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Geremia - Capitolo
1 Titolo
1Parole
di Geremia figlio di Chelkia, uno dei sacerdoti che dimoravano
in Anatòt, nel territorio di Beniamino. 2A
lui fu rivolta la parola del Signore al tempo di Giosia figlio
di Amon, re di Giuda, l'anno decimoterzo del suo regno, 3e
quindi anche al tempo di Ioiakìm figlio di Giosia, re di
Giuda, fino alla fine dell'anno undecimo di Sedecìa figlio di
Giosìa, re di Giuda, cioè fino alla deportazione di
Gerusalemme avvenuta nel quinto mese. I. ORACOLI CONTRO GIUDA E
GERUSALEMME
1. AL TEMPO DI GIOSIA
Vocazione di Geremia
4Mi
fu rivolta la parola del Signore: 5«Prima di
formarti nel grembo materno, ti conoscevo, 11Mi fu rivolta
questa parola del Signore: «Che cosa vedi, Geremia?».
Risposi: «Vedo un ramo di mandorlo». 12Il
Signore soggiunse: «Hai visto bene, poiché io vigilo sulla
mia parola per realizzarla». 13Quindi mi fu
rivolta di nuovo questa parola del Signore: «Che cosa vedi?».
Risposi: «Vedo una caldaia sul fuoco inclinata verso
settentrione». «Dal settentrione si rovescerà la
sventura Geremia - Capitolo 2 Le predicazioni più antiche.
L'apostasia di Israele
1Mi
fu rivolta questa parola del signore: Geremia - Capitolo 3 La conversione
1Se
un uomo ripudia la moglie L'Israele del nord invitato alla
conversione
6Il
Signore mi disse al tempo del re Giosia: «Hai visto ciò che
ha fatto Israele, la ribelle? Si è recata su ogni luogo
elevato e sotto ogni albero verde per prostituirsi. 7E
io pensavo: Dopo che avrà fatto tutto questo tornerà a me,
ma essa non è ritornata. La perfida Giuda sua sorella ha
visto ciò, 8ha visto che ho ripudiato la
ribelle Israele proprio per tutti i suoi adultèri,
consegnandole il documento del divorzio, ma la perfida Giuda
sua sorella non ha avuto alcun timore. Anzi anch'essa è
andata a prostituirsi; 9e con il clamore
delle sue prostituzioni ha contaminato il paese; ha commesso
adulterio davanti alla pietra e al legno. 10Ciò
nonostante, la perfida Giuda sua sorella non è ritornata a me
con tutto il cuore, ma soltanto con menzogna». Parola del
Signore. 11Allora il Signore mi disse: «Israele
ribelle si è dimostrata più giusta della perfida Giuda. 12Và
e grida tali cose verso il settentrione dicendo: Ritorna, Israele ribelle, dice il
Signore. Il popolo messianico a Sion
14Ritornate,
figli traviati - dice il Signore - perché io sono il vostro
padrone. Io vi prenderò uno da ogni città e due da ciascuna
famiglia e vi condurrò a Sion. 15Vi darò
pastori secondo il mio cuore, i quali vi guideranno con
scienza e intelligenza. 16Quando poi vi
sarete moltiplicati e sarete stati fecondi nel paese, in quei
giorni - dice il Signore - non si parlerà più dell'arca
dell'alleanza del Signore; nessuno ci penserà né se ne
ricorderà; essa non sarà rimpianta né rifatta. 17In
quel tempo chiameranno Gerusalemme trono del Signore; tutti i
popoli vi si raduneranno nel nome del Signore e non seguiranno
più la caparbietà del loro cuore malvagio. 18In
quei giorni la casa di Giuda andrà verso la casa di Israele e
tutte e due torneranno insieme dalla regione settentrionale
nel paese che io avevo dato in eredità ai loro padri. Seguito del poema sulla conversione
19Io
pensavo: Geremia - Capitolo 4 1«Se vuoi
ritornare, o Israele - dice il Signore - L'invasione dal nord
5Annunziatelo
in Giuda, Geremia - Capitolo 5 Le ragioni dell'invasione
1Percorrete
le vie di Gerusalemme, La pedagogia del castigo
18Ma
anche in quei giorni, dice il Signore, 19Allora, se
diranno: «Perché il Signore nostro Dio ci fa tutte queste
cose?», tu risponderai: «Come voi avete abbandonato il
Signore e avete servito divinità straniere nel vostro paese,
così servirete gli stranieri in un paese non vostro». In occasione di una carestia (?)
20Annunziatelo
nella casa di Giacobbe, Ripresa del tema
26poiché
tra il mio popolo vi sono malvagi Geremia - Capitolo 6 Ancora l'invasione
1Mettetevi
in salvo, figli di Beniamino, Geremia - Capitolo 7 2. ORACOLI PRONUNZIATI SOPRATTUTTO
AL TEMPO DI IOIAKIM
Il vero culto
a) L'attacco contro il tempio
1Questa
è la parola che fu rivolta dal Signore a Geremia: 2«Fermati
alla porta del tempio del Signore e là pronunzia questo
discorso dicendo: Ascoltate la parola del Signore, voi tutti
di Giuda che attraversate queste porte per prostrarvi al
Signore. 3Così dice il Signore degli
eserciti, Dio di Israele: Migliorate la vostra condotta e le
vostre azioni e io vi farò abitare in questo luogo. 4Pertanto
non confidate nelle parole menzognere di coloro che dicono:
Tempio del Signore, tempio del Signore, tempio del Signore è
questo! 5Poiché, se
veramente emenderete la vostra condotta e le vostre azioni, se
realmente pronunzierete giuste sentenze fra un uomo e il suo
avversario; 6se non opprimerete lo
straniero, l'orfano e la vedova, se non spargerete il sangue
innocente in questo luogo e se non seguirete per vostra
disgrazia altri dei, 7io vi farò abitare in
questo luogo, nel paese che diedi ai vostri padri da lungo
tempo e per sempre. 8Ma voi confidate in
parole false e ciò non vi gioverà: 9rubare,
uccidere, commettere adulterio, giurare il falso, bruciare
incenso a Baal, seguire altri dei che non conoscevate. 10Poi
venite e vi presentate alla mia presenza in questo tempio, che
prende il nome da me, e dite: Siamo salvi! per poi compiere
tutti questi abomini. 11Forse è una
spelonca di ladri ai vostri occhi questo tempio che prende il
nome da me? Anch'io, ecco, vedo tutto questo. Parola del
Signore. 12Andate, dunque, nella mia dimora
che era in Silo, dove avevo da principio posto il mio nome;
considerate che cosa io ne ho fatto a causa della malvagità
di Israele, mio popolo. 13Ora, poiché avete
compiuto tutte queste azioni - parola del Signore - e, quando
vi ho parlato con premura e sempre, non mi avete ascoltato e,
quando vi ho chiamato, non mi avete risposto, 14io
tratterò questo tempio che porta il mio nome e nel quale
confidate e questo luogo che ho concesso a voi e ai vostri
padri, come ho trattato Silo. b) Gli dei stranieri
16Tu
poi, non pregare per questo popolo, non innalzare per esso
suppliche e preghiere né insistere presso di me, perché non
ti ascolterò. 17Non vedi che cosa fanno
nelle città di Giuda e nelle strade di Gerusalemme? 18I
figli raccolgono la legna, i padri accendono il fuoco e le
donne impastano la farina per preparare focacce alla Regina
del cielo; poi si compiono libazioni ad altri dei per
offendermi. 19Ma forse costoro offendono me
- oracolo del Signore - o non piuttosto se stessi a loro
vergogna?». 20Pertanto, dice il Signore
Dio: «Ecco il mio furore, la mia ira si riversa su questo
luogo, sugli uomini e sul bestiame, sugli alberi dei campi e
sui frutti della terra e brucerà senza estinguersi». c) Il culto senza fedeltà
21Dice
il Signore degli eserciti, Dio di Israele: «Aggiungete pure i
vostri olocausti ai vostri sacrifici e mangiatene la carne! 22In
verità io non parlai né diedi comandi sull'olocausto e sul
sacrificio ai vostri padri, quando li feci uscire dal paese
d'Egitto. 23Ma questo comandai loro:
Ascoltate la mia voce! Allora io sarò il vostro Dio e voi
sarete il mio popolo; e camminate sempre sulla strada che vi
prescriverò, perché siate felici. 24Ma
essi non ascoltarono né prestarono orecchio; anzi
procedettero secondo l'ostinazione del loro cuore malvagio e
invece di voltarmi la faccia mi han voltato le spalle, 25da
quando i loro padri uscirono dal paese d'Egitto fino ad oggi.
Io inviai a voi tutti i miei servitori, i profeti, con premura
e sempre; 26eppure essi non li ascoltarono e
non prestarono orecchio. Resero dura la loro nuca, divennero
peggiori dei loro padri. 27Tu dirai loro
tutte queste cose, ma essi non ti ascolteranno; li chiamerai,
ma non ti risponderanno. 28Allora dirai
loro: Questo è il popolo che non ascolta la voce del Signore
suo Dio né accetta la correzione. La fedeltà è sparita, è
stata bandita dalla loro bocca. d) Di nuovo il culto illeggittimo;
minaccia di esilio
29Taglia
la tua chioma e gettala via 30Perché i figli
di Giuda hanno commesso ciò che è male ai miei occhi,
oracolo del Signore. Hanno posto i loro abomini nel tempio che
prende il nome da me, per contaminarlo. 31Hanno
costruito l'altare di Tofet, nella valle di Ben-Hinnòn, per
bruciare nel fuoco i figli e le figlie, cosa che io non ho mai
comandato e che non mi è mai venuta in mente. 32Perciò
verranno giorni - oracolo del Signore - nei quali non si
chiamerà più Tofet né valle di Ben-Hinnòn, ma valle della
Strage. Allora si seppellirà in Tofet, perché non ci sarà
altro luogo. 33I cadaveri di questo popolo
saranno pasto agli uccelli dell'aria e alle bestie selvatiche
e nessuno li scaccerà. 34Io farò cessare
nelle città di Giuda e nelle vie di Gerusalemme le grida di
gioia e la voce dell'allegria, la voce dello sposo e della
sposa, poiché il paese sarà ridotto un deserto». Geremia - Capitolo 8 1«In quel tempo -
oracolo del Signore - si estrarranno dai loro sepolcri le ossa
dei re di Giuda, le ossa dei suoi capi, dei sacerdoti, dei
profeti e degli abitanti di Gerusalemme. 2Esse
saranno sparse in onore del sole, della luna e di tutta la
milizia del cielo che essi amarono, servirono, seguirono,
consultarono e adorarono. Non saranno più raccolte né
sepolte, ma rimarranno come letame sulla terra. 3Allora
la morte sarà preferibile alla vita per tutti quelli che
resteranno di questa razza malvagia in ogni luogo, dove li avrò
dispersi». Oracolo del Signore degli eserciti. Minacce, lamenti, istruzioni.
Traviamento di Israele
4Tu
dirai loro: «Così dice il Signore: La legge nelle mani dei sacerdoti
8Come
potete dire: Noi siamo saggi, Ripresa di un frammento con minacce
10Per
questo darò le loro donne ad altri, Minacce alla vigna - Giuda
13«Li
mieto e li anniento, Lamento del profeta per una
carestialdeserto
18Cercai
di rasserenarmi, superando il mio dolore, Geremia - Capitolo 9 Corruzione morale di Giuda
1Chi
mi darà nel deserto un rifugio per viandanti? Lamenti a Sion
9Sui
monti alzerò gemiti e lamenti, 12Ha detto il
Signore: «E' perché hanno abbandonato la legge che avevo
loro posto innanzi e non hanno ascoltato la mia voce e non
l'hanno seguita, 13ma han seguito la
caparbietà del loro cuore e i Baal, che i loro padri avevano
fatto loro conoscere». 14Pertanto così
dice il Signore degli eserciti, Dio di Israele: «Ecco, darò
loro in cibo assenzio, farò loro bere acque avvelenate; 15li
disperderò in mezzo a popoli che né loro né i loro padri
hanno conosciuto e manderò dietro a loro la spada finché non
li abbia sterminati». Così dice il Signore degli eserciti: La vera saggezza
22Così
dice il Signore: La circoncisione, falsa garanzia
24«Ecco,
giorni verranno - oracolo del Signore - nei quali punirò
tutti i circoncisi che rimangono non circoncisi: 25l'Egitto,
Giuda, Edom, gli Ammoniti e i Moabiti e tutti coloro che si
tagliano i capelli alle estremità delle tempie, i quali
abitano nel deserto, perché tutte queste nazioni e tutta la
casa di Israele sono incirconcisi nel cuore». Geremia - Capitolo 10 Idoli e vero Dio
1Ascoltate
la parola che il Signore vi rivolge, 11Direte loro: 12Egli ha formato
la terra con potenza, Panico nel paese
17Raccogli
il tuo fardello fuori dal paese, Geremia - Capitolo 11 Geremia e le parole dell'alleanza
1Questa
la parola che fu rivolta a Geremia da parte del Signore: 2«Ascolta
le parole di questa alleanza e tu riferiscile agli uomini di
Giuda e agli abitanti di Gerusalemme. 3Dirai
loro: Dice il Signore Dio di Israele: Maledetto l'uomo che non
ascolta le parole di questa alleanza, 4che
io imposi ai vostri padri quando li feci uscire dal paese
d'Egitto, dal crogiuolo di ferro, dicendo: Ascoltate la mia
voce ed eseguite quanto vi ho comandato; allora voi sarete il
mio popolo e io sarò il vostro Dio, 5così
che io possa mantenere il giuramento fatto ai vostri padri di
dare loro una terra dove scorrono latte e miele, come oggi
possedete». Io risposi: «Così sia, Signore!». 6E
il Signore mi disse: «Proclama tutte queste parole nelle città
di Giuda e nelle strade di Gerusalemme, dicendo: Ascoltate le
parole di questa alleanza e mettetele in pratica! 7Poiché
io ho più volte scongiurato i vostri padri quando li feci
uscire dal paese d'Egitto e fino ad oggi, ammonendoli
premurosamente ogni giorno: Ascoltate la mia voce! 8Ma
essi non ascoltarono né prestarono orecchio; ognuno seguì la
caparbietà del suo cuore malvagio. Perciò ho attuato nei
loro riguardi tutte le parole di questa alleanza che avevo
ordinato loro di osservare e non osservarono». 9Il Signore mi
disse: «Si è formata una congiura fra gli uomini di Giuda e
gli abitanti di Gerusalemme; 10sono
ritornati alle iniquità dei loro primi padri che avevano
rifiutato di ascoltare le mie parole, anch'essi hanno seguito
altri dei per servirli. La casa di Israele e la casa di Giuda
hanno violato l'alleanza che io avevo concluso con i loro
padri. 11Perciò dice il Signore: Ecco
manderò su di loro una sventura alla quale non potranno
sfuggire. Allora leveranno grida di aiuto verso di me, ma io
non li ascolterò; 12allora le città di
Giuda e gli abitanti di Gerusalemme alzeranno grida di aiuto
agli dei ai quali hanno offerto incenso, ma quelli certamente
non li salveranno nel tempo della loro sciagura. 13Perché
numerosi come le tue città sono i tuoi dei, o Giuda; numerosi
come le strade di Gerusalemme gli altari che avete eretto
all'idolo, altari per bruciare incenso a Baal. 14Tu poi, non
intercedere per questo popolo, non innalzare per esso
suppliche e preghiere, perché non ascolterò quando mi
invocheranno nel tempo della loro sventura». Rimprovero ai frequentatori del
tempio
15Che
ha da fare il mio diletto nella mia casa, 17Il Signore degli
eserciti che ti ha piantato preannunzia la sventura contro di
te, a causa della malvagità che hanno commesso a loro danno
la casa di Israele e la casa di Giuda irritandomi con il
bruciare incenso a Baal. Geremia perseguitato ad Anatot
18Il
