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Neemia - Capitolo
1 Vocazione di Neemia: la sua missione
per Giuda
1Parole
di Neemia figlio di Akalià. Nel mese di Casleu dell'anno
ventesimo, mentre ero nella cittadella di Susa, 2Canàni,
uno dei miei fratelli, e alcuni altri uomini arrivarono dalla
Giudea. Li interrogai riguardo ai Giudei che erano
rimpatriati, superstiti della deportazione, e riguardo a
Gerusalemme. 3Essi mi dissero: «I
superstiti della deportazione sono là, nella provincia, in
grande miseria e abbattimento; le mura di Gerusalemme restano
piene di brecce e le sue porte consumate dal fuoco». 4Udite
queste parole, mi sedetti e piansi; feci lutto per parecchi
giorni, digiunando e pregando davanti al Dio del cielo. 5E
dissi: «Signore, Dio del cielo, Dio grande e tremendo, che
mantieni l'alleanza e la misericordia con quelli che ti amano
e osservano i tuoi comandi, 6siano i tuoi
orecchi attenti, i tuoi occhi aperti per ascoltare la
preghiera del tuo servo; io prego ora davanti a te giorno e
notte per gli Israeliti, tuoi servi, confessando i peccati,
che noi Israeliti abbiamo commesso contro di te; anch'io e la
casa di mio padre abbiamo peccato. 7Ci siamo
comportati male con te e non abbiamo osservato i comandi, le
leggi e le decisioni che tu hai dato a Mosè tuo servo. 8Ricordati
della parola che hai affidato a Mosè tuo servo: Se sarete
infedeli, io vi disperderò fra i popoli; 9ma
se tornerete a me e osserverete i miei comandi e li
eseguirete, anche se i vostri esiliati si trovassero
all'estremità dell'orizzonte, io di là li raccoglierò e li
ricondurrò al luogo che ho scelto per farvi dimorare il mio
nome. 10Ora questi sono tuoi servi e tuo
popolo; tu li hai redenti con grande potenza e con mano forte.
11Signore, siano i tuoi orecchi attenti alla
preghiera del tuo servo e alla preghiera dei tuoi servi, che
desiderano temere il tuo nome; concedi oggi buon successo al
tuo servo e fagli trovare benevolenza davanti a questo uomo».
Io allora ero coppiere del re. Neemia - Capitolo 2
1Nel mese di Nisan
dell'anno ventesimo del re Artaserse, appena il vino fu pronto
davanti al re, io presi il vino e glielo versai. Ora io non
ero mai stato triste in sua presenza. 2Perciò
il re mi disse: «Perché hai l'aspetto triste? Eppure non sei
malato; non può esser altro che un'afflizione del cuore».
Allora io ebbi grande timore 3e dissi al re:
«Viva il re per sempre! Come potrebbe il mio aspetto non
esser triste quando la città dove sono i sepolcri dei miei
padri è in rovina e le sue porte sono consumate dal fuoco?».
4Il re mi disse: «Che cosa domandi?».
Allora io pregai il Dio del cielo, 5e poi
risposi al re: «Se piace al re e se il tuo servo ha trovato
grazia ai suoi occhi, mandami in Giudea, nella città dove
sono i sepolcri dei miei padri, perché io possa ricostruirla».
