mandato Timòteo, mio figlio diletto e
fedele nel Signore: egli vi richiamerà alla memoria le vie
che vi ho indicato in Cristo, come insegno dappertutto in ogni
Chiesa.
18Come se io non
dovessi più venire da voi, alcuni hanno preso a gonfiarsi
d'orgoglio. 19Ma verrò presto, se piacerà
al Signore, e mi renderò conto allora non gia delle parole di
quelli, gonfi di orgoglio, ma di ciò che veramente sanno
fare, 20perché il regno di Dio non consiste
in parole, ma in potenza. 21Che volete?
Debbo venire a voi con il bastone, o con amore e con spirito
di dolcezza?
Corinzi 1 - Capitolo 5
2. IL CASO DI INCESTO
1Si
sente da per tutto parlare di immoralità tra voi, e di una
immoralità tale che non si riscontra neanche tra i pagani, al
punto che uno convive con la moglie di suo padre. 2E
voi vi gonfiate di orgoglio, piuttosto che esserne afflitti,
in modo che si tolga di mezzo a voi chi ha compiuto una tale
azione! 3Orbene, io, assente col corpo ma
presente con lo spirito, ho gia giudicato come se fossi
presente colui che ha compiuto tale azione: 4nel
nome del Signore nostro Gesù, essendo radunati insieme voi e
il mio spirito, con il potere del Signore nostro Gesù, 5questo
individuo sia dato in balìa di satana per la rovina della sua
carne, affinchè il suo spirito possa ottenere la salvezza nel
giorno del Signore.
6Non è una bella
cosa il vostro vanto. Non sapete che un pò di lievito fa
fermentare tutta la pasta? 7Togliete via il
lievito vecchio, per essere pasta nuova, poiché siete azzimi.
E infatti Cristo, nostra Pasqua, è stato immolato! 8Celebriamo
dunque la festa non con il lievito vecchio, né con lievito di
malizia e di perversità, ma con azzimi di sincerità e di
verità.
9Vi ho scritto
nella lettera precedente di non mescolarvi con gli impudichi. 10Non
mi riferivo però agli impudichi di questo mondo o agli avari,
ai ladri o agli idolàtri: altrimenti dovreste uscire dal
mondo! 11Vi ho scritto di non mescolarvi con
chi si dice fratello, ed è impudico o avaro o idolàtra o
maldicente o ubriacone o ladro; con questi tali non dovete
neanche mangiare insieme. 12Spetta forse a
me giudicare quelli di fuori? Non sono quelli di dentro che
voi giudicate? 13Quelli di fuori li
giudicherà Dio. Togliete il malvagio di mezzo a voi!
Corinzi 1 - Capitolo 6
3. L
'APPELLO AI TRIBUNALI PAGANI
1V'è
tra voi chi, avendo una questione con un altro, osa farsi
giudicare dagli ingiusti anziché dai santi? 2O
non sapete che i santi giudicheranno il mondo? E se è da voi
che verrà giudicato il mondo, siete dunque indegni di giudizi
di minima importanza? 3Non sapete che
giudicheremo gli angeli? Quanto più le cose di questa vita!
4Se dunque avete
liti per cose di questo mondo, voi prendete a giudici gente
senza autorità nella Chiesa? 5Lo dico per
vostra vergogna! Cosicché non vi sarebbe proprio nessuna
persona saggia tra di voi che possa far da arbitro tra
fratello e fratello? 6No, anzi, un fratello
viene chiamato in giudizio dal fratello e per di più davanti
a infedeli! 7E dire che è gia per voi una
sconfitta avere liti vicendevoli! Perché non subire piuttosto
l'ingiustizia? Perché non lasciarvi piuttosto privare di ciò
che vi appartiene? 8Siete voi invece che
commettete ingiustizia e rubate, e ciò ai fratelli! 9O
non sapete che gli ingiusti non erediteranno il regno di Dio?
Non illudetevi: né immorali, né idolàtri, né adùlteri, 10né
effeminati, né sodomiti, né ladri, né avari, né ubriaconi,
né maldicenti, né rapaci erediteranno il regno di Dio.
11E tali eravate
alcuni di voi; ma siete stati lavati, siete stati santificati,
siete stati giustificati nel nome del Signore Gesù Cristo e
nello Spirito del nostro Dio!
4.
LA FORNICAZIONE
12«Tutto
mi è lecito!». Ma non tutto giova. «Tutto mi è lecito!».
Ma io non mi lascerò dominare da nulla. 13«I
cibi sono per il ventre e il ventre per i cibi!». Ma Dio
distruggerà questo e quelli; il corpo poi non è per
l'impudicizia, ma per il Signore, e il Signore è per il
corpo. 14Dio poi, che ha risuscitato il
Signore, risusciterà anche noi con la sua potenza.
15Non sapete che i
vostri corpi sono membra di Cristo? Prenderò dunque le membra
di Cristo e ne farò membra di una prostituta? Non sia mai! 16O
non sapete voi che chi si unisce alla prostituta forma con
essa un corpo solo? I due saranno, è detto, un
corpo solo. 17Ma chi si unisce al
Signore forma con lui un solo spirito. 18Fuggite
la fornicazione! Qualsiasi peccato l'uomo commetta, è fuori
del suo corpo; ma chi si dà alla fornicazione, pecca contro
il proprio corpo. 19O non sapete che il
vostro corpo è tempio dello Spirito Santo che è in voi e che
avete da Dio, e che non appartenete a voi stessi? 20Infatti
siete stati comprati a caro prezzo. Glorificate dunque Dio nel
vostro corpo!
Corinzi 1 - Capitolo 7
II. SOLUZIONE DI DIVERSI PROBLEMI
1. MATRIMONIO E VERGINITA'
1Quanto
poi alle cose di cui mi avete scritto, è cosa buona per
l'uomo non toccare donna; 2tuttavia, per il
pericolo dell'incontinenza, ciascuno abbia la propria moglie e
ogni donna il proprio marito.
