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Re 2 - Capitolo
1
1Dopo la morte di
Acab Moab si ribellò a Israele.
2Acazia cadde dalla
finestra del piano di sopra in Samaria e rimase ferito. Allora
inviò messaggeri con quest'ordine: «Andate e interrogate
Baal-Zebub, dio di Ekròn, per sapere se guarirò da questa
infermità». 3Ora l'angelo del Signore
disse a Elia il Tisbita: «Su, và incontro ai messaggeri del
re di Samaria. Dì loro: Non c'è forse un Dio in Israele,
perché andiate a interrogare Baal-Zebub, dio di Ekròn? 4Pertanto
così dice il Signore: Dal letto, in cui sei salito, non
scenderai, ma di certo morirai». Ed Elia se ne andò.
5I messaggeri
ritornarono dal re, che domandò loro: «Perché siete
tornati?». 6Gli dissero: «Ci è venuto
incontro un uomo, che ci ha detto: Su, tornate dal re che vi
ha inviati e ditegli: Così dice il Signore: Non c'è forse un
Dio in Israele, perché tu mandi a interrogare Baal-Zebub, dio
di Ekròn? Pertanto, dal letto, in cui sei salito, non
scenderai, ma di certo morirai». 7Domandò
loro: «Com'era l'uomo che vi è venuto incontro e vi ha detto
simili parole?». 8Risposero: «Era un uomo
peloso; una cintura di cuoio gli cingeva i fianchi». Egli
disse: «Quello è Elia il Tisbita!».
9Allora gli mandò
il capo di una cinquantina con i suoi cinquanta uomini. Questi
andò da lui, che era seduto sulla cima del monte, e gli
disse: «Uomo di Dio, il re ti ordina di scendere!». 10Elia
rispose al capo della cinquantina: «Se sono uomo di Dio,
scenda il fuoco dal cielo e divori te e i tuoi cinquanta».
Scese un fuoco dal cielo e divorò quello con i suoi
cinquanta. 11Il re mandò da lui ancora un
altro capo di una cinquantina con i suoi cinquanta uomini.
Questi andò da lui e gli disse: «Uomo di Dio, il re ti
ordina di scendere subito». 12Elia rispose:
«Se sono uomo di Dio, scenda un fuoco dal cielo e divori te e
i tuoi cinquanta». Scese un fuoco dal cielo e divorò quello
con i suoi cinquanta. 13Il re mandò ancora
un terzo capo con i suoi cinquanta uomini. Questo terzo capo
di una cinquantina andò, si inginocchiò davanti ad Elia e
supplicò: «Uomo di Dio, valgano qualche cosa ai tuoi occhi
la mia vita e la vita di questi tuoi cinquanta servi. 14Ecco
è sceso il fuoco dal cielo e ha divorato i due altri capi di
cinquantina con i loro uomini. Ora la mia vita valga qualche
cosa ai tuoi occhi».
15L'angelo del
Signore disse a Elia: «Scendi con lui e non aver paura di lui».
Si alzò e scese con lui dal re 16e gli
disse: «Così dice il Signore: Poiché hai mandato messaggeri
a consultare Baal-Zebub, dio di Ekròn, come se in Israele ci
fosse, fuori di me, un Dio da interrogare, per questo, dal
letto, su cui sei salito, non scenderai, ma certamente morirai».
17Difatti morì, secondo la predizione fatta
dal Signore per mezzo di Elia e al suo posto divenne re suo
fratello Ioram, nell'anno secondo di Ioram figlio di Giòsafat,
re di Giuda, perché egli non aveva figli.
18Le altre gesta di
Acazia, le sue azioni, sono descritte nel libro delle Cronache
dei re di Israele.
Re 2 - Capitolo 2
VI. IL CICLO DI ELISEO
1. GLI INIZI
Rapimento di Elia, che ha per
successore Eliseo
1Poi,
volendo Dio rapire in cielo in un turbine Elia, questi partì
da Gàlgala con Eliseo. 2Elia disse a Eliseo:
«Rimani qui, perché il Signore mi manda fino a Betel».
Eliseo rispose: «Per la vita del Signore e per la tua stessa
vita, non ti lascerò». Scesero fino a Betel. 3I
figli dei profeti che erano a Betel andarono incontro a Eliseo
e gli dissero: «Non sai tu che oggi il Signore ti toglierà
il tuo padrone?». Ed egli rispose: «Lo so anch'io, ma non lo
dite». 4Elia gli disse: «Eliseo, rimani
qui, perché il Signore mi manda a Gerico». Quegli rispose:
«Per la vita del Signore e per la tua stessa vita, non ti
lascerò». Andarono a Gerico. 5I figli dei
profeti che erano in Gerico si avvicinarono a Eliseo e gli
dissero: «Non sai tu che oggi il Signore ti toglierà il tuo
padrone?». Rispose: «Lo so anch'io, ma non lo dite». 6Elia
gli disse: «Rimani qui, perché il Signore mi manda al
Giordano». Quegli rispose: «Per la vita del Signore e per la
tua stessa vita, non ti lascerò». E tutti e due si
incamminarono.
7Cinquanta uomini,
tra i figli dei profeti, li seguirono e si fermarono a
distanza; loro due si fermarono sul Giordano. 8Elia
prese il mantello, l'avvolse e percosse con esso le acque, che
si divisero di qua e di là; i due passarono sull'asciutto. 9Mentre
passavano, Elia disse a Eliseo: «Domanda che cosa io debba
fare per te prima che sia rapito lontano da te». Eliseo
rispose: «Due terzi del tuo spirito diventino miei». 10Quegli
soggiunse: «Sei stato esigente nel domandare. Tuttavia, se mi
vedrai quando sarò rapito lontano da te, ciò ti sarà
concesso; in caso contrario non ti sarà concesso». 11Mentre
camminavano conversando, ecco un carro di fuoco e cavalli di
fuoco si interposero fra loro due. Elia salì nel turbine
verso il cielo. 12Eliseo guardava e gridava:
«Padre mio, padre mio, cocchio d'Israele e suo cocchiere». E
non lo vide più. Allora afferrò le proprie vesti e le lacerò
in due pezzi. 13Quindi raccolse il mantello,
che era caduto a Elia, e tornò indietro, fermandosi sulla
riva del Giordano.
14Prese il
mantello, che era caduto a Elia, e colpì con esso le acque,
dicendo: «Dove è il Signore, Dio di Elia?». Quando ebbe
percosso le acque, queste si separarono di qua e di là; così
Eliseo passò dall'altra parte. 15Vistolo da
una certa distanza, i figli dei profeti di Gerico dissero: «Lo
spirito di Elia si è posato su Eliseo». Gli andarono
incontro e si prostrarono a terra davanti a lui. 16Gli
dissero: «Ecco, fra i tuoi servi ci sono cinquanta uomini di
valore; vadano a cercare il tuo padrone nel caso che lo
spirito del Signore l'avesse preso e gettato su qualche monte
o in qualche valle». Egli disse: «Non mandateli!». 17Ma
essi insistettero tanto che egli confuso disse: «Mandateli!».
Mandarono cinquanta uomini che cercarono per tre giorni, ma
non lo trovarono. 18Tornarono da Eliseo, che
stava in Gerico. Egli disse loro: «Non vi avevo forse detto:
Non andate?».
Due miracoli di Eliseo
19Gli
abitanti della città dissero a Eliseo: «Ecco è bello
soggiornare in questa città, come tu stesso puoi constatare,
signore, ma l'acqua è cattiva e la terra è sterile». 20Ed
egli disse: «Prendetemi una pentola nuova e mettetevi del
sale». Gliela portarono. 21Eliseo si recò
alla sorgente dell'acqua e vi versò il sale, pronunziando
queste parole: «Dice il Signore: Rendo sane queste acque; da
esse non si diffonderanno più morte e sterilità». 22Le
acque rimasero sane fino ad oggi, secondo la parola
pronunziata da Eliseo.
23Di lì Eliseo andò
a Betel. Mentre egli camminava per strada, uscirono dalla città
alcuni ragazzetti che si burlarono di lui dicendo: «Vieni su,
pelato; vieni su, calvo!». 24Egli si voltò,
li guardò e li maledisse nel nome del Signore. Allora
uscirono dalla foresta due orse, che sbranarono quarantadue di
quei fanciulli. 25Di là egli andò al monte
Carmelo e quindi tornò a Samaria.
Re 2 - Capitolo 3
2.
LA GUERRA MOABITA
Il regno di Ioram in Israele
(852-841)
1Ioram
figlio di Acab divenne re d'Israele in Samaria l'anno diciotto
di Giòsafat, re di Giuda. Ioram regnò dodici anni. 2Fece
ciò che è male agli occhi del Signore, ma non come suo padre
e sua madre. Egli allontanò la stele di Baal, eretta dal
padre. 3Ma restò legato, senza
allontanarsene, al peccato che Geroboamo, figlio di Nebàt,
aveva fatto commettere a Israele.
Spedizione di Israele e di Giuda
contro Moab
4Mesa
re di Moab era un allevatore di pecore. Egli inviava al re di
Israele centomila agnelli e la lana di centomila arieti. 5Ma
alla morte di Acab, Mesa si ribellò al re di Israele. 6Allora
il re Ioram uscì da Samaria e passò in rassegna tutto
Israele. 7Si mosse e mandò a dire a Giòsafat
re di Giuda: «Il re di Moab si è ribellato contro di me;
vuoi partecipare con me alla guerra contro Moab?». Quegli
rispose: «Ci verrò; conta su di me come su di te, sul mio
popolo come sul tuo, sui miei cavalli come sui tuoi». 8«Per
quale strada muoveremo?», domandò Giòsafat. L'altro
rispose: «Per la strada del deserto di Edom». 9Allora
si misero in marcia il re di Israele, il re di Giuda e il re
di Edom. Girarono per sette giorni. Non c'era acqua per
l'esercito né per le bestie che lo seguivano. 10Il
re di Israele disse: «Ah, il Signore ha chiamato questi tre
re per metterli nelle mani di Moab». 11Giòsafat
disse: «Non c'è qui un profeta del Signore, per mezzo del
quale possiamo consultare il Signore?». Rispose uno dei
ministri del re di Israele: «C'è qui Eliseo, figlio di Safat,
che versava l'acqua sulle mani di Elia». 12Giòsafat
disse: «La parola del Signore è in lui». Scesero da costui
il re di Israele, Giòsafat e il re di Edom.
