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Daniele - Capitolo
1
I RAGAZZI EBREI ALLA CORTE DI
NABUCODONOSOR
1L'anno
terzo del regno di Ioiakìm re di Giuda, Nabucodònosor re di
Babilonia marciò su Gerusalemme e la cinse dassedio. 2Il
Signore mise Ioiakìm re di Giuda nelle sue mani, insieme con
una parte degli arredi del tempio di Dio, ed egli li trasportò
in Sennaàr e depositò gli arredi nel tesoro del tempio del
suo dio.
3Il re ordinò ad
Asfenàz, capo dei suoi funzionari di corte, di condurgli
giovani israeliti di stirpe reale o di famiglia nobile, 4senza
difetti, di bell'aspetto, dotati di ogni scienza, educati,
intelligenti e tali da poter stare nella reggia, per essere
istruiti nella scrittura e nella lingua dei Caldei.
5Il re assegnò
loro una razione giornaliera di vivande e di vino della sua
tavola; dovevano esser educati per tre anni, al termine dei
quali sarebbero entrati al servizio del re. 6Fra
di loro vi erano alcuni Giudei: Daniele, Anania, Misaele e
Azaria; 7però il capo dei funzionari di
corte chiamò Daniele Baltazzàr; Anania Sadràch; Misaele Mesàch
e Azaria Abdènego.
8Ma Daniele decise
in cuor suo di non contaminarsi con le vivande del re e con il
vino dei suoi banchetti e chiese al capo dei funzionari di non
farlo contaminare.
9Dio fece sì che
Daniele incontrasse la benevolenza e la simpatia del capo dei
funzionari. 10Però egli disse a Daniele: «Io
temo che il re mio signore, che ha stabilito quello che dovete
mangiare e bere, trovi le vostre facce più magre di quelle
degli altri giovani della vostra età e io così mi renda
colpevole davanti al re». 11Ma Daniele
disse al custode, al quale il capo dei funzionari aveva
affidato Daniele, Anania, Misaele e Azaria: 12«Mettici
alla prova per dieci giorni, dandoci da mangiare legumi e da
bere acqua, 13poi si confrontino, alla tua
presenza, le nostre facce con quelle dei giovani che mangiano
le vivande del re; quindi deciderai di fare con noi tuoi servi
come avrai constatato». 14Egli acconsentì
e fece la prova per dieci giorni; 15terminati
questi, si vide che le loro facce erano più belle e più
floride di quelle di tutti gli altri giovani che mangiavano le
vivande del re. 16D'allora in poi il
sovrintendente fece togliere l'assegnazione delle vivande e
del vino e diede loro soltanto legumi.
17Dio concesse a
questi quattro giovani di conoscere e comprendere ogni
scrittura e ogni sapienza e rese Daniele interprete di visioni
e di sogni.
18Terminato il
tempo stabilito dal re entro il quale i giovani dovevano
essergli presentati, il capo dei funzionari li portò a
Nabucodònosor. 19Il re parlò con loro, ma
fra tutti non si trovò nessuno pari a Daniele, Anania,
Misaele e Azaria, i quali rimasero al servizio del re; 20in
qualunque affare di sapienza e intelligenza su cui il re li
interrogasse, li trovò dieci volte superiori a tutti i maghi
e astrologi che c'erano in tutto il suo regno. 21Così
Daniele vi rimase fino al primo anno del re Ciro.
Daniele - Capitolo 2
IL SOGNO DI NABUCODONOSOR
Il re interroga i suoi indovini
1Nel
secondo anno del suo regno, Nabucodònosor fece un sogno e il
suo animo ne fu tanto agitato da non poter più dormire. 2Allora
il re ordinò che fossero chiamati i maghi, gli astrologi, gli
incantatori e i caldei a spiegargli i sogni. Questi vennero e
si presentarono al re. 3Egli disse loro: «Ho
fatto un sogno e il mio animo si è tormentato per trovarne la
spiegazione». 4I caldei risposero al re (aramaico):
«Re, vivi per sempre. Racconta il sogno ai tuoi servi e noi
te ne daremo la spiegazione». 5Rispose il
re ai caldei: «Questa è la mia decisione: se voi non mi
rivelate il sogno e la sua spiegazione sarete fatti a pezzi e
le vostre case saranno ridotte in letamai. 6Se
invece mi rivelerete il sogno e me ne darete la spiegazione,
riceverete da me doni, regali e grandi onori. Ditemi dunque il
sogno e la sua spiegazione». 7Essi
replicarono: «Esponga il re il sogno ai suoi servi e noi ne
daremo la spiegazione». 8Rispose il re: «Comprendo
bene che voi volete guadagnar tempo, perché avete inteso la
mia decisione. 9Se non mi dite qual era il
mio sogno, una sola sarà la vostra sorte. Vi siete messi
d'accordo per darmi risposte astute e false in attesa che le
circostanze si mutino. Perciò ditemi il sogno e io saprò che
voi siete in grado di darmene anche la spiegazione». 10I
caldei risposero davanti al re: «Non c'è nessuno al mondo
che possa soddisfare la richiesa del re: difatti nessun re,
per quanto potente e grande, ha mai domandato una cosa simile
ad un mago, indovino o caldeo. 11La richiesa
del re è tanto difficile, che nessuno ne può dare al re la
risposta, se non gli dei la cui dimora è lontano dagli uomini».
12Allora il re,
acceso di furore, ordinò che tutti i saggi di Babilonia
fossero messi a morte. 13Il decreto fu
pubblicato e gia i saggi venivano uccisi; anche Daniele e i
suoi compagni erano ricercati per essere messi a morte.
Intervento di Daniele
14Ma
Daniele rivolse parole piene di saggezza e di prudenza ad Ariòch,
capo delle guardie del re, che stava per uccidere i saggi di
Babilonia, 15e disse ad Ariòch, ufficiale
del re: «Perché il re ha emanato un decreto così severo?».
Ariòch ne spiegò il motivo a Daniele. 16Egli
allora entrò dal re e pregò che gli si concedesse tempo:
egli avrebbe dato la spiegazione dei sogni al re. 17Poi
Daniele andò a casa e narrò la cosa ai suoi compagni,
Anania, Misaele e Azaria, 18ed essi
implorarono misericordia dal Dio del cielo riguardo a questo
mistero, perché Daniele e i suoi compagni non fossero messi a
morte insieme con tutti gli altri saggi di Babilonia.
19Allora il mistero
fu svelato a Daniele in una visione notturna; perciò Daniele
benedisse il Dio del cielo:
20«Sia benedetto
il nome di Dio di secolo in secolo,
perché a lui appartengono la sapienza e la potenza.
21Egli alterna
tempi e stagioni, depone i re e li innalza,
concede la sapienza ai saggi,
agli intelligenti il sapere.
22Svela cose
profonde e occulte
e sa quel che è celato nelle tenebre
e presso di lui è la luce.
23Gloria e lode a
te, Dio dei miei padri,
che mi hai concesso la sapienza e la forza,
mi hai manifestato ciò che ti abbiamo domandato
e ci hai illustrato la richiesta del re».
24Allora Daniele si
recò da Ariòch, al quale il re aveva affidato l'incarico di
uccidere i saggi di Babilonia, e presentatosi gli disse: «Non
uccidere i saggi di Babilonia, ma conducimi dal re e io gli
farò conoscere la spiegazione del sogno». 25Ariòch
condusse in fretta Daniele alla presenza del re e gli disse:
«Ho trovato un uomo fra i Giudei deportati, il quale farà
conoscere al re la spiegazione del sogno». 26Il
re disse allora a Daniele, chiamato Baltazzàr: «Puoi tu
davvero rivelarmi il sogno che ho fatto e darmene la
spiegazione?». 27Daniele, davanti al re,
rispose: «Il mistero di cui il re chiede la spiegazione non
può essere spiegato né da saggi, né da astrologi, né da
maghi, né da indovini; 28ma c'è un Dio nel
cielo che svela i misteri ed egli ha rivelato al re Nabucodònosor
quel che avverrà al finire dei giorni. Ecco dunque qual era
il tuo sogno e le visioni che sono passate per la tua mente,
mentre dormivi nel tuo letto. 29O re, i
pensieri che ti sono venuti mentre eri a letto riguardano il
futuro; colui che svela i misteri ha voluto svelarti ciò che
dovrà avvenire. 30Se a me è stato svelato
questo mistero, non è perché io possieda una sapienza
superiore a tutti i viventi, ma perché ne sia data la
spiegazione al re e tu possa conoscere i pensieri del tuo
cuore. 31Tu stavi osservando, o re, ed ecco
una statua, una statua enorme, di straordinario splendore, si
ergeva davanti a te con terribile aspetto. 32Aveva
la testa d'oro puro, il petto e le braccia d'argento, il
ventre e le cosce di bronzo, 33le gambe di
ferro e i piedi in parte di ferro e in parte di creta. 34Mentre
stavi guardando, una pietra si staccò dal monte, ma non per
mano di uomo, e andò a battere contro i piedi della statua,
che erano di ferro e di argilla, e li frantumò. 35Allora
si frantumarono anche il ferro, l'argilla, il bronzo,
l'argento e l'oro e divennero come la pula sulle aie d'estate;
il vento li portò via senza lasciar traccia, mentre la
pietra, che aveva colpito la statua, divenne una grande
montagna che riempì tutta quella regione.
36Questo è il
sogno: ora ne daremo la spiegazione al re. 37Tu
o re, sei il re dei re; a te il Dio del cielo ha concesso il
regno, la potenza, la forza e la gloria. 38A
te ha concesso il dominio sui figli dell'uomo, sugli animali
selvatici, sugli uccelli del cielo; tu li domini tutti: tu sei
la testa d'oro. 39Dopo di te sorgerà un
altro regno, inferiore al tuo; poi un terzo regno, quello di
bronzo, che dominerà su tutta la terra. 40Vi
sarà poi un quarto regno, duro come il ferro. Come il ferro
spezza e frantuma tutto, così quel regno spezzerà e
frantumerà tutto. 41Come hai visto, i piedi
e le dita erano in parte di argilla da vasaio e in parte di
ferro: ciò significa che il regno sarà diviso, ma avrà la
durezza del ferro unito all'argilla. 42Se le
dita dei piedi erano in parte di ferro e in parte di argilla,
ciò significa che una parte del regno sarà forte e l'altra
fragile. 43Il fatto d'aver visto il ferro
mescolato all'argilla significa che le due parti si uniranno
per via di matrimoni, ma non potranno diventare una cosa sola,
come il ferro non si amalgama con l'argilla. 44Al
tempo di questi re, il Dio del cielo farà sorgere un regno
che non sarà mai distrutto e non sarà trasmesso ad altro
popolo: stritolerà e annienterà tutti gli altri regni,
mentre esso durerà per sempre. 45Questo
significa quella pietra che tu hai visto staccarsi dal monte,
non per mano di uomo, e che ha stritolato il ferro, il bronzo,
l'argilla, l'argento e l'oro. Il Dio grande ha rivelato al re
quello che avverrà da questo tempo in poi. Il sogno è vero e
degna di fede ne è la spiegazione».