Signore me lo ha manifestato e io l'ho saputo; 19Ero come un
agnello mansueto che viene portato al macello, non sapevo che
essi tramavano contro di me, dicendo: «Abbattiamo l'albero
nel suo rigoglio, strappiamolo dalla terra dei viventi; il suo
nome non sia più ricordato». 20Ora, Signore
degli eserciti, giusto giudice, 21Perciò dice il
Signore riguardo agli uomini di Anatòt che attentano alla mia
vita dicendo: «Non profetare nel nome del Signore, se no
morirai per mano nostra»; 22così dunque
dice il Signore degli eserciti: «Ecco, li punirò. I loro
giovani moriranno di spada, i loro figli e le loro figlie
moriranno di fame. 23Non rimarrà di loro
alcun superstite, perché manderò la sventura contro gli
uomini di Anatòt nell'anno del loro castigo». Geremia - Capitolo 12
La felicità dei cattivi
1Tu
sei troppo giusto, Signore, Lamenti del Signore sulla sua eredità
invasa
7Io
ho abbandonato la mia casa, Giudizio e salvezza dei popoli
vicini
14Così
dice il Signore: «Sradicherò dalla loro terra tutti i miei
vicini malvagi, che han messo le mani sull'eredità da me data
in possesso al mio popolo Israele, come anche strapperò la
casa di Giuda di mezzo a loro. 15Allora,
dopo averli strappati, avrò di nuovo compassione di loro e
farò tornare ognuno al suo possesso e ognuno al suo paese. 16Se
impareranno accuratamente le usanze del mio popolo sì da
giurare nel mio nome: Per la vita del Signore, come hanno
insegnato al mio popolo a giurare per Baal, allora potranno
stabilirsi in mezzo al mio popolo. 17Se
invece non ascoltano, estirperò tutto questo popolo ed esso
perirà». Oracolo del Signore. Geremia - Capitolo 13 La cintura inutilizzabile
1Il
Signore mi parlò così: «Và a comprarti una cintura di lino
e mettitela ai fianchi senza immergerla nell'acqua». 2Io
comprai la cintura secondo il comando del Signore e me la misi
ai fianchi. 3Poi la parola del
Signore mi fu rivolta una seconda volta: 4«Prendi
la cintura che hai comprato e che porti ai fianchi e và
subito verso l'Eufrate e nascondila nella fessura di una
pietra». 5Io andai e la nascosi presso
l'Eufrate, come mi aveva comandato il Signore. 6Ora,
dopo molto tempo, il Signore mi disse: «Alzati, và
all'Eufrate e prendi di là la cintura che ti avevo comandato
di nascondervi». 7Io andai verso l'Eufrate,
cercai e presi la cintura dal luogo in cui l'avevo nascosta;
ed ecco, la cintura era marcita, non era più buona a nulla. 8Allora mi fu
rivolta questa parola del Signore: 9«Dice
il Signore: In questo modo ridurrò in marciume la grande
gloria di Giuda e di Gerusalemme. 10Questo
popolo malvagio, che rifiuta di ascoltare le mie parole, che
si comporta secondo la caparbietà del suo cuore e segue altri
dei per servirli e per adorarli, diventerà come questa
cintura, che non è più buona a nulla. 11Poiché,
come questa cintura aderisce ai fianchi di un uomo, così io
volli che aderisse a me tutta la casa di Israele e tutta la
casa di Giuda - parola del Signore - perché fossero mio
popolo, mia fama, mia lode e mia gloria, ma non mi
ascoltarono. I boccali di vino fracassati
12Ora,
tu riferirai a questo popolo: Così dice il Signore Dio di
Israele: Ogni boccale va riempito di vino. Se essi ti diranno:
Forse non sappiamo che ogni boccale va riempito di vino? 13tu
risponderai loro : Così parla il Signore: Ecco io renderò
tutti ubriachi gli abitanti di questo paese, i re che siedono
sul trono di Davide, i sacerdoti, i profeti e tutti gli
abitanti di Gerusalemme. 14Poi fracasserò,
gli uni contro gli altri, i padri e i figli insieme - dice il
Signore-; non avrò pietà, non li risparmierò né userò
misericordia nel distruggerli». Prospettive di esilio
15Ascoltate
e porgete l'orecchio, non montate in Minacce a Ioiachin
18Dite
al re e alla regina madre: Ammonizione a Gerusalemme che non si
converte
20Alza
gli occhi e osserva Geremia - Capitolo 14 La grande siccità
1Parola
che il Signore rivolse a Geremia in occasione della siccità: 2Giuda è in lutto, 10Così dice il
Signore di questo popolo: «Piace loro andare vagando, non
fermano i loro passi». Per questo il Signore non li gradisce.
Ora egli ricorda la loro iniquità e punisce i loro peccati. 11Il Signore mi ha
detto: «Non intercedere a favore di questo popolo, per il suo
benessere. 12Anche se digiuneranno, non
ascolterò la loro supplica; se offriranno olocausti e
sacrifici, non li gradirò; ma li distruggerò con la spada,
la fame e la peste». 13Allora ho soggiunto:
«Ahimè, Signore Dio, dicono i profeti: Non vedrete la spada,
non soffrirete la fame, ma vi concederò una pace perfetta in
questo luogo». 14Il Signore mi ha detto: «I
profeti hanno predetto menzogne in mio nome; io non li ho
inviati, non ho dato ordini né ho loro parlato. Vi annunziano
visioni false, oracoli vani e suggestioni della loro mente». 15Perciò
così dice il Signore: «I profeti che predicono in mio nome,
senza che io li abbia inviati, e affermano: Spada e fame non
ci saranno in questo paese, questi profeti finiranno di spada
e di fame. 16Gli uomini ai quali essi
predicono saranno gettati per le strade di Gerusalemme in
seguito alla fame e alla spada e nessuno seppellirà loro, le
loro donne, i loro figli e le loro figlie. Io rovescerò su di
essi la loro malvagità». 17Tu riferirai
questa parola: Geremia - Capitolo 15 1Il Signore mi
disse: «Anche se Mosè e Samuele si presentassero davanti a
me, io non mi piegherei verso questo popolo. Allontanali da
me, se ne vadano!» 2Se ti domanderanno: «Dove
andremo?» dirai loro: Così dice il Signore: Chi è destinato alla peste, alla
peste, 3Io manderò contro
di loro quattro specie di mali - parola del Signore -: la
spada per ucciderli, i cani per sbranarli, gli uccelli
dell'aria e le bestie selvatiche per divorarli e distruggerli.
4Li renderò oggetto di spavento per tutti i
regni della terra a causa di Manàsse figlio di Ezechia, re di
Giuda, per ciò che egli ha fatto in Gerusalemme. La sventura della guerra
5Chi
avrà pietà di te, Gerusalemme, Rinnovo della vocazione
10Me
infelice, madre mia, che mi hai partorito Geremia - Capitolo 16 La vita del profeta come segno
1Mi
fu rivolta questa parola del Signore: 2«Non
prendere moglie, non aver figli né figlie in questo luogo, 3perché
dice il Signore riguardo ai figli e alle figlie che nascono in
questo luogo e riguardo alle madri che li partoriscono e ai
padri che li generano in questo paese: 4Moriranno
di malattie strazianti, non saranno rimpianti né sepolti, ma
saranno come letame sulla terra. Periranno di spada e di fame;
i loro cadaveri saranno pasto degli uccelli dell'aria e delle
bestie della terra». 5Poiché così dice il
Signore: «Non entrare in una casa dove si fa un banchetto
funebre, non piangere con loro né commiserarli, perché io ho
ritirato da questo popolo la mia pace - dice il Signore - la
mia benevolenza e la mia compassione. 6Moriranno in
questo paese grandi e piccoli; non saranno sepolti né si farà
lamento per essi; nessuno si farà incisioni né si taglierà
i capelli. 7Non si spezzerà il pane
all'afflitto per consolarlo del morto e non gli si darà da
bere il calice della consolazione per suo padre e per sua
madre. 8Non entrare nemmeno in una casa dove
si banchetta per sederti a mangiare e a bere con loro, 9poiché
così dice il Signore degli eserciti, Dio di Israele: Ecco,
sotto i vostri occhi e nei vostri giorni farò cessare da
questo luogo le voci di gioia e di allegria, la voce dello
sposo e della sposa. 10Quando
annunzierai a questo popolo tutte queste cose, ti diranno:
Perché il Signore ha decretato contro di noi questa sventura
così grande? Quali iniquità e quali peccati abbiamo commesso
contro il Signore nostro Dio? 11Tu allora
risponderai loro: Perché i vostri padri mi abbandonarono -
parola del Signore - seguirono altri dei, li servirono e li
adorarono, mentre abbandonarono me e non osservarono la mia
legge. 12Voi però avete agito peggio dei
vostri padri; ognuno di voi, infatti, segue la caparbietà del
suo cuore malvagio rifiutandosi di ascoltarmi. 13Perciò
vi scaccerò da questo paese verso un paese che né voi né i
vostri padri avete conosciuto e là servirete divinità
straniere giorno e notte, poiché io non vi userò più
misericordia. Il ritorno dei dispersi in Israele
14Pertanto,
ecco, verranno giorni - oracolo del Signore - nei quali non si
dirà più: Per la vita del Signore che ha fatto uscire gli
Israeliti dal paese d'Egitto; 15ma piuttosto
si dirà: Per la vita del Signore che ha fatto uscire gli
Israeliti dal paese del settentrione e da tutte le regioni
dove li aveva dispersi. E io li ricondurrò nel loro paese che
avevo concesso ai loro padri. Annunzio dell'invasione
16Ecco,
io invierò numerosi pescatori - dice il Signore - che li
pescheranno; quindi invierò numerosi cacciatori che daranno
loro la caccia su ogni monte, su ogni colle e nelle fessure
delle rocce; 17poiché i miei occhi
osservano le loro vie che non possono restar nascoste dinanzi
a me, né si può occultare la loro iniquità davanti ai miei
occhi. 18Innanzi tutto ripagherò due volte
la loro iniquità e il loro peccato, perché hanno profanato
il mio paese con i cadaveri dei loro idoli e hanno riempito la
mia eredità con i loro abomini». La conversione delle nazioni
19Signore,
mia forza e mia difesa, Geremia - Capitolo 17 Colpe cultuali in Giuda
1Il
peccato di Giuda è scritto Sentenze di saggezza
5«Maledetto
l'uomo che confida nell'uomo, Fiducia nel tempio e nel Signore
12Trono
di gloria, eccelso fin dal principio, Una preghiera di vendetta
14Guariscimi,
Signore, e io sarò guarito, L'osservanza del sabato
19Il
Signore mi disse: «Và a metterti alla porta dei Figli del
popolo, per la quale entrano ed escono i re di Giuda, e a
tutte le porte di Gerusalemme. 20Dirai loro:
Ascoltate la parola del Signore, o re di Giuda e voi tutti
Giudei e abitanti di Gerusalemme, che entrate per queste
porte. 21Così dice il Signore: Per amore
della vostra vita guardatevi dal trasportare un peso in giorno
di sabato e dall'introdurlo per le porte di Gerusalemme. 22Non
portate alcun peso fuori dalle vostre case in giorno di sabato
e non fate alcun lavoro, ma santificate il giorno di sabato,
come io ho comandato ai vostri padri. 23Ma
essi non vollero ascoltare né prestare orecchio, anzi
indurirono la loro cervice per non ascoltarmi e per non
accogliere la lezione. 24Ora, se mi
ascolterete sul serio - dice il Signore - se non introdurrete
nessun peso entro le porte di questa città in giorno di
sabato e santificherete il giorno di sabato non eseguendo in
esso alcun lavoro, 25entreranno per le porte
di questa città i re, che siederanno sul trono di Davide, su
carri e su cavalli, essi e i loro ufficiali, gli uomini di
Giuda e gli abitanti di Gerusalemme. Questa città sarà
abitata per sempre. 26Verranno dalle città
di Giuda e dai dintorni di Gerusalemme, dalla terra di
Beniamino e dalla Sefèla, dai monti e dal meridione
presentando olocausti, sacrifici, offerte e incenso e
sacrifici di lode nel tempio del Signore. 27Ma
se non ascolterete il mio comando di santificare il giorno di
sabato, di non trasportare pesi e di non introdurli entro le
porte di Gerusalemme in giorno di sabato, io accenderò un
fuoco alle sue porte; esso divorerà i palazzi di Gerusalemme
e mai si estinguerà». Geremia - Capitolo 18 Geremia presso il vasaio
1Questa
parola fu rivolta a Geremia da parte del Signore: 2«Prendi
e scendi nella bottega del vasaio; là ti farò udire la mia
parola». 3Io sono sceso nella bottega del
vasaio ed ecco, egli stava lavorando al tornio. 4Ora,
se si guastava il vaso che egli stava modellando, come capita
con la creta in mano al vasaio, egli rifaceva con essa un
altro vaso, come ai suoi occhi pareva giusto. 5Allora mi fu
rivolta la parola del Signore: 6«Forse non
potrei agire con voi, casa di Israele, come questo vasaio?
Oracolo del Signore. Ecco, come l'argilla è nelle mani del
vasaio, così voi siete nelle mie mani, casa di Israele. 7Talvolta
nei riguardi di un popolo o di un regno io decido di
sradicare, di abbattere e di distruggere; 8ma
se questo popolo, contro il quale avevo parlato, si converte
dalla sua malvagità, io mi pento del male che avevo pensato
di fargli. 9Altra volta nei riguardi di un
popolo o di un regno io decido di edificare e di piantare; 10ma
se esso compie ciò che è male ai miei occhi non ascoltando
la mia voce, io mi pentirò del bene che avevo promesso di
fargli. 11Ora annunzia,
dunque, agli uomini di Giuda e agli abitanti di Gerusalemme:
Dice il Signore: Ecco preparo contro di voi una calamità e
medito contro di voi un progetto. Su, abbandonate la vostra
condotta perversa, migliorate le vostre abitudini e le vostre
azioni». 12Ma essi diranno: «E' inutile,
noi vogliamo seguire i nostri progetti; ognuno di noi agirà
secondo la caparbietà del suo cuore malvagio». Israele dimentica il Signore
13Perciò
così dice il Signore: In occasione di un attentato contro
Geremia
18Ora
essi dissero: «Venite e tramiamo insidie contro Geremia,
perché la legge non verrà meno ai sacerdoti, né il
consiglio ai saggi, né l'oracolo ai profeti. Venite,
colpiamolo per la sua lingua e non badiamo a tutte le sue
parole». 19Prestami ascolto,
Signore, Geremia - Capitolo 19 La brocca spezzata e l'alterco con
Pascur
1Così
disse il Signore a Geremia: «Và a comprarti una brocca di
terracotta; prendi alcuni anziani del popolo e alcuni
sacerdoti con te 2ed esci nella valle di
Ben-Hinnòn, che è all'ingresso della Porta dei cocci. Là
proclamerai le parole che io ti dirò. 3Riferirai:
Ascoltate la parola del Signore, o re di Giuda e abitanti di
Gerusalemme. Così dice il Signore degli eserciti, Dio di
Israele: Ecco io manderò su questo luogo una sventura tale
che risuonerà negli orecchi di chiunque la udrà, 4poiché
mi hanno abbandonato e hanno destinato ad altro questo luogo
per sacrificarvi ad altri dei, che né essi né i loro padri né
i re di Giuda conoscevano. Essi hanno riempito questo luogo di
sangue innocente; 5hanno edificato alture a
Baal per bruciare nel fuoco i loro figli come olocausti a Baal.