13Eliseo disse al
re di Israele: «Che c'è fra me e te? Và dai profeti di tuo
padre e dai profeti di tua madre!». Il re di Israele gli
disse: «No, perché il Signore ha chiamato noi tre re per
metterci nelle mani di Moab». 14Eliseo
disse: «Per la vita del Signore degli eserciti, alla cui
presenza io sto, se non fosse per il rispetto che provo verso
Giòsafat re di Giuda, a te non avrei neppure badato, né ti
avrei guardato. 15Ora cercatemi un suonatore
di cetra». Mentre il suonatore arpeggiava, cantando, la mano
del Signore fu sopra Eliseo. 16Egli annunziò:
«Dice il Signore: Scavate molte fosse in questa valle, 17perché
dice il Signore: Voi non sentirete il vento né vedrete la
pioggia, eppure questa valle si riempirà d'acqua; berrete
voi, la vostra truppa e le vostre bestie da soma. 18Ciò
è poca cosa agli occhi del Signore; egli metterà anche Moab
nelle vostre mani. 19Voi distruggerete tutte
le fortezze e tutte le città più importanti; abbatterete
ogni albero e ostruirete tutte le sorgenti d'acqua; rovinerete
ogni campo fertile riempiendolo di pietre». 20Al
mattino, nell'ora dell'offerta, ecco scorrere l'acqua dalla
direzione di Edom; la zona ne fu inondata.
21Tutti i Moabiti,
saputo che erano venuti i re per fare loro guerra, arruolarono
tutti gli uomini in età di maneggiare le armi e si
schierarono sulla frontiera. 22Alzatisi
presto al mattino, quando il sole splendeva sulle acque, i
Moabiti videro da lontano le acque rosse come sangue. 23Esclamarono:
«Questo è sangue! I re si sono azzuffati e l'uno ha ucciso
l'altro. Ebbene, Moab, alla preda!». 24Andarono
dunque nell'accampamento di Israele. Ma gli Israeliti si
alzarono e sconfissero i Moabiti, che fuggirono davanti a
loro. I vincitori si inoltrarono nel paese, incalzando e
uccidendo i Moabiti. 25Ne demolirono le città;
su tutti i campi fertili ognuno gettò una pietra e li
riempirono; otturarono tutte le sorgenti d'acqua e tagliarono
tutti gli alberi utili. Rimase soltanto Kir Careset; i
frombolieri l'aggirarono e l'assalirono. 26Il
re di Moab, visto che la guerra era insostenibile per lui,
prese con sé settecento uomini che maneggiavano la spada per
aprirsi un passaggio verso il re di Edom, ma non ci riuscì. 27Allora
prese il figlio primogenito, che doveva regnare al suo posto,
e l'offrì in olocausto sulle mura. Si scatenò una grande ira
contro gli Israeliti, che si allontanarono da lui e tornarono
nella loro regione.
Re 2 - Capitolo 4
3. ALCUNI MIRACOLI DI ELISEO
L'olio della vedova
1Una
donna, moglie di uno dei profeti, gridò a Eliseo: «Mio
marito, tuo servo, è morto; tu sai che il tuo servo temeva il
Signore. Ora è venuto il suo creditore per prendersi come
schiavi i due miei figli». 2Eliseo le
disse: «Che posso fare io per te? Dimmi che cosa hai in casa».
Quella rispose: «In casa la tua serva non ha altro che un
orcio di olio». 3Le disse: «Su, chiedi in
prestito vasi da tutti i tuoi vicini, vasi vuoti, nel numero
maggiore possibile. 4Poi entra in casa e
chiudi la porta dietro a te e ai tuoi figli; versa olio in
tutti quei vasi; i pieni mettili da parte». 5Si
allontanò da lui e chiuse la porta dietro a sé e ai suoi
figli; questi porgevano ed essa versava. 6Quando
i vasi furono pieni, disse a un figlio: «Porgimi ancora un
vaso». Le rispose: «Non ce ne sono più». L'olio cessò. 7Essa
andò a riferire la cosa all'uomo di Dio, che le disse: «Và,
vendi l'olio e accontenta i tuoi creditori; tu e i tuoi figli
vivete con quanto ne resterà».
Eliseo,
la Sunammita
e suo figlio
8Un
giorno Eliseo passava per Sunem, ove c'era una donna
facoltosa, che l'invitò con insistenza a tavola. In seguito,
tutte le volte che passava, si fermava a mangiare da lei. 9Essa
disse al marito: «Io so che è un uomo di Dio, un santo,
colui che passa sempre da noi. 10Prepariamogli
una piccola camera al piano di sopra, in muratura, mettiamoci
un letto, un tavolo, una sedia e una lampada, sì che, venendo
da noi, vi si possa ritirare». 11Recatosi
egli un giorno là, si ritirò nella camera e vi si coricò. 12Egli
disse a Ghecazi suo servo: «Chiama questa Sunammita». La
chiamò ed essa si presentò a lui. 13Eliseo
disse al suo servo: «Dille tu: Ecco hai avuto per noi tutta
questa premura; che cosa possiamo fare per te? C'è forse
bisogno di intervenire in tuo favore presso il re oppure
presso il capo dell'esercito?». Essa rispose: «Io sto in
mezzo al mio popolo». 14Eliseo replicò: «Che
cosa si può fare per lei?». Ghecazi disse: «Purtroppo essa
non ha figli e suo marito è vecchio». 15Eliseo
disse: «Chiamala!». La chiamò; essa si fermò sulla porta. 16Allora
disse: «L'anno prossimo, in questa stessa stagione, tu terrai
in braccio un figlio». Essa rispose: «No, mio signore, uomo
di Dio, non mentire con la tua serva». 17Ora
la donna rimase incinta e partorì un figlio, proprio alla
data indicata da Eliseo.
18Il bambino crebbe
e un giorno uscì per andare dal padre fra i mietitori. 19Egli
disse al padre: «La mia testa, la mia testa!». Il padre
ordinò a un servo: «Portalo dalla mamma». 20Questi
lo prese e lo portò da sua madre. Il bambino stette sulle
ginocchia di costei fino a mezzogiorno, poi morì. 21Essa
salì a stenderlo sul letto dell'uomo di Dio; chiuse la porta
e uscì. 22Chiamò il marito e gli disse: «Su,
mandami uno dei servi e un'asina; voglio correre dall'uomo di
Dio; tornerò subito». 23Quegli domandò:
«Perché vuoi andare oggi? Non è il novilunio né sabato».
Ma essa rispose: «Addio». 24Fece sellare
l'asina e disse al proprio servo: «Conducimi, cammina, non
fermarmi durante il tragitto, a meno che non te l'ordini io».
25Si incamminò; giunse dall'uomo di Dio sul
monte Carmelo. Quando l'uomo di Dio la vide da lontano, disse
a Ghecazi suo servo: «Ecco
la Sunammita
! 26Su, corrile incontro e domandale: Stai
bene? Tuo marito sta bene? E tuo figlio sta bene?». Quella
rispose: «Bene!». 27Giunta presso l'uomo
di Dio sul monte, gli afferrò le ginocchia. Ghecazi si
avvicinò per tirarla indietro, ma l'uomo di Dio disse: «Lasciala
stare, perché la sua anima è amareggiata e il Signore me ne
ha nascosto il motivo; non me l'ha rivelato». 28Essa
disse: «Avevo forse domandato io un figlio al mio signore?
Non ti dissi forse: Non mi ingannare?».
29Eliseo disse a
Ghecazi: «Cingi i tuoi fianchi, prendi il mio bastone e
parti. Se incontrerai qualcuno, non salutarlo; se qualcuno ti
saluta, non rispondergli. Metterai il mio bastone sulla faccia
del ragazzo». 30La madre del ragazzo disse:
«Per la vita del Signore e per la tua vita, non ti lascerò».
Allora quegli si alzò e la seguì. 31Ghecazi
li aveva preceduti; aveva posto il bastone sulla faccia del
ragazzo, ma non c'era stato un gemito né altro segno di vita.
Egli tornò verso Eliseo e gli riferì: «Il ragazzo non si è
svegliato». 32Eliseo entrò in casa. Il
ragazzo era morto, steso sul letto. 33Egli
entrò, chiuse la porta dietro a loro due e pregò il Signore.
34Quindi salì, si distese sul ragazzo; pose
la bocca sulla bocca di lui, gli occhi sugli occhi di lui, le
mani nelle mani di lui e si curvò su di lui. Il corpo del
bambino riprese calore. 35Quindi si alzò e
girò qua e là per la casa; tornò a curvarsi su di lui; il
ragazzo starnutì sette volte, poi aprì gli occhi. 36Eliseo
chiamò Ghecazi e gli disse: «Chiama questa Sunammita!». La
chiamò e, quando essa gli giunse vicino, le disse: «Prendi
tuo figlio!». 37Quella entrò, cadde ai
piedi di lui, gli si prostrò davanti, prese il figlio e uscì.
La pentola avvelenata
38Eliseo
tornò in Gàlgala. Nella regione imperversava la carestia.
Mentre i figli dei profeti stavano seduti davanti a lui, egli
disse al suo servo: «Metti la pentola grande e cuoci una
minestra per i figli dei profeti». 39Uno di
essi andò in campagna per cogliere erbe selvatiche e trovò
una specie di vite selvatica: da essa colse zucche agresti e
se ne riempì il mantello. Ritornò e gettò i frutti a pezzi
nella pentola della minestra, non sapendo cosa fossero. 40Si
versò da mangiare agli uomini, che appena assaggiata la
minestra gridarono: «Nella pentola c'è la morte, uomo di
Dio!». Non ne potevano mangiare. 41Allora
Eliseo ordinò: «Portatemi della farina». Versatala nella
pentola, disse: «Danne da mangiare alla gente». Non c'era più
nulla di cattivo nella pentola.