6Il re, che aveva la regina seduta al suo
fianco, mi disse: «Quanto durerà il tuo viaggio? Quando
ritornerai?». Io gli indicai un termine di tempo. La cosa
piacque al re; mi lasciò andare. 7Poi dissi
al re: «Se piace al re, mi si diano le lettere per i
governatori dell'Oltrefiume, perché mi lascino passare ed
entrare in Giudea, 8e una lettera per Asaf,
guardiano del parco del re, perché mi dia il legname per
costruire le porte della cittadella presso il tempio, per le
mura della città e per la casa che io abiterò». Il re mi
diede le lettere perché la mano benefica del mio Dio era su
di me. 9Giunsi presso i
governatori dell'Oltrefiume e diedi loro le lettere del re. Il
re aveva mandato con me una scorta di capi dell'esercito e di
cavalieri. 10Ma quando Sanballàt il
Coronita e Tobia lo schiavo ammonita furono informati del mio
arrivo, ebbero gran dispiacere che fosse venuto un uomo a
procurare il bene degli Israeliti. Decisione di ricostruire le mura di
Gerusalemme
11Giunto
a Gerusalemme, vi rimasi tre giorni. 12Poi
mi alzai di notte e presi con me pochi uomini senza dir nulla
ad alcuno di quello che Dio mi aveva messo in cuore di fare
per Gerusalemme e senza aver altro giumento oltre quello che
io cavalcavo. 13Uscii di notte per la porta
della Valle e andai verso la fonte del Drago e alla porta del
Letame, osservando le mura di Gerusalemme, come erano piene di
brecce e come le sue porte erano consumate dal fuoco. 14Mi
spinsi verso la porta della Fonte e la piscina del re, ma non
vi era posto per cui potesse passare il giumento che
cavalcavo. 15Allora risalii di notte la
valle, sempre osservando le mura; poi, rientrato per la porta
della Valle, tornai a casa. 16I magistrati non
sapevano né dove io fossi andato né che cosa facessi. Fino a
quel momento non avevo detto nulla né ai Giudei né ai
sacerdoti, né ai notabili, né ai magistrati né ad alcuno di
quelli che si occupavano dei lavori. 17Allora
io dissi loro: «Voi vedete la miseria nella quale ci
troviamo; Gerusalemme è in rovina e le sue porte sono
consumate dal fuoco. Venite, ricostruiamo le mura di
Gerusalemme e non saremo più insultati!». 18Narrai
loro come la mano benefica del mio Dio era stata su di me e
anche le parole che il re mi aveva dette. Quelli dissero: «Alziamoci
e costruiamo!». E misero mano vigorosamente alla buona
impresa. 19Ma quando Sanballàt
il Coronita e Tobia lo schiavo ammonita, e Ghesem l'Arabo
seppero la cosa, ci schernirono e ci derisero dicendo: «Che
state facendo? Volete forse ribellarvi al re?». 20Allora
io risposi loro: «Il Dio del cielo ci darà successo. Noi,
suoi servi, ci metteremo a costruire; ma voi non avete né
parte né diritto né ricordo in Gerusalemme». Neemia - Capitolo 3
I volontari della ricostruzione
1Eliasìb,
sommo sacerdote, con i suoi fratelli sacerdoti si misero a
costruire la porta delle Pecore; la consacrarono e vi misero i
battenti; continuarono a costruire fino alla torre di Mea, che
poi consacrarono, e fino alla torre di Cananeèl. 2Accanto
a Eliasìb lavoravano gli uomini di Gerico e accanto a loro
lavorava Zaccùr figlio di Imri. 3I figli di
Senaà costruirono la porta dei Pesci, ne fecero
l'intelaiatura e vi posero i battenti, le serrature e le
sbarre. 4Accanto a loro lavorava alle
riparazioni Meremòt figlio di Uria, figlio di Akkoz; accanto
a loro lavorava alle riparazioni Mesullàm, figlio di Berechia
figlio di Mesezabèel; accanto a loro lavorava alle
riparazioni Zadòk figlio di Baana; 5accanto
a loro lavoravano alle riparazioni quelli di Tekòa; ma i loro
notabili non piegarono il collo a lavorare all'opera del loro
Signore. 6Ioiadà figlio di Pasèach e
Mesullàm figlio di Besodia, restaurarono la porta Vecchia; ne