Questo io non ho comandato, non ne ho mai parlato, non mi è
mai venuto in mente. 6Perciò, ecco,
verranno giorni - dice il Signore - nei quali questo luogo non
si chiamerà più Tofet e valle di Ben-Hinnòn, ma piuttosto
valle della Strage. 7Io renderò vani i
piani di Giuda e di Gerusalemme in questo luogo. Li farò
cadere di spada davanti ai loro nemici e per mezzo di coloro
che attentano alla loro vita e darò i loro cadaveri in pasto
agli uccelli dell'aria e alle bestie selvatiche. 8Ridurrò
questa città a una desolazione e a oggetto di scherno; quanti
le passeranno vicino resteranno stupiti e fischieranno davanti
a tutte le sue ferite. 9Farò loro mangiare
la carne dei figli e la carne delle figlie; si divoreranno tra
di loro durante l'assedio e l'angoscia in cui li stringeranno
i nemici e quanti attentano alla loro vita. 10Tu poi, spezzerai
la brocca sotto gli occhi degli uomini che saranno venuti con
te 11e riferirai loro: Così dice il Signore
degli eserciti: Spezzerò questo popolo e questa città, così
come si spezza un vaso di terracotta, che non si può più
accomodare. Allora si seppellirà perfino in Tofet, perché
non ci sarà più spazio per seppellire. 12Così
farò - dice il Signore - riguardo a questo luogo e ai suoi
abitanti, rendendo questa città come Tofet. 13Le
case di Gerusalemme e le case dei re di Giuda saranno impure
come il luogo di Tofet; cioè tutte le case, sui tetti delle
quali essi bruciavano incenso a tutta la milizia del cielo e
facevano libazioni ad altri dei». 14Quando Geremia
tornò da Tofet dove il Signore lo aveva mandato a
profetizzare, si fermò nell'atrio del tempio del Signore e
disse a tutto il popolo: 15«Dice il Signore
degli eserciti, Dio di Israele: Ecco io manderò su questa
città e su tutte le sue borgate tutto il male che le ho
preannunziato, perché essi si sono intestarditi, rifiutandosi
di ascoltare le mie parole». Geremia - Capitolo 20 1Pascùr figlio di
Immèr, sacerdote e sovrintendente-capo del tempio, udì
Geremia predire tutte queste cose. 2Pascùr
fece fustigare il profeta Geremia e quindi lo mise in ceppi
nella prigione che si trovava presso la porta superiore di
Beniamino, nel tempio del Signore. 3Quando
poi il giorno dopo Pascùr fece liberare dai ceppi Geremia,
questi gli disse: «Il Signore non ti chiama più Pascùr, ma
Terrore all'intorno». 4Perché così dice
il Signore: «Ecco io darò in preda al terrore te e tutti i
tuoi cari; essi cadranno per la spada dei loro nemici e i tuoi
occhi lo vedranno. Metterò tutto Giuda nelle mani del re di
Babilonia, il quale li deporterà a Babilonia e li colpirà di
spada. 5Consegnerò tutte le ricchezze di
questa città e tutti i suoi prodotti, tutti gli oggetti
preziosi e tutti i tesori dei re di Giuda in mano ai suoi
nemici, i quali li saccheggeranno e li prenderanno e li
trasporteranno a Babilonia. 6Tu, Pascùr, e
tutti gli abitanti della tua casa andrete in schiavitù;
andrai a Babilonia, là morirai e là sarai sepolto, tu e
tutti i tuoi cari, ai quali hai predetto menzogne». Estratti diversi dalle
"Confessioni"
7Mi
hai sedotto, Signore, e io mi sono lasciato sedurre; Geremia - Capitolo 21 3. ORACOLI PRONUNZIATI DOPO IOIAKIM
La risposta agli inviati di Sedecia
1Questa
parola fu rivolta a Geremia dal Signore quando il re Sedecìa
gli mandò il sacerdote Pascùr figlio di Malchìa, e Sofonìa
figlio di Maasìa, per dirgli: 2«Intercedi
per noi presso il Signore perché Nabucodònosor re di
Babilonia ci muove guerra; forse il Signore compirà a nostro
vantaggio qualcuno dei suoi tanti prodigi, così che egli si
allontani da noi». 3Geremia rispose loro:
«Riferite a Sedecìa: 4Così dice il
Signore, Dio di Israele: Ecco io farò rientrare le armi di
guerra, che sono nelle vostre mani, con le quali combattete il
re di Babilonia e i Caldei che vi assediano fuori delle mura e
le radunerò in mezzo a questa città. 5Io
stesso combatterò contro di voi con mano tesa e con braccio
potente, con ira, furore e grande sdegno. 6Percuoterò
gli abitanti di questa città, uomini e bestie; essi moriranno
di una grave peste. 7Dopo ciò - dice il
Signore - io consegnerò Sedecìa, re di Giuda, i suoi
ministri e il popolo, che saranno scampati in questa città
dalla peste, dalla spada e dalla fame, in potere di Nabucodònosor,
re di Babilonia, in potere dei loro nemici e in potere di
coloro che attentano alla loro vita. Egli li passerà a fil di
spada; non avrà pietà di loro, non li perdonerà né
risparmierà. 8Riferirai a questo
popolo: Dice il Signore: Ecco, io vi metto davanti la via
della vita e la via della morte. 9Chi rimane
in questa città morirà di spada, di fame e di peste; chi
uscirà e si consegnerà ai Caldei che vi cingono d'assedio,
vivrà e gli sarà lasciata la vita come suo bottino. 10Poiché
io ho volto la faccia contro questa città a suo danno e non a
suo bene. Oracolo del Signore. Essa sarà messa nelle mani del
re di Babilonia, il quale la brucerà con il fuoco». Appello generale alla casa reale
11Alla
casa del re di Giuda dirai: Geremia - Capitolo 22 1Così dice il
Signore: «Scendi nella casa del re di Giuda e là proclama
questo messaggio. 2Tu dirai: Ascolta la
parola del Signore, o re di Giuda che siedi sul trono di
Davide, tu, i tuoi ministri e il tuo popolo, che entrano per
queste porte. 3Dice il Signore: Praticate il
diritto e la giustizia, liberate l'oppresso dalle mani
dell'oppressore, non fate violenza e non opprimete il
forestiero, l'orfano e la vedova, e non spargete sangue
innocente in questo luogo. 4Se osserverete
lealmente quest'ordine, entreranno ancora per le porte di
questa casa i re che siederanno sul trono di Davide, montati
su carri e cavalli, essi, i loro ministri e il loro popolo. 5Ma
se non ascolterete queste parole, io lo giuro per me stesso -
parola del Signore - questa casa diventerà una rovina. 6Poiché così dice
il Signore 8Molte genti
passeranno su questa città e si diranno l'un l'altro: Perché
il Signore ha trattato così questa grande città? 9E
risponderanno: Perché essi hanno abbandonato l'alleanza del
Signore, loro Dio, hanno adorato altri dei e li hanno serviti».
Oracoli contro diversi re: contro
Ioacaz
10Non
piangete sul morto e non fate lamenti per lui, 11Poiché dice il
Signore riguardo a Sallùm figlio di Giosia, re di Giuda, che
regna al posto di Giosia suo padre: «Chi esce da questo luogo
non vi farà più ritorno, 12ma morirà nel
luogo dove lo condurranno prigioniero e non rivedrà più
questo paese». Contro Ioiakim
13Guai
a chi costruisce la casa senza giustizia 18Per questo così
dice il Signore su Ioiakìm figlio di Giosia, re di Giuda: «Non faranno il lamento per lui,
dicendo: Contro Ioiachin
20Sali
sul Libano e grida 24«Per la mia vita
- oracolo del Signore - anche se Conìa figlio di Ioiakìm, re
di Giuda, fosse un anello da sigillo nella mia destra, io me
lo strapperei. 25Ti metterò nelle mani di
chi attenta alla tua vita, nelle mani di coloro che tu temi,
nelle mani di Nabucodònosor re di Babilonia e nelle mani dei
Caldei. 26Sbalzerò te e tua madre che ti ha
generato in un paese dove non siete nati e là morirete. 27Ma
nel paese in cui brameranno tornare, là non torneranno. 28E'
forse questo Conìa un vaso spregevole, rotto, oppure un vaso
che non piace più a nessuno? Perché sono dunque scacciati,
egli e la sua discendenza, e gettati in un paese che non
conoscono?». 29Terra, terra,
terra! Ascolta la parola del Signore! 30Dice
il Signore: «Registrate quest'uomo come uno senza figli, un
uomo che non ha successo nella sua vita, perché nessuno della
sua stirpe avrà la fortuna di sedere sul trono di Davide né
di regnare ancora su Giuda». Geremia - Capitolo 23 Oracoli messianici. Il re
dell'avvenire
1«Guai
ai pastori che fanno perire e disperdono il gregge del mio
pascolo». Oracolo del Signore. 2Perciò
dice il Signore, Dio di Israele, contro i pastori che devono
pascere il mio popolo: «Voi avete disperso le mie pecore, le
avete scacciate e non ve ne siete preoccupati; ecco io mi
occuperò di voi e della malvagità delle vostre azioni.
Oracolo del Signore. 3Radunerò io stesso il
resto delle mie pecore da tutte le regioni dove le ho lasciate
scacciare e le farò tornare ai loro pascoli; saranno feconde
e si moltiplicheranno. 4Costituirò sopra di
esse pastori che le faranno pascolare, così che non dovranno
più temere né sgomentarsi; di esse non ne mancherà neppure
una». Oracolo del Signore. 5«Ecco, verranno
giorni - dice il Signore - 7Pertanto, ecco,
verranno giorni - dice il Signore - nei quali non si dirà più:
Per la vita del Signore che ha fatto uscire gli Israeliti dal
paese d'Egitto, 8ma piuttosto: Per la vita
del Signore che ha fatto uscire e che ha ricondotto la
discendenza della casa di Israele dalla terra del settentrione
e da tutte le regioni dove li aveva dispersi; costoro
dimoreranno nella propria terra». Libretto contro i falsi profeti
9Contro
i profeti. 16Così dice il
Signore degli eserciti: «Non ascoltate le parole dei profeti
che profetizzano per voi; essi vi fanno credere cose vane, vi
annunziano fantasie del loro cuore, non quanto viene dalla
bocca del Signore. 17Essi dicono a
coloro 18Ma chi ha
assistito al consiglio del Signore, chi l'ha visto e ha udito
la sua parola? Chi ha ascoltato la sua parola e vi ha
obbedito? 19Ecco la tempesta
del Signore, il suo furore si scatena, 25Ho sentito quanto
affermano i profeti che predicono in mio nome menzogne: Ho
avuto un sogno, ho avuto un sogno. 26Fino a
quando ci saranno nel mio popolo profeti che predicono la
menzogna e profetizzano gli inganni del loro cuore? 27Essi
credono di far dimenticare il mio nome al mio popolo con i
loro sogni, che si raccontano l'un l'altro, come i loro padri
dimenticarono il mio nome per Baal! 28Il
profeta che ha avuto un sogno racconti il suo sogno; chi ha
udito la mia parola annunzi fedelmente la mia parola. Che cosa ha in comune la paglia con
il grano? 33Quando dunque
questo popolo o un profeta o un sacerdote ti domanderà: «Qual
è il peso del messaggio del Signore?», tu riferirai loro: «Voi
siete il peso del Signore! Io vi rigetterò». Parola del
Signore. 34E il profeta o il sacerdote o il
popolo che dica: «Peso del Signore!», io lo punirò nella
persona e nella famiglia. 35Direte l'uno
all'altro: «Che cosa ha risposto il Signore?» e: «Che cosa
ha detto il Signore?». 36Non farete più
menzione di peso del Signore, altrimenti per chiunque la sua
stessa parola sarà considerata un peso per avere travisato le
parole del Dio vivente, del Signore degli eserciti, nostro
Dio. 37Così dirai al profeta: «Che cosa ti
ha risposto il Signore?» e: «Che cosa ha detto il Signore?».
38Ma se direte «Peso del Signore», allora
così parla il Signore: «Poiché ripetete: Peso del Signore,
mentre vi avevo ordinato di non dire più: Peso del Signore, 39ecco,
proprio per questo, io mi caricherò di voi come di un peso e
getterò lontano dal mio volto voi e la città che ho dato a
voi e ai vostri padri. 40Vi coprirò di
obbrobrio perenne e di confusione perenne, che non sarà mai
dimenticata». Geremia - Capitolo 24 I due canestri di fichi
1Il
Signore mi mostrò due canestri di fichi posti davanti al
tempio, dopo che Nabucodònosor re di Babilonia aveva
deportato da Gerusalemme Ieconia figlio di Ioiakìm re di
Giuda, i capi di Giuda, gli artigiani e i fabbri e li aveva
condotti a Babilonia. 2Un canestro era pieno
di fichi molto buoni, come i fichi primaticci, mentre l'altro
canestro era pieno di fichi cattivi, così cattivi che non si
potevano mangiare. 3Il Signore mi
disse: «Che cosa vedi, Geremia?». Io risposi: «Fichi; i
fichi buoni sono molto buoni, i cattivi sono molto cattivi,
tanto cattivi che non si possono mangiare». 4Allora mi fu
rivolta questa parola del Signore: 5«Dice
il Signore Dio di Israele: Come si ha riguardo di questi fichi
buoni, così io avrò riguardo, per il loro bene, dei
deportati di Giuda che ho fatto andare da questo luogo nel
paese dei Caldei. 6Io poserò lo sguardo
sopra di loro per il loro bene; li ricondurrò in questo
paese, li ristabilirò fermamente e non li demolirò; li
pianterò e non li sradicherò mai più. 7Darò
loro un cuore capace di conoscermi, perché io sono il
Signore; essi saranno il mio popolo e io sarò il loro Dio, se
torneranno a me con tutto il cuore. 8Come
invece si trattano i fichi cattivi, che non si possono
mangiare tanto sono cattivi - così parla il Signore - così
io farò di Sedecìa re di Giuda, dei suoi capi e del resto di
Gerusalemme, ossia dei superstiti in questo paese, e di coloro
che abitano nel paese d'Egitto. 9Li renderò
oggetto di spavento per tutti i regni della terra,
l'obbrobrio, la favola, lo zimbello e la maledizione in tutti
i luoghi dove li scaccerò. 10Manderò
contro di loro la spada, la fame e la peste finché non
scompariranno dal paese che io diedi a loro e ai loro padri».