3Il marito compia
il suo dovere verso la moglie; ugualmente anche la moglie
verso il marito. 4La moglie non è arbitra
del proprio corpo, ma lo è il marito; allo stesso modo anche
il marito non è arbitro del proprio corpo, ma lo è la
moglie. 5Non astenetevi tra voi se non di
comune accordo e temporaneamente, per dedicarvi alla
preghiera, e poi ritornate a stare insieme, perché satana non
vi tenti nei momenti di passione. 6Questo
però vi dico per concessione, non per comando. 7Vorrei
che tutti fossero come me; ma ciascuno ha il proprio dono da
Dio, chi in un modo, chi in un altro.
8Ai non sposati e
alle vedove dico: è cosa buona per loro rimanere come sono
io; 9ma se non sanno vivere in continenza,
si sposino; è meglio sposarsi che ardere.
10Agli sposati poi
ordino, non io, ma il Signore: la moglie non si separi dal
marito - 11e qualora si separi, rimanga
senza sposarsi o si riconcili con il marito - e il marito non
ripudi la moglie.
12Agli altri dico
io, non il Signore: se un nostro fratello ha la moglie non
credente e questa consente a rimanere con lui, non la ripudi; 13e
una donna che abbia il marito non credente, se questi consente
a rimanere con lei, non lo ripudi: 14perché
il marito non credente viene reso santo dalla moglie credente
e la moglie non credente viene resa santa dal marito credente;
altrimenti i vostri figli sarebbero impuri, mentre invece sono
santi. 15Ma se il non credente vuol
separarsi, si separi; in queste circostanze il fratello o la
sorella non sono soggetti a servitù; Dio vi ha chiamati alla
pace! 16E che sai tu, donna, se salverai il
marito? O che ne sai tu, uomo, se salverai la moglie?
17Fuori di questi
casi, ciascuno continui a vivere secondo la condizione che gli
ha assegnato il Signore, così come Dio lo ha chiamato; così
dispongo in tutte le chiese. 18Qualcuno è
stato chiamato quando era circonciso? Non lo nasconda! E'
stato chiamato quando non era ancora circonciso? Non si faccia
circoncidere! 19La circoncisione non conta
nulla, e la non circoncisione non conta nulla; conta invece
l'osservanza dei comandamenti di Dio. 20Ciascuno
rimanga nella condizione in cui era quando fu chiamato. 21Sei
stato chiamato da schiavo? Non ti preoccupare; ma anche se
puoi diventare libero, profitta piuttosto della tua
condizione! 22Perché lo schiavo che è
stato chiamato nel Signore, è un liberto affrancato del
Signore! Similmente chi è stato chiamato da libero, è
schiavo di Cristo. 23Siete stati comprati a
caro prezzo: non fatevi schiavi degli uomini! 24Ciascuno,
fratelli, rimanga davanti a Dio in quella condizione in cui
era quando è stato chiamato.
25Quanto alle
vergini, non ho alcun comando dal Signore, ma do un consiglio,
come uno che ha ottenuto misericordia dal Signore e merita
fiducia. 26Penso dunque che sia bene per
l'uomo, a causa della presente necessità, di rimanere così. 27Ti
trovi legato a una donna? Non cercare di scioglierti. Sei
sciolto da donna? Non andare a cercarla. 28Però
se ti sposi non fai peccato; e se la giovane prende marito,
non fa peccato. Tuttavia costoro avranno tribolazioni nella
carne, e io vorrei risparmiarvele.
29Questo vi dico,
fratelli: il tempo ormai si è fatto breve; d'ora innanzi,
quelli che hanno moglie, vivano come se non l'avessero; 30coloro
che piangono, come se non piangessero e quelli che godono come
se non godessero; quelli che comprano, come se non
possedessero; 31quelli che usano del mondo,
come se non ne usassero appieno: perché passa la scena di
questo mondo! 32Io vorrei vedervi senza
preoccupazioni: chi non è sposato si preoccupa delle cose del
Signore, come possa piacere al Signore; 33chi
è sposato invece si preoccupa delle cose del mondo, come
possa piacere alla moglie, 34e si trova
diviso! Così la donna non sposata, come la vergine, si
preoccupa delle cose del Signore, per essere santa nel corpo e
nello spirito; la donna sposata invece si preoccupa delle cose
del mondo, come possa piacere al marito. 35Questo
poi lo dico per il vostro bene, non per gettarvi un laccio, ma
per indirizzarvi a ciò che è degno e vi tiene uniti al
Signore senza distrazioni.
36Se però qualcuno
ritiene di non regolarsi convenientemente nei riguardi della
sua vergine, qualora essa sia oltre il fiore dell'età, e
conviene che accada così, faccia ciò che vuole: non pecca.
Si sposino pure! 37Chi invece è fermamente
deciso in cuor suo, non avendo nessuna necessità, ma è
arbitro della propria volontà, ed ha deliberato in cuor suo
di conservare la sua vergine, fa bene. 38In
conclusione, colui che sposa la sua vergine fa bene e chi non
la sposa fa meglio.
39La moglie è
vincolata per tutto il tempo in cui vive il marito; ma se il
marito muore è libera di sposare chi vuole, purché ciò
avvenga nel Signore. 40Ma se rimane così, a
mio parere è meglio; credo infatti di avere anch'io lo
Spirito di Dio.
Corinzi 1 - Capitolo 8
2. GLI IDOLOTITI
L'aspetto teorico
1Quanto
poi alle carni immolate agli idoli, sappiamo di averne tutti
scienza. 2Ma la scienza gonfia, mentre la
carità edifica. Se alcuno crede di sapere qualche cosa, non
ha ancora imparato come bisogna sapere. 3Chi
invece ama Dio, è da lui conosciuto. 4Quanto
dunque al mangiare le carni immolate agli idoli, noi sappiamo
che non esiste alcun idolo al mondo e che non c'è che un Dio
solo. 5E in realtà, anche se vi sono
cosiddetti dei sia nel cielo sia sulla terra, e difatti ci
sono molti dei e molti signori, 6per noi c'è
un solo Dio, il Padre, dal quale tutto proviene e noi siamo
per lui; e un solo Signore Gesù Cristo, in virtù del quale
esistono tutte le cose e noi esistiamo per lui.