La moltiplicazione dei pani
42Da
Baal-Salisa venne un individuo, che offrì primizie all'uomo
di Dio, venti pani d'orzo e farro che aveva nella bisaccia.
Eliseo disse: «Dallo da mangiare alla gente». 43Ma
colui che serviva disse: «Come posso mettere questo davanti a
cento persone?». Quegli replicò: «Dallo da mangiare alla
gente. Poiché così dice il Signore: Ne mangeranno e ne
avanzerà anche». 44Lo pose davanti a
quelli, che mangiarono, e ne avanzò, secondo la parola del
Signore.
Re 2 - Capitolo 5
La guarigione di Nàaman
1Nàaman,
capo dell'esercito del re di Aram, era un personaggio
autorevole presso il suo signore e stimato, perché per suo
mezzo il Signore aveva concesso la vittoria agli Aramei. Ma
questo uomo prode era lebbroso. 2Ora bande
aramee in una razzia avevano rapito dal paese di Israele una
giovinetta, che era finita al servizio della moglie di Nàaman.
3Essa disse alla padrona: «Se il mio
signore si rivolgesse al profeta che è in Samaria, certo lo
libererebbe dalla lebbra». 4Nàaman andò a
riferire al suo signore: «La giovane che proviene dal paese
di Israele ha detto così e così». 5Il re
di Aram gli disse: «Vacci! Io invierò una lettera al re di
Israele». Quegli partì, prendendo con sé dieci talenti
d'argento, seimila sicli d'oro e dieci vestiti. 6Portò
la lettera al re di Israele, nella quale si diceva: «Ebbene,
insieme con questa lettera ho mandato da te Nàaman, mio
ministro, perché tu lo curi dalla lebbra». 7Letta
la lettera, il re di Israele si stracciò le vesti dicendo: «Sono
forse Dio per dare la morte o la vita, perché costui mi mandi
un lebbroso da guarire? Sì, ora potete constatare chiaramente
che egli cerca pretesti contro di me».
8Quando Eliseo,
uomo di Dio, seppe che il re si era stracciate le vesti, mandò
a dire al re: «Perché ti sei stracciate le vesti? Quell'uomo
venga da me e saprà che c'è un profeta in Israele». 9Nàaman
arrivò con i suoi cavalli e con il suo carro e si fermò alla
porta della casa di Eliseo. 10Eliseo gli
mandò un messaggero per dirgli: «Và, bagnati sette volte
nel Giordano: la tua carne tornerà sana e tu sarai guarito».
11Nàaman si sdegnò e se ne andò
protestando: «Ecco, io pensavo: Certo, verrà fuori, si
fermerà, invocherà il nome del Signore suo Dio, toccando con
la mano la parte malata e sparirà la lebbra. 12Forse
l'Abana e il Parpar, fiumi di Damasco, non sono migliori di
tutte le acque di Israele? Non potrei bagnarmi in quelli per
essere guarito?». Si voltò e se ne partì adirato. 13Gli
si avvicinarono i suoi servi e gli dissero: «Se il profeta ti
avesse ingiunto una cosa gravosa, non l'avresti forse
eseguita? Tanto più ora che ti ha detto: bagnati e sarai
guarito». 14Egli, allora, scese e si lavò
nel Giordano sette volte, secondo la parola dell'uomo di Dio,
e la sua carne ridivenne come la carne di un giovinetto; egli
era guarito.
15Tornò con tutto
il seguito dall'uomo di Dio; entrò e si presentò a lui
dicendo: «Ebbene, ora so che non c'è Dio su tutta la terra
se non in Israele». Ora accetta un dono dal tuo servo». 16Quegli
disse: «Per la vita del Signore, alla cui presenza io sto,
non lo prenderò». Nàaman insisteva perché accettasse, ma
egli rifiutò. 17Allora Nàaman disse: «Se
è no, almeno sia permesso al tuo servo di caricare qui tanta
terra quanta ne portano due muli, perché il tuo servo non
intende compiere più un olocausto o un sacrificio ad altri
dei, ma solo al Signore. 18Tuttavia il
Signore perdoni il tuo servo se, quando il mio signore entra
nel tempio di Rimmòn per prostrarsi, si appoggia al mio
braccio e se anche io mi prostro nel tempio di Rimmòn,
durante la sua adorazione nel tempio di Rimmòn; il Signore
perdoni il tuo servo per questa azione». 19Quegli
disse: «Và in pace». Partì da lui e fece un bel tratto di
strada.
20Ghecazi, servo
dell'uomo di Dio Eliseo, disse fra sé: «Ecco, il mio signore
è stato tanto generoso con questo Nàaman arameo da non
prendere quanto egli aveva portato; per la vita del Signore,
gli correrò dietro e prenderò qualche cosa da lui». 21Ghecazi
inseguì Nàaman. Questi, vedendolo correre verso di sé,
scese dal carro per andargli incontro e gli domandò: «Tutto
bene?». 22Quegli rispose: «Tutto bene. Il
mio signore mi ha mandato a dirti: Ecco, proprio ora, sono
giunti da me due giovani dalle montagne di Efraim, da parte
dei figli dei profeti. Dammi per essi un talento d'argento e
due vestiti». 23Nàaman disse: «E' meglio
che tu prenda due talenti» e insistette con lui. Legò due
talenti d'argento in due sacchi insieme con due vestiti e li
diede a due dei suoi giovani, che li portarono davanti a
Ghecazi. 24Giunto all'Ofel, questi prese
dalle loro mani il tutto e lo depose in casa, quindi rimandò
gli uomini, che se ne andarono. 25Poi egli
andò a presentarsi al suo padrone. Eliseo gli domandò: «Ghecazi,
da dove vieni?». Rispose: «Il tuo servo non è andato in
nessun luogo». 26Quegli disse: «Non era
forse presente il mio spirito quando quell'uomo si voltò dal
suo carro per venirti incontro? Era forse il tempo di
accettare denaro e di accettare abiti, oliveti, vigne,
bestiame minuto e grosso, schiavi e schiave? 27Ma
la lebbra di Nàaman si attaccherà a te e alla tua
discendenza per sempre». Egli si allontanò da Eliseo, bianco
come la neve per la lebbra.
Re 2 - Capitolo 6
L'ascia perduta e ritrovata
1I
figli dei profeti dissero a Eliseo: «Ecco, il luogo in cui ci
raduniamo alla tua presenza è troppo stretto per noi. 2Andiamo
fino al Giordano; là prenderemo una trave per ciascuno e ci
costruiremo una residenza». Quegli rispose: «Andate!». 3Uno
disse: «Degnati di venire anche tu con i tuoi servi». Egli
rispose: «Ci verrò». 4E andò con loro.
Giunti al Giordano, tagliarono alcuni alberi. 5Ora,
mentre uno abbatteva un tronco, il ferro dell'ascia gli cadde
in acqua. Egli gridò: «Oh, mio signore! Era stato preso in
prestito!». 6L'uomo di Dio domandò: «Dove
è caduto?». Gli mostrò il posto. Eliseo, allora, tagliò un
legno e lo gettò in quel punto e il ferro venne a galla. 7Disse:
«Prendilo!». Quegli stese la mano e lo prese.
4. GUERRE ARAMEE
Eliseo cattura un intero
distaccamento arameo
8Mentre
il re di Aram era in guerra contro Israele, in un consiglio
con i suoi ufficiali disse: «In quel tal posto sarà il mio
accampamento». 9L'uomo di Dio mandò a dire
al re di Israele: «Guardati dal passare per quel punto, perché
là stanno scendendo gli Aramei». 10Il re
di Israele mandò a esplorare il punto indicatogli dall'uomo
di Dio. Questi l'avvertiva e il re si metteva in guardia; ciò
accadde non una volta o due soltanto. 11Molto
turbato in cuor suo per questo fatto, il re di Aram convocò i
suoi ufficiali e disse loro: «Non mi potreste indicare chi
dei nostri è per il re di Israele?». 12Uno
degli ufficiali rispose: «No, re mio signore, perché Eliseo
profeta di Israele riferisce al re di Israele quanto tu dici
nella tua camera da letto». 13Quegli disse:
«Andate, informatevi dove sia costui; io manderò a prenderlo».
Gli fu riferito: «Ecco, sta in Dotan». 14Egli
mandò là cavalli, carri e un bel numero di soldati; vi
giunsero di notte e circondarono la città.
15Il giorno dopo,
l'uomo di Dio, alzatosi di buon mattino, uscì. Ecco, un
esercito circondava la città con cavalli e carri. Il suo
servo disse: «Ohimè, mio signore, come faremo?». 16Quegli
rispose: «Non temere, perché i nostri sono più numerosi dei
loro». 17Eliseo pregò così: «Signore,
apri i suoi occhi; egli veda». Il Signore aprì gli occhi del
servo, che vide. Ecco, il monte era pieno di cavalli e di
carri di fuoco intorno a Eliseo.
18Poiché gli
Aramei scendevano verso di lui, Eliseo pregò il Signore: «Oh,
colpisci questa gente di cecità!». E il Signore li colpì di
cecità secondo la parola di Eliseo. 19Disse
loro Eliseo: «Non è questa la strada e non è questa la città.
Seguitemi e io vi condurrò dall'uomo che cercate». Egli li
condusse in Samaria. 20Quando giunsero in
Samaria, Eliseo disse: «Signore, apri i loro occhi; essi
vedano!». Il Signore aprì i loro occhi ed essi videro. Erano
in mezzo a Samaria!
21Il re di Israele
quando li vide, disse a Eliseo: «Li devo uccidere, padre mio?».
22Quegli rispose: «Non ucciderli. Forse
uccidi uno che hai fatto prigioniero con la spada e con
l'arco? Piuttosto metti davanti a loro pane e acqua; mangino e
bevano, poi se ne vadano dal loro padrone». 23Fu
imbandito loro un gran banchetto. Dopo che ebbero mangiato e
bevuto, li congedò ed essi se ne andarono dal loro padrone.
Le bande aramee non penetrarono più nel paese di Israele.