Professione di fede del re
46Allora
il re Nabucodònosor piegò la faccia a terra, si prostrò
davanti a Daniele e ordinò che gli si offrissero sacrifici e
incensi. 47Quindi rivolto a Daniele gli
disse: «Certo, il vostro Dio è il Dio degli dei, il Signore
dei re e il rivelatore dei misteri, poiché tu hai potuto
svelare questo mistero». 48Il re esaltò
Daniele e gli fece molti preziosi regali, lo costituì
governatore di tutta la provincia di Babilonia e capo di tutti
i saggi di Babilonia; 49su richiesta di
Daniele, il re fece amministratori della provincia di
Babilonia, Sadràch, Mesàch e Abdènego. Daniele rimase alla
corte del re.
Daniele - Capitolo 3
L'ADORAZIONE DELLA STATUA D'ORO
Nabucodonosor erige una statua d'oro
1Il
re Nabucodònosor aveva fatto costruire una statua d'oro, alta
sessanta cubiti e larga sei, e l'aveva fatta erigere nella
pianura di Dura, nella provincia di Babilonia.
2Quindi il re
Nabucodònosor aveva convocato i sàtrapi, i prefetti, i
governatori, i consiglieri, i tesorieri, i giudici, i questori
e tutte le alte autorità delle province, perché
presenziassero all'inaugurazione della statua che il re
Nabucodònosor aveva fatto erigere.
3I sàtrapi, i
prefetti, i governatori, i consiglieri, i tesorieri, i
giudici, i questori e tutte le alte autorità delle province
vennero all'inaugurazione della statua. Essi si disposero
davanti alla statua fatta erigere dal re.
4Un banditore gridò
ad alta voce: «Popoli, nazioni e lingue, a voi è rivolto
questo proclama:
5Quando voi udirete
il suono del corno, del flauto, della cetra, dell'arpicordo,
del salterio, della zampogna, e d'ogni specie di strumenti
musicali, vi prostrerete e adorerete la statua d'oro, che il
re Nabucodònosor ha fatto innalzare.
6Chiunque non si
prostrerà alla statua, in quel medesimo istante sarà gettato
in mezzo ad una fornace di fuoco ardente».
7Perciò tutti i
popoli, nazioni e lingue, in quell'istante che ebbero udito il
suono del corno, del flauto, dell'arpicordo, del salterio e di
ogni specie di strumenti musicali, si prostrarono e adorarono
la statua d'oro, che il re Nabucodònosor aveva fatto
innalzare.
Denunzia e condanna dei Giudei
8Però
in quel momento alcuni Caldei si fecero avanti per accusare i
Giudei 9e andarono a dire al re Nabucodònosor:
«Re, vivi per sempre! 10Tu hai decretato, o
re, che chiunque avrà udito il suono del corno, del flauto,
della cetra, dell'arpicordo, del salterio, della zampogna e
d'ogni specie di strumenti musicali, si deve prostrare e
adorare la statua d'oro: 11chiunque non si
prostrerà per adorarla, sia gettato in mezzo ad una fornace
con il fuoco acceso.
12Ora, ci sono
alcuni Giudei, ai quali hai affidato gli affari della
provincia di Babilonia, cioè Sadràch, Mesàch e Abdènego,
che non ti obbediscono, re: non servono i tuoi dei e non
adorano la statua d'oro che tu hai fatto innalzare».
13Allora Nabucodònosor,
sdegnato, comandò che gli si conducessero Sadràch, Mesàch e
Abdènego, e questi comparvero alla presenza del re. 14Nabucodònosor
disse loro: «E' vero, Sadràch, Mesàch e Abdènego, che voi
non servite i miei dei e non adorate la statua d'oro che io ho
fatto innalzare? 15Ora, se voi sarete
pronti, quando udirete il suono del corno, del flauto, della
cetra, dell'arpicordo, del salterio, della zampogna e d'ogni
specie di strumenti musicali, a prostrarvi e adorare la statua
che io ho fatta, bene; altrimenti in quel medesimo istante
sarete gettati in mezzo ad una fornace dal fuoco ardente. Qual
Dio vi potrà liberare dalla mia mano?».
16Ma Sadràch, Mesàch
e Abdènego risposero al re Nabucodònosor: «Re, noi non
abbiamo bisogno di darti alcuna risposta in proposito; 17sappi
però che il nostro Dio, che serviamo, può liberarci dalla
fornace con il fuoco acceso e dalla tua mano, o re. 18Ma
anche se non ci liberasse, sappi, o re, che noi non serviremo
mai i tuoi dei e non adoreremo la statua d'oro che tu hai
eretto». 19Allora Nabucodònosor, acceso
d'ira e con aspetto minaccioso contro Sadràch, Mesàch e Abdènego,
ordinò che si aumentasse il fuoco della fornace sette volte
più del solito. 20Poi, ad alcuni uomini fra
i più forti del suo esercito, comandò di legare Sadràch,
Mesàch e Abdènego e gettarli nella fornace con il fuoco
acceso. 21Furono infatti legati, vestiti
come erano, con i mantelli, calzari, turbanti e tutti i loro
abiti e gettati in mezzo alla fornace con il fuoco acceso.
22Ma quegli uomini,
che dietro il severo comando del re avevano acceso al massimo
la fornace per gettarvi Sadràch, Mesàch e Abdènego,
rimasero uccisi dalle fiamme, 23nel momento
stesso che i tre giovani Sadràch, Mesàch e Abdènego
cadevano legati nella fornace con il fuoco acceso.
Cantico di Azaria nella fornace
24Essi
passeggiavano in mezzo alle fiamme, lodavano Dio e
benedicevano il Signore.
25Azaria, alzatosi,
fece questa preghiera in mezzo al fuoco e aprendo la bocca
disse:
26«Benedetto sei
tu, Signore Dio dei nostri padri;
degno di lode e glorioso è il tuo nome per sempre.
27Tu sei giusto in tutto ciò che hai fatto;
tutte le tue opere sono vere,
rette le tue vie e giusti tutti i tuoi giudizi.
28Giusto è stato il tuo giudizio
per quanto hai fatto ricadere su di noi
e sulla città santa dei nostri padri, Gerusalemme.
Con verità e giustizia tu ci hai inflitto tutto
questo
a causa dei nostri peccati,
29poiché noi abbiamo peccato, abbiamo agito
da
iniqui,
allontanandoci da te, abbiamo mancato in ogni modo.
Non abbiamo obbedito ai tuoi comandamenti,
30non li abbiamo osservati, non abbiamo
fatto
quanto ci avevi ordinato per il nostro bene.
31Ora quanto hai fatto ricadere su di noi,
tutto ciò che ci hai fatto, l'hai fatto con retto
giudizio:
32ci hai dato in potere dei nostri nemici,
ingiusti, i peggiori fra gli empi,
e di un re iniquo, il più malvagio su tutta la terra.
33Ora non osiamo aprire la bocca:
disonore e disprezzo sono toccati ai tuoi servi,
ai tuoi adoratori.
34Non ci abbandonare fino in fondo,
per amore del tuo nome, non rompere la tua alleanza;
35non ritirare da noi la tua misericordia,
per amore di Abramo tuo amico,
di Isacco tuo servo, d'Israele tuo santo,
36ai quali hai parlato, promettendo di
moltiplicare
la loro stirpe come le stelle del cielo,
come la sabbia sulla spiaggia del mare.
37Ora invece, Signore,
noi siamo diventati più piccoli
di qualunque altra nazione,
ora siamo umiliati per tutta la terra
a causa dei nostri peccati.
38Ora non abbiamo più né principe,
né capo, né profeta, né olocausto,
né sacrificio, né oblazione, né incenso,
né luogo per presentarti le primizie
e trovar misericordia.
39Potessimo esser accolti con il cuore
contrito
e con lo spirito umiliato,
come olocausti di montoni e di tori,
come migliaia di grassi agnelli.
40Tale sia oggi il nostro sacrificio davanti
a te
e ti sia gradito,
perché non c'è confusione per coloro che confidano
in te.
41Ora ti seguiamo con tutto il cuore,
ti temiamo e cerchiamo il tuo volto.
42Fà con noi secondo la tua clemenza,
trattaci secondo la tua benevolenza,
secondo la grandezza della tua misericordia.
43Salvaci con i tuoi prodigi,
dà gloria, Signore, al tuo nome.
44Siano invece confusi quanti fanno il male
ai tuoi
servi,
siano coperti di vergogna con tutta la loro potenza;
e sia infranta la loro forza!
45Sappiano che tu sei il Signore,
il Dio unico e glorioso su tutta la terra».
46I servi del re,
che li avevano gettati dentro, non cessarono di aumentare il
fuoco nella fornace, con bitume, stoppa, pece e sarmenti. 47La
fiamma si alzava quarantanove cubiti sopra la fornace 48e
uscendo bruciò quei Caldei che si trovavano vicino alla
fornace. 49Ma l'angelo del Signore, che era
sceso con Azaria e con i suoi compagni nella fornace, allontanò
da loro la fiamma del fuoco 50e rese
l'interno della fornace come un luogo dove soffiasse un vento
pieno di rugiada. Così il fuoco non li toccò affatto, non
fece loro alcun male, non diede loro alcuna molestia.
Cantico dei tre giovani
51Allora
quei tre giovani, a una sola voce, si misero a lodare, a
glorificare, a benedire Dio nella fornace dicendo:
52«Benedetto sei
tu, Signore, Dio dei padri nostri,
degno di lode e di gloria nei secoli.
Benedetto il tuo nome glorioso e santo,
degno di lode e di gloria nei secoli.
53Benedetto sei tu nel tuo tempio santo
glorioso,
degno di lode e di gloria nei secoli.
54Benedetto sei tu nel trono del tuo regno,
degno di lode e di gloria nei secoli.
55Benedetto sei tu che penetri con lo
sguardo gli
abissi
e siedi sui cherubini,
degno di lode e di gloria nei secoli.
56Benedetto sei tu nel firmamento del cielo,
degno di lode e di gloria nei secoli.
57Benedite, opere tutte del Signore, il
Signore,
lodatelo ed esaltatelo nei secoli.
58Benedite, angeli del Signore, il Signore,
lodatelo ed esaltatelo nei secoli.
59Benedite, cieli, il Signore,
lodatelo ed esaltatelo nei secoli.
60Benedite, acque tutte, che siete sopra i
cieli, il
Signore,
lodatelo ed esaltatelo nei secoli.
61Benedite, potenze tutte del Signore, il
Signore,
lodatelo ed esaltatelo nei secoli.
62Benedite, sole e luna, il Signore,
lodatelo ed esaltatelo nei secoli.
63Benedite, stelle del cielo, il Signore,
lodatelo ed esaltatelo nei secoli.
64Benedite, piogge e rugiade, il Signore,
lodatelo ed esaltatelo nei secoli.
65Benedite, o venti tutti, il Signore,
lodatelo ed esaltatelo nei secoli.
66Benedite, fuoco e calore, il Signore,
lodatelo ed esaltatelo nei secoli.
67Benedite, freddo e caldo, il Signore,
lodatelo ed esaltatelo nei secoli.
68Benedite, rugiada e brina, il Signore,
lodatelo ed esaltatelo nei secoli.
69Benedite, gelo e freddo, il Signore,
lodatelo ed esaltatelo nei secoli.
70Benedite, ghiacci e nevi, il Signore,
lodatelo ed esaltatelo nei secoli.