Il punto di vista della carità
7Ma
non tutti hanno questa scienza; alcuni, per la consuetudine
avuta fino al presente con gli idoli, mangiano le carni come
se fossero davvero immolate agli idoli, e così la loro
coscienza, debole com'è, resta contaminata. 8Non
sarà certo un alimento ad avvicinarci a Dio; né, se non ne
mangiamo, veniamo a mancare di qualche cosa, né mangiandone
ne abbiamo un vantaggio. 9Badate però che
questa vostra libertà non divenga occasione di caduta per i
deboli. 10Se uno infatti vede te, che hai la
scienza, stare a convito in un tempio di idoli, la coscienza
di quest'uomo debole non sarà forse spinta a mangiare le
carni immolate agli idoli? 11Ed ecco, per la
tua scienza, va in rovina il debole, un fratello per il quale
Cristo è morto! 12Peccando così contro i
fratelli e ferendo la loro coscienza debole, voi peccate
contro Cristo. 13Per questo, se un cibo
scandalizza il mio fratello, non mangerò mai più carne, per
non dare scandalo al mio fratello.
Corinzi 1 - Capitolo 9
L'esempio di Paolo
1Non
sono forse libero, io? Non sono un apostolo? Non ho veduto Gesù,
Signore nostro? E non siete voi la mia opera nel Signore? 2Anche
se per altri non sono apostolo, per voi almeno lo sono; voi
siete il sigillo del mio apostolato nel Signore. 3Questa
è la mia difesa contro quelli che mi accusano. 4Non
abbiamo forse noi il diritto di mangiare e di bere? 5Non
abbiamo il diritto di portare con noi una donna credente, come
fanno anche gli altri apostoli e i fratelli del Signore e Cefa?
6Ovvero solo io e Barnaba non abbiamo il
diritto di non lavorare?
7E chi mai presta
servizio militare a proprie spese? Chi pianta una vigna senza
mangiarne il frutto? O chi fa pascolare un gregge senza
cibarsi del latte del gregge? 8Io non dico
questo da un punto di vista umano; è
la Legge
che dice così. 9Sta scritto infatti nella
legge di Mosè: Non metterai la museruola al bue che
trebbia. Forse Dio si dà pensiero dei buoi? 10Oppure
lo dice proprio per noi? Certamente fu scritto per noi. Poiché
colui che ara deve arare nella speranza di avere la sua parte,
come il trebbiatore trebbiare nella stessa speranza. 11Se
noi abbiamo seminato in voi le cose spirituali, è forse gran
cosa se raccoglieremo beni materiali? 12Se
gli altri hanno tale diritto su di voi, non l'avremmo noi di
più? Noi però non abbiamo voluto servirci di questo diritto,
ma tutto sopportiamo per non recare intralcio al vangelo di
Cristo. 13Non sapete che coloro che
celebrano il culto traggono il vitto dal culto, e coloro che
attendono all'altare hanno parte dell'altare? 14Così
anche il Signore ha disposto che quelli che annunziano il
vangelo vivano del vangelo.
15Ma io non mi sono
avvalso di nessuno di questi diritti, né ve ne scrivo perché
ci si regoli in tal modo con me; preferirei piuttosto morire.
Nessuno mi toglierà questo vanto! 16Non è
infatti per me un vanto predicare il vangelo; è un dovere per
me: guai a me se non predicassi il vangelo! 17Se
lo faccio di mia iniziativa, ho diritto alla ricompensa; ma se
non lo faccio di mia iniziativa, è un incarico che mi è
stato affidato. 18Quale è dunque la mia
ricompensa? Quella di predicare gratuitamente il vangelo senza
usare del diritto conferitomi dal vangelo.
19Infatti, pur
essendo libero da tutti, mi sono fatto servo di tutti per
guadagnarne il maggior numero: 20mi sono
fatto Giudeo con i Giudei, per guadagnare i Giudei; con coloro
che sono sotto la legge sono diventato come uno che è sotto
la legge, pur non essendo sotto la legge, allo scopo di
guadagnare coloro che sono sotto la legge. 21Con
coloro che non hanno legge sono diventato come uno che è
senza legge, pur non essendo senza la legge di Dio, anzi
essendo nella legge di Cristo, per guadagnare coloro che sono
senza legge. 22Mi sono fatto debole con i
deboli, per guadagnare i deboli; mi sono fatto tutto a tutti,
per salvare ad ogni costo qualcuno. 23Tutto
io faccio per il vangelo, per diventarne partecipe con loro.
24Non sapete che
nelle corse allo stadio tutti corrono, ma uno solo conquista
il premio? Correte anche voi in modo da conquistarlo! 25Però
ogni atleta è temperante in tutto; essi lo fanno per ottenere
una corona corruttibile, noi invece una incorruttibile. 26Io
dunque corro, ma non come chi è senza mèta; faccio il
pugilato, ma non come chi batte l'aria, 27anzi
tratto duramente il mio corpo e lo trascino in schiavitù
perché non succeda che dopo avere predicato agli altri, venga
io stesso squalificato.
Corinzi 1 - Capitolo 10
Il punto di vista della prudenza e
le lezioni della storia di Israele
1Non
voglio infatti che ignoriate, o fratelli, che i nostri padri
furono tutti sotto la nuvola, tutti attraversarono il mare, 2tutti
furono battezzati in rapporto a Mosè nella nuvola e nel mare,
3tutti mangiarono lo stesso cibo spirituale,
4tutti bevvero la stessa bevanda spirituale:
bevevano infatti da una roccia spirituale che li accompagnava,
e quella roccia era il Cristo. 5Ma della
maggior parte di loro Dio non si compiacque e perciò furono
abbattuti nel deserto.