La carestia in Samaria assediata
24Dopo
tali cose Ben-Hadàd, re di Aram, radunò tutto il suo
esercito e venne ad assediare Samaria. 25Ci
fu una carestia eccezionale in Samaria, mentre l'assedio si
faceva più duro, tanto che una testa d'asino si vendeva
ottanta sicli d'argento e un quarto di qab di tuberi
cinque sicli. 26Mentre il re di Israele
passava sulle mura, una donna gli gridò contro: «Aiuto, mio
signore re!». 27Rispose: «Non ti aiuta
neppure il Signore! Come potrei aiutarti io? Forse con il
prodotto dell'aia o con quello del torchio?». 28Il
re aggiunse: «Che hai?». Quella rispose: «Questa donna mi
ha detto: Dammi tuo figlio; mangiamocelo oggi. Mio figlio ce
lo mangeremo domani. 29Abbiamo cotto mio
figlio e ce lo siamo mangiato. Il giorno dopo io le ho detto:
Dammi tuo figlio; mangiamocelo, ma essa ha nascosto suo figlio».
30Quando udì le parole della donna, il re
si stracciò le vesti. Mentre egli passava sulle mura, lo vide
il popolo; ecco, aveva un sacco di sotto, sulla carne. 31Egli
disse: «Dio mi faccia questo e anche di peggio, se oggi la
testa di Eliseo, figlio di Safat, resterà sulle sue spalle».
Eliseo annunzia la fine imminente
della prova
32Eliseo
stava seduto in casa; con lui sedevano gli anziani. Il re si
fece precedere da un uomo. Prima che arrivasse il messaggero,
quegli disse agli anziani: «Avete visto? Quel figlio di
assassino ordina che mi si tolga la vita. Fate attenzione!
Quando arriva il messaggero, chiudete la porta; tenetelo fermo
sulla porta. Forse dietro non si sente il rumore dei piedi del
suo padrone?». 33Stava ancora parlando con
loro, quando il re scese da lui e gli disse: «Tu vedi quanto
male ci viene dal Signore; che aspetterò più io dal Signore?».
Re 2 - Capitolo 7
1Ma Eliseo disse:
«Ascolta la parola del Signore: Dice il Signore: A quest'ora,
domani, alla porta di Samaria una sea di farina costerà
un siclo e anche due sea di orzo costeranno un siclo».
2Ma lo scudiero, al cui braccio il re si
appoggiava, rispose all'uomo di Dio: «Gia, il Signore apre le
finestre in cielo! Avverrà mai una cosa simile?». Quegli
disse: «Ecco, tu lo vedrai con gli occhi, ma non ne mangerai».
Si scopre l'accampamento arameo
abbandonato
3Ora
c'erano quattro lebbrosi davanti alla porta. Essi dicevano fra
di loro: «Perché stiamo seduti qui ad attendere la morte? 4Se
risolviamo di andare in città, in città c'è la fame e vi
moriremo. Se stiamo qui, moriremo ugualmente. Ora, su, andiamo
all'accampamento degli Aramei; se ci lasceranno in vita,
vivremo; se ci uccideranno, moriremo». 5Si
alzarono al crepuscolo per andare all'accampamento degli
Aramei e giunsero fino al limite del loro campo. Ebbene, là
non c'era nessuno. 6Il Signore aveva fatto
udire nell'accampamento degli Aramei rumore di carri,
scalpitio di cavalli e chiasso di un grande esercito. Essi si
erano detti l'un l'altro: «Ecco, il re di Israele ha
assoldato contro di noi i re degli Hittiti e i re dell'Egitto
per assalirci». 7Alzatisi all'imbrunire,
erano fuggiti, lasciando le loro tende, i loro cavalli e i
loro asini e il campo come si trovava; erano fuggiti per
mettersi in salvo. 8Quei lebbrosi, giunti al
limite del campo, entrarono in una tenda e, dopo aver mangiato
e bevuto, portarono via argento, oro e vesti, che andarono a
nascondere. Ritornati, entrarono in un'altra tenda; portarono
via tutto e andarono a nasconderlo.
Fine dell'assedio e della carestia
9Si
dissero: «Non è giusto quello che facciamo; oggi è giorno
di buone notizie, mentre noi ce ne stiamo zitti. Se attendiamo
fino all'alba di domani, potrebbe sopraggiungerci un castigo.
Andiamo ora, entriamo in città e annunziamolo alla reggia». 10Vi
andarono; chiamarono le guardie della città e riferirono
loro: «Siamo andati nel campo degli Aramei; ecco, non c'era
nessuno né si sentiva voce umana. C'erano cavalli e asini
legati e le tende intatte». 11Le guardie
allora gridarono e la notizia fu portata dentro la reggia.
12Il re si alzò di
notte e disse ai suoi ufficiali: «Vi dirò quello che hanno
fatto con noi gli Aramei. Sapendo che siamo affamati, hanno
abbandonato il campo per nascondersi in campagna, dicendo:
Appena usciranno dalla città, li prenderemo vivi e poi
entreremo in città». 13Uno dei suoi
ufficiali rispose: «Si prendano i cinque cavalli che sono
rimasti in questa città, caso mai capiterà loro come alla
moltitudine di Israele, e mandiamo a vedere». 14Presero
allora due carri con i cavalli; il re li mandò a seguire
l'esercito degli Aramei, dicendo: «Andate e vedete». 15Li
seguirono fino al Giordano; ecco tutta la strada era piena di
abiti e di oggetti che gli Aramei avevano gettato via nella
fretta. I messaggeri tornarono e riferirono al re.
16Allora uscirono
tutti e saccheggiarono il campo degli Aramei. Una sea
di farina si vendette per un siclo, così pure due sea
di orzo si vendettero per un siclo, secondo la parola del
Signore. 17Il re aveva messo a guardia della
porta lo scudiero, al cui braccio egli si appoggiava.
Calpestato dalla folla presso la porta, quegli morì come
aveva predetto l'uomo di Dio quando parlò al re che era sceso
da lui. 18Difatti, dopo che l'uomo di Dio
aveva detto al re: «A quest'ora, domani, alla porta di
Samaria due sea di orzo costeranno un siclo e anche una
sea di farina costerà un siclo», 19lo
scudiero aveva risposto all'uomo di Dio: «Gia, Dio apre le
finestre in cielo! Avverrà mai una cosa simile?». E quegli
aveva detto: «Ecco, tu lo vedrai con gli occhi, ma non ne
mangerai». 20A lui capitò proprio questo:
lo calpestò la folla alla porta ed egli morì.
Re 2 - Capitolo 8
Epilogo riguardante
la Sunammita
1Eliseo
aveva detto alla donna a cui aveva risuscitato il figlio: «Alzati
e vattene con la tua famiglia; dimora fuori del tuo paese,
dovunque troverai da star bene, perché il Signore ha chiamato
la carestia, che verrà sul paese per sette anni». 2La
donna si era alzata e aveva fatto come aveva detto l'uomo di
Dio. Se ne era andata con la sua famiglia nel paese dei
Filistei, per sette anni. 3Al termine dei
sette anni, la donna tornò dal paese dei Filistei e andò dal
re a reclamare la sua casa e il suo campo. 4Il
re stava parlando con Ghecazi, servo dell'uomo di Dio, e
diceva: «Narrami tutte le meraviglie compiute da Eliseo». 5Costui
stava narrando al re come aveva risuscitato il morto,
quand'ecco si presenta al re la donna a cui aveva risuscitato
il figlio, per riavere la sua casa e il suo campo. Ghecazi
disse: «Re, mio signore, questa è la donna e questo è il
figlio risuscitato da Eliseo». 6Il re
interrogò la donna, che gli narrò il fatto. Il re l'affidò
a un funzionario dicendo: «Restituiscile quanto le appartiene
e la rendita intera del campo, dal giorno del suo abbandono
del paese fino ad ora».
Eliseo e Cazaèl di Damasco
7Eliseo
andò a Damasco. A Ben-Hadàd, re di Aram, che era ammalato,
fu riferito: «L'uomo di Dio è venuto fin qui». 8Il
re disse a Cazaèl: «Prendi un dono e và incontro all'uomo
di Dio e per suo mezzo interroga il Signore, per sapere se
guarirò o no da questa malattia». 9Cazaèl
gli andò incontro prendendo con sé, in regalo, tutte le cose
più squisite di Damasco, con cui caricò quaranta cammelli.
Arrivato, si fermò davanti a lui e gli disse: «Tuo figlio,
Ben-Hadàd, re di Aram, mi ha mandato da te con la domanda:
Guarirò o no da questa malattia?». 10Eliseo
gli disse: «Và a dirgli: Tu guarirai; ma il Signore mi ha
mostrato che egli certamente morirà». 11Poi,
con sguardo fisso, si irrigidì a lungo; alla fine l'uomo di
Dio si mise a piangere. 12Cazaèl disse: «Signor
mio, perché piangi?». Quegli rispose: «Perché so quanto
male farai agli Israeliti: brucerai le loro fortezze,
ucciderai di spada i loro giovani, sfracellerai i loro
bambini, sventrerai le loro donne incinte». 13Cazaèl
disse: «Ma che sono io tuo servo? Un cane potrebbe attuare
questa grande predizione?». Eliseo rispose: «Il Signore mi
ha mostrato che tu diventerai re di Aram». 14Quegli
si separò da Eliseo e ritornò dal suo padrone, che gli
domandò: «Che ti ha detto Eliseo?». Rispose: «Mi ha detto:
Certo guarirai». 15Il giorno dopo costui
prese una coperta, l'immerse nell'acqua e poi la stese sulla
faccia del re che morì. Al suo posto divenne re Cazaèl.