Geremia - Capitolo 25 4. BABILONIA, FLAGELLO DEL SIGNORE
1Questa
parola fu rivolta a Geremia per tutto il popolo di Giuda nel
quarto anno di Ioiakìm figlio di Giosia, re di Giuda - cioè
nel primo anno di Nabucodònosor re di Babilonia -. 2Il
profeta Geremia l'annunciò a tutto il popolo di Giuda e a
tutti gli abitanti di Gerusalemme dicendo: 3«Dall'anno
decimoterzo di Giosia figlio di Amòn, re di Giuda, fino ad
oggi sono ventitrè anni che mi è stata rivolta la parola del
Signore e io ho parlato a voi premurosamente e continuamente,
ma voi non avete ascoltato. 4Il Signore vi
ha inviato con assidua premura tutti i suoi servi, i profeti,
ma voi non avete ascoltato e non avete prestato orecchio per
ascoltare 5quando vi diceva: Ognuno
abbandoni la sua condotta perversa e le sue opere malvage;
allora potrete abitare nel paese che il Signore ha dato a voi
e ai vostri padri dai tempi antichi e per sempre. 6Non
seguite altri dei per servirli e adorarli e non provocatemi
con le opere delle vostre mani e io non vi farò del male. 7Ma
voi non mi avete ascoltato - dice il Signore - e mi avete
provocato con l'opera delle vostre mani per vostra disgrazia. 8Per
questo dice il Signore degli eserciti: Poiché non avete
ascoltato le mie parole, 9ecco manderò a
prendere tutte le tribù del settentrione, le manderò contro
questo paese, contro i suoi abitanti e contro tutte le nazioni
confinanti, voterò costoro allo sterminio e li ridurrò a
oggetto di orrore, a scherno e a obbrobrio perenne. 10Farò
cessare in mezzo a loro le grida di gioia e le voci di
allegria, la voce dello sposo e quella della sposa, il rumore
della mola e il lume della lampada. 11Tutta
questa regione sarà abbandonata alla distruzione e alla
desolazione e queste genti resteranno schiave del re di
Babilonia per settanta anni. 12Quando
saranno compiuti i settanta anni, io punirò il re di
Babilonia e quel popolo - dice il Signore - per i loro
delitti, punirò il paese dei Caldei e lo ridurrò a una
desolazione perenne. 13Manderò dunque a
effetto su questo paese tutte le parole che ho pronunziate a
suo riguardo, quanto è scritto in questo libro, ciò che
Geremia aveva predetto contro tutte le nazioni. II. INTRODUZIONE AGLI ORACOLI CONTRO
LE NAZIONI
La visione della coppa
14Nazioni
numerose e re potenti ridurranno in schiavitù anche costoro,
e così li ripagherò secondo le loro azioni, secondo le opere
delle loro mani». 15Così mi disse il
Signore, Dio di Israele: «Prendi dalla mia mano questa coppa
di vino della mia ira e falla bere a tutte le nazioni alle
quali ti invio, 16perché ne bevano, ne
restino inebriate ed escano di senno dinanzi alla spada che
manderò in mezzo a loro». 17Presi dunque la
coppa dalle mani del Signore e la diedi a bere a tutte le
nazioni alle quali il Signore mi aveva inviato: 18a
Gerusalemme e alle città di Giuda, ai suoi re e ai suoi capi,
per abbandonarli alla distruzione, alla desolazione,
all'obbrobrio e alla maledizione, come avviene ancor oggi; 19anche
al faraone re d'Egitto, ai suoi ministri, ai suoi nobili e a
tutto il suo popolo; 20alla gente d'ogni
razza e a tutti i re del paese di Uz, a tutti i re del paese
dei Filistei, ad Ascalòn, a Gaza, a Ekròn e ai superstiti di
Asdòd, 21a Edom, a Moab e agli Ammoniti, 22a
tutti i re di Tiro e a tutti i re di Sidòne e ai re
dell'isola che è al di là del mare, 23a
Dedan, a Tema, a Buz e a quanti si radono l'estremità delle
tempie, 24a tutti i re degli Arabi che
abitano nel deserto, 25a tutti i re di Zimrì,
a tutti i re dell'Elam e a tutti i re della Media, 26a
tutti i re del settentrione, vicini e lontani, agli uni e agli
altri e a tutti i regni che sono sulla terra; il re di Sesàch
berrà dopo di essi. 27«Tu riferirai
loro: Dice il Signore degli eserciti, Dio di Israele: Bevete e
inebriatevi, vomitate e cadete senza rialzarvi davanti alla
spada che io mando in mezzo a voi. 28Se poi
rifiuteranno di prendere dalla tua mano il calice da bere, tu
dirai loro: Dice il Signore degli eserciti: Certamente
berrete! 29Se io comincio a castigare
proprio la città che porta il mio nome, pretendete voi di
rimanere impuniti? No, impuniti non resterete, perché io
chiamerò la spada su tutti gli abitanti della terra. Oracolo
del Signore degli eserciti. 30Tu
preannunzierai tutte queste cose e dirai loro: Il Signore ruggisce dall'alto, 33In quel giorno i
colpiti dal Signore si troveranno da un'estremità all'altra
della terra; non saranno pianti né raccolti né sepolti, ma
saranno come letame sul suolo. 34Urlate, pastori,
gridate, Geremia - Capitolo 26 III. PROFEZIE DI FELICITA'
1. INTRODUZIONE: GEREMIA E' IL VERO
PROFETA
Arresto e giudizio di Geremia
1All'inizio
del regno di Ioiakìm figlio di Giosia, re di Giuda, fu
rivolta a Geremia questa parola da parte del Signore. 2Disse
il Signore: «Và nell'atrio del tempio del Signore e
riferisci a tutte le città di Giuda che vengono per adorare
nel tempio del Signore tutte le parole che ti ho comandato di
annunziare loro; non tralasciare neppure una parola. 3Forse
ti ascolteranno e ognuno abbandonerà la propria condotta
perversa; in tal caso disdirò tutto il male che pensavo di
fare loro a causa della malvagità delle loro azioni. 4Tu dirai dunque
loro: Dice il Signore: Se non mi ascolterete, se non
camminerete secondo la legge che ho posto davanti a voi 5e
se non ascolterete le parole dei profeti miei servi che ho
inviato a voi con costante premura, ma che voi non avete
ascoltato, 6io ridurrò questo tempio come
quello di Silo e farò di questa città un esempio di
maledizione per tutti i popoli della terra». 7I sacerdoti, i
profeti e tutto il popolo udirono Geremia che diceva queste
parole nel tempio del Signore. 8Ora, quando
Geremia finì di riferire quanto il Signore gli aveva
comandato di dire a tutto il popolo, i sacerdoti e i profeti
lo arrestarono dicendo: «Devi morire! 9Perché
hai predetto nel nome del Signore: Questo tempio diventerà
come Silo e questa città sarà devastata, disabitata?». Tutto il popolo si radunò contro
Geremia nel tempio del Signore. 10I capi di
Giuda vennero a sapere queste cose e salirono dalla reggia nel
tempio del Signore e sedettero all'ingresso della Porta Nuova
del tempio del Signore. 11Allora i sacerdoti
e i profeti dissero ai capi e a tutto il popolo: «Una
sentenza di morte merita quest'uomo, perché ha profetizzato
contro questa città come avete udito con i vostri orecchi!».
12Ma Geremia
rispose a tutti i capi e a tutto il popolo: «Il Signore mi ha
mandato a profetizzare contro questo tempio e contro questa
città le cose che avete ascoltate. 13Or
dunque migliorate la vostra condotta e le vostre azioni e
ascoltate la voce del Signore vostro Dio e il Signore
ritratterà il male che ha annunziato contro di voi. 14Quanto
a me, eccomi in mano vostra, fate di me come vi sembra bene e
giusto; 15ma sappiate bene che, se voi mi
ucciderete, attirerete sangue innocente su di voi, su questa
città e sui suoi abitanti, perché il Signore mi ha veramente
inviato a voi per esporre ai vostri orecchi tutte queste cose».
16I capi e tutto il
popolo dissero ai sacerdoti e ai profeti: «Non ci deve essere
sentenza di morte per quest'uomo, perché ci ha parlato nel
nome del Signore nostro Dio». 17Allora si
alzarono alcuni anziani del paese e dissero a tutta
l'assemblea del popolo: 18«Michea il
Morastita, che profetizzava al tempo di Ezechia, re di Giuda,
affermò a tutto il popolo di Giuda: Dice il Signore degli
eserciti: Sion sarà arata come un campo, 19Forse Ezechia re
di Giuda e tutti quelli di Giuda lo uccisero? Non temettero
piuttosto il Signore e non placarono il volto del Signore e
così il Signore disdisse il male che aveva loro annunziato?
Noi, invece, stiamo per commettere una grave iniquità a
nostro danno». 24Ma la mano di
Achikàm figlio di Safàn fu a favore di Geremia, perché non
lo consegnassero in potere del popolo per metterlo a morte. Geremia - Capitolo 27 2. LIBRETTO PER GLI ESILIATI
L'azione simbolica del giogo e il
messaggio ai re occidentali
1Al
principio del regno di Sedecìa figlio di Giosia, re di Giuda,
fu rivolta questa parola a Geremia da parte del Signore. 2Mi dice il
Signore: «Procùrati capestri e un giogo e mettili sul tuo
collo. 3Quindi manda un messaggio al re di
Edom, al re di Moab, al re degli Ammoniti, al re di Tiro e al
re di Sidòne per mezzo dei loro messaggeri venuti a
Gerusalemme da Sedecìa, re di Giuda, 4e
affida loro questo mandato per i loro signori: Dice il Signore
degli eserciti, Dio di Israele, così parlerete ai vostri
signori: 5Io ho fatto la terra, l'uomo e gli
animali che sono sulla terra, con grande potenza e con braccio
potente e li do a chi mi piace. 6Ora ho
consegnato tutte quelle regioni in potere di Nabucodònosor re
di Babilonia, mio servo; a lui ho consegnato perfino le bestie
selvatiche perché lo servano. 7Tutte le
nazioni saranno soggette a lui, a suo figlio e al nipote,
finché anche per il suo paese non verrà il momento. Allora
molte nazioni e re potenti lo assoggetteranno. 8La
nazione o il regno che non si assoggetterà a lui, Nabucodònosor,
re di Babilonia, e che non sottoporrà il collo al giogo del
re di Babilonia, io li punirò con la spada, la fame e la
peste - dice il Signore - finché non li avrò consegnati in
suo potere. 9Voi non date retta ai vostri
profeti né ai vostri indovini né ai vostri sognatori né ai
vostri maghi né ai vostri stregoni, che vi dicono: Non sarete
soggetti al re di Babilonia! 10Costoro vi
predicono menzogne per allontanarvi dal vostro paese e perché
io vi disperda e così andiate in rovina. 11Invece
io lascerò stare tranquilla sul proprio suolo - dice il
Signore - la nazione che sottoporrà il collo al giogo del re
di Babilonia e gli sarà soggetta; essa lo coltiverà e lo
abiterà». 12A Sedecìa re di
Giuda, io ho parlato proprio allo stesso modo: «Piegate il
collo al giogo del re di Babilonia, siate soggetti a lui e al
suo popolo e conserverete la vita. 13Perché
tu e il tuo popolo vorreste morire di spada, di fame e di
peste, come ha preannunziato il Signore per la nazione che non
si assoggetterà al re di Babilonia? 14Non
date retta alle parole dei profeti che vi dicono: Non sarete
soggetti al re di Babilonia! perché essi vi predicono
menzogne. 15Io infatti non li ho mandati -
dice il Signore - ed essi predicono menzogne in mio nome;
perciò io sarò costretto a disperdervi e così perirete voi
e i profeti che vi fanno tali profezie». 16Ai sacerdoti e a
tutto questo popolo ho detto: «Dice il Signore: Non ascoltate
le parole dei vostri profeti che vi predicono che gli arredi
del tempio del Signore saranno subito riportati da Babilonia,
perché essi vi predicono menzogne. 17Non
ascoltateli! Siate piuttosto soggetti al re di Babilonia e
conserverete la vita. Perché questa città dovrebbe esser
ridotta in una desolazione? 18Se quelli sono
veri profeti e se la parola del Signore è con essi,
intercedano dunque presso il Signore degli eserciti perché
gli arredi rimasti nel tempio del Signore e nella casa del re
di Giuda e a Gerusalemme non vadano a Babilonia». 19Così dice il
Signore degli eserciti riguardo alle colonne, al mare di
bronzo, alle basi e al resto degli arredi che sono ancora in
questa città 20e che Nabucodònosor, re di
Babilonia, non prese quando deportò Ieconia figlio di Ioiakìm,
re di Giuda, da Gerusalemme in Babilonia con tutti i notabili
di Giuda e di Gerusalemme. 21Dice dunque così
il Signore degli eserciti, Dio di Israele, riguardo agli
arredi rimasti nel tempio del Signore, nella casa del re di
Giuda e a Gerusalemme: 22«Saranno portati a
Babilonia e là rimarranno finché non li ricercherò - parola
del Signore - e li porterò indietro e li riporrò in questo
luogo». Geremia - Capitolo 28 L'alterco con il profeta Anania
1In
quell'anno, all'inizio del regno di Sedecìa re di Giuda,
nell'anno quarto, quinto mese, Anania figlio di Azzùr, il
profeta di Gàbaon, mi riferì nel tempio del Signore sotto
gli occhi dei sacerdoti e di tutto il popolo queste parole: 2«Dice
il Signore degli eserciti, Dio di Israele: Io romperò il
giogo del re di Babilonia! 3Entro due anni
farò ritornare in questo luogo tutti gli arredi del tempio
del Signore che Nabucodònosor, re di Babilonia, prese da
questo luogo e portò in Babilonia. 4Farò
ritornare in questo luogo - dice il Signore - Ieconia figlio
di Ioiakìm, re di Giuda, con tutti i deportati di Giuda che
andarono a Babilonia, poiché romperò il giogo del re di
Babilonia». 5Il profeta Geremia
rispose al profeta Anania, sotto gli occhi dei sacerdoti e di
tutto il popolo che stavano nel tempio del Signore. 6Il
profeta Geremia disse: «Così sia! Così faccia il Signore!
Voglia il Signore realizzare le cose che hai predette, facendo
ritornare gli arredi nel tempio e tutti i deportati da
Babilonia in questo luogo! 7Tuttavia ascolta
ora la parola che sto per dire ai tuoi orecchi e agli orecchi
di tutto il popolo. 8I profeti che furono
prima di me e di te dai tempi antichissimi predissero contro
molti paesi, contro regni potenti, guerra, fame e peste. 9Quanto
al profeta che predice la pace, egli sarà riconosciuto come
profeta mandato veramente dal Signore soltanto quando la sua
parola si realizzerà». 10Allora il profeta
Anania strappò il giogo dal collo del profeta Geremia e lo
ruppe; 11Anania riferì a tutto il popolo:
«Dice il Signore: A questo modo io romperò il giogo di
Nabucodònosor re di Babilonia, entro due anni, sul collo di
tutte le nazioni». Il profeta Geremia se ne andò per la
sua strada. 12Ora, dopo che il
profeta Anania ebbe rotto il giogo sul collo del profeta
Geremia, la parola del Signore fu rivolta a Geremia: 13«Và
e riferisci ad Anania: Così dice il Signore: Tu hai rotto un
giogo di legno ma io, al suo posto, ne farò uno di ferro. 14Infatti,
dice il Signore degli eserciti, Dio di Israele: Io porrò un
giogo di ferro sul collo di tutte queste nazioni perché siano
soggette a Nabucodònosor, re di Babilonia». 15Allora il profeta
Geremia disse al profeta Anania: «Ascolta, Anania! Il Signore
non ti ha mandato e tu induci questo popolo a confidare nella
menzogna; 16perciò dice il Signore: Ecco,
ti mando via dal paese; quest'anno tu morirai, perché hai
predicato la ribellione contro il Signore». 17Il profeta Anania
morì in quello stesso anno, nel settimo mese. Geremia - Capitolo 29 La lettera agli esiliati
1Queste
sono le parole della lettera che il profeta Geremia mandò da
Gerusalemme al resto degli anziani in esilio, ai sacerdoti, ai
profeti e a tutto il resto del popolo che Nabucodònosor aveva
deportato da Gerusalemme a Babilonia; la mandò 2dopo
che il re Ieconia, la regina madre, i dignitari di corte, i
capi di Giuda e di Gerusalemme, gli artigiani e i fabbri erano
partiti da Gerusalemme. 3Fu recata per mezzo
di Elasà figlio di Safàn e di Ghemarìa figlio di Chelkia,
che Sedecìa re di Giuda aveva inviati a Nabucodònosor re di
Babilonia, in Babilonia. Essa diceva: 4«Così dice il
Signore degli eserciti, Dio di Israele, a tutti gli esuli che
ho fatto deportare da Gerusalemme a Babilonia: 5Costruite
case e abitatele, piantate orti e mangiatene i frutti; 6prendete
moglie e mettete al mondo figli e figlie, scegliete mogli per
i figli e maritate le figlie; costoro abbiano figlie e figli.