6Ora ciò avvenne
come esempio per noi, perché non desiderassimo cose cattive,
come essi le desiderarono. 7Non diventate
idolàtri come alcuni di loro, secondo quanto sta scritto: Il
popolo sedette a mangiare e a bere e poi si alzò per
divertirsi. 8Non abbandoniamoci alla
fornicazione, come vi si abbandonarono alcuni di essi e ne
caddero in un solo giorno ventitremila. 9Non
mettiamo alla prova il Signore, come fecero alcuni di essi, e
caddero vittime dei serpenti. 10Non
mormorate, come mormorarono alcuni di essi, e caddero vittime
dello sterminatore. 11Tutte queste cose però
accaddero a loro come esempio, e sono state scritte per
ammonimento nostro, di noi per i quali è arrivata la fine dei
tempi. 12Quindi, chi crede di stare in
piedi, guardi di non cadere. 13Nessuna
tentazione vi ha finora sorpresi se non umana; infatti Dio è
fedele e non permetterà che siate tentati oltre le vostre
forze, ma con la tentazione vi darà anche la via d'uscita e
la forza per sopportarla.
I pasti sacri. Non patteggiare con
l'idolatria
14Perciò,
o miei cari, fuggite l'idolatria. 15Parlo
come a persone intelligenti; giudicate voi stessi quello che
dico: 16il calice della benedizione che noi
benediciamo, non è forse comunione con il sangue di Cristo? E
il pane che noi spezziamo, non è forse comunione con il corpo
di Cristo? 17Poiché c'è un solo pane, noi,
pur essendo molti, siamo un corpo solo: tutti infatti
partecipiamo dell'unico pane. 18Guardate
Israele secondo la carne: quelli che mangiano le vittime
sacrificali non sono forse in comunione con l'altare?
19Che cosa dunque
intendo dire? Che la carne immolata agli idoli è qualche
cosa? O che un idolo è qualche cosa? 20No,
ma dico che i sacrifici dei pagani sono fatti a demòni e non
a Dio. Ora, io non voglio che voi entriate in comunione con i
demòni; 21non potete bere il calice del
Signore e il calice dei demòni; non potete partecipare alla
mensa del Signore e alla mensa dei demòni. 22O
vogliamo provocare la gelosia del Signore? Siamo forse più
forti di lui?
Gli idolotiti. Soluzioni pratiche
23«Tutto
è lecito!». Ma non tutto è utile! «Tutto è lecito!». Ma
non tutto edifica. 24Nessuno cerchi l'utile
proprio, ma quello altrui. 25Tutto ciò che
è in vendita sul mercato, mangiatelo pure senza indagare per
motivo di coscienza, 26perché del
Signore è la terra e tutto ciò che essa contiene.
27Se qualcuno non
credente vi invita e volete andare, mangiate tutto quello che
vi viene posto davanti, senza fare questioni per motivo di
coscienza. 28Ma se qualcuno vi dicesse: «E'
carne immolata in sacrificio», astenetevi dal mangiarne, per
riguardo a colui che vi ha avvertito e per motivo di
coscienza; 29della coscienza, dico, non tua,
ma dell'altro. Per qual motivo, infatti, questa mia libertà
dovrebbe esser sottoposta al giudizio della coscienza altrui? 30Se
io con rendimento di grazie partecipo alla mensa, perché
dovrei essere biasimato per quello di cui rendo grazie?
Conclusione
31Sia
dunque che mangiate sia che beviate sia che facciate qualsiasi
altra cosa, fate tutto per la gloria di Dio. 32Non
date motivo di scandalo né ai Giudei, né ai Greci, né alla
Chiesa di Dio; 33così come io mi sforzo di
piacere a tutti in tutto, senza cercare l'utile mio ma quello
di molti, perché giungano alla salvezza.
Corinzi 1 - Capitolo 11
3. IL BUON ORDINE NELLE ASSEMBLEE
L'abbigliamento delle donne
1Fatevi
miei imitatori, come io lo sono di Cristo.
2Vi lodo poi perché
in ogni cosa vi ricordate di me e conservate le tradizioni così
come ve le ho trasmesse. 3Voglio però che
sappiate che di ogni uomo il capo è Cristo, e capo della
donna è l'uomo, e capo di Cristo è Dio. 4Ogni
uomo che prega o profetizza con il capo coperto, manca di
riguardo al proprio capo. 5Ma ogni donna che
prega o profetizza senza velo sul capo, manca di riguardo al
proprio capo, poiché è lo stesso che se fosse rasata. 6Se
dunque una donna non vuol mettersi il velo, si tagli anche i
capelli! Ma se è vergogna per una donna tagliarsi i capelli o
radersi, allora si copra.
7L'uomo non deve
coprirsi il capo, poiché egli è immagine e gloria di Dio; la
donna invece è gloria dell'uomo. 8E infatti
non l'uomo deriva dalla donna, ma la donna dall'uomo; 9né
l'uomo fu creato per la donna, ma la donna per l'uomo. 10Per
questo la donna deve portare sul capo un segno della sua
dipendenza a motivo degli angeli. 11Tuttavia,
nel Signore, né la donna è senza l'uomo, né l'uomo è senza
la donna; 12come infatti la donna deriva
dall'uomo, così l'uomo ha vita dalla donna; tutto poi
proviene da Dio. 13Giudicate voi stessi: è
conveniente che una donna faccia preghiera a Dio col capo
scoperto? 14Non è forse la natura stessa a
insegnarci che è indecoroso per l'uomo lasciarsi crescere i
capelli, 15mentre è una gloria per la donna
lasciarseli crescere? La chioma le è stata data a guisa di
velo. 16Se poi qualcuno ha il gusto della
contestazione, noi non abbiamo questa consuetudine e neanche
le Chiese di Dio.