Regno di Ioram in Giuda (848-841)
16Nell'anno
quinto di Ioram figlio di Acab, re di Israele, divenne re
Ioram figlio di Giòsafat re di Giuda. 17Quando
divenne re aveva trentadue anni; regnò otto anni in
Gerusalemme. 18Camminò per la strada dei re
di Israele, come aveva fatto la famiglia di Acab, perché sua
moglie era figlia di Acab. Fece ciò che è male agli occhi
del Signore. 19Il Signore, però, non volle
distruggere Giuda a causa di Davide suo servo, secondo la
promessa fattagli di lasciargli sempre una lampada per lui e
per i suoi figli. 20Durante il suo regno
Edom si ribellò al potere di Giuda e si elesse un re. 21Allora
Ioram passò a Zeira con tutti i suoi carri. Egli si mosse di
notte e sconfisse gli Idumei che l'avevano accerchiato,
insieme con gli ufficiali dei carri; così il popolo fuggì
nelle tende. 22Edom, ribellatosi al potere
di Giuda, ancora oggi è indipendente. In quel tempo anche
Libna si ribellò.
23Le altre gesta di
Ioram, tutte le sue azioni, sono descritte nel libro delle
Cronache dei re di Giuda. 24Ioram si
addormentò con i suoi padri e fu sepolto con essi nella città
di Davide, e al suo posto divenne re suo figlio Acazia.
Regno di Acazia in Giuda (841)
25Nell'anno
decimosecondo di Ioram figlio di Acab, re di Israele, divenne
re Acazia figlio di Ioram, re di Giuda. 26Quando
divenne re, Acazia aveva ventidue anni; regnò un anno in
Gerusalemme. Sua madre si chiamava Atalia, figlia di Omri re
di Israele. 27Imitò la condotta della casa
di Acab; fece ciò che è male agli occhi del Signore, come
aveva fatto la casa di Acab, perché era imparentato con la
casa di Acab. 28Egli con Ioram figlio di
Acab andò in guerra contro Cazaèl re di Aram, in Ramot di Gàlaad;
ma gli Aramei ferirono Ioram. 29Allora il re
Ioram andò a curarsi in Izrèel per le ferite ricevute dagli
Aramei in Ramot, mentre combatteva contro Cazaèl re di Aram.
Acazia figlio di Ioram, re di Giuda, scese a visitare Ioram
figlio di Acab in Izreèl, perché costui era malato.
Re 2 - Capitolo 9
5. STORIA DI IEU
Un discepolo di Eliseo dà l'unzione
regale a Ieu
1Il
profeta Eliseo chiamò uno dei figli dei profeti e gli disse:
«Cingiti i fianchi, prendi in mano questo vasetto d'olio e và
in Ramot di Gàlaad. 2Appena giunto, cerca
Ieu figlio di Giòsafat, figlio di Nimsi. Entrato in casa, lo
farai alzare dal gruppo dei suoi compagni e lo condurrai in
una camera interna. 3Prenderai il vasetto
dell'olio e lo verserai sulla sua testa, dicendo: Dice il
Signore: Ti ungo re su Israele. Poi aprirai la porta e
fuggirai senza indugio». 4Il giovane andò
a Ramot di Gàlaad. 5Appena giunto, trovò i
capi dell'esercito seduti insieme. Egli disse: «Ho un
messaggio per te, o capo». Ieu disse: «Per chi fra tutti
noi?». Ed egli rispose: «Per te, o capo». 6Ieu
si alzò ed entrò in una camera; quegli gli versò l'olio
sulla testa dicendogli: «Dice il Signore, Dio di Israele: Ti
ungo re sul popolo del Signore, su Israele. 7Tu
demolirai la casa di Acab tuo signore; io vendicherò il
sangue dei miei servi i profeti e il sangue di tutti i servi
del Signore sparso da Gezabele. 8Tutta la
casa di Acab perirà; io eliminerò nella famiglia di Acab
ogni maschio, schiavo o libero in Israele. 9Renderò
la casa di Acab come la casa di Geroboamo figlio di Nebàt, e
come la casa di Baasa figlio di Achia. 10La
stessa Gezabele sarà divorata dai cani nella campagna di Izreèl;
nessuno la seppellirà». Quindi aprì la porta e fuggì.
Ieu è proclamato re
11Quando
Ieu si presentò agli ufficiali del suo padrone, costoro gli
domandarono: «Va tutto bene? Perché questo pazzo è venuto
da te?». Egli disse loro: «Voi conoscete l'uomo e le sue
chiacchiere». 12Gli dissero: «Baie! Su,
raccontacelo!». Egli disse: «Mi ha parlato così e così,
affermando: Dice il Signore: Ti ungo re su Israele». 13Tutti
presero in fretta i propri vestiti e li stesero sotto di lui
sugli stessi gradini, suonarono la tromba e gridarono: «Ieu
è re».
Ieu si prepara a usurpare il potere
14Ieu
figlio di Giòsafat, figlio di Nimsi, congiurò contro Ioram.
(Ioram aveva difeso con tutto Israele Ramot di Gàlaad di
fronte a Cazaèl, re di Aram, 15poi Ioram
era tornato a curarsi in Izreèl le ferite ricevute dagli
Aramei nella guerra contro Cazaèl, re di Aram). Ieu disse: «Se
tale è il vostro sentimento, nessuno esca o fugga dalla città
per andare ad annunziarlo in Izreèl». 16Ieu
salì su un carro e partì per Izreèl, perché là giaceva
malato Ioram e Acazia re di Giuda era sceso per visitarlo.
17La sentinella che
stava sulla torre di Izreèl vide la truppa di Ieu che
avanzava e disse: «Vedo una truppa». Ioram disse: «Prendi
un cavaliere e mandalo loro incontro per domandare: Tutto
bene?». 18Uno a cavallo andò loro incontro
e disse: «Il re domanda: Tutto bene?». Ieu disse: «Che
importa a te come vada? Passa dietro a me e seguimi». La
sentinella riferì: «Il messaggero è arrivato da quelli, ma
non torna indietro». 19Il re mandò un
altro cavaliere che, giunto da quelli, disse: «Il re domanda:
Tutto bene?». Ma Ieu disse: «Che importa a te come vada?
Passa dietro a me e seguimi». 20La
sentinella riferì: «E' arrivato da quelli, ma non torna
indietro. Il modo di guidare è quello di Ieu figlio di Nimsi;
difatti guida all'impazzata».
21Ioram disse: «Attacca
i cavalli». Appena fu pronto il suo carro, Ioram re di
Israele, e Acazia re di Giuda, partirono, ognuno sul proprio
carro. Andarono incontro a Ieu, che raggiunsero nel campo di
Nabòt di Izreèl.
Assassinio di Ioram
22Quando
Ioram vide Ieu, gli domandò: «Tutto bene, Ieu?». Rispose:
«Sì, tutto bene, finché durano le prostituzioni di Gezabele
tua madre e le sue numerose magie». 23Allora
Ioram si volse indietro e fuggì, dicendo ad Acazia: «Siamo
traditi, Acazia!». 24Ieu, impugnato l'arco,
colpì Ioram nel mezzo delle spalle. La freccia gli attraversò
il cuore ed egli si accasciò sul carro. 25Ieu
disse a Bidkar suo scudiero: «Sollevalo, gettalo nel campo
che appartenne a Nabòt di Izreèl; mi ricordo che una volta,
mentre io e te eravamo sullo stesso carro al seguito di suo
padre Acab, il Signore proferì su di lui questo oracolo: 26Non
ho forse visto ieri il sangue di Nabòt e il sangue dei suoi
figli? Oracolo del Signore. Ti ripagherò in questo stesso
campo. Oracolo del Signore. Sollevalo e gettalo nel campo
secondo la parola del Signore».
Assassinio di Acazia
27Visto
ciò, Acazia re di Giuda fuggì per la strada di Bet-Gan; Ieu
l'inseguì e ordinò: «Colpite anche costui». Lo colpirono
sul carro nella salita di Gur, nelle vicinanze di Ibleam. Egli
fuggì a Meghìddo, ove morì. 28I suoi
ufficiali lo portarono a Gerusalemme su un carro e lo
seppellirono nel suo sepolcro, vicino ai suoi padri, nella
città di Davide.
29Acazia era
divenuto re di Giuda nell'anno undecimo di Ioram, figlio di
Acab.
Assassinio di Gezabele
30Ieu
arrivò in Izreèl. Appena lo seppe, Gezabele si truccò gli
occhi con stibio, si acconciò la capigliatura e si mise alla
finestra. 31Mentre Ieu entrava per la porta,
gli domando: «Tutto bene, o Zimri, assassino del suo padrone?».
32Ieu alzò lo sguardo alla finestra e
disse: «Chi è con me? Chi?». Due o tre eunuchi si
affacciarono a guardarlo. 33Egli disse: «Gettatela
giù». La gettarono giù. Il suo sangue schizzò sul muro e
sui cavalli. Ieu passò sul suo corpo, 34poi
entrò, mangiò e bevve; alla fine ordinò: «Andate a vedere
quella maledetta e seppellitela, perché era figlia di re». 35Andati
per seppellirla, non trovarono altro che il cranio, i piedi e
le palme delle mani. 36Tornati, riferirono
il fatto a Ieu, che disse: «Si è avverata così la parola
che il Signore aveva detta per mezzo del suo servo Elia il
Tisbita: Nel campo di Izreèl i cani divoreranno la carne di
Gezabele. 37E il cadavere di Gezabele nella
campagna sarà come letame, perché non si possa dire: Questa
è Gezabele».
Re 2 - Capitolo 10
Massacro della famiglia reale di
Israele
1In
Samaria c'erano settanta figli di Acab. Ieu scrisse lettere e
le inviò in Samaria ai capi della città, agli anziani e ai
tutori dei figli di Acab. In esse diceva: 2«Ora,
quando giungerà a voi questa lettera - voi, infatti, avete
con voi i figli del vostro signore, i carri, i cavalli, le
fortezze e le armi - 3scegliete il figlio
migliore e più capace del vostro signore e ponetelo sul trono
del padre; combattete per la casa del vostro signore». 4Quelli
ebbero una grande paura e dissero: «Ecco, due re non hanno
potuto resistergli; come potremmo resistergli noi?». 5Il
maggiordomo, il prefetto della città, gli anziani e i tutori
mandarono a Ieu questo messaggio: «Noi siamo tuoi servi; noi
faremo quanto ci ordinerai. Non nomineremo un re; fà quanto
ti piace».