Moltiplicatevi lì e non diminuite. 7Cercate
il benessere del paese in cui vi ho fatto deportare. Pregate
il Signore per esso, perché dal suo benessere dipende il
vostro benessere. 8Così dice il
Signore degli eserciti, Dio di Israele: Non vi traggano in
errore i profeti che sono in mezzo a voi e i vostri indovini;
non date retta ai sogni, che essi sognano. 9Poiché
con inganno parlano come profeti a voi in mio nome; io non li
ho inviati. Oracolo del Signore. 10Pertanto
dice il Signore: Solamente quando saranno compiuti, riguardo a
Babilonia, settanta anni, vi visiterò e realizzerò per voi
la mia buona promessa di ricondurvi in questo luogo. 11Io,
infatti, conosco i progetti che ho fatto a vostro riguardo -
dice il Signore - progetti di pace e non di sventura, per
concedervi un futuro pieno di speranza. 12Voi
mi invocherete e ricorrerete a me e io vi esaudirò; 13mi
cercherete e mi troverete, perché mi cercherete con tutto il
cuore; 14mi lascerò trovare da voi - dice
il Signore - cambierò in meglio la vostra sorte e vi radunerò
da tutte le nazioni e da tutti i luoghi dove vi ho disperso -
dice il Signore - vi ricondurrò nel luogo da dove vi ho fatto
condurre in esilio. 15Certo voi dite:
Il Signore ci ha suscitato profeti in Babilonia. 16Ebbene, queste le
parole del Signore al re che siede sul trono di Davide e a
tutto il popolo che abita in questa città, ai vostri fratelli
che non sono partiti con voi nella deportazione; 17dice
il Signore degli eserciti: Ecco, io manderò contro di essi la
spada, la fame e la peste e li renderò come i fichi guasti,
che non si possono mangiare tanto sono cattivi. 18Li
perseguiterò con la spada, la fame e la peste; li farò
oggetto di orrore per tutti i regni della terra, oggetto di
maledizione, di stupore, di scherno e di obbrobrio in tutte le
nazioni nelle quali li ho dispersi, 19perché
non hanno ascoltato le mie parole - dice il Signore - quando
mandavo loro i miei servi, i profeti, con continua premura,
eppure essi non hanno ascoltato. Oracolo del Signore. 20Voi
però ascoltate la parola del Signore, voi deportati tutti,
che io ho mandato da Gerusalemme a Babilonia. 21Così dice il
Signore degli eserciti, Dio di Israele, riguardo ad Acab
figlio di Kolaià, e a Sedecìa figlio di Maasià, che vi
predicono menzogne in mio nome: Ecco, li darò in mano a
Nabucodònosor re di Babilonia, il quale li ucciderà sotto i
vostri occhi. 22Da essi si trarrà una
formula di maledizione in uso presso tutti i deportati di
Giuda in Babilonia e si dirà: Il Signore ti tratti come Sedecìa
e Acab, che il re di Babilonia fece arrostire sul fuoco! 23Poiché
essi hanno operato cose nefande in Gerusalemme, hanno commesso
adulterio con le mogli del prossimo, hanno proferito in mio
nome parole senza che io avessi dato loro alcun ordine. Io
stesso lo so bene e ne sono testimone. Oracolo del Signore». Profezia contro Semaia
24A
Semaià il Nechelamita tu riferirai queste parole: 25«Così
dice il Signore degli eserciti, Dio di Israele: Perché hai
mandato in tuo nome lettere a tutto il popolo di Gerusalemme e
a Sofonia figlio di Maasià, il sacerdote, e a tutti i
sacerdoti, dicendo: 26Il Signore ti ha
costituito sacerdote al posto del sacerdote Ioiadà, perché
fossi sovrintendente nel tempio del Signore, per reprimere
qualunque forsennato che vuol fare il profeta, ponendolo in
ceppi e in catene. 27Orbene, perché non
reprimi Geremia da Anatòt, che fa profezie fra di voi? 28Infatti
egli ci ha mandato a dire in Babilonia: Sarà lunga la cosa!
Edificate case e abitatele, piantate orti e mangiatene i
frutti!». 29Il sacerdote
Sofonia lesse questa lettera in presenza del profeta Geremia. 30Allora la parola
del Signore fu rivolta a Geremia: 31«Invia
questo messaggio a tutti i deportati: Così dice il Signore
riguardo a Semaià il Nechelamita: Poiché Semaià ha parlato
a voi come profeta mentre io non l'avevo mandato e vi ha fatto
confidare nella menzogna, 32per questo dice
il Signore: Ecco punirò Semaià il Nechelamita e la sua
discendenza; nessuno dei suoi dimorerà in mezzo a questo
popolo, né vedrà il bene che farò al mio popolo - dice il
Signore - perché ha predicato la ribellione contro il Signore».
Geremia - Capitolo 30 3. IL LIBRO DELLA CONSOLAZIONE
Restaurazione promessa a Israele
1Parola
che fu rivolta a Geremia da parte del Signore: 2Dice
il Signore, Dio di Israele: «Scriviti in un libro tutte le
cose che ti dirò, 3perché, ecco, verranno
giorni - dice il Signore - nei quali cambierò la sorte del
mio popolo, di Israele e di Giuda - dice il Signore -; li
ricondurrò nel paese che ho concesso ai loro padri e ne
prenderanno possesso». 4Queste sono le
parole che il Signore pronunziò per Israele e per Giuda: 5Così dice il
Signore: 8In quel giorno -
parola del Signore degli eserciti - romperò il giogo
togliendolo dal suo collo, spezzerò le sue catene; non
saranno più schiavi di stranieri. 9Essi
serviranno il Signore loro Dio e Davide loro re, che io
susciterò loro. 10Tu, poi, non
temere, Giacobbe, mio servo. Geremia - Capitolo 31 1In quel tempo -
oracolo del Signore - Ristabilimento promesso a Giuda
23Così
dice il Signore degli eserciti, Dio di Israele: «Si dirà
ancora questa parola nel paese di Giuda e nelle sue città,
quando avrò cambiato la loro sorte: Il Signore ti benedica, o
dimora di giustizia, monte santo. 24Vi
abiteranno insieme Giuda e tutte le sue città, agricoltori e
allevatori di greggi. 25Poiché ristorerò
copiosamente l'anima stanca e sazierò ogni anima che
languisce». Israele e Giuda
27«Ecco
verranno giorni - dice il Signore - nei quali renderò feconda
la casa di Israele e la casa di Giuda per semenza di uomini e
di bestiame. 28Allora, come ho vegliato su
di essi per sradicare e per demolire, per abbattere e per
distruggere e per affliggere con mali, così veglierò su di
essi per edificare e per piantare». Parola del Signore. La retribuzione personale
29«In
quei giorni non si dirà più: 30Ma ognuno morirà
per la sua propria iniquità; a ogni persona che mangi l'uva
acerba si allegheranno i denti». La nuova alleanza
31«Ecco
verranno giorni - dice il Signore - nei quali con la casa di
Israele e con la casa di Giuda io concluderò una alleanza
nuova. 32Non come l'alleanza che ho conclusa
con i loro padri, quando li presi per mano per farli uscire
dal paese d'Egitto, una alleanza che essi hanno violato, benché
io fossi loro Signore. Parola del Signore. 33Questa
sarà l'alleanza che io concluderò con la casa di Israele
dopo quei giorni, dice il Signore: Porrò la mia legge nel
loro animo, la scriverò sul loro cuore. Allora io sarò il
loro Dio ed essi il mio popolo. 34Non
dovranno più istruirsi gli uni gli altri, dicendo:
Riconoscete il Signore, perché tutti mi conosceranno, dal più
piccolo al più grande, dice il Signore; poiché io perdonerò
la loro iniquità e non mi ricorderò più del loro peccato».
Permanenza di Israele
35Così
dice il Signore Ricostruzione e grandezza di
Gerusalemme
38«Ecco
verranno giorni - dice il Signore - nei quali la città sarà
riedificata per il Signore dalla torre di Cananeèl fino alla
porta dell'Angolo. 39La corda per misurare
si stenderà in linea retta fino alla collina di Gàreb,
volgendo poi verso Goà. 40Tutta la valle
dei cadaveri e delle ceneri e tutti i campi fino al torrente
Cedron, fino all'angolo della porta dei Cavalli a oriente,
saranno consacrati al Signore; non sarà più sconvolta né
distrutta mai più». Geremia - Capitolo 32 4. AGGIUNTE AL LIBRO DELLA
CONSOLAZIONE
L'acquisto di un campo, pegno di
avvenire felice
1Parola
che fu rivolta a Geremia dal Signore nell'anno decimo di Sedecìa
re di Giuda, cioè nell'anno decimo ottavo di Nabucodònosor. 2L'esercito
del re di Babilonia assediava allora Gerusalemme e il profeta
Geremia era rinchiuso nell'atrio della prigione, nella reggia
del re di Giuda, 3e ve lo aveva rinchiuso
Sedecìa re di Giuda, dicendo: «Perché profetizzi con questa
minaccia: Dice il Signore: Ecco metterò questa città in
potere del re di Babilonia ed egli la occuperà; 4Sedecìa
re di Giuda non scamperà dalle mani dei Caldei, ma sarà dato
in mano del re di Babilonia e parlerà con lui faccia a faccia
e si guarderanno negli occhi; 5egli condurrà
Sedecìa in Babilonia dove egli resterà finché io non lo
visiterò - oracolo del Signore -; se combatterete contro i
Caldei, non riuscirete a nulla»? 6Geremia disse: Mi
fu rivolta questa parola del Signore: 7«Ecco
Canamèl, figlio di Sallùm tuo zio, viene da te per dirti: Co\'mprati
il mio campo, che si trova in Anatòt, perché a te spetta il
diritto di riscatto per acquistarlo». 8Venne
dunque da me Canamèl, figlio di mio zio, secondo la parola
del Signore, nell'atrio della prigione e mi disse: «Compra il
mio campo che si trova in Anatòt, perché a te spetta il
diritto di acquisto e a te tocca il riscatto. Co\'mpratelo!».
Allora riconobbi che questa era la
volontà del Signore 9e comprai il campo da
Canamèl, figlio di mio zio, e gli pagai il prezzo:
diciassette sicli d'argento. 10Stesi il
documento del contratto, lo sigillai, chiamai i testimoni e
pesai l'argento sulla stadera. 11Quindi
presi il documento di compra, quello sigillato e quello
aperto, secondo le prescrizioni della legge. 12Diedi
il contratto di compra a Baruc figlio di Neria, figlio di
Macsia, sotto gli occhi di Canamèl figlio di mio zio e sotto
gli occhi dei testimoni che avevano sottoscritto il contratto
di compra e sotto gli occhi di tutti i Giudei che si trovavano
nell'atrio della prigione. 13Diedi poi a
Baruc quest'ordine: 14«Dice il Signore
degli eserciti, Dio di Israele: Prendi i contratti di compra,
quello sigillato e quello aperto, e mettili in un vaso di
terra, perché si conservino a lungo. 15Poiché
dice il Signore degli eserciti, Dio di Israele: Ancora si
compreranno case, campi e vigne in questo paese». 16Pregai il
Signore, dopo aver consegnato il contratto di compra a Baruc
figlio di Neria: 17«Ah, Signore Dio, tu hai
fatto il cielo e la terra con grande potenza e con braccio
forte; nulla ti è impossibile. 18Tu usi
misericordia con mille e fai subire la pena dell'iniquità dei
padri ai loro figli dopo di essi, Dio grande e forte, che ti
chiami Signore degli eserciti. 19Tu sei
grande nei pensieri e potente nelle opere, tu, i cui occhi
sono aperti su tutte le vie degli uomini, per dare a ciascuno
secondo la sua condotta e il merito delle sue azioni. 20Tu
hai operato segni e miracoli nel paese di Egitto e fino ad
oggi in Israele e fra tutti gli uomini e ti sei fatto un nome
come appare oggi. 21Tu hai fatto uscire
dall'Egitto il tuo popolo Israele con segni e con miracoli,
con mano forte e con braccio possente e incutendo grande
spavento. 22Hai dato loro questo paese, che
avevi giurato ai loro padri di dare loro, terra in cui scorre
latte e miele. 23Essi vennero e ne
presero possesso, ma non ascoltarono la tua voce, non
camminarono secondo la tua legge, non fecero quanto avevi
comandato loro di fare; perciò tu hai mandato su di loro
tutte queste sciagure. 24Ecco, le opere di
assedio hanno raggiunto la città per occuparla; la città sarà
data in mano ai Caldei che l'assediano con la spada, la fame e
la peste. Ciò che tu avevi detto avviene; ecco, tu lo vedi. 25E
tu, Signore Dio, mi dici: Comprati il campo con denaro e
chiama i testimoni, mentre la città sarà messa in mano ai
Caldei». 26Allora mi fu
rivolta questa parola del Signore: 27«Ecco,
io sono il Signore Dio di ogni essere vivente; qualcosa è
forse impossibile per me? 28Pertanto dice il
Signore: Ecco io darò questa città in mano ai Caldei e a
Nabucodònosor re di Babilonia, il quale la prenderà. 29Vi
entreranno i Caldei che combattono contro questa città,
bruceranno questa città con il fuoco e daranno alle fiamme le
case sulle cui terrazze si offriva incenso a Baal e si
facevano libazioni agli altri dei per provocarmi. 30Gli
Israeliti e i figli di Giuda non hanno fatto che quanto è
male ai miei occhi fin dalla loro giovinezza; gli Israeliti
hanno soltanto saputo offendermi con il lavoro delle loro
mani. Oracolo del Signore. 31Poiché causa
della mia ira e del mio sdegno è stata questa città da
quando la edificarono fino ad oggi; così io la farò
scomparire dalla mia presenza, 32a causa di
tutto il male che gli Israeliti e i figli di Giuda commisero
per provocarmi, essi, i loro re, i loro capi, i loro sacerdoti
e i loro profeti, gli uomini di Giuda e gli abitanti di
Gerusalemme. 33Essi mi voltarono
la schiena invece della faccia; io li istruivo con continua
premura, ma essi non ascoltarono e non impararono la
correzione. 34Essi collocarono i loro idoli
abominevoli perfino nel tempio che porta il mio nome per
contaminarlo 35e costruirono le alture di
Baal nella valle di Ben-Hinnòn per far passare per il fuoco i
loro figli e le loro figlie in onore di Moloch - cosa che io
non avevo comandato, anzi neppure avevo pensato di istituire
un abominio simile -, per indurre a peccare Giuda». 36Ora così dice il
Signore Dio di Israele, riguardo a questa città che voi dite
sarà data in mano al re di Babilonia per mezzo della spada,
della fame e della peste: 37«Ecco, li
radunerò da tutti i paesi nei quali li ho dispersi nella mia
ira, nel mio furore e nel mio grande sdegno; li farò tornare
in questo luogo e li farò abitare tranquilli. 38Essi
saranno il mio popolo e io sarò il loro Dio. 39Darò
loro un solo cuore e un solo modo di comportarsi perché mi
temano tutti i giorni per il loro bene e per quello dei loro
figli dopo di essi. 40Concluderò con essi
un'alleanza eterna e non mi allontanerò più da loro per
beneficarli; metterò nei loro cuori il mio timore, perché
non si distacchino da me. 41Godrò nel
beneficarli, li fisserò stabilmente in questo paese, con
tutto il cuore e con tutta l'anima». 42Poiché
così dice il Signore: «Come ho mandato su questo popolo
tutto questo grande male, così io manderò su di loro tutto
il bene che ho loro promesso. 43E
compreranno campi in questo paese, di cui voi dite: E' una
desolazione, senza uomini e senza bestiame, lasciato in mano
ai Caldei. 44Essi si compreranno campi con
denaro, stenderanno contratti e li sigilleranno e si
chiameranno testimoni nella terra di Beniamino e nei dintorni
di Gerusalemme, nelle città di Giuda e nelle città della
montagna e nelle città della Sefèla e nelle città del
mezzogiorno, perché cambierò la loro sorte». Oracolo del
Signore. Geremia - Capitolo 33 Altra promessa di restaurazione
1La
parola del Signore fu rivolta una seconda volta a Geremia,