Il "pasto del Signore"
17E
mentre vi do queste istruzioni, non posso lodarvi per il fatto
che le vostre riunioni non si svolgono per il meglio, ma per
il peggio. 18Innanzi tutto sento dire che,
quando vi radunate in assemblea, vi sono divisioni tra voi, e
in parte lo credo. 19E' necessario infatti
che avvengano divisioni tra voi, perché si manifestino quelli
che sono i veri credenti in mezzo a voi. 20Quando
dunque vi radunate insieme, il vostro non è più un mangiare
la cena del Signore. 21Ciascuno infatti,
quando partecipa alla cena, prende prima il proprio pasto e
così uno ha fame, l'altro è ubriaco. 22Non
avete forse le vostre case per mangiare e per bere? O volete
gettare il disprezzo sulla chiesa di Dio e far vergognare chi
non ha niente? Che devo dirvi? Lodarvi? In questo non vi lodo!
23Io, infatti, ho
ricevuto dal Signore quello che a mia volta vi ho trasmesso:
il Signore Gesù, nella notte in cui veniva tradito, prese del
pane 24e, dopo aver reso grazie, lo spezzò
e disse: «Questo è il mio corpo, che è per voi; fate questo
in memoria di me». 25Allo stesso modo, dopo
aver cenato, prese anche il calice, dicendo: «Questo calice
è la nuova alleanza nel mio sangue; fate questo, ogni volta
che ne bevete, in memoria di me». 26Ogni
volta infatti che mangiate di questo pane e bevete di questo
calice, voi annunziate la morte del Signore finché egli
venga. 27Perciò chiunque in modo indegno
mangia il pane o beve il calice del Signore, sarà reo del
corpo e del sangue del Signore. 28Ciascuno,
pertanto, esamini se stesso e poi mangi di questo pane e beva
di questo calice; 29perché chi mangia e
beve senza riconoscere il corpo del Signore, mangia e beve la
propria condanna. 30E' per questo che tra
voi ci sono molti ammalati e infermi, e un buon numero sono
morti. 31Se però ci esaminassimo
attentamente da noi stessi, non saremmo giudicati; 32quando
poi siamo giudicati dal Signore, veniamo ammoniti per non
esser condannati insieme con questo mondo.
33Perciò, fratelli
miei, quando vi radunate per la cena, aspettatevi gli uni gli
altri. 34E se qualcuno ha fame, mangi a
casa, perché non vi raduniate a vostra condanna. Quanto alle
altre cose, le sistemerò alla mia venuta.
Corinzi 1 - Capitolo 12
I doni spirituali o
"carismi"
1Riguardo
ai doni dello Spirito, fratelli, non voglio che restiate
nell'ignoranza. 2Voi sapete infatti che,
quando eravate pagani, vi lasciavate trascinare verso gli
idoli muti secondo l'impulso del momento. 3Ebbene,
io vi dichiaro: come nessuno che parli sotto l'azione dello
Spirito di Dio può dire «Gesù è anàtema», così nessuno
può dire «Gesù è Signore» se non sotto l'azione dello
Spirito Santo.
Diversità e unità dei carismi
4Vi
sono poi diversità di carismi, ma uno solo è lo Spirito; 5vi
sono diversità di ministeri, ma uno solo è il Signore; 6vi
sono diversità di operazioni, ma uno solo è Dio, che opera
tutto in tutti. 7E a ciascuno è data una
manifestazione particolare dello Spirito per l'utilità
comune: 8a uno viene concesso dallo Spirito
il linguaggio della sapienza; a un altro invece, per mezzo
dello stesso Spirito, il linguaggio di scienza; 9a
uno la fede per mezzo dello stesso Spirito; a un altro il dono
di far guarigioni per mezzo dell'unico Spirito; 10a
uno il potere dei miracoli; a un altro il dono della profezia;
a un altro il dono di distinguere gli spiriti; a un altro le
varietà delle lingue; a un altro infine l'interpretazione
delle lingue. 11Ma tutte queste cose è
l'unico e il medesimo Spirito che le opera, distribuendole a
ciascuno come vuole.
Paragone del corpo
12Come
infatti il corpo, pur essendo uno, ha molte membra e tutte le
membra, pur essendo molte, sono un corpo solo, così anche
Cristo. 13E in realtà noi tutti siamo stati
battezzati in un solo Spirito per formare un solo corpo,
Giudei o Greci, schiavi o liberi; e tutti ci siamo abbeverati
a un solo Spirito. 14Ora il corpo non
risulta di un membro solo, ma di molte membra. 15Se
il piede dicesse: «Poiché io non sono mano, non appartengo
al corpo», non per questo non farebbe più parte del corpo. 16E
se l'orecchio dicesse: «Poiché io non sono occhio, non
appartengo al corpo», non per questo non farebbe più parte
del corpo. 17Se il corpo fosse tutto occhio,
dove sarebbe l'udito? Se fosse tutto udito, dove l'odorato? 18Ora,
invece, Dio ha disposto le membra in modo distinto nel corpo,
come egli ha voluto. 19Se poi tutto fosse un
membro solo, dove sarebbe il corpo? 20Invece
molte sono le membra, ma uno solo è il corpo. 21Non
può l'occhio dire alla mano: «Non ho bisogno di te»; né la
testa ai piedi: «Non ho bisogno di voi». 22Anzi
quelle membra del corpo che sembrano più deboli sono più
necessarie; 23e quelle parti del corpo che
riteniamo meno onorevoli le circondiamo di maggior rispetto, e
quelle indecorose sono trattate con maggior decenza, 24mentre
quelle decenti non ne hanno bisogno. Ma Dio ha composto il
corpo, conferendo maggior onore a ciò che ne mancava, 25perché
non vi fosse disunione nel corpo, ma anzi le varie membra
avessero cura le une delle altre. 26Quindi
se un membro soffre, tutte le membra soffrono insieme; e se un
membro è onorato, tutte le membra gioiscono con lui. 27Ora
voi siete corpo di Cristo e sue membra, ciascuno per la sua
parte.