6Ieu scrisse loro
quest'altra lettera: «Se siete dalla mia parte e se obbedite
alla mia parola, prendete le teste dei figli del vostro
signore e presentatevi a me domani a quest'ora in Izreèl». I
figli del re erano settanta; vivevano con i grandi della città,
che li allevavano. 7Ricevuta la lettera,
quelli presero i figli del re e li uccisero - erano settanta
-; quindi posero le loro teste in panieri e le mandarono da
lui in Izreèl. 8Si presentò un messaggero
che riferì a Ieu: «Hanno portato le teste dei figli del re».
Egli disse: «Ponetele in due mucchi alla porta della città e
ci restino fino a domani mattina». 9Il
mattino dopo uscì, si fermò e disse a tutto il popolo: «Voi
siete innocenti; ecco io ho congiurato contro il mio signore e
l'ho ucciso. Ma chi ha colpito tutti questi? 10Constatate
come neppure una parola che il Signore ha annunziato per mezzo
del suo servo Elia, sia venuta meno; il Signore ha attuato
quanto aveva predetto per mezzo di Elia, suo servo». 11Ieu
uccise poi tutti i superstiti della famiglia di Acab in Izreèl,
tutti i suoi grandi, i suoi amici e i suoi sacerdoti, fino a
non lasciarne neppure uno.
Massacro dei principi di Giuda
12Quindi
si alzò e partì per Samaria. Passando per Bet-Eked dei
pastori, 13Ieu trovò i fratelli di Acazia,
re di Giuda. Egli domandò: «Voi, chi siete?». Risposero: «Siamo
fratelli di Acazia; siamo scesi per salutare i figli del re e
i figli della regina». 14Egli ordinò: «Prendeteli
vivi». Li presero vivi, li uccisero e li gettarono nel pozzo
di Bet-Eked; erano quarantadue e non ne rimase neppure uno.
Ieu e Ionadab
15Partito
di lì, si imbattè in Ionadàb, figlio di Recàb, che gli
veniva incontro; Ieu lo salutò e gli disse: «Il tuo cuore è
retto verso di me, come il mio nei tuoi riguardi?». Ionadàb
rispose: «Sì». «Se sì, dammi la mano». Ionadàb gliela
diede. Ieu allora lo fece salire sul carro vicino a sé 16e
gli disse: «Vieni con me e vedrai il mio zelo per il Signore».
Lo portò con sé sul carro. 17Entrò in
Samaria, ove uccise tutti i superstiti della casa di Acab fino
ad annientarla, secondo la parola che il Signore aveva
comunicata a Elia.
Massacro dei fedeli di Baal e
distruzione del suo tempio
18Ieu
radunò tutto il popolo e gli disse: «Acab ha servito Baal un
poco; Ieu lo servirà molto. 19Ora
convocatemi tutti i profeti di Baal, tutti i suoi fedeli e
tutti i suoi sacerdoti; non ne manchi neppure uno, perché
intendo offrire un grande sacrificio a Baal. Chi mancherà non
sarà lasciato in vita». Ieu agiva con astuzia, per
distruggere tutti i fedeli di Baal. 20Ieu
disse: «Convocate una festa solenne per Baal». La
convocarono. 21Ieu inviò messaggeri per
tutto Israele; si presentarono tutti i fedeli di Baal -
nessuno si astenne dal viaggio - e si radunarono nel tempio di
Baal, che ne risultò pieno da un'estremità all'altra. 22Ieu
disse al guardarobiere: «Tira fuori le vesti per tutti i
fedeli di Baal». Ed egli le tirò fuori. 23Ieu,
accompagnato da Ionadàb figlio di Recàb, entrò nel tempio
di Baal e disse ai fedeli di Baal: «Badate bene che non ci
sia fra di voi nessuno dei fedeli del Signore, ma solo fedeli
di Baal».
24Mentre quelli si
accingevano a compiere sacrifici e olocausti, Ieu fece uscire
ottanta suoi uomini con la minaccia: «Se qualcuno farà
fuggire uno degli uomini che io oggi metto nelle vostre mani,
pagherà con la sua vita la vita di lui». 25Quando
ebbe finito di compiere l'olocausto, Ieu disse alle guardie e
agli scudieri: «Entrate, uccideteli. Nessuno scappi». Le
guardie e gli scudieri li passarono a fil di spada e li
gettarono perfino nella cella del tempio di Baal. 26Penetrati
in essa, portarono fuori il palo sacro del tempio di Baal e lo
bruciarono. 27Fecero a pezzi la stele di
Baal, demolirono il tempio di Baal e lo ridussero un
immondezzaio fino ad oggi.
Regno di Ieu in Israele (841-814)
28Ieu
fece scomparire Baal da Israele. 29Ma Ieu
non si allontanò dai peccati che Geroboamo figlio di Nebàt
aveva fatto commettere a Israele e non abbandonò i vitelli
d'oro che erano a Betel e in Dan.
30Il Signore disse
a Ieu: «Perché ti sei compiaciuto di fare ciò che è giusto
ai miei occhi e hai compiuto per la casa di Acab quanto era
nella mia intenzione, i tuoi figli - fino alla quarta
generazione - siederanno sul trono di Israele». 31Ma
Ieu non si preoccupò di seguire la legge del Signore Dio di
Israele con tutto il cuore; non si allontanò dai peccati che
Geroboamo aveva fatto commettere a Israele.
32In quel tempo il
Signore cominciò a ridurre il territorio di Israele; Cazaèl
sconfisse gli Israeliti in tutti i loro confini: 33dal
Giordano, verso oriente, occupò tutta la regione di Gàlaad,
dei Gaditi, dei Rubeniti e dei Manassiti, da Aroer, che è
presso il torrente Arnon, a Gàlaad e a Basan.
34Le altre gesta di
Ieu, tutte le sue azioni e le sue prodezze, sono descritte nel
libro delle Cronache dei re di Israele. 35Ieu
si addormentò con i suoi padri e lo seppellirono in Samaria.
Al suo posto divenne re suo figlio Ioacaz. 36La
durata del regno di Ieu su Israele, in Samaria, fu di ventotto
anni.
Re 2 - Capitolo 11
6. DAL REGNO DI ATALIA ALLA MORTE DI
ELISEO
Storia di Atalia (841-835)
1Atalia
madre di Acazia, visto che era morto suo figlio, si propose di
sterminare tutta la discendenza regale. 2Ma
Ioseba, figlia del re Ioram e sorella di Acazia, sottrasse
Ioas figlio di Acazia dal gruppo dei figli del re destinati
alla morte e lo portò con la nutrice nella camera dei letti;
lo nascose così ad Atalia ed egli non fu messo a morte. 3Rimase
sei anni nascosto presso di lei nel tempio; intanto Atalia
regnava sul paese.
4Il settimo anno
Ioiada convocò i capi di centinaia dei Carii e delle guardie
e li fece venire nel tempio. Egli concluse con loro
un'alleanza, facendoli giurare nel tempio; quindi mostrò loro
il figlio del re. 5Diede loro le seguenti
disposizioni: «Questo farete: un terzo di quelli che fra di
voi iniziano il servizio di sabato per fare la guardia alla
reggia, 6un altro terzo alla porta di Sur e
un terzo alla porta dietro i cursori; voi farete invece la
guardia alla casa di Massach, 7gli altri due
gruppi di voi, ossia quanti smontano il sabato, faranno la
guardia al tempio. 8Circonderete il re,
ognuno con la sua arma in pugno e chi tenta di penetrare nello
schieramento sia messo a morte. Accompagnerete il re ovunque
egli vada». 9I capi di centinaia fecero
quanto aveva disposto il sacerdote Ioiada. Ognuno prese i suoi
uomini, quelli che entravano in servizio e quelli che
smontavano il sabato, e andarono dal sacerdote Ioiada. 10Il
sacerdote consegnò ai capi di centinaia lance e scudi del re
Davide, che erano nel deposito del tempio. 11Le
guardie, ognuno con l'arma in pugno, si disposero dall'angolo
meridionale del tempio fino all'angolo settentrionale, davanti
all'altare e al tempio e intorno al re. 12Allora
Ioiada fece uscire il figlio del re, gli impose il diadema e
le insegne; lo proclamò re e lo unse. Gli astanti batterono
le mani ed esclamarono: «Viva il re!».
13Atalia, sentito
il clamore delle guardie e del popolo, si diresse verso la
moltitudine nel tempio. 14Guardò: ecco, il
re stava presso la colonna secondo l'usanza; i capi e i
trombettieri erano intorno al re, mentre tutto il popolo del
paese esultava e suonava le trombe. Atalia si stracciò le
vesti e gridò: «Tradimento, tradimento!».
15Il sacerdote
Ioiada ordinò ai capi dell'esercito: «Fatela uscire tra le
file e chiunque la segua sia ucciso di spada». Il sacerdote
infatti aveva stabilito che non venisse uccisa nel tempio del
Signore. 16Le misero le mani addosso ed essa
raggiunse la reggia attraverso l'ingresso dei Cavalli e là fu
uccisa.
17Ioiada concluse
un'alleanza fra il Signore, il re e il popolo, con cui questi
si impegnò a essere il popolo del Signore; ci fu anche
un'alleanza fra il re e il popolo. 18Tutto
il popolo del paese penetrò nel tempio di Baal e lo demolì,
frantumandone gli altari e le immagini: uccisero dinanzi agli
altari lo stesso Mattan, sacerdote di Baal.
Il sacerdote Ioiada mise guardie
intorno al tempio. 19Egli prese i capi di
centinaia dei Carii e delle guardie e tutto il popolo del
paese; costoro fecero scendere il re dal tempio e attraverso
la porta delle Guardie lo condussero nella reggia, ove egli
sedette sul trono regale. 20Tutto il popolo
del paese fu in festa; la città restò tranquilla. Atalia fu
uccisa con la spada nella reggia.
Re 2 - Capitolo 12
Regno di Ioas in Giuda (835-796)
1Quando
divenne re, Ioas aveva sette anni. 2Divenne
re nell'anno settimo di Ieu e regnò quarant'anni in
Gerusalemme. Sua madre, di Bersabea, si chiamava Sibia. 3Ioas
fece ciò che è giusto agli occhi del Signore per tutta la
sua vita, perché era stato educato dal sacerdote Ioiada. 4Ma
non scomparvero le alture, infatti il popolo tuttora
sacrificava e offriva incenso sulle alture.