71Benedite, notti e giorni, il Signore,
lodatelo ed esaltatelo nei secoli.
72Benedite, luce e tenebre, il Signore,
lodatelo ed esaltatelo nei secoli.
73Benedite, folgori e nubi, il Signore,
lodatelo ed esaltatelo nei secoli.
74Benedica la terra il Signore,
lo lodi e lo esalti nei secoli.
75Benedite, monti e colline, il Signore,
lodatelo ed esaltatelo nei secoli.
76Benedite, creature tutte
che germinate sulla terra, il Signore,
lodatelo ed esaltatelo nei secoli.
77Benedite, sorgenti, il Signore,
lodatelo ed esaltatelo nei secoli.
78Benedite, mari e fiumi, il Signore,
lodatelo ed esaltatelo nei secoli.
79Benedite, mostri marini
e quanto si muove nell'acqua, il Signore,
lodatelo ed esaltatelo nei secoli.
80Benedite, uccelli tutti dell'aria, il
Signore,
lodatelo ed esaltatelo nei secoli.
81Benedite, animali tutti, selvaggi e
domestici, il
Signore,
lodatelo ed esaltatelo nei secoli.
82Benedite, figli dell'uomo, il Signore,
lodatelo ed esaltatelo nei secoli.
83Benedica Israele il Signore,
lo lodi e lo esalti nei secoli.
84Benedite, sacerdoti del Signore, il
Signore,
lodatelo ed esaltatelo nei secoli.
85Benedite, o servi del Signore, il Signore,
lodatelo ed esaltatelo nei secoli.
86Benedite, spiriti e anime dei giusti, il
Signore,
lodatelo ed esaltatelo nei secoli.
87Benedite, pii e umili di cuore, il
Signore,
lodatelo ed esaltatelo nei secoli.
88Benedite, Anania, Azaria e Misaele, il
Signore,
lodatelo ed esaltatelo nei secoli,
perché ci ha liberati dagl'inferi,
e salvati dalla mano della morte,
ci ha scampati di mezzo alla fiamma ardente,
ci ha liberati dal fuoco.
89Lodate il Signore, perché egli è buono,
perché la sua grazia dura sempre.
90Benedite, fedeli tutti, il Dio degli dei,
lodatelo e celebratelo, perché la sua grazia dura
sempre».
Riconoscimento del miracolo
91Allora
il re Nabucodònosor rimase stupito e alzatosi in fretta si
rivolse ai suoi ministri: «Non abbiamo noi gettato tre uomini
legati in mezzo al fuoco?». «Certo, o re», risposero.
92Egli soggiunse:
«Ecco, io vedo quattro uomini sciolti, i quali camminano in
mezzo al fuoco, senza subirne alcun danno; anzi il quarto è
simile nell'aspetto a un figlio di dei».
93Allora Nabucodònosor
si accostò alla bocca della fornace con il fuoco acceso e
prese a dire: «Sadràch, Mesàch, Abdènego, servi del Dio
altissimo, uscite, venite fuori». Allora Sadràch, Mesàch e
Abdènego uscirono dal fuoco.
94Quindi i satrapi,
i prefetti, i governatori e i ministri del re si radunarono e,
guardando quegli uomini, videro che sopra i loro corpi il
fuoco non aveva avuto nessun potere; che neppure un capello
del loro capo era stato bruciato e i loro mantelli non erano
stati toccati e neppure l'odore del fuoco era penetrato in
essi.
95Nabucodònosor
prese a dire: «Benedetto il Dio di Sadràch, Mesàch e Abdènego,
il quale ha mandato il suo angelo e ha liberato i servi che
hanno confidato in lui; hanno trasgredito il comando del re e
hanno esposto i loro corpi per non servire e per non adorare
alcun altro dio che il loro Dio.
96Perciò io
decreto che chiunque, a qualsiasi popolo, nazione o lingua
appartenga, proferirà offesa contro il Dio di Sadràch, Mesàch
e Abdènego, sia tagliato a pezzi e la sua casa sia ridotta a
un mucchio di rovine, poiché nessun altro dio può in tal
maniera liberare».
97Da allora il re
promosse Sadràch, Mesàch e Abdènego a cariche pubbliche
nella provincia di Babilonia.
IL SOGNO PREMONITORE E
LA FOLLIA DI
NABUCODONOSOR
98Il
re Nabucodònosor a tutti i popoli, nazioni e lingue, che
abitano in tutta la terra: Pace e prosperità!
99M'è parso
opportuno rendervi noti i prodigi e le meraviglie che il Dio
altissimo ha fatto per me.
100Quanto sono
grandi i suoi prodigi
e quanto straordinarie le sue
meraviglie!
Il suo regno è un regno eterno
e il suo dominio di generazione in
generazione.
Daniele - Capitolo 4
Nabucodonosor racconta il suo sogno
1Io
Nabucodònosor ero tranquillo in casa e felice nella reggia, 2quando
ebbi un sogno che mi spaventò. Le immaginazioni che mi
vennero mentre ero nel mio letto e le visioni che mi passarono
per la mente mi turbarono. 3Feci un decreto
con cui ordinavo che tutti i saggi di Babilonia fossero
condotti davanti a me, per farmi conoscere la spiegazione del
sogno.
4Allora vennero i
maghi, gli astrologi, i caldei e gli indovini, ai quali esposi
il sogno, ma non me ne potevano dare la spiegazione. 5Infine
mi si presentò Daniele, chiamato Baltazzàr dal nome del mio
dio, un uomo in cui è lo spirito degli dei santi, e gli
raccontai il sogno 6dicendo: «Baltazzàr,
principe dei maghi, poiché io so che lo spirito degli dei
santi è in te e che nessun segreto ti è difficile, ecco le
visioni che ho avuto in sogno: tu dammene la spiegazione».
7Le visioni che mi
passarono per la mente, mentre stavo a letto, erano queste:
Io stavo guardando
ed ecco un albero di grande altezza in mezzo alla
terra.
8Quell'albero era grande, robusto,
la sua cima giungeva al cielo
e si poteva vedere fin dall'estremità della terra.
9I suoi rami erano belli e i suoi frutti
abbondanti
e vi era in esso da mangiare per tutti.
Le bestie della terra si riparavano alla sua ombra
e gli uccelli del cielo facevano il nido fra i suoi
rami;
di lui si nutriva ogni vivente.
10Mentre nel mio letto stavo osservando
le visioni che mi passavano per la mente,
ecco un vigilante, un santo, scese dal cielo
11e gridò a voce alta:
«Tagliate l'albero e stroncate i suoi rami:
scuotete le foglie, disperdetene i frutti:
fuggano le bestie di sotto e gli uccelli dai suoi
rami.
12Lasciate però nella terra il ceppo con le
radici,
legato con catene di ferro e di bronzo
fra l'erba della campagna.
Sia bagnato dalla rugiada del cielo
e la sua sorte sia insieme con le bestie sui prati.
13Si muti il suo cuore e invece di un cuore
umano
gli sia dato un cuore di bestia:
sette tempi passeranno su di lui.
14Così è deciso per sentenza dei vigilanti
e secondo la parola dei santi.
Così i viventi sappiano che
l'Altissimo domina sul regno degli uomini e che egli lo può
dare a chi vuole e insediarvi anche il più piccolo degli
uomini».
15Questo è il
sogno, che io, re Nabucodònosor, ho fatto. Ora tu, Baltazzàr,
dammene la spiegazione. Tu puoi darmela, perché, mentre fra
tutti i saggi del mio regno nessuno me ne spiega il
significato, in te è lo spirito degli dei santi.
Daniele interpreta il sogno
16Allora
Daniele, chiamato Baltazzàr, rimase per qualche tempo confuso
e turbato dai suoi pensieri. Ma il re gli si rivolse: «Baltazzàr,
il sogno non ti turbi e neppure la sua spiegazione». Rispose
Baltazzàr: «Signor mio, valga il sogno per i tuoi nemici e
la sua spiegazione per i tuoi avversari. 17L'albero
che tu hai visto, grande e robusto, la cui cima giungeva fino
al cielo e si poteva vedere da tutta la terra 18e
le cui foglie erano belle e i suoi frutti abbondanti e in cui
c'era da mangiare per tutti e sotto il quale dimoravano le
bestie della terra e sui cui rami facevano il nido gli uccelli
del cielo, 19sei tu, re, che sei diventato
grande e forte; la tua grandezza è cresciuta, è giunta al
cielo e il tuo dominio si è esteso sino ai confini della
terra.
20Che il re abbia
visto un vigilante, un santo che scendeva dal cielo e diceva:
Tagliate l'albero, spezzatelo, però lasciate nella terra il
ceppo delle sue radici legato con catene di ferro e di bronzo
fra l'erba della campagna e sia bagnato dalla rugiada del
cielo e abbia sorte comune con le bestie della terra, finché
sette tempi siano passati su di lui, 21questa,
o re, ne è la spiegazione e questo è il decreto
dell'Altissimo, che deve essere eseguito sopra il re, mio
signore: 22Tu sarai cacciato dal consorzio
umano e la tua dimora sarà con le bestie della terra; ti
pascerai d'erba come i buoi e sarai bagnato dalla rugiada del
cielo; sette tempi passeranno su di te, finché tu riconosca
che l'Altissimo domina sul regno degli uomini e che egli lo dà
a chi vuole.
23L'ordine che è
stato dato di lasciare il ceppo con le radici dell'albero
significa che il tuo regno ti sarà ristabilito, quando avrai
riconosciuto che al Cielo appartiene il dominio. 24Perciò,
re, accetta il mio consiglio: sconta i tuoi peccati con
l'elemosina e le tue iniquità con atti di misericordia verso
gli afflitti, perché tu possa godere lunga prosperità».
Il sogno si realizza
25Tutte
queste cose avvennero al re Nabucodònosor.
26Dodici mesi dopo,
passeggiando sopra la terrazza della reggia di Babilonia, 27il
re prese a dire: «Non è questa la grande Babilonia che io ho
costruito come reggia per la gloria della mia maestà, con la
forza della mia potenza?».
28Queste parole
erano ancora sulle labbra del re, quando una voce venne dal
cielo: «A te io parlo, re Nabucodònosor: il regno ti è
tolto! 29Sarai cacciato dal consorzio umano
e la tua dimora sarà con le bestie della terra; ti pascerai
d'erba come i buoi e passeranno sette tempi su di te, finché
tu riconosca che l'Altissimo domina sul regno degli uomini e
che egli lo dà a chi vuole».
30In quel momento
stesso si adempì la parola sopra Nabucodònosor. Egli fu
cacciato dal consorzio umano, mangiò l'erba come i buoi e il
suo corpo fu bagnato dalla rugiada del cielo: il pelo gli
crebbe come le penne alle aquile e le unghie come agli
uccelli.
31«Ma finito quel
tempo, io Nabucodònosor alzai gli occhi al cielo e la ragione
tornò in me e benedissi l'Altissimo; lodai e glorificai colui
che vive in eterno,
la cui potenza è potenza eterna
e il cui regno è di generazione in generazione.
32Tutti gli abitanti della terra
sono, davanti a lui, come un nulla;
egli dispone come gli piace delle schiere del cielo
e degli abitanti della terra.
Nessuno può fermargli la mano e dirgli: Che cosa fai?