mentre egli era ancora chiuso nell'atrio della prigione: 2«Così
dice il Signore, che ha fatto la terra e l'ha formata per
renderla stabile e il cui nome è Signore: 3Invocami
e io ti risponderò e ti annunzierò cose grandi e
impenetrabili, che tu non conosci. 4Poiché
dice il Signore degli eserciti, Dio di Israele, riguardo alle
case di questa città e alle case dei re di Giuda, che saranno
diroccate di fronte alle opere di assedio e alle armi 5dei
Caldei venuti a far guerra e a riempirle dei cadaveri degli
uomini che io ho colpito nella mia ira e nel mio furore, poiché
ho nascosto il volto distornandolo da questa città a causa di
tutta la loro malvagità: 6Ecco io farò
rimarginare la loro piaga, li curerò e li risanerò; procurerò
loro abbondanza di pace e di sicurezza. 7Cambierò
la sorte di Giuda e la sorte di Israele e li ristabilirò come
al principio. 8Li purificherò da tutta
l'iniquità con cui hanno peccato contro di me e perdonerò
tutte le iniquità che han commesso verso di me e per cui si
sono ribellati contro di me. 9Ciò sarà per
me titolo di gioia, di lode e di gloria tra tutti i popoli
della terra, quando sapranno tutto il bene che io faccio loro
e temeranno e tremeranno per tutto il bene e per tutta la pace
che concederò loro. 10Dice il Signore: In
questo luogo, di cui voi dite: Esso è desolato, senza uomini
e senza bestiame; nelle città di Giuda e nelle strade di
Gerusalemme, che sono desolate, senza uomini, senza abitanti e
senza bestiame, si udranno ancora 11grida di
gioia e grida di allegria, la voce dello sposo e quella della
sposa e il canto di coloro che dicono: Lodate il Signore
degli eserciti, perché è buono, perché la sua grazia dura
sempre, portando sacrifici di ringraziamento nel tempio
del Signore, perché ristabilirò la sorte di questo paese
come era prima, dice il Signore. 12Così dice il
Signore degli eserciti: In questo luogo desolato, senza uomini
e senza bestiame, e in tutte le sue città ci saranno ancora
luoghi di pastori che vi faranno riposare i greggi. 13Nelle
città dei monti, nelle città della Sefèla, nelle città del
mezzogiorno, nella terra di Beniamino, nei dintorni di
Gerusalemme e nelle città di Giuda passeranno ancora le
pecore sotto la mano di chi le conta, dice il Signore. Le istituzioni dell'avvenire
14Ecco
verranno giorni - oracolo del Signore - nei quali io realizzerò
le promesse di bene che ho fatto alla casa di Israele e alla
casa di Giuda. 15In quei giorni e in quel
tempo farò germogliare per Davide un germoglio di giustizia;
egli eserciterà il giudizio e la giustizia sulla terra. 16In
quei giorni Giuda sarà salvato e Gerusalemme vivrà
tranquilla. Così sarà chiamata: Signore-nostra-giustizia. 17Così dice il
Signore: Davide non sarà mai privo di un discendente che
sieda sul trono della casa di Israele; 18ai
sacerdoti leviti non mancherà mai chi stia davanti a me per
offrire olocausti, per bruciare l'incenso in offerta e
compiere sacrifici tutti i giorni». 19Questa parola del
Signore fu poi rivolta a Geremia: 20«Dice
il Signore: Se voi potete spezzare la mia alleanza con il
giorno e la mia alleanza con la notte, in modo che non vi
siano più giorno e notte al tempo loro, 21così
sarà rotta anche la mia alleanza con Davide mio servo, in
modo che non abbia un figlio che regni sul suo trono, e quella
con i leviti sacerdoti che mi servono. 22Come
non si può contare la milizia del cielo né numerare la
sabbia del mare, così io moltiplicherò la discendenza di
Davide, mio servo, e i leviti che mi servono». 23La parola del
Signore fu ancora rivolta a Geremia: 24«Non
hai osservato ciò che questo popolo va dicendo: Il Signore ha
rigettato le due famiglie che si era scelte! e così
disprezzano il mio popolo quasi che non sia più una nazione
ai loro occhi?». 25Dice il Signore: «Se
non sussiste più la mia alleanza con il giorno e con la
notte, se io non ho stabilito le leggi del cielo e della
terra, 26in tal caso potrò rigettare la
discendenza di Giacobbe e di Davide mio servo, così da non
prendere più dai loro posteri coloro che governeranno sulla
discendenza di Abramo, di Isacco e di Giacobbe. Poiché io
cambierò la loro sorte e avrò pietà di loro». Geremia - Capitolo 34 5. COSE DIVERSE
La sorte finale di Sedecia
1Parola
che fu rivolta a Geremia dal Signore, quando Nabucodònosor re
di Babilonia con tutto il suo esercito e tutti i regni della
terra sotto il suo dominio e tutti i popoli combattevano
contro Gerusalemme e tutte le città dipendenti: 2Così
dice il Signore, Dio di Israele: «Và a parlare a Sedecìa re
di Giuda e digli: Così parla il Signore: Ecco io do questa
città in mano al re di Babilonia, che la darà alle fiamme. 3Tu
non scamperai dalla sua mano, ma sarai preso e consegnato in
suo potere. I tuoi occhi fisseranno gli occhi del re di
Babilonia, gli parlerai faccia a faccia e poi andrai a
Babilonia. 4Tuttavia, ascolta la parola del
Signore, o Sedecìa re di Giuda! Così dice il Signore a tuo
riguardo: Non morirai di spada! 5Morirai in
pace e come si bruciarono aròmi per i funerali dei tuoi
padri, gli antichi re di Giuda che furono prima di te, così
si bruceranno per te e per te si farà il lamento dicendo:
Ahimè, Signore! Questo ho detto». Oracolo del Signore. 6Il profeta Geremia
riferì a Sedecìa re di Giuda tutte queste parole in
Gerusalemme. 7Frattanto l'esercito del re di
Babilonia muoveva guerra a Gerusalemme e a tutte le città di
Giuda che ancora rimanevano, Lachis e Azekà, poiché solo
queste fortezze erano rimaste fra le città di Giuda. Il problema della liberazione degli
schiavi
8Questa
parola fu rivolta a Geremia dal Signore, dopo che il re Sedecìa
ebbe concluso un'alleanza con tutto il popolo che si trovava a
Gerusalemme, di proclamare la libertà degli schiavi, 9rimandando
liberi ognuno il suo schiavo ebreo e la sua schiava ebrea, così
che nessuno costringesse più alla schiavitù un Giudeo suo
fratello. 10Tutti i capi e
tutto il popolo, che avevano aderito all'alleanza,
acconsentirono a rimandare liberi ognuno il proprio schiavo e
ognuno la propria schiava, così da non costringerli più alla
schiavitù: acconsentirono dunque e li rimandarono
effettivamente; 11ma dopo si pentirono e
ripresero gli schiavi e le schiave che avevano rimandati
liberi e li ridussero di nuovo schiavi e schiave. 12Allora questa
parola del Signore fu rivolta a Geremia: 13«Così
dice il Signore, Dio di Israele: Io ho concluso un'alleanza
con i vostri padri, quando li ho fatti uscire dal paese
d'Egitto, da una condizione servile, dicendo: 14Al
compiersi di sette anni rimanderà ognuno il suo fratello
ebreo che si sarà venduto a te; egli ti servirà sei anni,
quindi lo rimanderai libero disimpegnato da te; ma i vostri
padri non mi ascoltarono e non prestarono orecchio. 15Ora
voi oggi vi eravate ravveduti e avevate fatto ciò che è
retto ai miei occhi, proclamando ciascuno la libertà del suo
fratello; voi avevate concluso un patto davanti a me, nel
tempio in cui è invocato il mio nome. 16Ma
poi, avete mutato di nuovo parere e profanando il mio nome
avete ripreso ognuno gli schiavi e le schiave, che avevate
rimandati liberi secondo il loro desiderio, e li avete
costretti a essere ancora vostri schiavi e vostre schiave. 17Perciò
dice il Signore: Voi non avete dato ascolto al mio ordine che
ognuno proclamasse la libertà del proprio fratello e del
proprio prossimo: ora, ecco, io affiderò la vostra
liberazione - parola del Signore - alla spada, alla peste e
alla fame e vi farò oggetto di terrore per tutti i regni
della terra. 18Gli uomini che hanno
trasgredito la mia alleanza, perché non hanno eseguito i
termini dell'alleanza che avevano conclusa in mia presenza, io
li renderò come il vitello che spaccarono in due passando fra
le sue metà. 19I capi di Giuda, i capi di
Gerusalemme, gli eunuchi, i sacerdoti e tutto il popolo del
paese, che passarono attraverso le due metà del vitello, 20li
darò in mano ai loro nemici e a coloro che attentano alla
loro vita; i loro cadaveri saranno pasto agli uccelli
dell'aria e alle bestie selvatiche. 21Darò
Sedecìa re di Giuda e i suoi capi in mano ai loro nemici, in
mano a coloro che attentano alla loro vita e in mano
all'esercito del re di Babilonia, che ora si è allontanato da
voi. 22Ecco, io darò un ordine - dice il
Signore - e li farò tornare verso questa città, la
assedieranno, la prenderanno e la daranno alle fiamme e le
città di Giuda le renderò desolate, senza abitanti». Geremia - Capitolo 35 L'esempio dei Recabiti
1Questa
parola fu rivolta a Geremia dal Signore nei giorni di Ioiakìm
figlio di Giosia, re di Giuda: 2«Và dai
Recabiti e parla loro, conducili in una delle stanze nel
tempio del Signore e offri loro vino da bere». 3Io
allora presi Iazanià figlio di Geremia, figlio di Cabassinià,
i suoi fratelli e tutti i suoi figli, cioè tutta la famiglia
dei Recabiti. 4Li condussi nel tempio del
Signore, nella stanza dei figli di Canàn figlio di Iegdalià,
uomo di Dio, la quale si trova vicino alla stanza dei capi,
sopra la stanza di Maasià figlio di Sallùm, custode di
servizio alla soglia. 5Posi davanti ai
membri della famiglia dei Recabiti boccali pieni di vino e
delle coppe e dissi loro: «Bevete il vino!». 6Essi
risposero: «Noi non beviamo vino, perché Ionadàb figlio di
Recàb, nostro antenato, ci diede quest'ordine: Non berrete
vino, né voi né i vostri figli, mai; 7non
costruirete case, non seminerete sementi, non pianterete vigne
e non ne possederete alcuna, ma abiterete nelle tende tutti i
vostri giorni, perché possiate vivere a lungo sulla terra,
dove vivete come forestieri. 8Noi abbiamo
obbedito agli ordini di Ionadàb figlio di Recàb, nostro
antenato, riguardo a quanto ci ha comandato, così che noi, le
nostre mogli, i nostri figli e le nostre figlie, non beviamo
vino per tutta la nostra vita; 9non
costruiamo case da abitare né possediamo vigne o campi o
sementi. 10Noi abitiamo nelle tende,
obbediamo e facciamo quanto ci ha comandato Ionadàb nostro
antenato. 11Quando Nabucodònosor re di
Babilonia è venuto contro il paese, ci siamo detti: Venite,
entriamo in Gerusalemme per sfuggire all'esercito dei Caldei e
all'esercito degli Aramei. Così siam venuti ad abitare in
Gerusalemme». 12Allora questa
parola del Signore fu rivolta a Geremia: 13«Così
dice il Signore degli eserciti, Dio di Israele: Và e
riferisci agli uomini di Giuda e agli abitanti di Gerusalemme:
Non accetterete la lezione, ascoltando le mie parole? Oracolo
del Signore. 14Sono state messe in pratica
le parole di Ionadàb figlio di Recàb, il quale aveva
comandato ai suoi figli di non bere vino. Essi infatti non lo
hanno bevuto fino a oggi, perché hanno obbedito al comando
del loro padre. Io vi ho parlato con continua premura, ma voi
non mi avete ascoltato! 15Vi ho inviato
tutti i miei servi, i profeti, con viva sollecitudine per
dirvi: Abbandonate ciascuno la vostra condotta perversa,
emendate le vostre azioni e non seguite altri dei per
servirli, per poter abitare nel paese che ho concesso a voi e
ai vostri padri, ma voi non avete prestato orecchio e non mi
avete dato retta. 16Così i figli di Ionadàb
figlio di Recàb hanno eseguito il comando che il loro padre
aveva dato loro; questo popolo, invece, non mi ha ascoltato. 17Perciò
dice il Signore, Dio degli eserciti e Dio di Israele: Ecco, io
manderò su Giuda e su tutti gli abitanti di Gerusalemme tutto
il male che ho annunziato contro di essi, perché ho parlato
loro e non mi hanno ascoltato, li ho chiamati e non hanno
risposto». 18Geremia riferì
alla famiglia dei Recabiti: «Dice il Signore degli eserciti,
Dio di Israele: Poiché avete ascoltato il comando di Ionadàb
vostro padre e avete osservato tutti i suoi decreti e avete
fatto quanto vi aveva ordinato, 19per questo
dice il Signore degli eserciti, Dio di Israele: a Ionadàb
figlio di Recàb non verrà mai a mancare qualcuno che stia
sempre alla mia presenza». Geremia - Capitolo 36 IV. LE SOFFERENZE DI GEREMIA
Il rotolo del 605-604
1Nel
quarto anno di Ioiakìm figlio di Giosia, re di Giuda, questa
parola fu rivolta a Geremia da parte del Signore: 2«Prendi
un rotolo da scrivere e scrivici tutte le cose che ti ho detto
riguardo a Gerusalemme, a Giuda e a tutte le nazioni, da
quando cominciai a parlarti dal tempo di Giosia fino ad oggi. 3Forse
quelli della casa di Giuda, sentendo tutto il male che mi
propongo di fare loro, abbandoneranno ciascuno la sua condotta
perversa e allora perdonerò le loro iniquità e i loro
peccati». 4Geremia chiamò
Baruc figlio di Neria e Baruc scrisse, sotto la dettatura di
Geremia, tutte le cose che il Signore gli aveva detto su un
rotolo per scrivere. 5Quindi Geremia ordinò
a Baruc: «Io ne sono impedito e non posso andare nel tempio
del Signore. 6Andrai dunque tu a leggere,
nel rotolo che hai scritto sotto la mia dettatura, le parole
del Signore, facendole udire al popolo nel tempio del Signore
in un giorno di digiuno; le leggerai anche ad alta voce a
tutti quelli di Giuda che vengono dalle loro città. 7Forse
si umilieranno con suppliche dinanzi al Signore e
abbandoneranno ciascuno la sua condotta perversa, perché
grande è l'ira e il furore che il Signore ha espresso verso
questo popolo». 8Baruc figlio di
Neria fece quanto gli aveva comandato il profeta Geremia,
leggendo sul rotolo le parole del Signore nel tempio. 9Nel quinto anno di
Ioiakìm figlio di Giosia, re di Giuda, nel nono mese, fu
indetto un digiuno davanti al Signore per tutto il popolo di
Gerusalemme e per tutto il popolo che era venuto dalle città
di Giuda a Gerusalemme. 10Baruc dunque lesse
nel libro facendo udire a tutto il popolo le parole di
Geremia, nel tempio del Signore, nella stanza di Ghemarià,
figlio di Safàn lo scriba, nel cortile superiore presso
l'ingresso della Porta Nuova del tempio del Signore. 11Michea
figlio di Ghemarià, figlio di Safàn, udite tutte le parole
del Signore lette dal libro, 12scese alla
reggia nella stanza dello scriba; ed ecco là si trovavano in
seduta tutti i capi dignitari: Elisamà lo scriba e Delaià
figlio di Semaià, Elnatàn figlio di Acbòr, Ghemarià figlio
di Safàn, e Sedecìa figlio di Anania, insieme con tutti i
capi. 13Michea riferì loro tutte le parole
che aveva udite quando Baruc leggeva nel libro al popolo in
ascolto. 14Allora tutti i
capi inviarono da Baruc Iudi figlio di Natania, figlio di
Selemia, figlio dell'Etiope, per dirgli: «Prendi nelle mani
il rotolo che leggevi ad alta voce al popolo e vieni». Baruc figlio di Neria prese il rotolo
in mano e si recò da loro. 15Ed essi gli