fecero l'intelaiatura e vi posero i battenti, le serrature e
le sbarre. 7Accanto a loro lavoravano alle
riparazioni Melatia il Gabaonita, Iadon il Meronotita, e gli
uomini di Gàbaon e di Mizpà, alle dipendenze della sede del
governatore dell'Oltrefiume; 8accanto a loro
lavorava alle riparazioni Uzzièl figlio di Caraia tra gli
orefici e accanto a lui lavorava Anania tra i profumieri. Essi
hanno rinforzato Gerusalemme fino al Muro Largo; 9accanto
a loro lavorava alle riparazioni Refaia figlio di Cur, capo
della metà del distretto di Gerusalemme. 10Accanto
a loro lavorava alle riparazioni, di fronte alla sua casa,
Iedaia figlio di Carumaf e accanto a lui lavorava Cattus
figlio di Casabnià. 11Malchia figlio di
Carim e Cassùb figlio di Pacat-Moab restaurarono la parte
successiva di mura e la torre dei Forni. 12Accanto
a loro lavorava alle riparazioni insieme con le figlie, Sallùm
figlio di Allòches, capo della metà del distretto di
Gerusalemme. 13Canun e gli abitanti di Zanòach
restaurarono la porta della Valle; la ricostruirono, vi posero
i battenti, le serrature e le sbarre. Fecero inoltre mille
cubiti di muro fino alla porta del Letame. 14Malchia
figlio di Recàb, capo del distretto di Bet-Kerem, restaurò
la porta del Letame; la ricostruì, vi pose i battenti, le
serrature e le sbarre. 15Sallùm figlio di
Col-Coze, capo del distretto di Mizpà, restaurò la porta
della Fonte; la ricostruì, la coprì, vi pose i battenti, le
serrature e le sbarre. Fece inoltre il muro della piscina di
Siloe, presso il giardino del re, fino alla scalinata per cui
si scende dalla città di Davide. 16Dopo di
lui Neemia figlio di Azbuk, capo della metà del distretto di
Bet-Zur, lavorò alle riparazioni fin davanti alle tombe di
Davide, fino alla piscina artificiale e fino alla casa dei
Prodi. 17Dopo di lui lavoravano alle
riparazioni i leviti, sotto Recum figlio di Bani; accanto a
lui lavorava per il suo distretto Casabià, capo della metà
del distretto di Keilà. 18Dopo di lui
lavoravano alle riparazioni i loro fratelli, sotto Binnui
figlio di Chenadàd, capo dell'altra metà del distretto di
Keilà; 19accanto a lui Ezer figlio di Giosuè,
capo di Mizpà, restaurava un'altra parte delle mura, di
fronte alla salita dell'arsenale, all'angolo. 20Dopo
di lui Baruch figlio di Zaccai ne restaurava con ardore
un'altra parte dall'angolo fino alla porta della casa di Eliasìb
sommo sacerdote. 21Dopo di lui Meremòt
figlio di Uria, figlio di Akkoz, ne restaurava un'altra parte,
dalla porta della casa di Eliasìb fino all'estremità della
casa di Eliasìb. 22Dopo di lui lavoravano i
sacerdoti che abitavano la periferia. 23Dopo
di loro Beniamino e Cassùb lavoravano di fronte alla lo Reazioni presso i nemici dei Giudei
33Quando
Sanballàt seppe che noi edificavamo le mura, si adirò, si
indignò molto, si fece beffe dei Giudei 34e
disse in presenza dei suoi fratelli e dei soldati di Samaria:
«Che vogliono fare questi miserabili Giudei? Rifarsi le mura
e farvi subito sacrifici? Vogliono finire in un giorno?
Vogliono far rivivere pietre sepolte sotto mucchi di polvere e
consumate dal fuoco?». 35Tobia l'Ammonita,
che gli stava accanto, disse: «Edifichino pure! Se una volpe
vi salta su, farà crollare il loro muro di pietra!». 36Ascolta, Dio
nostro, come siamo disprezzati! Fà ricadere sul loro capo il
loro dileggio e abbandonali al saccheggio in un paese di
schiavitù! 37Non coprire la loro iniquità
e non sia cancellato dalla tua vista il loro peccato, perché
hanno offeso i costruttori. 38Noi dunque
andavamo ricostruendo le mura che furono dappertutto portate
fino a metà altezza; il popolo aveva preso a cuore il lavoro.