5Ioas disse ai
sacerdoti: «Tutto il denaro delle rendite sacre, che viene
portato nel tempio del Signore, il denaro che uno versa per il
proprio riscatto e tutto il denaro offerto spontaneamente al
tempio, 6lo prendano i sacerdoti, ognuno
dalla mano del proprio conoscente; con esso eseguiscano le
riparazioni del tempio, ovunque appaiano necessarie».
7Ora nell'anno
ventitrè del re Ioas i sacerdoti non avevano ancora eseguito
le riparazioni nel tempio. 8Il re Ioas
convocò il sacerdote Ioiada e gli altri sacerdoti e disse
loro: «Perché non avete restaurato il tempio? D'ora innanzi
non ritirerete più il denaro dai vostri conoscenti, ma lo
consegnerete per il restauro del tempio». 9I
sacerdoti acconsentirono a non ricevere più il denaro dal
popolo e a non curare il restauro del tempio.
10Il sacerdote
Ioiada prese una cassa, vi fece un buco nel coperchio e la
pose a lato dell'altare, a destra di chi entra nel tempio. I
sacerdoti custodi della soglia depositavano ivi tutto il
denaro portato al tempio. 11Quando vedevano
che nella cassa c'era molto denaro, veniva il segretario del
re, insieme con il sommo sacerdote, che riducevano in verghe e
contavano il denaro trovato nel tempio. 12Consegnavano
il denaro controllato nelle mani degli esecutori dei lavori
nel tempio. Costoro lo distribuivano ai falegnami e ai
muratori, che lavoravano nel tempio, 13ai
muratori, ai tagliapietre, ai fornitori del legname e delle
pietre da taglio per il restauro dei danni nel tempio, insomma
per quanto era necessario per riparare il tempio. 14Ma
con il denaro portato al tempio del Signore non si dovevano
fare né coppe d'argento, né strumenti musicali, né
coltelli, né vassoi, né trombe, insomma nessun oggetto d'oro
o d'argento. 15Esso era consegnato solo agli
esecutori dei lavori, che l'usavano per restaurare il tempio. 16Coloro
nelle cui mani si rimetteva il denaro perché lo dessero agli
esecutori dei lavori non dovevano renderne conto, perché la
loro condotta ispirava fiducia. 17Il denaro
dei sacrifici per il delitto e per il peccato non era
destinato al tempio, ma era lasciato ai sacerdoti.
18In quel tempo
Cazaèl re di Aram mosse guerra contro Gat e la conquistò.
Allora Cazaèl si preparò ad assalire Gerusalemme. 19Ioas
re di Giuda prese tutti gli oggetti consacrati da Giòsafat,
da Ioram e da Acazia, suoi antenati, re di Giuda, e quelli
consacrati da lui stesso, insieme con tutto l'oro trovato nei
tesori del tempio e della reggia; egli mandò tutto ciò a
Cazaèl re di Aram, che si allontanò da Gerusalemme.
20Le altre gesta di
Ioas e tutte le sue azioni sono descritte nel libro delle
Cronache dei re di Giuda. 21I suoi ufficiali
si sollevarono organizzando una congiura; uccisero Ioas a
Bet-Millo, nella discesa verso Silla. 22Iozabàd
figlio di Simeat e Iozabàd figlio di Somer, suoi ufficiali,
lo colpirono ed egli morì. Lo seppellirono con i suoi padri
nella città di Davide. Al suo posto divenne re suo figlio
Amazia.
Re 2 - Capitolo 13
Regno di Ioacaz in Israele (814-798)
1Nell'anno
ventitrè di Ioas figlio di Acazia, re di Giuda, su Israele in
Samaria divenne re Ioacaz figlio di Ieu, che regnò
diciassette anni. 2Fece ciò che è male
agli occhi del Signore; imitò il peccato con cui Geroboamo
figlio di Nebàt aveva fatto peccare Israele, né mai se ne
allontanò. 3L'ira del Signore divampò
contro Israele e li mise nelle mani di Cazaèl re di Aram e di
Ben-Hadàd figlio di Cazaèl, per tutto quel tempo. 4Ma
Ioacaz placò il volto del Signore. Il Signore lo ascoltò,
perché aveva visto come il re di Aram opprimeva gli
Israeliti. 5Il Signore concesse un
liberatore a Israele. Essi sfuggirono al potere di Aram; gli
Israeliti poterono abitare nelle loro tende come prima. 6Ma
essi non si allontanarono dal peccato che la casa di Geroboamo
aveva fatto commettere a Israele; anzi lo ripeterono. Perfino
il palo sacro rimase in piedi in Samaria. 7Pertanto,
di tutte le truppe di Ioacaz il Signore lasciò soltanto
cinquanta cavalli, dieci carri e diecimila fanti, perché li
aveva distrutti il re di Aram, riducendoli come la polvere che
si calpesta.
8Le altre gesta di
Ioacaz, tutte le sue azioni e prodezze, sono descritte nel
libro delle Cronache dei re di Israele. 9Ioacaz
si addormentò con i suoi padri e fu sepolto in Samaria. Al
suo posto divenne re suo figlio Ioas.
Regno di Ioas in Israele (798-783)
10Nell'anno
trentasette di Ioas re di Giuda, su Israele in Samaria divenne
re Ioas, figlio di Ioacaz, che regnò sedici anni. 11Fece
ciò che è male agli occhi del Signore; non si allontanò da
tutti i peccati che Geroboamo figlio di Nebàt aveva fatto
commettere a Israele, ma li ripetè.
12Le altre gesta di
Ioas, tutte le sue azioni e prodezze, le guerre combattute con
Amazia re di Giuda, sono descritte nel libro delle Cronache
dei re di Israele. 13Ioas si addormentò con
i suoi padri e sul suo trono salì Geroboamo. Ioas fu sepolto
in Samaria insieme con i re di Israele.
Morte di Eliseo
14Quando
Eliseo si ammalò della malattia di cui morì, Ioas re di
Israele, sceso a visitarlo, scoppiò in pianto davanti a lui,
dicendo: «Padre mio, padre mio, carro di Israele e sua
cavalleria». 15Eliseo gli disse: «Prendi
arco e frecce». Egli prese arco e frecce. 16Aggiunse
al re di Israele: «Impugna l'arco». Quando il re l'ebbe
impugnato, Eliseo mise la mano sulla mano del re, 17quindi
disse: «Apri la finestra verso oriente». Aperta che fu la
finestra, Eliseo disse: «Tira!». Ioas tirò. Eliseo disse:
«Freccia vittoriosa per il Signore, freccia vittoriosa su
Aram. Tu sconfiggerai, fino allo sterminio, gli Aramei in Afek».
18Eliseo disse: «Prendi le frecce». E
quando quegli le ebbe prese, disse al re di Israele: «Percuoti
con le tue frecce la terra» ed egli la percosse tre volte,
poi si fermò. 19L'uomo di Dio s'indignò
contro di lui e disse: «Avresti dovuto colpire cinque o sei
volte; allora avresti sconfitto l'Aram fino allo sterminio;
ora, invece, sconfiggerai l'Aram solo tre volte».
20Eliseo morì; lo
seppellirono. All'inizio dell'anno nuovo irruppero nel paese
alcune bande di Moab. 21Mentre seppellivano
un uomo, alcuni, visto un gruppo di razziatori, gettarono il
cadavere sul sepolcro di Eliseo e se ne andarono. L'uomo,
venuto a contatto con le ossa di Eliseo, risuscitò e si alzò
in piedi.
Vittoria sugli Aramei
22Cazaèl
re di Aram oppresse gli Israeliti finché visse Ioacaz. 23Alla
fine il Signore si mostrò benevolo, ne ebbe compassione e
tornò a favorirli a causa della sua alleanza con Abramo,
Isacco e Giacobbe; per questo non volle distruggerli né
scacciarli davanti a sé, fino ad oggi. 24Cazaèl
re di Aram morì. Al suo posto divenne re suo figlio Ben-Hadàd.
25Allora Ioas figlio di Ioacaz riprese a
Ben-Hadàd, figlio di Cazaèl le città che Cazaèl aveva
tolte con le armi a suo padre Ioacaz. Ioas lo sconfisse tre
volte; così riconquistò le città di Israele.
Re 2 - Capitolo 14
VII. I DUE REGNI FINO ALLA CADUTA DI
SAMARIA
Regno di Amazia in Giuda (796-781)
1Nell'anno
secondo di Ioas figlio di Ioacaz, re di Israele, divenne re
Amazia figlio di Ioas, re di Giuda. 2Quando
divenne re aveva venticinque anni; regnò ventinove anni in
Gerusalemme. Sua madre era di Gerusalemme e si chiamava
Ioaddain. 3Egli fece ciò che è retto agli
occhi del Signore, ma non come Davide suo antenato: agì in
tutto come suo padre Ioas. 4Solo non
scomparvero le alture; il popolo ancora sacrificava e offriva
incensi sulle alture. 5Quando il regno fu
saldo nelle sue mani, uccise gli ufficiali che avevano
assassinato il re suo padre. 6Ma non uccise
i figli degli assassini, secondo quanto è scritto nel libro
della legge di Mosè, ove il Signore prescrive: «I padri non
moriranno per i figli né i figli per i padri, perché ognuno
morirà per il suo peccato». 7Egli
sconfisse gli Idumei nella Valle del sale, uccidendone
diecimila. In tale guerra occupò Sela e la chiamò Iokteèl,
come è chiamata fino ad oggi.
8Allora Amazia mandò
messaggeri a Ioas figlio di Ioacaz, figlio di Ieu, re di
Israele, per dirgli: «Su, guardiamoci in faccia». 9Ioas
re di Israele fece rispondere ad Amazia re di Giuda: «Il
cardo del Libano mandò a dire al cedro del Libano: Dà in
moglie tua figlia a mio figlio. Ora passò una bestia
selvatica del Libano e calpestò il cardo. 10Tu
hai sconfitto Edom, per questo il tuo cuore ti ha reso altero.