La gerarchia dei carismi. Inno alla
carità
28Alcuni
perciò Dio li ha posti nella Chiesa in primo luogo come
apostoli, in secondo luogo come profeti, in terzo luogo come
maestri; poi vengono i miracoli, poi i doni di far guarigioni,
i doni di assistenza, di governare, delle lingue. 29Sono
forse tutti apostoli? Tutti profeti? Tutti maestri? Tutti
operatori di miracoli? 30Tutti possiedono
doni di far guarigioni? Tutti parlano lingue? Tutti le
interpretano?
31Aspirate ai
carismi più grandi! E io vi mostrerò una via migliore di
tutte.
Corinzi 1 - Capitolo 13
1Se anche parlassi
le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi la carità,
sono come un bronzo che risuona o un cembalo che tintinna.
2E se avessi il
dono della profezia e conoscessi tutti i misteri e tutta la
scienza, e possedessi la pienezza della fede così da
trasportare le montagne, ma non avessi la carità, non sono
nulla.
3E se anche
distribuissi tutte le mie sostanze e dessi il mio corpo per
esser bruciato, ma non avessi la carità, niente mi giova.
4La carità è
paziente, è benigna la carità; non è invidiosa la carità,
non si vanta, non si gonfia, 5non manca di
rispetto, non cerca il suo interesse, non si adira, non tiene
conto del male ricevuto, 6non gode
dell'ingiustizia, ma si compiace della verità. 7Tutto
copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta. 8La
carità non avrà mai fine. Le profezie scompariranno; il dono
delle lingue cesserà e la scienza svanirà. 9La
nostra conoscenza è imperfetta e imperfetta la nostra
profezia. 10Ma quando verrà ciò che è
perfetto, quello che è imperfetto scomparirà. 11Quand'ero
bambino, parlavo da bambino, pensavo da bambino, ragionavo da
bambino. Ma, divenuto uomo, ciò che era da bambino l'ho
abbandonato. 12Ora vediamo come in uno
specchio, in maniera confusa; ma allora vedremo a faccia a
faccia. Ora conosco in modo imperfetto, ma allora conoscerò
perfettamente, come anch'io sono conosciuto.
13Queste dunque le
tre cose che rimangono: la fede, la speranza e la carità; ma
di tutte più grande è la carità!
Corinzi 1 - Capitolo 14
Gerarchia dei carismi in vista
dell'utilità comune
1Ricercate
la carità. Aspirate pure anche ai doni dello Spirito,
soprattutto alla profezia. 2Chi infatti
parla con il dono delle lingue non parla agli uomini, ma a
Dio, giacchè nessuno comprende, mentre egli dice per
ispirazione cose misteriose. 3Chi
profetizza, invece, parla agli uomini per loro edificazione,
esortazione e conforto. 4Chi parla con il
dono delle lingue edifica se stesso, chi profetizza edifica
l'assemblea. 5Vorrei vedervi tutti parlare
con il dono delle lingue, ma preferisco che abbiate il dono
della profezia; in realtà è più grande colui che profetizza
di colui che parla con il dono delle lingue, a meno che egli
anche non interpreti, perché l'assemblea ne riceva
edificazione.
6E ora, fratelli,
supponiamo che io venga da voi parlando con il dono delle
lingue; in che cosa potrei esservi utile, se non vi parlassi
in rivelazione o in scienza o in profezia o in dottrina? 7E'
quanto accade per gli oggetti inanimati che emettono un suono,
come il flauto o la cetra; se non si distinguono con chiarezza
i suoni, come si potrà distinguere ciò che si suona col
flauto da ciò che si suona con la cetra? 8E
se la tromba emette un suono confuso, chi si preparerà al
combattimento? 9Così anche voi, se non
pronunziate parole chiare con la lingua, come si potrà
comprendere ciò che andate dicendo? Parlerete al vento! 10Nel
mondo vi sono chissà quante varietà di lingue e nulla è
senza un proprio linguaggio; 11ma se io non
conosco il valore del suono, sono come uno straniero per colui
che mi parla, e chi mi parla sarà uno straniero per me.
12Quindi anche voi,
poiché desiderate i doni dello Spirito, cercate di averne in
abbondanza, per l'edificazione della comunità. 13Perciò
chi parla con il dono delle lingue, preghi di poterle
interpretare. 14Quando infatti prego con il
dono delle lingue, il mio spirito prega, ma la mia
intelligenza rimane senza frutto. 15Che fare
dunque? Pregherò con lo spirito, ma pregherò anche con
l'intelligenza; canterò con lo spirito, ma canterò anche con
l'intelligenza. 16Altrimenti se tu benedici
soltanto con lo spirito, colui che assiste come non iniziato
come potrebbe dire l'Amen al tuo ringraziamento, dal momento
che non capisce quello che dici? 17Tu puoi
fare un bel ringraziamento, ma l'altro non viene edificato. 18Grazie
a Dio, io parlo con il dono delle lingue molto più di tutti
voi; 19ma in assemblea preferisco dire
cinque parole con la mia intelligenza per istruire anche gli
altri, piuttosto che diecimila parole con il dono delle
lingue.
20Fratelli, non
comportatevi da bambini nei giudizi; siate come bambini quanto
a malizia, ma uomini maturi quanto ai giudizi. 21Sta
scritto nella Legge:
Parlerò a questo popolo in altre
lingue
e con labbra di stranieri,
ma neanche così mi ascolteranno, dice il
Signore. 22Quindi le lingue non sono un
segno per i credenti ma per i non credenti, mentre la profezia
non è per i non credenti ma per i credenti. 23Se,
per esempio, quando si raduna tutta la comunità, tutti
parlassero con il dono delle lingue e sopraggiungessero dei
non iniziati o non credenti, non direbbero forse che siete
pazzi? 24Se invece tutti profetassero e
sopraggiungesse qualche non credente o un non iniziato,
verrebbe convinto del suo errore da tutti, giudicato da tutti;
25sarebbero manifestati i segreti del suo
cuore, e così prostrandosi a terra adorerebbe Dio,
proclamando che veramente Dio è fra voi.