Neemia - Capitolo 4
1Ma quando Sanballàt,
Tobia, gli Arabi, gli Ammoniti e gli Asdoditi seppero che la
riparazione delle mura di Gerusalemme progrediva e che le
brecce cominciavano a chiudersi, si adirarono molto 2e
tutti assieme congiurarono di venire ad attaccare Gerusalemme
e crearvi confusione. 3Allora noi pregammo
il nostro Dio e contro di loro mettemmo sentinelle di giorno e
di notte per difenderci dai loro attacchi. 4Quelli
di Giuda dicevano: «Le forze dei portatori vengono meno e le
macerie sono molte; noi non potremo costruire le mura!». 5I
nostri avversari dicevano: «Senza che s'accorgano di nulla,
noi piomberemo in mezzo a loro, li uccideremo e faremo cessare
i lavori». 6Poiché i Giudei che dimoravano
vicino a loro vennero a riferirci dieci volte: «Da tutti i
luoghi ai quali vi volgete, essi saranno contro di noi», 7io,
nelle parti sottostanti a ciascun posto oltre le mura, in
luoghi scoperti, disposi il popolo per famiglie, con le loro
spade, le loro lance, i loro archi. 8Dopo
aver considerato la cosa, mi alzai e dissi ai notabili, ai
magistrati e al resto del popolo: «Non li temete! Ricordatevi
del Signore grande e tremendo; combattete per i vostri
fratelli, per i vostri figli e le vostre figlie, per le vostre
mogli e per le vostre case!». 9Quando i
nostri nemici vennero a sapere che eravamo informati della
cosa, Dio fece fallire il loro disegno e noi tutti tornammo
alle mura, ognuno al suo lavoro. 10Da quel
giorno la metà dei miei giovani lavorava e l'altra metà
stava armata di lance, di scudi, di archi, di corazze; i capi
erano dietro tutta la casa di Giuda. 11Quelli
che costruivano le mura e quelli che portavano o caricavano i
pesi, con una mano lavoravano e con l'altra tenevano la loro
arma; 12tutti i costruttori, lavorando,
portavano ciascuno la spada cinta ai fianchi. Il trombettiere
stava accanto a me. 13Dissi allora ai
notabili, ai magistrati e al resto del popolo: «L'opera è
grande ed estesa e noi siamo sparsi sulle mura e distanti
l'uno dall'altro. 14Dovunque udirete il
suono della tromba, raccoglietevi presso di noi; il nostro Dio
combatterà per noi». 15Così continuavamo
i lavori, mentre la metà della mia gente teneva impugnata la
lancia, dall'apparire dell'alba allo spuntar delle stelle. 16Anche
in quell'occasione dissi al popolo: «Ognuno con il suo
aiutante passi la notte dentro Gerusalemme, per far con noi la
guardia durante la notte e riprendere il lavoro di giorno». 17Io
poi, i miei fratelli, i miei servi e gli uomini di guardia che
mi seguivano, non ci togliemmo mai le vesti; ognuno teneva
l'arma a portata di mano. Neemia - Capitolo 5
Difficoltà sociali sotto Neemia
Apologia della sua amministrazione
1Si
alzò un gran lamento da parte della gente del popolo e delle
loro mogli contro i loro fratelli Giudei. 2Alcuni
dicevano: «Noi, i nostri figli e le nostre figlie siamo
numerosi; ci si dia il grano perché possiamo mangiare e
vivere!». 3Altri dicevano: «Dobbiamo
impegnare i nostri campi, le nostre vigne e le nostre case per
assicurarci il grano durante la carestia!». 4Altri
ancora dicevano: «Abbiamo preso denaro a prestito sui nostri
campi e sulle nostre vigne per pagare il tributo del re. 5La
nostra carne è come la carne dei nostri fratelli, i nostri
figli sono come i loro figli; ecco dobbiamo sottoporre i
nostri figli e le nostre figlie alla schiavitù e alcune delle
nostre figlie sono gia state ridotte schiave; noi non abbiamo
via d'uscita, perché i nostri campi e le nostre vigne sono in
mano d'altri». 6Quando udii i loro lamenti
e queste parole, ne fui molto indignato. 7Dopo
aver riflettuto dentro di me, ripresi duramente i notabili e i
magistrati e dissi loro: «Dunque voi esigete un interesse da
usuraio dai nostri fratelli?». Convocai contro di loro una
grande assemblea 8e dissi loro: «Noi,
secondo la nostra possibilità, abbiamo riscattato i nostri
fratelli Giudei che si erano venduti agli stranieri e voi
stessi vendereste i vostri fratelli ed essi si venderebbero a