dissero: «Siedi e leggi davanti a noi». Baruc lesse davanti
a loro. 16Allora, quando
udirono tutte quelle parole, ebbero paura e si dissero l'un
l'altro: «Dobbiamo senz'altro riferire al re tutte queste
parole». 17Poi interrogarono Baruc: «Dicci
come hai fatto a scrivere tutte queste parole». 18Baruc
rispose: «Di sua bocca Geremia mi dettava tutte queste parole
e io le scrivevo nel libro con l'inchiostro». 19I capi dissero a
Baruc: «Và e nasconditi insieme con Geremia; nessuno sappia
dove siete». 20Essi poi si recarono dal re
nell'appartamento interno, dopo aver riposto il rotolo nella
stanza di Elisamà lo scriba, e riferirono al re tutte queste
cose. 21Allora il re mandò
Iudi a prendere il rotolo. Iudi lo prese dalla stanza di
Elisamà lo scriba e lo lesse davanti al re e a tutti i capi
che stavano presso il re. 22Il re sedeva nel
palazzo d'inverno - si era al nono mese - con un braciere
acceso davanti. 23Ora, quando Iudi
aveva letto tre o quattro colonne, il re le lacerava con il
temperino da scriba e le gettava nel fuoco sul braciere, finché
non fu distrutto l'intero rotolo nel fuoco che era sul
braciere. 24Il re e tutti i suoi ministri
non tremarono né si strapparono le vesti all'udire tutte
quelle cose. 25Eppure Elnatàn, Delaià e
Ghemarià avevano supplicato il re di non bruciare il rotolo,
ma egli non diede loro ascolto. 26Anzi ordinò
a Ieracmeèl, un principe regale, a Seraià figlio di Azrièl
e a Selemia figlio di Abdeèl, di arrestare Baruc lo scriba e
il profeta Geremia, ma il Signore li aveva nascosti. 27Questa parola del
Signore fu rivolta a Geremia dopo che il re ebbe bruciato il
rotolo con le parole che Baruc aveva scritte sotto la
dettatura di Geremia: 28Prendi di nuovo un
rotolo e scrivici tutte le parole di prima, che erano nel
primo rotolo bruciato da Ioiakìm re di Giuda. 29Contro
Ioiakìm re di Giuda dichiarerai: «Dice il Signore: Hai
bruciato quel rotolo, dicendo: Perché vi hai scritto queste
parole: Certo verrà il re di Babilonia e devasterà questo
paese e farà scomparire da esso uomini e bestie? 30Per
questo dice il Signore contro Ioiakìm re di Giuda: Egli non
avrà un erede sul trono di Davide; il suo cadavere sarà
esposto al calore del giorno e al freddo della notte. 31Io
punirò lui, la sua discendenza e i suoi ministri per le loro
iniquità e manderò su di loro, sugli abitanti di Gerusalemme
e sugli uomini di Giuda, tutto il male che ho minacciato,
senza che mi abbiano dato ascolto». 32Geremia prese un
altro rotolo e lo consegnò a Baruc figlio di Neria, lo
scriba, il quale vi scrisse, sotto la dettatura di Geremia,
tutte le parole del libro che Ioiakìm re di Giuda aveva
bruciato nel fuoco; inoltre vi furono aggiunte molte parole
simili a quelle. Geremia - Capitolo 37 Giudizio riassuntivo su Sedecia
1Sedecìa
figlio di Giosia divenne re al posto di Conìa figlio di Ioiakìm;
Nabucodònosor re di Babilonia lo nominò re nel paese di
Giuda. 2Ma né lui né i suoi ministri né
il popolo del paese ascoltarono le parole che il Signore aveva
pronunziate per mezzo del profeta Geremia. 3Il re Sedecìa
inviò allora Iucàl figlio di Selemia e il sacerdote Sofonia
figlio di Maasià dal profeta Geremia per dirgli: «Prega per
noi il Signore nostro Dio». 4Geremia intanto
andava e veniva in mezzo al popolo e non era stato ancora
messo in prigione. 5Però l'esercito
del faraone era uscito dall'Egitto e i Caldei, che assediavano
Gerusalemme, appena ne avevano avuto notizia, si erano
allontanati da Gerusalemme. 6Allora la parola
del Signore fu rivolta al profeta Geremia: 7«Dice
il Signore Dio di Israele: Riferite al re di Giuda, che vi ha
mandati da me per consultarmi: Ecco l'esercito del faraone,
uscito in vostro aiuto, ritornerà nel suo paese d'Egitto; 8i
Caldei ritorneranno, combatteranno contro questa città, la
prenderanno e la daranno alle fiamme». 9Dice il Signore:
«Non illudetevi pensando: Certo i Caldei si allontaneranno da
noi, perché non se ne andranno. 10Anche se
riusciste a battere tutto l'esercito dei Caldei che combattono
contro di voi, e ne rimanessero solo alcuni feriti, costoro
sorgerebbero ciascuno dalla sua tenda e darebbero alle fiamme
questa città». 11Quando l'esercito
dei Caldei si allontanò da Gerusalemme a causa dell'esercito
del faraone, 12Geremia uscì da Gerusalemme
per andare nella terra di Beniamino a prendervi una parte di
eredità tra i suoi parenti. 13Ma, quando fu
alla porta di Beniamino, dove era un incaricato del servizio
di guardia chiamato Ieria figlio di Selemia, figlio di Anania,
costui arrestò il profeta Geremia dicendo: «Tu passi ai
Caldei!». 14Geremia rispose: «E' falso! Io
non passo ai Caldei»; ma egli non gli diede retta. E così
Ieria prese Geremia e lo condusse dai capi. 15I
capi erano sdegnati contro Geremia, lo percossero e lo
gettarono in prigione nella casa di Giònata lo scriba, che
avevano trasformato in un carcere. 16Geremia
entrò in una cisterna sotterranea a volta e rimase là molti
giorni. 17Il re Sedecìa
mandò a prenderlo e lo interrogò in casa sua, di nascosto:
«C'è qualche parola da parte del Signore?». Geremia
rispose: «Sì» e precisò: «Tu sarai dato in mano al re di
Babilonia». 18Geremia poi disse
al re Sedecìa: «Quale colpa ho commesso contro di te, i tuoi
ministri e contro questo popolo, perché mi abbiate messo in
prigione? 19E dove sono i vostri profeti,
che vi predicevano: Il re di Babilonia non verrà contro di
voi e contro questo paese? 20Ora, ascolta,
re mio signore; la mia supplica ti giunga gradita. Non
rimandarmi nella casa di Giònata lo scriba, perché io non vi
muoia». 21Il re Sedecìa
comandò di custodire Geremia nell'atrio della prigione e gli
fu data ogni giorno una focaccia di pane proveniente dalla via
dei Fornai, finché non fu esaurito tutto il pane in città. Così Geremia rimase nell'atrio della
prigione. Geremia - Capitolo 38 Geremia nella cisterna. Intervento
di Ebed-Melech
1Sefatià
figlio di Mattàn, Godolia figlio di Pascùr, Iucàl figlio di
Selemia e Pascùr figlio di Malchia udirono queste parole che
Geremia rivolgeva a tutto il popolo: 2«Dice
il Signore: Chi rimane in questa città morirà di spada, di
fame e di peste, mentre chi passerà ai Caldei vivrà: per lui
la sua vita sarà come bottino e vivrà. 3Dice
il Signore: Certo questa città sarà data in mano
all'esercito del re di Babilonia che la prenderà». 4I capi allora
dissero al re: «Si metta a morte questo uomo, appunto perché
egli scoraggia i guerrieri che sono rimasti in questa città e
scoraggia tutto il popolo dicendo loro simili parole, poiché
questo uomo non cerca il benessere del popolo, ma il male». 5Il
re Sedecìa rispose: «Ecco, egli è nelle vostre mani; il re
infatti non ha poteri contro di voi». 6Essi allora
presero Geremia e lo gettarono nella cisterna di Malchia,
principe regale, la quale si trovava nell'atrio della
prigione. Calarono Geremia con corde. Nella cisterna non c'era
acqua ma fango, e così Geremia affondò nel fango. 7Ebed-Mèlech
l'Etiope, un eunuco che era nella reggia, sentì che Geremia
era stato messo nella cisterna. Ora, mentre il re stava alla
porta di Beniamino, 8Ebed-Mèlech uscì
dalla reggia e disse al re: 9«Re mio
signore, quegli uomini hanno agito male facendo quanto hanno
fatto al profeta Geremia, gettandolo nella cisterna. Egli
morirà di fame sul posto, perché non c'è più pane nella
città». 10Allora il re diede quest'ordine
a Ebed-Mèlech l'Etiope: «Prendi con te da qui tre uomini e fà
risalire il profeta Geremia dalla cisterna prima che muoia».11Ebed-Mèlech
prese con sé gli uomini, andò nella reggia, nel guardaroba
del tesoro e, presi di là pezzi di cenci e di stracci, li
gettò a Geremia nella cisterna con corde. 12Ebed-Mèlech
disse a Geremia: «Su, mettiti i pezzi dei cenci e degli
stracci alle ascelle sotto le corde». Geremia fece così. 13Allora
tirarono su Geremia con le corde, facendolo uscire dalla
cisterna, e Geremia rimase nell'atrio della prigione. Ultimo incontro di Geremia con
Sedecia
14Il
re Sedecìa mandò a prendere il profeta Geremia e, fattolo
venire presso di sé al terzo ingresso del tempio del Signore,
il re gli disse: «Ti domando una cosa, non nascondermi nulla!».
15Geremia rispose a Sedecìa: «Se te la
dico, non mi farai forse morire? E se ti do un consiglio, non
mi darai ascolto». 16Allora il re Sedecìa
giurò in segreto a Geremia: «Com'è vero che vive il Signore
che ci ha dato questa vita, non ti farò morire né ti
consegnerò in balìa di quegli uomini che attentano alla tua
vita!». 17Geremia allora
disse a Sedecìa: «Dice il Signore, Dio degli eserciti, Dio
di Israele: Se uscirai incontro ai generali del re di
Babilonia, allora avrai salva la vita e questa città non sarà
data in fiamme; tu e la tua famiglia vivrete; 18se
invece non uscirai incontro ai generali del re di Babilonia,
allora questa città sarà messa in mano ai Caldei, i quali la
daranno alle fiamme e tu non scamperai dalle loro mani». 19Il re Sedecìa
rispose a Geremia: «Ho paura dei Giudei che sono passati ai
Caldei; temo di essere consegnato in loro potere e che essi mi
maltrattino». 20Ma Geremia disse: «Non ti
consegneranno a loro. Ascolta la voce del Signore riguardo a
ciò che ti dico; ti andrà bene e tu vivrai; 21se,
invece, rifiuti di uscire, questo il Signore mi ha rivelato: 22Ecco,
tutte le donne rimaste nella reggia di Giuda saranno condotte
ai generali del re di Babilonia e diranno: Ti hanno abbindolato e ingannato 23Tutte le donne e
tutti i tuoi figli saranno condotti ai Caldei e tu non
sfuggirai alle loro mani, ma sarai tenuto prigioniero in mano
del re di Babilonia e questa città sarà data alle fiamme». 24Sedecìa disse a
Geremia: «Nessuno sappia di questi discorsi perché tu non
muoia. 25Se i dignitari sentiranno che ho
parlato con te e verranno da te e ti domanderanno: Riferiscici
quanto hai detto al re, non nasconderci nulla, altrimenti ti
uccideremo; raccontaci che cosa ti ha detto il re, 26tu
risponderai loro: Ho presentato la supplica al re perché non
mi mandasse di nuovo nella casa di Giònata a morirvi». 27Ora tutti i
dignitari vennero da Geremia e lo interrogarono; egli rispose
proprio come il re gli aveva ordinato, così che lo lasciarono
tranquillo, poiché la conversazione non era stata ascoltata. 28Geremia rimase
nell'atrio della prigione fino al giorno in cui fu presa
Gerusalemme. Geremia - Capitolo 39 Sorte di Geremia alla caduta di
Gerusalemme
1Nel
decimo mese del nono anno di Sedecìa re di Giuda, Nabucodònosor
re di Babilonia mosse con tutto l'esercito contro Gerusalemme
e l'assediò. 2Nel quarto mese dell'anno
undecimo di Sedecìa, il nove del mese, fu aperta una breccia
nella città, 3entrarono tutti i generali
del re di Babilonia e si stabilirono alla Porta di mezzo;
Nergal-Sarèzer di Sin-Magir, Nebosar-Sechim, capo dei
funzionari, Nergal-Sarèzer, comandante delle truppe di
fontiera e tutti gli altri capi del re di Babilonia. 4Appena videro ciò,
Sedecìa re di Giuda e tutti i suoi guerrieri fuggirono
uscendo di notte per la via del giardino del re, attraverso la
porta fra le due mura, e presero la via dell'Araba. 5Ma
i soldati caldei li inseguirono e raggiunsero Sedecìa nelle
steppe di Gerico, lo presero e lo condussero da Nabucodònosor
re di Babilonia a Ribla nel paese di Amat, dove il re pronunziò
la sentenza su di lui. 6Il re di Babilonia
fece sgozzare i figli di Sedecìa, a Ribla, sotto gli occhi di
lui; il re di Babilonia fece anche sgozzare tutti i notabili
di Giuda. 7Cavò poi gli occhi a Sedecìa e
lo legò con catene per condurlo a Babilonia. 8I
Caldei diedero alle fiamme la reggia e le case del popolo e
demolirono le mura di Gerusalemme. 9Tutto il
resto del popolo rimasto in città e i disertori che erano
passati a lui e tutto il resto del popolo, Nabuzaradàn, capo
delle guardie, li deportò a Babilonia. 10Nabuzaradàn,
capo delle guardie, lasciò nel paese di Giuda i poveri del
popolo, che non avevano nulla, assegnando loro vigne e campi
in tale occasione. 11Quanto a Geremia,
Nabucodònosor re di Babilonia aveva dato queste disposizioni
a Nabuzaradàn, capo delle guardie: 12«Prendilo
e tieni gli occhi su di lui, non fargli alcun male, ma fà per
lui ciò che egli ti dirà». 13Essi allora
- cioè Nabuzaradàn, capo delle guardie, Nabusazbàn capo dei
funzionari, Nergal-Sarèzer, comandante delle truppe di
frontiera e tutti gli alti ufficiali del re di Babilonia - 14mandarono
a prendere Geremia dall'atrio della prigione e lo consegnarono
a Godolia figlio di Achikàm, figlio di Safàn, perché lo
conducesse a casa. Così egli rimase in mezzo al popolo. Oracolo di salvezza per Ebed-Melech
15A
Geremia era stata rivolta questa parola del Signore, quando
era ancora rinchiuso nell'atrio della prigione: 16«Và
a dire a Ebed-Mèlech l'Etiope: Così dice il Signore degli
eserciti, Dio di Israele: Ecco io pongo in atto le mie parole
contro questa città, a sua rovina e non a suo bene; in quel
giorno esse si avvereranno sotto i tuoi occhi. 17Ma
io ti libererò in quel giorno - oracolo del Signore - e non
sarai consegnato in mano agli uomini che tu temi. 18Poiché,
certo, io ti salverò; non cadrai di spada, ma ti sarà
conservata la vita come tuo bottino, perché hai avuto fiducia
in me. Oracolo del Signore». Geremia - Capitolo 40 Ancora la sorte di Geremia
1Questa
parola fu rivolta a Geremia dal Signore, dopo che Nabuzaradàn,
capo delle guardie, lo aveva rimandato libero da Rama,
avendolo preso mentre era legato con catene in mezzo a tutti i
deportati di Gerusalemme e di Giuda, i quali venivano condotti
in esilio a Babilonia. 2Il capo delle
guardie prese Geremia e gli disse: «Il Signore tuo Dio ha
predetto questa sventura per questo luogo; 3il
Signore l'ha mandata, compiendo quanto aveva minacciato, perché
voi avete peccato contro il Signore e non avete ascoltato la
sua voce; perciò vi è capitata una cosa simile. 4Ora
ecco, ti sciolgo queste catene dalle mani. Se preferisci
venire con me a Babilonia, vieni; io veglierò su di te. Se
invece preferisci non venire con me a Babilonia, rimani. Vedi,
tutta la regione sta davanti a te; và pure dove ti piace e ti
è comodo andare. 5Torna pure presso Godolia
figlio di Achikàm, figlio di Safàn, che il re di Babilonia
ha messo a capo delle città di Giuda. Rimani con lui in mezzo
al popolo oppure và dove ti piace andare». Il capo delle guardie gli diede
provviste di cibo e un regalo e lo licenziò. 6Allora
Geremia andò in Mizpà da Godolia figlio di Achikàm, e si
stabilì con lui in mezzo al popolo che era rimasto nel paese.