33In quel tempo
tornò in me la conoscenza e con la gloria del regno mi fu
restituita la mia maestà e il mio splendore: i miei ministri
e i miei prìncipi mi ricercarono e io fui ristabilito nel mio
regno e mi fu concesso un potere anche più grande. 34Ora
io, Nabucodònosor, lodo, esalto e glorifico il Re del cielo:
tutte le sue opere sono verità e le sue vie giustizia; egli
può umiliare coloro che camminano nella superbia».
Daniele - Capitolo 5
IL BANCHETTO DI BALDASSAR
1Il
re Baldassàr imbandì un gran banchetto a mille dei suoi
dignitari e insieme con loro si diede a bere vino. 2Quando
Baldassàr ebbe molto bevuto comandò che fossero portati i
vasi d'oro e d'argento che Nabucodònosor suo padre aveva
asportati dal tempio, che era in Gerusalemme, perché vi
bevessero il re e i suoi grandi, le sue mogli e le sue
concubine. 3Furono quindi portati i vasi
d'oro, che erano stati asportati dal tempio di Gerusalemme, e
il re, i suoi grandi, le sue mogli e le sue concubine li
usarono per bere; 4mentre bevevano il vino,
lodavano gli dei d'oro, d'argento, di bronzo, di ferro, di
legno e di pietra. 5In quel momento
apparvero le dita di una mano d'uomo, le quali scrivevano
sulla parete della sala reale, di fronte al candelabro. Nel
vedere quelle dita che scrivevano, 6il re
cambiò d'aspetto: spaventosi pensieri lo assalirono, le
giunture dei suoi fianchi si allentarono, i ginocchi gli
battevano l'uno contro l'altro.
7Allora il re si
mise a gridare, ordinando che si convocassero gli astrologi, i
caldei e gli indovini. Appena vennero, il re disse ai saggi di
Babilonia: «Chiunque leggerà quella scrittura e me ne darà
la spiegazione sarà vestito di porpora, porterà una collana
d'oro al collo e sarà il terzo signore del regno».
8Allora entrarono
nella sala tutti i saggi del re, ma non poterono leggere
quella scrittura né darne al re la spiegazione.
9Il re Baldassàr
rimase molto turbato e cambiò colore; anche i suoi grandi
restarono sconcertati.
10La regina, alle
parole del re e dei suoi grandi, entrò nella sala del
banchetto e, rivolta al re, gli disse: «Re, vivi per sempre!
I tuoi pensieri non ti spaventino né si cambi il colore del
tuo volto.
11C
'è nel tuo regno un uomo, in cui è lo spirito degli dei
santi. Al tempo di tuo padre si trovò in lui luce,
intelligenza e sapienza pari alla sapienza degli dei. Il re
Nabucodònosor tuo padre lo aveva fatto capo dei maghi, degli
astrologi, dei caldei e degli indovini. 12Fu
riscontrato in questo Daniele, che il re aveva chiamato
Baltazzàr, uno spirito superiore e tanto accorgimento da
interpretare sogni, spiegare detti oscuri, sciogliere enigmi.
Si convochi dunque Daniele ed egli darà la spiegazione».
13Fu quindi
introdotto Daniele alla presenza del re ed egli gli disse: «Sei
tu Daniele un deportato dei Giudei, che il re mio padre ha
condotto qua dalla Giudea? 14Ho inteso dire
che tu possiedi lo spirito degli dei santi e che si trova in
te luce, intelligenza e sapienza straordinaria. 15Poco
fa sono stati condotti alla mia presenza i saggi e gli
astrologi per leggere questa scrittura e darmene la
spiegazione, ma non sono stati capaci. 16Ora,
mi è stato detto che tu sei esperto nel dare spiegazioni e
sciogliere enigmi. Se quindi potrai leggermi questa scrittura
e darmene la spiegazione, tu sarai vestito di porpora,
porterai al collo una collana d'oro e sarai il terzo signore
del regno».
17Daniele rispose
al re: «Tieni pure i tuoi doni per te e dà ad altri i tuoi
regali: tuttavia io leggerò la scrittura al re e gliene darò
la spiegazione.
18O re, il Dio
altissimo aveva dato a Nabucodònosor tuo padre regno,
grandezza, gloria e magnificenza. 19Per
questa grandezza che aveva ricevuto, tutti i popoli, nazioni e
lingue lo temevano e tremavano davanti a lui: egli uccideva
chi voleva, innalzava chi gli piaceva e abbassava chi gli
pareva.
20Ma, quando il suo
cuore si insuperbì e il suo spirito si ostinò
nell'alterigia, fu deposto dal trono e gli fu tolta la sua
gloria.
21Fu cacciato dal
consorzio umano e il suo cuore divenne simile a quello delle
bestie; la sua dimora fu con gli ònagri e mangiò l'erba come
i buoi; il suo corpo fu bagnato dalla rugiada del cielo, finché
riconobbe che il Dio altissimo domina sul regno degli uomini,
sul quale innalza chi gli piace. 22Tu,
Baldassàr suo figlio, non hai umiliato il tuo cuore, sebbene
tu fossi a conoscenza di tutto questo. 23Anzi
tu hai insolentito contro il Signore del cielo e sono stati
portati davanti a te i vasi del suo tempio e in essi avete
bevuto tu, i tuoi dignitari, le tue mogli, le tue concubine:
tu hai reso lode agli dei d'oro, d'argento, di bronzo, di
ferro, di legno, di pietra, i quali non vedono, non odono e
non comprendono e non hai glorificato Dio, nelle cui mani è
la tua vita e a cui appartengono tutte le tue vie. 24Da
lui fu allora mandata quella mano che ha tracciato quello
scritto, 25di cui questa è la lettura:
mene, tekel, peres, 26e questa ne è
l'interpretazione: Mene: Dio ha computato il tuo regno
e gli ha posto fine. 27Tekel: tu sei
stato pesato sulle bilance e sei stato trovato mancante. 28Peres:
il tuo regno è diviso e dato ai Medi e ai Persiani». 29Allora,
per ordine di Baldassàr, Daniele fu vestito di porpora, ebbe
una collana d'oro al collo e con bando pubblico fu dichiarato
terzo signore del regno.
30In quella stessa
notte Baldassàr re dei Caldei fu ucciso: 31Dario
il Medo ricevette il regno, all'età di circa sessantadue
anni.
Daniele - Capitolo 6
DANIELE NELLA FOSSA DEI LEONI
Gelosia dei satrapi
1Volle
Dario costituire nel suo regno centoventi sàtrapi e
ripartirli per tutte le province. 2A capo
dei sàtrapi mise tre governatori, di cui uno fu Daniele, ai
quali i sàtrapi dovevano render conto perché nessun danno ne
3soffrisse il re. Ora Daniele era superiore
agli altri governatori e ai sàtrapi, perché possedeva uno
spirito eccezionale, tanto che il re pensava di metterlo a
capo di tutto il suo regno. 4Perciò tanto i
governatori che i sàtrapi cercavano il modo di trovar qualche
pretesto contro Daniele nell'amministrazione del regno. 5Ma
non potendo trovare nessun motivo di accusa né colpa, perché
egli era fedele e non aveva niente da farsi rimproverare, 6quegli
uomini allora pensarono: «Non possiamo trovare altro pretesto
per accusare Daniele, se non nella legge del suo Dio».
7Perciò quei
governatori e i sàtrapi si radunarono presso il re e gli
dissero: «Re Dario, vivi per sempre! 8Tutti
i governatori del regno, i magistrati, i sàtrapi, i
consiglieri e i capi sono del parere che venga pubblicato un
severo decreto del re secondo il quale chiunque, da ora a
trenta giorni, rivolga supplica alcuna a qualsiasi dio o uomo
all'infuori di te, o re, sia gettato nella fossa dei leoni. 9Ora,
o re, emana il decreto e fallo mettere per iscritto, perché
sia irrevocabile, come sono le leggi di Media e di Persia, che
non si possono mutare». 10Allora il re
Dario fece scrivere il decreto.
Preghiera di Daniele
11Daniele,
quando venne a sapere del decreto del re, si ritirò in casa.
Le finestre della sua stanza si aprivano verso Gerusalemme e
tre volte al giorno si metteva in ginocchio a pregare e lodava
il suo Dio, come era solito fare anche prima.
12Allora quegli
uomini accorsero e trovarono Daniele che stava pregando e
supplicando il suo Dio. 13Subito si recarono
dal re e gli dissero riguardo al divieto del re: «Non hai tu
scritto un decreto che chiunque, da ora a trenta giorni,
rivolga supplica a qualsiasi dio o uomo, all'infuori di te,
re, sia gettato nella fossa dei leoni?». Il re rispose: «Sì.
Il decreto è irrevocabile come lo sono le leggi dei Medi e
dei Persiani».
14«Ebbene -
replicarono al re - Daniele, quel deportato dalla Giudea, non
ha alcun rispetto né di te, re, né del tuo decreto: tre
volte al giorno fa le sue preghiere».
15Il re, all'udir
queste parole, ne fu molto addolorato e si mise in animo di
salvare Daniele e fino al tramonto del sole fece ogni sforzo
per liberarlo.
16Ma quegli uomini
si riunirono di nuovo presso il re e gli dissero: «Sappi, re,
che i Medi e i Persiani hanno per legge che qualunque decreto
firmato dal re è irrevocabile».
Daniele nella fossa dei leoni
17Allora
il re ordinò che si prendesse Daniele e si gettasse nella
fossa dei leoni. Il re, rivolto a Daniele, gli disse: «Quel
Dio, che tu servi con perseveranza, ti possa salvare!». 18Poi
fu portata una pietra e fu posta sopra la bocca della fossa:
il re la sigillò con il suo anello e con l'anello dei suoi
grandi, perché niente fosse mutato sulla sorte di Daniele. 19Quindi
il re ritornò alla reggia, passò la notte digiuno, non gli
fu introdotta alcuna donna e anche il sonno lo abbandonò. 20La
mattina dopo il re si alzò di buon'ora e sullo spuntar del
giorno andò in fretta alla fossa dei leoni. 21Quando
fu vicino, chiamò: «Daniele, servo del Dio vivente, il tuo
Dio che tu servi con perseveranza ti ha potuto salvare dai
leoni?». 22Daniele rispose: «Re, vivi per
sempre. 23Il mio Dio ha mandato il suo
angelo che ha chiuso le fauci dei leoni ed essi non mi hanno
fatto alcun male, perché sono stato trovato innocente davanti
a lui; ma neppure contro di te, o re, ho commesso alcun male».
24Il re fu pieno di
gioia e comandò che Daniele fosse tirato fuori dalla fossa.
Appena uscito, non si riscontrò in lui lesione alcuna, poiché
egli aveva confidato nel suo Dio. 25Quindi,
per ordine del re, fatti venire quegli uomini che avevano
accusato Daniele, furono gettati nella fossa dei leoni insieme
con i figli e le mogli. Non erano ancor giunti al fondo della
fossa, che i leoni furono loro addosso e stritolarono tutte le
loro ossa.