noi?». Allora quelli tacquero e non seppero che rispondere. 9Io
dissi: «Quello che voi fate non è ben fatto. Non dovreste
voi camminare nel timore del nostro Dio per non essere
scherniti dagli stranieri nostri nemici? 10Anch'io,
i miei fratelli e i miei servi abbiamo dato loro in prestito
denaro e grano. Ebbene, condoniamo loro questo debito! 11Rendete
loro oggi stesso i loro campi, le loro vigne, i loro oliveti e
le loro case e l'interesse del denaro del grano, del vino e
dell'olio di cui siete creditori nei loro riguardi». 12Quelli
risposero: «Restituiremo e non esigeremo più nulla da loro;
faremo come tu dici». Allora chiamai i sacerdoti e in loro
presenza li feci giurare che avrebbero mantenuto la promessa. 13Poi
scossi la piega anteriore del mio mantello e dissi: «Così
Dio scuota dalla sua casa e dai suoi beni chiunque non avrà
mantenuto questa promessa e così sia egli scosso e vuotato di
tutto!». Tutta l'assemblea disse: «Amen» e lodarono il
Signore. Il popolo mantenne la promessa. 14Di più, da
quando il re mi aveva stabilito loro governatore nel paese di
Giuda, dal ventesimo anno fino al trentaduesimo anno del re
Artaserse, durante dodici anni, né io né i miei fratelli
mangiammo la provvista assegnata al governatore. 15I
governatori che mi avevano preceduto, avevano gravato il
popolo, ricevendone pane e vino, oltre a quaranta sicli
d'argento; perfino i loro servi angariavano il popolo, ma io
non ho fatto così, poiché ho avuto timore di Dio. 16Anzi
ho messo mano ai lavori di queste mura e non abbiamo comperato
alcun podere. Tutti i miei giovani erano raccolti là a
lavorare. 17Avevo alla mia tavola
centocinquanta uomini, Giudei e magistrati, oltre a quelli che
venivano a noi dalle nazioni vicine. 18Quel
che si preparava a mie spese ogni giorno era un bue, sei capi
scelti di bestiame minuto e cacciagione; ogni dieci giorni
vino per tutti in abbondanza. Tuttavia non ho mai chiesto la
provvista assegnata al governatore, perché il popolo era gia
gravato abbastanza a causa dei lavori. 19Mio
Dio, ricordati in mio favore per quanto ho fatto a questo
popolo. Neemia - Capitolo 6
Intrighi dei nemici di Neemia
Le mura sono ultimate
1Quando
Sanballàt e Tobia e Ghesem l'Arabo e gli altri nostri nemici
seppero che io avevo riedificato le mura e che non vi era più
rimasta alcuna breccia, sebbene ancora io non avessi messo i
battenti alle porte, 2Sanballàt e Ghesem mi
mandarono a dire: «Vieni e troviamoci insieme a Chefirim,
nella valle di Oni». Essi pensavano di farmi del male. 3Ma
io inviai loro messaggeri a dire: «Sto facendo un gran lavoro
e non posso scendere: perché dovrebbe interrompersi il
lavoro, mentre io lo lascio per scendere da voi?». 4Essi
mandarono quattro volte a dirmi la stessa cosa e io risposi
nello stesso modo. 5Allora Sanballàt
mi mandò a dire la stessa cosa la quinta volta per mezzo del
suo servo che aveva in mano una lettera aperta, 6nella
quale stava scritto: «Si sente dire fra queste nazioni, e
Gasmù lo afferma, che tu e i Giudei meditate di ribellarvi e
perciò tu ricostruisci le mura e, secondo queste voci, tu
diventeresti loro re 7e avresti inoltre
stabilito profeti per far questa proclamazione a Gerusalemme:
Vi è un re in Giuda! Or questi discorsi saranno riferiti al
re. Vieni dunque e consultiamoci assieme». 8Ma
io gli feci rispondere: «Le cose non stanno come tu dici, ma
tu inventi!». 9Tutta quella gente infatti
ci voleva impaurire e diceva: «Le loro mani desisteranno e il
lavoro non si farà». Ora invece si sono irrobustite le mie
mani! 10Io andai a casa
di Semaia figlio di Delaia, figlio di Meetabèel, che si era
rinchiuso là dentro; egli mi disse: «Troviamoci insieme nel
tempio, dentro il santuario, e chiudiamo le porte del
santuario, perché verranno ad ucciderti, di notte verranno ad
ucciderti». 11Ma io risposi: «Un uomo come
me può darsi alla fuga? Un uomo della mia condizione potrebbe
entrare nel santuario per salvare la vita? No, io non entrerò».