Godolia governatore: suo assassinio
7Tutti
i capi dell'esercito, che si erano dispersi per la regione con
i loro uomini, vennero a sapere che il re di Babilonia aveva
messo a capo del paese Godolia figlio di Achikàm, e gli aveva
affidato gli uomini, le donne, i bambini e i poveri del paese
che non erano stati deportati a Babilonia. 8Si
recarono allora da Godolia in Mizpà Ismaele figlio di Natania,
Giovanni figlio di Kàreca, Seraià figlio di Tancùmet, i
figli di Ofi di Netofa e Iezanià figlio del Maacatita con i
loro uomini. 9Godolia figlio di Achikàm,
figlio di Safàn, giurò a loro e ai loro uomini: «Non temete
i funzionari caldei; rimanete nel paese e state soggetti al re
di Babilonia e vi troverete bene. 10Quanto a
me, ecco, io mi stabilisco in Mizpà come vostro
rappresentante di fronte ai Caldei che verranno da noi; ma voi
fate pure la raccolta del vino, delle frutta e dell'olio,
riponete tutto nei vostri magazzini e dimorate nelle città da
voi occupate». 11Anche tutti i
Giudei che si trovavano in Moab, tra gli Ammoniti, in Edom e
in tutte le altre regioni, seppero che il re di Babilonia
aveva lasciato una parte della popolazione in Giuda e aveva
messo a capo di essa Godolia figlio di Achikàm, figlio di Safàn.
12Tutti questi Giudei ritornarono da tutti i
luoghi nei quali si erano dispersi e vennero nel paese di
Giuda presso Godolia a Mizpà. Raccolsero vino e frutta in
grande abbondanza. 13Ora Giovanni
figlio di Kàreca e tutti i capi delle bande armate che si
erano dispersi per la regione, si recarono da Godolia in Mizpà
14e gli dissero: «Non sai che Baalìs re
degli Ammoniti ha mandato Ismaele figlio di Natania per
toglierti la vita?». Ma Godolia figlio di Achikàm non
credette loro. 15Allora Giovanni
figlio di Kàreca parlò segretamente con Godolia in Mizpà:
«Io andrò a colpire Ismaele figlio di Natania senza che
alcuno lo sappia. Perché egli dovrebbe toglierti la vita, così
che vadano dispersi tutti i Giudei che si sono raccolti
intorno a te e perisca tutto il resto di Giuda?». 16Ma
Godolia figlio di Achikàm rispose a Giovanni figlio di Kàreca:
«Non commettere una cosa simile, perché è una menzogna
quanto tu dici di Ismaele». Geremia - Capitolo 41 1Ora, nel settimo
mese, Ismaele figlio di Natania, figlio di Elisamà, di stirpe
reale, si recò con dieci uomini da Godolia figlio di Achikàm
in Mizpà e mentre là in Mizpà prendevano cibo insieme, 2Ismaele
figlio di Natania si alzò con i suoi dieci uomini e colpirono
di spada Godolia figlio di Achikàm, figlio di Safàn. Così
uccisero colui che il re di Babilonia aveva messo a capo del
paese. 3Ismaele uccise anche tutti i Giudei
che erano con Godolia a Mizpà e i Caldei, tutti uomini
d'arme, che si trovavano colà. 4Il secondo giorno
dopo l'uccisione di Godolia, quando nessuno sapeva la cosa, 5vennero
uomini da Sichem, da Silo e da Samaria: ottanta uomini con la
barba rasa, le vesti stracciate e con incisioni sul corpo.
Essi avevano nelle mani offerte e incenso da portare nel
tempio del Signore. 6Ismaele figlio di
Natania uscì loro incontro da Mizpà, mentre essi venivano
avanti piangendo. Quando li ebbe raggiunti, disse loro: «Venite
da Godolia, figlio di Achikàm». 7Ma quando giunsero
nel centro della città, Ismaele figlio di Natania con i suoi
uomini li sgozzò e li gettò in una cisterna. 8Fra quelli si
trovarono dieci uomini, che dissero a Ismaele: «Non
ucciderci, perché abbiamo nascosto provviste nei campi,
grano, orzo, olio e miele». Allora egli si trattenne e non li
uccise insieme con i loro fratelli. 9La
cisterna in cui Ismaele gettò tutti i cadaveri degli uomini
che aveva uccisi era la cisterna grande, quella che il re Asa
aveva costruita quando era in guerra contro Baasa re di
Israele; Ismaele figlio di Natania la riempì dei cadaveri. 10Poi Ismaele fece
prigioniero il resto del popolo che si trovava in Mizpà, le
figlie del re e tutto il popolo rimasto in Mizpà, su cui
Nabuzaradàn, capo delle guardie, aveva messo a capo Godolia
figlio di Achikàm. Ismaele figlio di Natania li condusse via
e partì per rifugiarsi presso gli Ammoniti. 11Intanto Giovanni
figlio di Kàreca e tutti i capi delle bande armate che erano
con lui ebbero notizia di tutto il male compiuto da Ismaele
figlio di Natania. 12Raccolsero i loro
uomini e si mossero per andare ad assalire Ismaele figlio di
Natania. Essi lo trovarono presso la grande piscina di Gàbaon.
13Appena tutto il
popolo che era con Ismaele vide Giovanni figlio di Kàreca e
tutti i capi delle bande armate che erano con lui, se ne
rallegrò. 14Tutto il popolo che Ismaele
aveva condotto via da Mizpà si voltò e, ritornato indietro,
raggiunse Giovanni figlio di Kàreca. 15Ma
Ismaele figlio di Natania sfuggì con otto uomini a Giovanni e
andò presso gli Ammoniti. 16Giovanni figlio
di Kàreca e tutti i capi delle bande armate che erano con lui
presero tutto il resto del popolo che Ismaele figlio di
Natania aveva condotto via da Mizpà dopo aver ucciso Godolia
figlio di Achikàm, uomini d'arme, donne, fanciulli ed
eunuchi, e li condussero via da Gàbaon. 17Essi
partirono e sostarono in Gherut-Chimàm, che si trova a fianco
di Betlemme, per proseguire ed entrare in Egitto, 18lontano
dai Caldei. Infatti essi temevano costoro, poiché Ismaele
figlio di Natania aveva ucciso Godolia figlio di Achikàm, che
il re di Babilonia aveva messo a capo del paese. Geremia - Capitolo 42 La fuga in Egitto
1Tutti
i capi delle bande armate e Giovanni figlio di Kàreca, e
Azaria figlio di Osaia e tutto il popolo, dai piccoli ai
grandi, si presentarono 2al profeta Geremia
e gli dissero: «Ti sia gradita la nostra supplica! Prega per
noi il Signore tuo Dio, in favore di tutto questo residuo di
popolazione, perché noi siamo rimasti in pochi dopo essere
stati molti, come vedi con i tuoi occhi. 3Il
Signore tuo Dio ci indichi la via per la quale dobbiamo andare
e che cosa dobbiamo fare». 4Il profeta
Geremia rispose loro: «Comprendo! Ecco, pregherò il Signore
vostro Dio secondo le vostre parole e vi riferirò quanto il
Signore risponde per voi; non vi nasconderò nulla». 5Essi allora
dissero a Geremia: «Il Signore sia contro di noi testimone
verace e fedele, se non faremo quanto il Signore tuo Dio ti
rivelerà per noi. 6Che ci sia gradita o no,
noi ascolteremo la voce del Signore nostro Dio al quale ti
mandiamo, perché ce ne venga bene obbedendo alla voce del
Signore nostro Dio». 7Al termine di
dieci giorni, la parola del Signore fu rivolta a Geremia. 8Questi
chiamò Giovanni figlio di Kàreca e tutti i capi delle bande
armate che erano con lui e tutto il popolo, dai piccoli ai
grandi, 9e riferì loro: «Dice il Signore,
Dio di Israele, al quale mi avete inviato perché gli
presentassi la vostra supplica: 10Se
continuate ad abitare in questa regione, vi renderò stabili e
non vi distruggerò, vi pianterò e non vi sradicherò, perché
ho pietà del male che vi ho arrecato. 11Non
temete il re di Babilonia, che vi incute timore; non temetelo
- dice il Signore - perché io sarò con voi per salvarvi e
per liberarvi dalla sua mano. 12Io gli
ispirerò sentimenti di pietà per voi, così egli avrà
compassione di voi e vi lascerà dimorare nel vostro paese. 13Se
invece, non dando retta alla voce del Signore vostro Dio, voi
direte: Non vogliamo abitare in questo paese, 14e
direte: No, vogliamo andare nel paese d'Egitto, perché là
non vedremo guerre e non udremo squilli di tromba né
soffriremo carestia di pane: là abiteremo; 15in
questo caso ascolta la parola del Signore, o resto di Giuda:
Dice il Signore degli eserciti, Dio di Israele: Se voi
intendete veramente andare in Egitto e vi andate per
stabilirvi colà, 16ebbene, la spada che
temete vi raggiungerà laggiù nel paese d'Egitto, e la fame
che temete vi sarà addosso laggiù in Egitto e là morirete. 17Allora
tutti gli uomini che avranno deciso di recarsi in Egitto per
dimorarvi moriranno di spada, di fame e di peste. Nessuno di
loro scamperà o sfuggirà alla sventura che io manderò su di
loro. 18Poiché, dice il Signore degli
eserciti, Dio di Israele: Come si è rovesciato il mio furore
e la mia ira contro gli abitanti di Gerusalemme, così la mia
ira si rovescerà contro di voi quando sarete andati in
Egitto. Voi sarete oggetto di maledizione, di orrore, di
esecrazione e di scherno e non vedrete mai più questo luogo».
19Questo vi dice il
Signore, o superstiti di Giuda: «Non andate in Egitto.
Sappiate bene che oggi io vi ho solennemente avvertiti. 20Poiché
avete messo a rischio le vostre vite, quando mi avete mandato
dal Signore vostro Dio, dicendomi: Intercedi per noi presso il
Signore nostro Dio, dicci ciò che il Signore nostro Dio dirà
e noi lo eseguiremo. 21Oggi ve l'ho
riferito, ma voi non ascoltate la voce del Signore vostro Dio
riguardo a tutto ciò per cui egli mi ha inviato a voi. 22Perciò
sappiate bene che morirete di spada, di fame e di peste nel
luogo in cui desiderate andare a dimorare». Geremia - Capitolo 43 1Quando Geremia finì
di riferire a tutto il popolo tutte le parole del Signore loro
Dio - tutte quelle parole per cui il Signore lo aveva inviato
a loro - 2Azaria figlio di Osaia e Giovanni
figlio di Kàreca e tutti quegli uomini superbi e ribelli
dissero a Geremia: «Una menzogna stai dicendo! Non ti ha
inviato il Signore nostro Dio a dirci: Non andate in Egitto
per dimorare là; 3ma Baruch figlio di Neria
ti istiga contro di noi per consegnarci nelle mani dei Caldei,
perché ci uccidano e ci deportino in Babilonia». 4Pertanto Giovanni
figlio di Kàreca e tutti i capi delle bande armate e tutto il
popolo non obbedirono all'invito del Signore di rimanere nel
paese di Giuda. 5Così Giovanni
figlio di Kàreca e tutti i capi delle bande armate raccolsero
tutti i superstiti di Giuda, che erano ritornati per abitare
nella terra di Giuda da tutte le regioni in mezzo alle quali
erano stati dispersi, 6uomini, donne,
bambini, le principesse reali e tutte le persone che Nabuzaradàn,
capo delle guardie, aveva lasciate con Godolia figlio di Achikàm,
figlio di Safàn, insieme con il profeta Geremia e con Baruch
figlio di Neria, 7e andarono nel paese
d'Egitto, non avendo dato ascolto alla voce del Signore, e
giunsero fino a Tafni. Geremia predice l'invasione
dell'Egitto da parte di Nabucodonosor
8Allora
la parola del Signore fu rivolta a Geremia in Tafni: 9«Prendi
in mano grandi pietre e sotterrale nella mota nel quadrato dei
mattoni all'ingresso della casa del faraone in Tafni, sotto
agli occhi dei Giudei. 10Quindi dirai loro:
Dice il Signore degli eserciti, Dio di Israele: Ecco, io
manderò a prendere Nabucodònosor re di Babilonia, mio servo;
egli porrà il trono su queste pietre che hai sotterrate e
stenderà il baldacchino sopra di esse. 11Verrà
infatti e colpirà il paese d'Egitto, mandando a morte chi è
destinato alla morte, alla schiavitù chi è destinato alla
schiavitù e uccidendo di spada chi è destinato alla spada. 12Darà
alle fiamme i templi degli dei d'Egitto, li brucerà e porterà
gli dei in esilio; ripulirà il paese di Egitto come un
pastore pulisce dai pidocchi il mantello; poi se ne andrà
tranquillo. 13Frantumerà gli obelischi del
tempio del sole nel paese d'Egitto e darà alle fiamme i
templi degli dei d'Egitto». Geremia - Capitolo 44 Ultimo ministero di Geremia: i
Giudei in Egitto e
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