Professione di fede del re
26Allora
il re Dario scrisse a tutti i popoli, nazioni e lingue, che
abitano tutta la terra: «Pace e prosperità. 27Per
mio comando viene promulgato questo decreto: In tutto l'impero
a me soggetto si onori e si tema il Dio di Daniele,
perché egli è il Dio vivente,
che dura in eterno;
il suo regno è tale che non sarà mai distrutto
e il suo dominio non conosce fine.
28Egli salva e libera,
fa prodigi e miracoli in cielo e in terra:
egli ha liberato Daniele dalle fauci dei leoni».
29Questo Daniele
prosperò durante il regno di Dario e il regno di Ciro il
Persiano.
Daniele - Capitolo 7
SOGNO DI DANIELE: LE QUATTRO BESTIE
La visione delle bestie
1Nel
primo anno di Baldassàr re di Babilonia, Daniele, mentre era
a letto, ebbe un sogno e visioni nella sua mente. Egli scrisse
il sogno e ne fece la relazione che dice:
2Io, Daniele,
guardavo nella mia visione notturna ed ecco, i quattro venti
del cielo si abbattevano impetuosamente sul Mar Mediterraneo 3e
quattro grandi bestie, differenti l'una dall'altra, salivano
dal mare. 4La prima era simile ad un leone e
aveva ali di aquila. Mentre io stavo guardando, le furono
tolte le ali e fu sollevata da terra e fatta stare su due
piedi come un uomo e le fu dato un cuore d'uomo.
5Poi ecco una
seconda bestia, simile ad un orso, la quale stava alzata da un
lato e aveva tre costole in bocca, fra i denti, e le fu detto:
«Su, divora molta carne».
6Mentre stavo
guardando, eccone un'altra simile a un leopardo, la quale
aveva quattro ali d'uccello sul dorso; quella bestia aveva
quattro teste e le fu dato il dominio.
7Stavo ancora
guardando nelle visioni notturne ed ecco una quarta bestia,
spaventosa, terribile, d'una forza eccezionale, con denti di
ferro; divorava, stritolava e il rimanente se lo metteva sotto
i piedi e lo calpestava: era diversa da tutte le altre bestie
precedenti e aveva dieci corna.
8Stavo osservando
queste corna, quand'ecco spuntare in mezzo a quelle un altro
corno più piccolo, davanti al quale tre delle prime corna
furono divelte: vidi che quel corno aveva occhi simili a
quelli di un uomo e una bocca che parlava con alterigia.
Visione del vegliardo e del Figlio
di uomo
9Io
continuavo a guardare,
quand'ecco furono collocati troni
e un vegliardo si assise.
La sua veste era candida come la neve
e i capelli del suo capo erano candidi come la lana;
il suo trono era come vampe di fuoco
con le ruote come fuoco ardente.
10Un fiume di fuoco scendeva dinanzi a lui,
mille migliaia lo servivano
e diecimila miriadi lo assistevano.
La corte sedette e i libri furono aperti.
11Continuai a
guardare a causa delle parole superbe che quel corno
proferiva, e vidi che la bestia fu uccisa e il suo corpo
distrutto e gettato a bruciare sul fuoco.
12Alle altre bestie
fu tolto il potere e fu loro concesso di prolungare la vita
fino a un termine stabilito di tempo.
13Guardando ancora
nelle visioni notturne,
ecco apparire, sulle nubi del cielo,
uno, simile ad un figlio di uomo;
giunse fino al vegliardo e fu presentato a lui,
14che gli diede potere, gloria e regno;
tutti i popoli, nazioni e lingue lo servivano;
il suo potere è un potere eterno,
che non tramonta mai, e il suo regno è tale
che non sarà mai distrutto.
Interpretazione della visione
15Io,
Daniele, mi sentii venir meno le forze, tanto le visioni della
mia mente mi avevano turbato; 16mi accostai
ad uno dei vicini e gli domandai il vero significato di tutte
queste cose ed egli me ne diede questa spiegazione: 17«Le
quattro grandi bestie rappresentano quattro re, che sorgeranno
dalla terra; 18ma i santi dell'Altissimo
riceveranno il regno e lo possederanno per secoli e secoli».
19Volli poi sapere
la verità intorno alla quarta bestia, che era diversa da
tutte le altre e molto terribile, che aveva denti di ferro e
artigli di bronzo e che mangiava e stritolava e il rimanente
se lo metteva sotto i piedi e lo calpestava; 20intorno
alle dieci corna che aveva sulla testa e intorno a quell'ultimo
corno che era spuntato e davanti al quale erano cadute tre
corna e del perché quel corno aveva occhi e una bocca che
parlava con alterigia e appariva maggiore delle altre corna. 21Io
intanto stavo guardando e quel corno muoveva guerra ai santi e
li vinceva, 22finché venne il vegliardo e
fu resa giustizia ai santi dell'Altissimo e giunse il tempo in
cui i santi dovevano possedere il regno.
23Egli dunque mi
disse: «La quarta bestia significa che ci sarà sulla terra
un quarto regno diverso da tutti gli altri e divorerà tutta
la terra, la stritolerà e la calpesterà.
24Le dieci corna
significano che dieci re sorgeranno da quel regno e dopo di
loro ne seguirà un altro, diverso dai precedenti: abbatterà
tre re 25e proferirà insulti contro
l'Altissimo e distruggerà i santi dell'Altissimo; penserà di
mutare i tempi e la legge; i santi gli saranno dati in mano
per un tempo, più tempi e la metà di un tempo. 26Si
terrà poi il giudizio e gli sarà tolto il potere, quindi
verrà sterminato e distrutto completamente. 27Allora
il regno, il potere e la grandezza di tutti i regni che sono
sotto il cielo saranno dati al popolo dei santi
dell'Altissimo, il cui regno sarà eterno e tutti gli imperi
lo serviranno e obbediranno».
28Qui finisce la
relazione. Io, Daniele, rimasi molto turbato nei pensieri, il
colore del mio volto si cambiò e conservai tutto questo nel
cuore.
Daniele - Capitolo 8
VISIONE DI DANIELE: IL MONTONE E IL
CAPRO
La visione
1Il
terzo anno del regno del re Baldassàr, io Daniele ebbi
un'altra visione dopo quella che mi era apparsa prima.
2Quand'ebbi questa
visione, mi trovavo nella cittadella di Susa, che è nella
provincia dell'Elam, e mi sembrava, in visione, di essere
presso il fiume Ulai.
3Alzai gli occhi e
guardai; ecco un montone, in piedi, stava di fronte al fiume.
Aveva due corna alte, ma un corno era più alto dell'altro,
sebbene fosse spuntato dopo. 4Io vidi che
quel montone cozzava verso l'occidente, il settentrione e il
mezzogiorno e nessuna bestia gli poteva resistere, né alcuno
era in grado di liberare dal suo potere: faceva quel che gli
pareva e divenne grande.
5Io stavo attento
ed ecco un capro venire da occidente, sulla terra, senza
toccarne il suolo: aveva fra gli occhi un grosso corno. 6Si
avvicinò al montone dalle due corna, che avevo visto in piedi
di fronte al fiume, e gli si scagliò contro con tutta la
forza. 7Dopo averlo assalito, lo vidi
imbizzarrirsi e cozzare contro di lui e spezzargli le due
corna, senza che il montone avesse la forza di resistergli;
poi lo gettò a terra e lo calpestò e nessuno liberava il
montone dal suo potere.
8Il capro divenne
molto potente; ma quando fu diventato grande, quel suo gran
corno si spezzò e al posto di quello sorsero altre quattro
corna, verso i quattro venti del cielo.
9Da uno di quelli
uscì un piccolo corno, che crebbe molto verso il mezzogiorno,
l'oriente e verso
la Palestina
: 10s'innalzò fin contro la milizia celeste
e gettò a terra una parte di quella schiera e delle stelle e
le calpestò.
11S'innalzò fino
al capo della milizia e gli tolse il sacrificio quotidiano e
fu profanata la santa dimora.
12In luogo del
sacrificio quotidiano fu posto il peccato e fu gettata a terra
la verità; ciò esso fece e vi riuscì.
13Udii un santo
parlare e un altro santo dire a quello che parlava: «Fino a
quando durerà questa visione: il sacrificio quotidiano
abolito, la desolazione dell'iniquità, il santuario e la
milizia calpestati?». 14Gli rispose: «Fino
a duemilatrecento sere e mattine: poi il santuario sarà
rivendicato».
L'Angelo Gabriele spiega la visione
15Mentre
io, Daniele, consideravo la visione e cercavo di comprenderla,
ecco davanti a me uno in piedi, dall'aspetto d'uomo; 16intesi
la voce di un uomo, in mezzo all'Ulai, che gridava e diceva:
«Gabriele, spiega a lui la visione». 17Egli
venne dove io ero e quando giunse, io ebbi paura e caddi con
la faccia a terra. Egli mi disse: «Figlio dell'uomo,
comprendi bene, questa visione riguarda il tempo della fine».
18Mentre egli parlava con me, caddi svenuto
con la faccia a terra; ma egli mi toccò e mi fece alzare.
19Egli disse: «Ecco
io ti rivelo ciò che avverrà al termine dell'ira, perché la
visione riguarda il tempo della fine. 20Il
montone con due corna, che tu hai visto, significa il re di
Media e di Persia; 21il capro è il re della
Grecia; il gran corno, che era in mezzo ai suoi occhi, è il
primo re. 22Che quello sia stato spezzato e
quattro ne siano sorti al posto di uno, significa che quattro
regni sorgeranno dalla medesima nazione, ma non con la
medesima potenza di lui.
23Alla fine del
loro regno, quando l'empietà avrà raggiunto il colmo, sorgerà
un re audace, sfacciato e intrigante. 24La
sua potenza si rafforzerà, ma non per potenza propria; causerà
inaudite rovine, avrà successo nelle imprese, distruggerà i
potenti e il popolo dei santi. 25Per la sua
astuzia, la frode prospererà nelle sue mani, si insuperbirà
in cuor suo e con inganno farà perire molti: insorgerà
contro il principe dei prìncipi, ma verrà spezzato senza
intervento di mano d'uomo. 26La visione di
sere e mattine, che è stata spiegata, è vera. Ora tu tieni
segreta la visione, perché riguarda cose che avverranno fra
molti giorni».
27Io, Daniele,
rimasi sfinito e mi sentii male per vari giorni: poi mi alzai
e sbrigai gli affari del re: ma ero stupefatto della visione
perché non la potevo comprendere.