I carismi. Regole pratiche
26Che
fare dunque, fratelli? Quando vi radunate ognuno può avere un
salmo, un insegnamento, una rivelazione, un discorso in
lingue, il dono di interpretarle. Ma tutto si faccia per
l'edificazione.27Quando si parla con il dono
delle lingue, siano in due o al massimo in tre a parlare, e
per ordine; uno poi faccia da interprete. 28Se
non vi è chi interpreta, ciascuno di essi taccia
nell'assemblea e parli solo a se stesso e a Dio. 29I
profeti parlino in due o tre e gli altri giudichino. 30Se
uno di quelli che sono seduti riceve una rivelazione, il primo
taccia: 31tutti infatti potete profetare,
uno alla volta, perché tutti possano imparare ed essere
esortati. 32Ma le ispirazioni dei profeti
devono essere sottomesse ai profeti, 33perché
Dio non è un Dio di disordine, ma di pace.
34Come in tutte le
comunità dei fedeli, le donne nelle assemblee tacciano perché
non è loro permesso parlare; stiano invece sottomesse, come
dice anche la legge. 35Se vogliono imparare
qualche cosa, interroghino a casa i loro mariti, perché è
sconveniente per una donna parlare in assemblea.
36Forse la parola
di Dio è partita da voi? O è giunta soltanto a voi? 37Chi
ritiene di essere profeta o dotato di doni dello Spirito, deve
riconoscere che quanto scrivo è comando del Signore; 38se
qualcuno non lo riconosce, neppure lui è riconosciuto. 39Dunque,
fratelli miei, aspirate alla profezia e, quanto al parlare con
il dono delle lingue, non impeditelo. 40Ma
tutto avvenga decorosamente e con ordine.
Corinzi 1 - Capitolo 15
III.
LA RISURREZIONE DEI
MORTI
Il fatto della risurrezione
1Vi
rendo noto, fratelli, il vangelo che vi ho annunziato e che
voi avete ricevuto, nel quale restate saldi, 2e
dal quale anche ricevete la salvezza, se lo mantenete in
quella forma in cui ve l'ho annunziato. Altrimenti, avreste
creduto invano!
3Vi ho trasmesso
dunque, anzitutto, quello che anch'io ho ricevuto: che cioè
Cristo morì per i nostri peccati secondo le Scritture, 4fu
sepolto ed è risuscitato il terzo giorno secondo le
Scritture, 5e che apparve a Cefa e quindi ai
Dodici. 6In seguito apparve a più di
cinquecento fratelli in una sola volta: la maggior parte di
essi vive ancora, mentre alcuni sono morti. 7Inoltre
apparve a Giacomo, e quindi a tutti gli apostoli. 8Ultimo
fra tutti apparve anche a me come a un aborto. 9Io
infatti sono l'infimo degli apostoli, e non sono degno neppure
di essere chiamato apostolo, perché ho perseguitato
la Chiesa
di Dio. 10Per grazia di Dio però sono
quello che sono, e la sua grazia in me non è stata vana; anzi
ho faticato più di tutti loro, non io però, ma la grazia di
Dio che è con me. 11Pertanto, sia io che
loro, così predichiamo e così avete creduto.
12Ora, se si
predica che Cristo è risuscitato dai morti, come possono dire
alcuni tra voi che non esiste risurrezione dei morti? 13Se
non esiste risurrezione dai morti, neanche Cristo è
risuscitato! 14Ma se Cristo non è
risuscitato, allora è vana la nostra predicazione ed è vana
anche la vostra fede. 15Noi, poi, risultiamo
falsi testimoni di Dio, perché contro Dio abbiamo
testimoniato che egli ha risuscitato Cristo, mentre non lo ha
risuscitato, se è vero che i morti non risorgono. 16Se
infatti i morti non risorgono, neanche Cristo è risorto; 17ma
se Cristo non è risorto, è vana la vostra fede e voi siete
ancora nei vostri peccati. 18E anche quelli
che sono morti in Cristo sono perduti. 19Se
poi noi abbiamo avuto speranza in Cristo soltanto in questa
vita, siamo da compiangere più di tutti gli uomini.
20Ora, invece,
Cristo è risuscitato dai morti, primizia di coloro che sono
morti. 21Poiché se a causa di un uomo venne
la morte, a causa di un uomo verrà anche la risurrezione dei
morti; 22e come tutti muoiono in Adamo, così
tutti riceveranno la vita in Cristo. 23Ciascuno
però nel suo ordine: prima Cristo, che è la primizia; poi,
alla sua venuta, quelli che sono di Cristo; 24poi
sarà la fine, quando egli consegnerà il regno a Dio Padre,
dopo aver ridotto al nulla ogni principato e ogni potestà e
potenza. 25Bisogna infatti che egli regni
finché non abbia posto tutti i nemici sotto i suoi piedi. 26L'ultimo
nemico ad essere annientato sarà la morte, 27perché
ogni cosa ha posto sotto i suoi piedi. Però quando
dice che ogni cosa è stata sottoposta, è chiaro che si deve
eccettuare Colui che gli ha sottomesso ogni cosa. 28E
quando tutto gli sarà stato sottomesso, anche lui, il Figlio,
sarà sottomesso a Colui che gli ha sottomesso ogni cosa,
perché Dio sia tutto in tutti.
29Altrimenti, che
cosa farebbero quelli che vengono battezzati per i morti? Se
davvero i morti non risorgono, perché si fanno battezzare per
loro? 30E perché noi ci esponiamo al
pericolo continuamente? 31Ogni giorno io
affronto la morte, come è vero che voi siete il mio vanto,
fratelli, in Cristo Gesù nostro Signore! 32Se
soltanto per ragioni umane io avessi combattuto a Efeso contro
le belve, a che mi gioverebbe? Se i morti non risorgono, mangiamo
e beviamo, perché domani moriremo. 33Non
lasciatevi ingannare: «Le cattive compagnie corrompono i
buoni costumi». 34Ritornate in voi, come
conviene, e non peccate! Alcuni infatti dimostrano di non
conoscere Dio; ve lo dico a vostra vergogna.