12Compresi che non era mandato da Dio, ma
aveva pronunziato quella profezia a mio danno, perché Tobia e
Sanballàt l'avevano prezzolato. 13Era stato
pagato per impaurirmi e indurmi ad agire in quel modo e a
peccare, per farmi una cattiva fama ed espormi al disonore. 14Mio
Dio, ricordati di Tobia e di Sanballàt, per queste loro
opere; anche della profetessa Noadia e degli altri profeti che
cercavano di spaventarmi! 15Le mura furono
condotte a termine il venticinquesimo giorno di Elul, in
cinquantadue giorni. 16Quando tutti i nostri
nemici lo seppero, tutte le nazioni che stavano intorno a noi
furono prese da timore e restarono molto sorprese alla vista e
dovettero riconoscere che quest'opera si era compiuta per
l'intervento del nostro Dio. 17In quei
giorni i notabili di Giuda mandavano frequenti lettere a Tobia
e da Tobia ne ricevevano; 18infatti molti in
Giuda erano suoi alleati, perché egli era genero di Secania
figlio di Arach e suo figlio Giovanni aveva sposato la figlia
di Mesullàm figlio di Berechia. 19Anche in
mia presenza parlavano bene di lui e gli riferivano le mie
parole. Anche Tobia mandava lettere per intimorirmi. Neemia - Capitolo 7
1Quando le mura
furono riedificate e io ebbi messo a posto le porte e i
portinai, i cantori e i leviti furono stabiliti nei loro
uffici, 2diedi il governo di Gerusalemme a
Canàni mio fratello e ad Anania comandante della cittadella,
perché era un uomo fedele e temeva Dio più di tanti altri. 3Ordinai
loro: «Le porte di Gerusalemme non si aprano finché il sole
non comincia a scaldare e si chiudano e si sbarrino le porte
mentre i cittadini sono ancora in piedi; si stabiliscano delle
guardie prese fra gli abitanti di Gerusalemme, ognuno al suo
turno e ognuno davanti alla propria casa». Il ripopolamento di Gerusalemme
4La
città era spaziosa e grande; ma dentro vi era poca gente e
non si costruivano case. 5Il mio Dio mi
ispirò di radunare i notabili, i magistrati e il popolo, per
farne il censimento. Trovai il registro genealogico di
quelli che erano tornati dall'esilio la prima volta e vi
trovai scritto quanto segue: Lista dei primi Sionisti
6Questi
sono gli abitanti della provincia che sono tornati
dall'esilio: quelli che Nabucodònosor re di Babilonia aveva
deportati e che erano tornati in Gerusalemme e in Giudea,
ognuno nella sua città. 7Essi erano tornati
con Zorobabele, Giosuè, Neemia, Azaria, Raamia, Nahamani,
Mardocheo, Bilsan, Mispèret, Bigvai, Necum e Baana. Computo degli uomini del popolo
d'Israele: 8Figli di Pareos:
duemila centosettantadue. 57Discendenti dei
servi di Salomone: figli di Sotai, figli di Sofèret, figli di
Perida, 58figli di Iaala, figli di Darkon,
figli di Ghiddel, 59figli di Sefatia, figli
di Cattil, figli di Pochèret-Azzebàim, figli di Amòn. 60Totale degli
oblati e dei discendenti dei servi di Salomone:
trecentonovantadue. 61Ecco quelli che
tornarono da Tel-Melach, da Tel-Carsa, da Cherub-Addòn e da
Immer e che non avevano potuto stabilire il loro casato per
dimostrare che erano della stirpe di Israele: 62figli
di Delaia, figli di Tobia, figli di Nekoda:
seicentoquarantadue. 63Tra i sacerdoti:
figli di Cobaia, figli di Akkos, figli di Barzillài, il quale
aveva sposato una delle figlie di Barzillài il Galaadita e fu
chiamato con il loro nome. 64Questi
cercarono il loro registro genealogico, ma non lo trovarono e
furono quindi esclusi dal sacerdozio; 65il
governatore ordinò loro di non mangiare cose santissime finché
non si presentasse un sacerdote con Urim e Tummim.
66La comunità nel
suo totale era di quarantaduemila trecentosessanta persone, 67oltre
ai loro schiavi e alle loro schiave in numero di settemila
trecentotrentasette. Avevano anche duecentoquarantacinque
cantori e cantanti. 68Avevano
settecentotrentasei cavalli, duecentoquarantacinque muli, 69quattrocentotrentacinque
cammelli, seimila settecentoventi asini. 70Alcuni
dei capifamiglia offrirono doni per la fabbrica. Il
governatore diede al tesoro mille dracme d'oro, cinquanta
coppe, cinquecentotrenta vesti sacerdotali. 71Alcuni
capifamiglia diedero al tesoro della fabbrica ventimila dracme
d'oro e duemiladuecento mine d'argento. 72Il
resto del popolo diede ventimila dracme d'oro, duemila mine
d'argento e sessantanove vesti sacerdotali. 73aI
sacerdoti, i leviti, i portieri, i cantori, alcuni del popolo,
gli oblati e tutti gli Israeliti si stabilirono nelle loro
città. 73bCome giunse il
settimo mese, gli Israeliti erano nelle loro città. Neemia - Capitolo 8
Il giorno di nascita del Giudaismo:
Esdra legge e spiega
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