Daniele - Capitolo 9
LA PROFEZIA DELLE
SETTANTA SETTIMANE
Preghiera di Daniele
1Nell'anno
primo di Dario figlio di Serse, della progenie dei Medi, il
quale era stato costituito re sopra il regno dei Caldei, 2nel
primo anno del suo regno, io Daniele tentavo di comprendere
nei libri il numero degli anni di cui il Signore aveva parlato
al profeta Geremia e nei quali si dovevano compiere le
desolazioni di Gerusalemme, cioè settant'anni. 3Mi
rivolsi al Signore Dio per pregarlo e supplicarlo con il
digiuno, veste di sacco e cenere 4e feci la
mia preghiera e la mia confessione al Signore mio Dio: «Signore
Dio, grande e tremendo, che osservi l'alleanza e la
benevolenza verso coloro che ti amano e osservano i tuoi
comandamenti, 5abbiamo peccato e abbiamo
operato da malvagi e da empi, siamo stati ribelli, ci siamo
allontanati dai tuoi comandamenti e dalle tue leggi! 6Non
abbiamo obbedito ai tuoi servi, i profeti, i quali hanno in
tuo nome parlato ai nostri re, ai nostri prìncipi, ai nostri
padri e a tutto il popolo del paese. 7A te
conviene la giustizia, o Signore, a noi la vergogna sul volto,
come avviene ancor oggi per gli uomini di Giuda, per gli
abitanti di Gerusalemme e per tutto Israele, vicini e lontani,
in tutti i paesi dove tu li hai dispersi per i misfatti che
hanno commesso contro di te. 8Signore, la
vergogna sul volto a noi, ai nostri re, ai nostri prìncipi,
ai nostri padri, perché abbiamo peccato contro di te; 9al
Signore Dio nostro la misericordia e il perdono, perché ci
siamo ribellati contro di lui, 10non abbiamo
ascoltato la voce del Signore Dio nostro, né seguito quelle
leggi che egli ci aveva date per mezzo dei suoi servi, i
profeti. 11Tutto Israele ha trasgredito la
tua legge, s'è allontanato per non ascoltare la tua voce; così
si è riversata su di noi l'esecrazione scritta nella legge di
Mosè, servo di Dio, perché abbiamo peccato contro di lui.
12Egli ha messo in
atto quelle parole che aveva pronunziate contro di noi e i
nostri governanti, mandando su di noi un male così grande
quale mai, sotto il cielo, era venuto a Gerusalemme.
13Tutto questo male
è venuto su di noi, proprio come sta scritto nella legge di
Mosè. Tuttavia noi non abbiamo supplicato il Signore Dio
nostro, convertendoci dalle nostre iniquità e seguendo la tua
verità. 14Il Signore ha vegliato sopra
questo male, l'ha mandato su di noi, poiché il Signore Dio
nostro è giusto in tutte le cose che fa, mentre noi non
abbiamo ascoltato la sua voce. 15Signore Dio
nostro, che hai fatto uscire il tuo popolo dall'Egitto con
mano forte e ti sei fatto un nome, come è oggi, noi abbiamo
peccato, abbiamo agito da empi. 16Signore,
secondo la tua misericordia, si plachi la tua ira e il tuo
sdegno verso Gerusalemme, tua città, verso il tuo monte
santo, poiché per i nostri peccati e per l'iniquità dei
nostri padri Gerusalemme e il tuo popolo sono oggetto di
vituperio presso quanti ci stanno intorno.
17Ora ascolta, Dio
nostro, la preghiera del tuo servo e le sue suppliche e per
amor tuo, o Signore, fà risplendere il tuo volto sopra il tuo
santuario, che è desolato. 18Porgi
l'orecchio, mio Dio, e ascolta: apri gli occhi e guarda le
nostre desolazioni e la città sulla quale è stato invocato
il tuo nome! Non presentiamo le nostre suppliche davanti a te,
basate sulla nostra giustizia, ma sulla tua grande
misericordia.
19Signore, ascolta;
Signore, perdona; Signore, guarda e agisci senza indugio, per
amore di te stesso, mio Dio, poiché il tuo nome è stato
invocato sulla tua città e sul tuo popolo».
L'angelo Gabriele spiega la profezia
20Mentre
io stavo ancora parlando e pregavo e confessavo il mio peccato
e quello del mio popolo Israele e presentavo la supplica al
Signore Dio mio per il monte santo del mio Dio, 21mentre
dunque parlavo e pregavo, Gabriele, che io avevo visto prima
in visione, volò veloce verso di me: era l'ora dell'offerta
della sera.
22Egli mi rivolse
questo discorso: «Daniele, sono venuto per istruirti e farti
comprendere.
23Fin dall'inizio
delle tue suppliche è uscita una parola e io sono venuto per
annunziartela, poiché tu sei un uomo prediletto. Ora stà
attento alla parola e comprendi la visione:
24Settanta
settimane sono fissate
per il tuo popolo e per la tua santa città
per mettere fine all'empietà,
mettere i sigilli ai peccati, espiare l'iniquità,
portare una giustizia eterna,
suggellare visione e profezia e ungere il Santo dei
santi.
25Sappi e intendi bene,
da quando uscì la parola
sul ritorno e la ricostruzione di Gerusalemme
fino a un principe consacrato,
vi saranno sette settimane.
Durante sessantadue settimane
saranno restaurati, riedificati piazze e fossati,
e ciò in tempi angosciosi.
26Dopo sessantadue settimane,
un consacrato sarà soppresso senza colpa in lui;
il popolo di un principe che verrà
distruggerà la città e il santuario;
la sua fine sarà un'inondazione e, fino alla fine,
guerra e desolazioni decretate.
27Egli stringerà una forte alleanza con
molti
per una settimana e, nello spazio di metà settimana,
farà cessare il sacrificio e l'offerta;
sull'ala del tempio porrà l'abominio della
desolazione
e ciò sarà sino alla fine,
fino al termine segnato sul devastatore».
Daniele - Capitolo 10
LA GRANDE VISIONE
IL TEMPO DELL'IRA
Visione dell'uomo vestito di lino
1L'anno
terzo di Ciro re dei Persiani, fu rivelata una parola a
Daniele, chiamato Baltazzàr. Vera è la parola e la lotta è
grande. Egli comprese la parola e gli fu dato d'intendere la
visione.
2In quel tempo io,
Daniele, feci penitenza per tre settimane, 3non
mangiai cibo prelibato, non mi entrò in bocca né carne né
vino e non mi unsi d'unguento finché non furono compiute tre
settimane. 4Il giorno ventiquattro del primo
mese, mentre stavo sulla sponda del gran fiume, cioè il
Tigri, 5alzai gli occhi e guardai ed ecco un
uomo vestito di lino, con ai fianchi una cintura d'oro di Ufàz;
6il suo corpo somigliava a topazio, la sua
faccia aveva l'aspetto della folgore, i suoi occhi erano come
fiamme di fuoco, le sue braccia e le gambe somigliavano a
bronzo lucente e il suono delle sue parole pareva il clamore
di una moltitudine.
7Soltanto io,
Daniele, vidi la visione, mentre gli uomini che erano con me
non la videro, ma un gran terrore si impadronì di loro e
fuggirono a nascondersi. 8Io rimasi solo a
contemplare quella grande visione, mentre mi sentivo senza
forze; il mio colorito si fece smorto e mi vennero meno le
forze.
Apparizione dell'angelo
9Udii
il suono delle sue parole, ma, appena udito il suono delle sue
parole, caddi stordito con la faccia a terra.
10Ed ecco, una mano
mi toccò e tutto tremante mi fece alzare sulle ginocchia,
appoggiato sulla palma delle mani. 11Poi
egli mi disse: «Daniele, uomo prediletto, intendi le parole
che io ti rivolgo, alzati in piedi, poiché ora sono stato
mandato a te». Quando mi ebbe detto questo, io mi alzai in
piedi tutto tremante.
12Egli mi disse: «Non
temere, Daniele, poiché fin dal primo giorno in cui ti sei
sforzato di intendere, umiliandoti davanti a Dio, le tue
parole sono state ascoltate e io sono venuto per le tue
parole. 13Ma il principe del regno di Persia
mi si è opposto per ventun giorni: però Michele, uno dei
primi prìncipi, mi è venuto in aiuto e io l'ho lasciato là
presso il principe del re di Persia; 14ora
sono venuto per farti intendere ciò che avverrà al tuo
popolo alla fine dei giorni, poiché c'è ancora una visione
per quei giorni». 15Mentre egli parlava con
me in questa maniera, chinai la faccia a terra e ammutolii.
16Ed ecco uno con
sembianze di uomo mi toccò le labbra: io aprii la bocca e
parlai e dissi a colui che era in piedi davanti a me: «Signor
mio, nella visione i miei dolori sono tornati su di me e ho
perduto tutte le energie. 17Come potrebbe
questo servo del mio signore parlare con il mio signore, dal
momento che non è rimasto in me alcun vigore e mi manca anche
il respiro?». 18Allora di nuovo quella
figura d'uomo mi toccò, mi rese le forze 19e
mi disse: «Non temere, uomo prediletto, pace a te, riprendi
forza, rinfrancati». Mentre egli parlava con me, io mi sentii
ritornare le forze e dissi: «Parli il mio signore perché tu
mi hai ridato forza».
L'annunzio profetico
20Allora
mi disse: «Sai tu perché io sono venuto da te? Ora tornerò
di nuovo a lottare con il principe di Persia, poi uscirò ed
ecco verrà il principe di Grecia. 21Io ti
dichiarerò ciò che è scritto nel libro della verità.
Nessuno mi aiuta in questo se non Michele, il vostro principe,
(11,1) e io, nell'anno primo di Dario, mi tenni presso di lui
per dargli rinforzo e sostegno.
Daniele - Capitolo 11
Prime guerre tra Seleucidi e Lagidi
2Ed
ora io ti manifesterò la verità. Ecco, vi saranno ancora tre
re in Persia: poi il quarto acquisterà ricchezze superiori a
tutti gli altri e dopo essersi reso potente con le ricchezze,
muoverà con tutti i suoi contro il regno di Grecia. 3Sorgerà
quindi un re potente e valoroso, il quale dominerà sopra un
grande impero e farà ciò che vuole; 4ma
appena si sarà affermato, il suo regno verrà smembrato e
diviso ai quattro venti del cielo, ma non fra i suoi
discendenti né con la stessa forza che egli possedeva; il suo
regno sarà infatti smembrato e dato ad altri anziché ai suoi
discendenti.
5Il re del
mezzogiorno diverrà potente e uno dei suoi capitani sarà più
forte di lui e il suo impero sarà grande. 6Dopo
qualche anno faranno alleanza e la figlia del re del
mezzogiorno verrà al re del settentrione per fare la pace, ma
non potrà mantenere la forza del suo braccio e non resisterà
né lei né la sua discendenza e sarà condannata a morte
insieme con i suoi seguaci, il figlio e il marito. 7In
quel tempo, da un germoglio delle sue radici sorgerà uno, al
posto di costui, e verrà con un esercito e avanzerà contro
le fortezze del re del settentrione, le assalirà e se ne
impadronirà. 8Condurrà in Egitto i loro
dei con le loro immagini e i loro preziosi oggetti d'oro e
d'argento, come preda di guerra, poi per qualche anno si
asterrà dal contendere con il re del settentrione. 9Questi
muoverà contro il re del mezzogiorno, ma se ne ritornerà nel
suo paese.