Il modo della risurrezione
35Ma
qualcuno dirà: «Come risuscitano i morti? Con quale corpo
verranno?». 36Stolto! Ciò che tu semini
non prende vita, se prima non muore; 37e
quello che semini non è il corpo che nascerà, ma un semplice
chicco, di grano per esempio o di altro genere. 38E
Dio gli dà un corpo come ha stabilito, e a ciascun seme il
proprio corpo. 39Non ogni carne è la
medesima carne; altra è la carne di uomini e altra quella di
animali; altra quella di uccelli e altra quella di pesci. 40Vi
sono corpi celesti e corpi terrestri, ma altro è lo splendore
dei corpi celesti, e altro quello dei corpi terrestri. 41Altro
è lo splendore del sole, altro lo splendore della luna e
altro lo splendore delle stelle: ogni stella infatti
differisce da un'altra nello splendore. 42Così
anche la risurrezione dei morti: si semina corruttibile e
risorge incorruttibile; 43si semina ignobile
e risorge glorioso, si semina debole e risorge pieno di forza;
44si semina un corpo animale, risorge un
corpo spirituale.
Se c'è un corpo animale, vi è anche
un corpo spirituale, poiché sta scritto che 45il
primo uomo, Adamo, divenne un essere vivente, ma
l'ultimo Adamo divenne spirito datore di vita. 46Non
vi fu prima il corpo spirituale, ma quello animale, e poi lo
spirituale. 47Il primo uomo tratto dalla
terra è di terra, il secondo uomo viene dal cielo. 48Quale
è l'uomo fatto di terra, così sono quelli di terra; ma quale
il celeste, così anche i celesti. 49E come
abbiamo portato l'immagine dell'uomo di terra, così porteremo
l'immagine dell'uomo celeste. 50Questo vi
dico, o fratelli: la carne e il sangue non possono ereditare
il regno di Dio, né ciò che è corruttibile può ereditare
l'incorruttibilità.
51Ecco io vi
annunzio un mistero: non tutti, certo, moriremo, ma tutti
saremo trasformati, 52in un istante, in un
batter d'occhio, al suono dell'ultima tromba; suonerà infatti
la tromba e i morti risorgeranno incorrotti e noi saremo
trasformati. 53E' necessario infatti che
questo corpo corruttibile si vesta di incorruttibilità e
questo corpo mortale si vesta di immortalità.
Inno trionfale
54Quando
poi questo corpo corruttibile si sarà vestito
d'incorruttibilità e questo corpo mortale d'immortalità, si
compirà la parola della Scrittura:
La morte è stata ingoiata per la
vittoria.
55Dov'è, o morte, la tua vittoria?
Dov'è, o morte, il tuo pungiglione? 56Il
pungiglione della morte è il peccato e la forza del peccato
è la legge. 57Siano rese grazie a Dio che
ci dà la vittoria per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo! 58Perciò,
fratelli miei carissimi, rimanete saldi e irremovibili,
prodigandovi sempre nell'opera del Signore, sapendo che la
vostra fatica non è vana nel Signore.
Corinzi 1 - Capitolo 16
CONCLUSIONE
Raccomandazioni. Saluti. Augurio
finale
1Quanto
poi alla colletta in favore dei fratelli, fate anche voi come
ho ordinato alle Chiese della Galazia. 2Ogni
primo giorno della settimana ciascuno metta da parte ciò che
gli è riuscito di risparmiare, perché non si facciano le
collette proprio quando verrò io. 3Quando
poi giungerò, manderò con una mia lettera quelli che voi
avrete scelto per portare il dono della vostra liberalità a
Gerusalemme. 4E se converrà che vada
anch'io, essi partiranno con me.
5Verrò da voi dopo
aver attraversato
la Macedonia
, poiché
la Macedonia
intendo solo attraversarla; 6ma forse mi
fermerò da voi o anche passerò l'inverno, perché siate voi
a predisporre il necessario per dove andrò. 7Non
voglio vedervi solo di passaggio, ma spero di trascorrere un pò
di tempo con voi, se il Signore lo permetterà. 8Mi
fermerò tuttavia a Efeso fino a Pentecoste, 9perché
mi si è aperta una porta grande e propizia, anche se gli
avversari sono molti. 10Quando verrà Timòteo,
fate che non si trovi in soggezione presso di voi, giacchè
anche lui lavora come me per l'opera del Signore. 11Nessuno
dunque gli manchi di riguardo; al contrario, accomiatatelo in
pace, perché ritorni presso di me: io lo aspetto con i
fratelli. 12Quanto poi al fratello Apollo,
l'ho pregato vivamente di venire da voi con i fratelli, ma non
ha voluto assolutamente saperne di partire ora; verrà
tuttavia quando gli si presenterà l'occasione.
13Vigilate, state
saldi nella fede, comportatevi da uomini, siate forti. 14Tutto
si faccia tra voi nella carità. 15Una
raccomandazione ancora, o fratelli: conoscete la famiglia di
Stefana, che è primizia dell'Acaia; hanno dedicato se stessi
a servizio dei fedeli; 16siate anche voi
deferenti verso di loro e verso quanti collaborano e si
affaticano con loro. 17Io mi rallegro della
visita di Stefana, di Fortunato e di Acàico, i quali hanno
supplito alla vostra assenza; 18essi hanno
allietato il mio spirito e allieteranno anche il vostro.
Sappiate apprezzare siffatte persone.
19Le comunità
dell'Asia vi salutano. Vi salutano molto nel Signore Aquila e
Prisca, con la comunità che si raduna nella loro casa. 20Vi
salutano i fratelli tutti. Salutatevi a vicenda con il bacio
santo.
21Il saluto è di
mia mano, di Paolo. 22Se qualcuno non ama il
Signore sia anàtema. Marana tha: vieni, o Signore! 23La
grazia del Signore Gesù sia con voi. 24Il
mio amore con tutti voi in Cristo Gesù!
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