10Poi suo figlio si
preparerà alla guerra, raccogliendo una moltitudine di grandi
eserciti, con i quali avanzerà come una inondazione:
attraverserà il paese per attaccare di nuovo battaglia e
giungere sino alla sua fortezza. 11Il re del
mezzogiorno, inasprito, uscirà per combattere con il re del
settentrione, che si muoverà con un grande esercito, ma
questo cadrà in potere del re del mezzogiorno, 12il
quale dopo aver disfatto quell'esercito si gonfierà
d'orgoglio, ma pur avendo abbattuto decine di migliaia, non
per questo sarà più forte. 13Il re del
settentrione di nuovo metterà insieme un grande esercito, più
grande di quello di prima, e dopo qualche anno avanzerà con
un grande esercito e con grande apparato. 14In
quel tempo molti si alzeranno contro il re del mezzogiorno e
uomini violenti del tuo popolo insorgeranno per adempiere la
visione, ma cadranno. 15Il re del
settentrione verrà, costruirà terrapieni e occuperà una
città ben fortificata. Le forze del mezzogiorno, con truppe
scelte, non potranno resistere, mancherà loro la forza per
opporre resistenza. 16L'invasore farà ciò
che vuole e nessuno gli si potrà opporre; si stabilirà in
quella magnifica terra e la distruzione sarà nelle sue mani. 17Quindi
si proporrà di occupare tutto il regno del re del
mezzogiorno, stipulerà un'alleanza con lui e gli darà sua
figlia per rovinarlo, ma ciò non riuscirà e non raggiungerà
il suo scopo.
18Poi volgerà le
mire alle isole e ne prenderà molte, ma un comandante
straniero farà cessare la sua arroganza, facendola ricadere
sopra di lui. 19Si volgerà poi verso le
fortezze del proprio paese, ma inciamperà, cadrà, scomparirà.
20Sorgerà quindi al suo posto uno che
manderà esattori nella terra perla del suo regno, ma in pochi
giorni sarà stroncato, non nel furore di una rivolta né in
battaglia.
Antioco Epifane
21Gli
succederà poi un uomo abbietto, privo di dignità regale:
verrà di nascosto e occuperà il regno con la frode. 22Le
forze armate saranno annientate davanti a lui e sarà
stroncato anche il capo dell'alleanza. 23Non
appena sarà stata stipulata un'alleanza con lui, egli agirà
con la frode, crescerà e si consoliderà con poca gente. 24Entrerà
di nascosto nei luoghi più fertili della provincia e farà
cose che né i suoi padri né i padri dei suoi padri osarono
fare; distribuirà alla sua gente preda, spoglie e ricchezze e
ordirà progetti contro le fortezze, ma ciò fino ad un certo
tempo.
25La sua potenza e
il suo ardire lo spingeranno contro il re del mezzogiorno con
un grande esercito e il re del mezzogiorno verrà a battaglia
con un grande e potente esercito, ma non potrà resistere,
perché si ordiranno congiure contro di lui: 26i
suoi stessi commensali saranno causa della sua rovina; il suo
esercito sarà travolto e molti cadranno uccisi. 27I
due re non penseranno che a farsi del male a vicenda e seduti
alla stessa tavola parleranno con finzione, ma senza riuscire
nei reciproci intenti, perché li attenderà la fine, al tempo
stabilito. 28Egli ritornerà nel suo paese
con grandi ricchezze e con in cuore l'avversione alla santa
alleanza: agirà secondo i suoi piani e poi ritornerà nel suo
paese. 29Al tempo determinato verrà di
nuovo contro il paese del mezzogiorno, ma quest'ultima impresa
non riuscirà come la prima. 30Verranno
contro lui navi dei Kittìm ed egli si sentirà scoraggiato e
tornerà indietro. Si volgerà infuriato e agirà contro la
santa alleanza, e nel suo ritorno se la intenderà con coloro
che avranno abbandonato la santa alleanza. 31Forze
da lui armate si muoveranno a profanare il santuario della
cittadella, aboliranno il sacrificio quotidiano e vi
metteranno l'abominio della desolazione.
32Con lusinghe egli
sedurrà coloro che avranno apostatato dall'alleanza, ma
quanti riconoscono il proprio Dio si fortificheranno e
agiranno. 33I più saggi tra il popolo
ammaestreranno molti, ma cadranno di spada, saranno dati alle
fiamme, condotti in schiavitù e saccheggiati per molti
giorni. 34Mentre così cadranno, riceveranno
un pò di aiuto: molti però si uniranno a loro ma senza
sincerità. 35Alcuni saggi cadranno perché
fra di loro ve ne siano di quelli purificati, lavati, resi
candidi fino al tempo della fine, che dovrà venire al tempo
stabilito.
36Il re dunque farà
ciò che vuole, s'innalzerà, si magnificherà sopra ogni dio
e proferirà cose inaudite contro il Dio degli dei e avrà
successo finché non sarà colma l'ira; poiché ciò che è
stato determinato si compirà. 37Egli non si
curerà neppure delle divinità dei suoi padri né del dio
amato dalle donne, né di altro dio, poiché egli si esalterà
sopra tutti. 38Onorerà invece il dio delle
fortezze: onorerà, con oro e argento, con gemme e con cose
preziose, un dio che i suoi padri non hanno mai conosciuto. 39Nel
nome di quel dio straniero attaccherà le fortezze e colmerà
di onori coloro che lo riconosceranno: darà loro il potere su
molti e distribuirà loro terre in ricompensa.
IL TEMPO DELLA FINE
Fine del persecutore
40Al
tempo della fine il re del mezzogiorno si scontrerà con lui e
il re del settentrione gli piomberà addosso, come turbine,
con carri, con cavalieri e molte navi; entrerà nel suo
territorio invadendolo. 41Entrerà anche in
quella magnifica terra e molti paesi soccomberanno. Questi però
scamperanno dalla sua mano: Edom, Moab e gran parte degli
Ammoniti. 42Metterà così la mano su molti
paesi; neppure l'Egitto scamperà. 43S'impadronirà
di tesori d'oro e d'argento e di tutte le cose preziose
d'Egitto: i Libi e gli Etiopi saranno al suo seguito. 44Ma
notizie dall'oriente e dal settentrione lo turberanno: egli
partirà con grande ira per distruggere e disperdere molti. 45Pianterà
le tende del suo palazzo fra il mare e il bel monte santo: poi
giungerà alla fine e nessuno verrà in suo aiuto.
Daniele - Capitolo 12
1Or in quel tempo
sorgerà Michele, il gran principe, che vigila sui figli del
tuo popolo. Vi sarà un tempo di angoscia, come non c'era mai
stato dal sorgere delle nazioni fino a quel tempo; in quel
tempo sarà salvato il tuo popolo, chiunque si troverà
scritto nel libro.
La risurrezione e la retribuzione
2Molti
di quelli che dormono nella polvere della terra si
risveglieranno: gli uni alla vita eterna e gli altri alla
vergogna e per l'infamia eterna. 3I saggi
risplenderanno come lo splendore del firmamento; coloro che
avranno indotto molti alla giustizia risplenderanno come le
stelle per sempre.
4Ora tu, Daniele,
chiudi queste parole e sigilla questo libro, fino al tempo
della fine: allora molti lo scorreranno e la loro conoscenza
sarà accresciuta».
La profezia sigillata
5Io,
Daniele, stavo guardando ed ecco altri due che stavano in
piedi, uno di qua sulla sponda del fiume, l'altro di là
sull'altra sponda. 6Uno disse all'uomo
vestito di lino, che era sulle acque del fiume: «Quando si
compiranno queste cose meravigliose?». 7Udii
l'uomo vestito di lino, che era sulle acque del fiume, il
quale, alzate la destra e la sinistra al cielo, giurò per
colui che vive in eterno che tutte queste cose si sarebbero
compiute fra un tempo, tempi e la metà di un tempo, quando
sarebbe finito colui che dissipa le forze del popolo santo.
8Io udii bene, ma
non compresi, e dissi: «Mio Signore, quale sarà la fine di
queste cose?». 9Egli mi rispose: «Và,
Daniele, queste parole sono nascoste e sigillate fino al tempo
della fine. 10Molti saranno purificati, resi
candidi, integri, ma gli empi agiranno empiamente: nessuno
degli empi intenderà queste cose, ma i saggi le intenderanno.
11Ora, dal tempo in cui sarà abolito il
sacrificio quotidiano e sarà eretto l'abominio della
desolazione, ci saranno milleduecentonovanta giorni. 12Beato
chi aspetterà con pazienza e giungerà a
milletrecentotrentacinque giorni. 13Tu, và
pure alla tua fine e riposa: ti alzerai per la tua sorte alla
fine dei giorni».
Daniele - Capitolo 13
SUSANNA E IL GIUDIZIO DI DANIELE
1Abitava
in Babilonia un uomo chiamato Ioakìm, 2il
quale aveva sposato una donna chiamata Susanna, figlia di
Chelkìa, di rara bellezza e timorata di Dio. 3I
suoi genitori, che erano giusti, avevano educato la figlia
secondo la legge di Mosè. 4Ioakìm era
molto ricco e possedeva un giardino vicino a casa ed essendo
stimato più di ogni altro i Giudei andavano da lui. 5In
quell'anno erano stati eletti giudici del popolo due anziani:
erano di quelli di cui il Signore ha detto: «L'iniquità è
uscita da Babilonia per opera di anziani e di giudici, che
solo in apparenza sono guide del popolo». 6Questi
frequentavano la casa di Ioakìm e tutti quelli che avevano
qualche lite da risolvere si recavano da loro. 7Quando
il popolo, verso il mezzogiorno, se ne andava, Susanna era
solita recarsi a passeggiare nel giardino del marito. 8I
due anziani che ogni giorno la vedevano andare a passeggiare,
furono presi da un'ardente passione per lei: 9persero
il lume della ragione, distolsero gli occhi per non vedere il
Cielo e non ricordare i giusti giudizi. 10Eran
colpiti tutt'e due dalla passione per lei, 11ma
l'uno nascondeva all'altro la sua pena, perché si
vergognavano di rivelare la brama che avevano di unirsi a lei.
12Ogni giorno con maggior desiderio
cercavano di vederla. Un giorno uno disse all'altro: 13«Andiamo
pure a casa: è l'ora di desinare» e usciti se ne andarono. 14Ma
ritornati indietro, si ritrovarono di nuovo insieme e,
domandandosi a vicenda il motivo, confessarono la propria
passione. Allora studiarono il momento opportuno di poterla
sorprendere sola.
15Mentre
aspettavano l'occasione favorevole, Susanna entrò, come al
solito, con due sole ancelle, nel giardino per fare il bagno,
poiché faceva caldo. 16Non c'era nessun
altro al di fuori dei due anziani nascosti a spiarla. 17Susanna
disse alle ancelle: «Portatemi l'unguento e i profumi, poi
chiudete la porta, perché voglio fare il bagno». 18Esse
fecero come aveva ordinato: chiusero le porte del giardino ed
entrarono in casa dalla porta laterale per portare ciò che
Susanna chiedeva, senza accorgersi degli anziani poiché si
erano nascosti. 19Appena partite le ancelle,
i due anziani uscirono dal nascondiglio, corsero da lei e le
dissero: 20«Ecco, le porte del giardino
sono chiuse, nessuno ci vede e noi bruciamo di passione per
te; acconsenti e datti a noi. 21In caso
contrario ti accuseremo; diremo che un giovane era con te e
perciò hai fatto uscire le ancelle». 22Susanna,
piangendo, esclamò: «Sono alle strette da ogni parte. Se
cedo, è la morte per me; se rifiuto, non potrò scampare
dalle vostre mani. 23Meglio però per me
cadere innocente nelle vostre mani che peccare davanti al
Signore!». 24Susanna gridò a gran voce.
Anche i due anziani gridarono contro di lei 25e
uno di loro corse alle porte del giardino e le aprì.
26I servi di casa,
all'udire tale rumore in giardino, si precipitarono dalla
porta laterale per vedere che cosa stava accadendo. 27Quando
gli anziani ebbero fatto il loro racconto, i servi si
sentirono molto confusi, perché mai era stata detta una
simile cosa di Susanna.
28Il giorno dopo,
tutto il popolo si adunò nella casa di Ioakìm, suo marito e
andarono là anche i due anziani pieni di perverse intenzioni
per condannare a morte Susanna. 29Rivolti al
popolo dissero: «Si faccia venire Susanna figlia di Chelkìa,
moglie di Ioakìm». Mandarono a chiamarla 30ed
essa venne con i genitori, i figli e tutti i suoi parenti. 31Susanna
era assai delicata d'aspetto e molto bella di forme; 32aveva
il velo e quei perversi ordinarono che le fosse tolto per
godere almeno così della sua bellezza. 33Tutti
i suoi familiari e amici piangevano.
34I due anziani si
alzarono in mezzo al popolo e posero le mani sulla sua testa. 35Essa
piangendo alzò gli occhi al cielo, con il cuore pieno di
fiducia nel Signore. 36Gli anziani dissero:
«Mentre noi stavamo passeggiando soli nel giardino, è venuta
con due ancelle, ha chiuse le porte del giardino e poi ha
licenziato le ancelle. 37Quindi è entrato
da lei un giovane che era nascosto, e si è unito a lei. 38Noi
che eravamo in un angolo del giardino, vedendo una tale
nefandezza, ci siamo precipitati su di loro e li abbiamo
sorpresi insieme. 39Non abbiamo potuto
prendere il giovane perché, più forte di noi, ha aperto la
porta ed è fuggito. 40Abbiamo preso lei e
le abbiamo domandato chi era quel giovane, ma lei non ce l'ha
voluto dire. Di questo noi siamo testimoni». 41La
moltitudine prestò loro fede poiché erano anziani e giudici
del popolo e la condannò a morte. 42Allora
Susanna ad alta voce esclamò: «Dio eterno, che conosci i
segreti, che conosci le cose prima che accadano, 43tu
lo sai che hanno deposto il falso contro di me! Io muoio
innocente di quanto essi iniquamente hanno tramato contro di
me». 44E il Signore ascoltò la sua voce.
45Mentre Susanna
era condotta a morte, il Signore suscitò il santo spirito di
un giovanetto, chiamato Daniele, 46il quale
si mise a gridare: «Io sono innocente del sangue di lei!».
47Tutti si
voltarono verso di lui dicendo: «Che vuoi dire con le tue
parole?». 48Allora Daniele, stando in mezzo
a loro, disse: «Siete così stolti, Israeliti? Avete
condannato a morte una figlia d'Israele senza indagare la
verità! 49Tornate al tribunale, perché
costoro hanno deposto il falso contro di lei».
50Il popolo tornò
subito indietro e gli anziani dissero a Daniele: «Vieni,
siedi in mezzo a noi e facci da maestro, poiché Dio ti ha
dato il dono dell'anzianità». 51Daniele
esclamò: «Separateli bene l'uno dall'altro e io li giudicherò».
52Separati che furono, Daniele disse al
primo: «O invecchiato nel male! Ecco, i tuoi peccati commessi
in passato vengono alla luce, 53quando davi
sentenze ingiuste opprimendo gli innocenti e assolvendo i
malvagi, mentre il Signore ha detto: Non ucciderai il giusto e
l'innocente. 54Ora dunque, se tu hai visto
costei, dì: sotto quale albero tu li hai visti stare insieme?».
Rispose: «Sotto un lentisco». 55Disse
Daniele: «In verità, la tua menzogna ricadrà sulla tua
testa. Gia l'angelo di Dio ha ricevuto da Dio la sentenza e ti
spaccherà in due». 56Allontanato questo,
fece venire l'altro e gli disse: «Razza di Canaan e non di
Giuda, la bellezza ti ha sedotto, la passione ti ha pervertito
il cuore! 57Così facevate con le donne
d'Israele ed esse per paura si univano a voi. Ma una figlia di
Giuda non ha potuto sopportare la vostra iniquità. 58Dimmi
dunque, sotto quale albero li hai trovati insieme?». Rispose:
«Sotto un leccio». 59Disse Daniele: «In
verità anche la tua menzogna ti ricadrà sulla testa. Ecco
l'angelo di Dio ti aspetta con la spada in mano per spaccarti
in due e così farti morire».
60Allora tutta
l'assemblea diede in grida di gioia e benedisse Dio che salva
coloro che sperano in lui. 61Poi insorgendo
contro i due anziani, ai quali Daniele aveva fatto confessare
con la loro bocca di aver deposto il falso, fece loro subire
la medesima pena alla quale volevano assoggettare il prossimo 62e
applicando la legge di Mosè li fece morire. In quel giorno fu
salvato il sangue innocente. 63Chelkìa e
sua moglie resero grazie a Dio per la figlia Susanna insieme
con il marito Ioakìm e tutti i suoi parenti, per non aver
trovato in lei nulla di men che onesto. 64Da
quel giorno in poi Daniele divenne grande di fronte al popolo.
Daniele - Capitolo 14
BEL E IL DRAGO
Daniele e i sacerdoti di Bel
1Il
re Astiage si riunì ai suoi padri e gli succedette nel regno
Ciro il Persiano. 2Ora Daniele viveva
accanto al re, ed era il più onorato di tutti gli amici del
re. 3I Babilonesi avevano un idolo chiamato
Bel, al quale offrivano ogni giorno dodici sacchi di fior di
farina, quaranta pecore e sei barili di vino. 4Anche
il re venerava questo idolo e andava ogni giorno ad adorarlo.
Daniele però adorava il suo Dio e perciò il re gli disse: «Perché
non adori Bel?». 5Daniele rispose: «Io non
adoro idoli fatti da mani d'uomo, ma soltanto il Dio vivo che
ha fatto il cielo e la terra e che è signore di ogni essere
vivente». 6«Non credi tu - aggiunse il re
- che Bel sia un dio vivo? Non vedi quanto beve e mangia ogni
giorno?». 7Rispose Daniele ridendo: «Non
t'ingannare, o re: quell'idolo di dentro è d'argilla e di
fuori è di bronzo e non ha mai mangiato né bevuto». 8Il
re s'indignò e convocati i sacerdoti di Bel, disse loro: «Se
voi non mi dite chi è che mangia tutto questo cibo, morirete;
se invece mi proverete che è Bel che lo mangia, morirà
Daniele, perché ha insultato Bel». 9Daniele
disse al re: «Sia fatto come tu hai detto». Isacerdoti di
Bel erano settanta, senza contare le mogli e i figli. 10Il
re si recò insieme con Daniele al tempio di Bel 11e
i sacerdoti di Bel gli dissero: «Ecco, noi usciamo di qui e
tu, re, disponi le vivande e mesci il vino temperato; poi
chiudi la porta e sigillala con il tuo anello. Se domani
mattina, venendo, tu riscontrerai che tutto non è stato
mangiato da Bel, moriremo noi, altrimenti morirà Daniele che
ci ha calunniati». 12Essi però non se ne
preoccuparono perché avevano praticato un passaggio segreto
sotto la tavola per il quale passavano abitualmente e
consumavano tutto.
13Dopo che essi se
ne furono andati, il re fece porre i cibi davanti a Bel: 14Daniele
ordinò ai servi del re di portare un pò di cenere e la
sparsero su tutto il pavimento del tempio alla presenza
soltanto del re; poi uscirono, chiusero la porta, la
sigillarono con l'anello del re e se ne andarono. 15I
sacerdoti vennero di notte, secondo il loro consueto, con le
mogli, i figli, e mangiarono e bevvero tutto. 16Di
buon mattino il re si alzò, come anche Daniele. 17Il
re domandò: «Sono intatti i sigilli, Daniele?». «Intatti,
re» rispose. 18Aperta la porta, il re guardò
la tavola ed esclamò: «Tu sei grande, Bel, e nessun inganno
è in te!». 19Daniele sorrise e,
trattenendo il re perché non entrasse, disse: «Guarda il
pavimento ed esamina di chi sono quelle orme». 20Il
re disse: «Vedo orme d'uomini, di donne e di ragazzi!». 21Acceso
d'ira, fece arrestare i sacerdoti con le mogli e i figli; gli
furono mostrate le porte segrete per le quali entravano a
consumare quanto si trovava sulla tavola. 22Quindi
il re li fece mettere a morte, consegnò Bel in potere di
Daniele che lo distrusse insieme con il tempio.
Daniele uccide il drago
23Vi
era un gran drago e i Babilonesi lo veneravano. 24Il
re disse a Daniele: «Non potrai dire che questo non è un dio
vivente; adoralo, dunque». 25Daniele
rispose: «Io adoro il Signore mio Dio, perché egli è il Dio
vivente; se tu me lo permetti, o re, io, senza spada e senza
bastone, ucciderò il drago». 26Soggiunse
il re: «Te lo permetto». 27Daniele prese
allora pece, grasso e peli e li fece cuocere insieme, poi ne
preparò focacce e le gettò in bocca al drago che le inghiottì
e scoppiò; quindi soggiunse: «Ecco che cosa adoravate!».
28Quando i
Babilonesi lo seppero, ne furono molto indignati e insorsero
contro il re, dicendo: «Il re è diventato Giudeo: ha
distrutto Bel, ha ucciso il drago, ha messo a morte i
sacerdoti». 29Andarono da lui dicendo: «Consegnaci
Daniele, altrimenti uccidiamo te e la tua famiglia!». 30Quando
il re vide che lo assalivano con violenza, costretto dalla
necessità consegnò loro Daniele.
Daniele nella fossa dei leoni
31Ed
essi lo gettarono nella fossa dei leoni, dove rimase sei
giorni. 32Nella fossa vi erano sette leoni,
ai quali venivano dati ogni giorno due cadaveri e due pecore:
ma quella volta non fu dato loro niente perché divorassero
Daniele.
33Si trovava allora
in Giudea il profeta Abacuc il quale aveva fatto una minestra
e spezzettato il pane in un recipiente e andava a portarlo nel
campo ai mietitori. 34L'angelo del Signore
gli disse: «Porta questo cibo a Daniele in Babilonia nella
fossa dei leoni». 35Ma Abacuc rispose: «Signore,
Babilonia non l'ho mai vista e la fossa non la conosco». 36Allora
l'angelo del Signore lo prese per i capelli e con la velocità
del vento lo trasportò in Babilonia e lo posò sull'orlo
della fossa dei leoni. 37Gridò Abacuc: «Daniele,
Daniele, prendi il cibo che Dio ti ha mandato». 38Daniele
esclamò: «Dio, ti sei ricordato di me e non hai abbandonato
coloro che ti amano». 39Alzatosi, Daniele
si mise a mangiare, mentre l'angelo di Dio riportava subito
Abacuc nel luogo di prima.
40Il settimo giorno
il re andò per piangere Daniele e giunto alla fossa guardò e
vide Daniele seduto. 41Allora esclamò ad
alta voce: «Grande tu sei, Signore Dio di Daniele, e non c'è
altro dio all'infuori di te!». 42Poi fece
uscire Daniele dalla fossa e vi fece gettare coloro che
volevano la sua rovina ed essi furono subito divorati sotto i
suoi occhi.
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