Sii glorioso, ma resta nella tua casa. Perché provocare una
calamità? Potresti precipitare tu e Giuda con te». 11Amazia
non lo ascoltò. Allora Ioas re di Israele si mise in marcia;
si guardarono in faccia, lui e Amazia re di Giuda, in Bet-Sèmes,
che appartiene a Giuda. 12Giuda fu sconfitto
di fronte a Israele e ognuno fuggì nella propria tenda. 13Ioas
re di Israele in Bet-Sèmes fece prigioniero Amazia re di
Giuda figlio di Ioas, figlio di Acazia. Quindi, andato in
Gerusalemme, ne demolì le mura dalla porta di Efraim fino
alla porta dell'Angolo per quattrocento cubiti. 14Prese
tutto l'oro e l'argento e tutti gli oggetti trovati nel tempio
e nei tesori della reggia, insieme con gli ostaggi, e tornò
in Samaria.
15Le altre gesta di
Ioas, le sue azioni, le sue prodezze e le sue guerre con
Amazia re di Giuda sono descritte nel libro delle Cronache dei
re di Israele. 16Ioas si addormentò con i
suoi padri; fu sepolto in Samaria vicino ai re di Israele. Al
suo posto divenne re suo figlio Geroboamo.
17Amazia figlio di
Ioas, re di Giuda, dopo la morte di Ioas figlio di Ioacaz, re
di Israele, visse quindici anni.
18Le altre gesta di
Amazia sono descritte nel libro delle Cronache dei re di
Giuda. 19Contro di lui si ordì una congiura
in Gerusalemme. Egli fuggì a Lachis; lo fecero inseguire fino
a Lachis e là l'uccisero. 20Trasportato su
dei cavalli, fu sepolto con i suoi padri nella città di
Davide. 21Tutto il popolo di Giuda prese
Azaria, che aveva sedici anni, e lo proclamò re al posto di
suo padre Amazia. 22Egli fortificò Elat, da
lui riconquistata a Giuda dopo che il re si era addormentato
con i suoi padri.
Regno di Geroboamo II in Israele
(783-743)
23Nell'anno
quindici di Amazia figlio di Ioas, re di Giuda, in Samaria
divenne re Geroboamo figlio di Ioas, re di Israele, per
quarantun anni. 24Egli fece ciò che è male
agli occhi del Signore; non si allontanò da nessuno dei
peccati che Geroboamo figlio di Nebàt aveva fatto commettere
a Israele. 25Egli ristabilì i confini di
Israele dall'ingresso di Amat fino al mare dell'Araba secondo
la parola del Signore Dio di Israele, pronunziata per mezzo
del suo servo il profeta Giona figlio di Amittai, di
Gat-Chefer, 26perché il Signore aveva visto
l'estrema miseria di Israele, in cui non c'era più né
schiavo né libero, né chi lo potesse soccorrere. 27Egli
che aveva deciso di non far scomparire il nome di Israele
sotto il cielo, li liberò per mezzo di Geroboamo figlio di
Ioas.
28Le altre gesta di
Geroboamo, le sue azioni e le sue prodezze in guerra, la sua
riconquista di Damasco e di Amat in favore di Israele, sono
descritte nel libro delle Cronache dei re di Israele. 29Geroboamo
si addormentò con i suoi padri; fu sepolto in Samaria con i
re di Israele. Al suo posto divenne re suo figlio Zaccaria.
Re 2 - Capitolo 15
Regno di Azaria in Giuda (781-740)
1Nell'anno
ventisette di Geroboamo re di Israele, divenne re Azaria
figlio di Amazia, re di Giuda. 2Quando
divenne re aveva sedici anni; regnò in Gerusalemme
cinquantadue anni. Sua madre era di Gerusalemme e si chiamava
Iecolia. 3Fece ciò che è retto agli occhi
del Signore, secondo quanto fece Amazia sua padre. 4Ma
non scomparvero le alture. Il popolo ancora sacrificava e
offriva incenso sulle alture. 5Il Signore
colpì con la lebbra il re, che rimase lebbroso fino al giorno
della sua morte in una casa appartata. Iotam figlio del re
dirigeva la reggia e governava il popolo del paese.
6Le altre gesta di
Azaria, tutte le sue azioni, sono descritte nel libro delle
Cronache dei re di Giuda. 7Azaria si
addormentò con i suoi padri e fu sepolto nella città di
Davide. Al suo posto divenne re suo figlio Iotam.
Regno di Zaccaria in Israele (743)
8Nell'anno
trentotto di Azaria re di Giuda, in Samaria divenne re
d'Israele per sei mesi Zaccaria, figlio di Geroboamo. 9Fece
ciò che è male agli occhi del Signore, come l'avevano fatto
i suoi padri; non si allontanò dai peccati che Geroboamo
figlio di Nebàt aveva fatto commettere a Israele. 10Ma
Sallùm figlio di Iabes congiurò contro di lui, lo assalì in
Ibleam, lo uccise e regnò al suo posto.
11Le altre gesta di
Zaccaria, ecco, sono descritte nel libro delle Cronache dei re
di Israele. 12Così si avverò la parola che
il Signore aveva predetta a Ieu quando disse: «I tuoi figli
siederanno sul trono di Israele fino alla quarta generazione».
E avvenne proprio così.
Regno di Sallùm in Israele (743)
13Sallùm
figlio di Iabes divenne re nell'anno trentanove di Ozia re di
Giuda; regnò un mese in Samaria. 14Da Tirza
avanzò Menachem figlio di Gadi, entrò in Samaria e sconfisse
Sallùm, figlio di Iabes, l'uccise e divenne re al suo posto.
15Le altre gesta di
Sallùm e la congiura da lui organizzata, ecco, sono descritte
nel libro delle Cronache dei re di Israele. 16In
quel tempo Menachem, venendo da Tirza, espugnò Tifsach,
uccise tutti i suoi abitanti e devastò tutto il suo
territorio, perché non gli avevano aperto le porte e fece
sventrare tutte le donne incinte.
Regno di Menachem in Israele
(743-738)
17Nell'anno
trentanove di Azaria re di Giuda, Menachem figlio di Gadi
divenne re d'Israele e regnò dieci anni in Samaria. 18Fece
ciò che è male agli occhi del Signore; non si allontanò dai
peccati che Geroboamo figlio di Nebàt aveva fatto commettere
a Israele. Durante il suo regno 19Pul re d'Assiria
invase il paese. Menachem diede a Pul mille talenti d'argento
perché l'aiutasse a consolidare la regalità. 20Menachem
impose una tassa, per quel denaro, su Israele, sulle persone
facoltose, sì da poterlo dare al re d'Assiria; da ognuno
richiese cinquanta sicli. Così il re d'Assiria se ne andò e
non rimase là nel paese.
21Le altre gesta di
Menachem e tutte le sue azioni, ecco, sono descritte nel libro
delle Cronache dei re di Israele. 22Menachem
si addormentò con i suoi padri e al suo posto divenne re suo
figlio Pekachia.
Regno di Pekachia in Israele
(738-737)
23Nell'anno
cinquanta di Azaria re di Giuda, divenne re Pekachia figlio di
Menachem su Israele in Samaria; regnò due anni. 24Fece
ciò che è male agli occhi del Signore; non si allontanò dai
peccati che Geroboamo, figlio di Nebàt, aveva fatto
commettere a Israele. 25Contro di lui
congiurò Pekach figlio di Romelia, suo scudiero. L'uccise in
Samaria nella torre della reggia insieme ad Argob e ad Arie e
aveva con sé cinquanta uomini di Gàlaad; l'uccise e si
proclamò re al suo posto.
26Le altre gesta di
Pekachia e tutte le sue azioni, ecco, sono descritte nel libro
delle Cronache dei re di Israele.
Regno di Pekach in Israele (737-732)
27Nell'anno
cinquanta di Azaria re di Giuda, divenne re Pekach figlio di
Romelia su Israele in Samaria; regnò vent'anni. 28Fece
ciò che è male agli occhi del Signore; non si allontanò dai
peccati che Geroboamo figlio di Nebàt aveva fatto commettere
a Israele.
29Al tempo di
Pekach re di Israele, venne Tiglat-Pilèzer re di Assiria, che
occupò Ijjon, Abel-Bet-Maaca, Ianoach, Kedes, Cazor, Gàlaad
e
la Galilea
e tutto il territorio di Nèftali, deportandone la popolazione
in Assiria. 30Contro Pekach figlio di
Romelia ordì una congiura Osea figlio di Ela, che lo assalì
e lo uccise, divenendo re al suo posto, nell'anno venti di
Iotam figlio di Ozia.
31Le altre gesta di
Pekach e tutte le sue azioni, ecco sono descritte nel libro
delle Cronache dei re di Israele.
Regno di Iotam in Giuda (740-736)
32Nell'anno
secondo di Pekach figlio di Romelia, re di Israele, divenne re
Iotam figlio di Ozia, re di Giuda. 33Quando
divenne re, aveva venticinque anni; regnò sedici anni in
Gerusalemme. Sua madre si chiamava Ierusa figlia di Zadòk. 34Fece
ciò che è retto agli occhi del Signore, imitando in tutto la
condotta di Ozia suo padre. 35Ma non
scomparvero le alture; il popolo ancora sacrificava e offriva
incenso sulle alture. Egli costruì la porta superiore del
tempio.
36Le altre gesta di
Iotam, le sue azioni, sono descritte nel libro delle Cronache
dei re di Giuda.
37In quel tempo il
Signore cominciò a mandare contro Giuda Rezin re di Aram e
Pekach figlio di Romelia. 38Iotam si
addormentò con i suoi padri, fu sepolto con essi nella città
di Davide suo antenato e al suo posto divenne re suo figlio
Acaz.
Re 2 - Capitolo 16
Regno di Acaz in Giuda (736-716)
1Nell'anno
diciassette di Pekach figlio di Romelia, divenne re Acaz
figlio di Iotam, re di Giuda. 2Quando
divenne re, aveva vent'anni; regnò sedici anni in
Gerusalemme. Non fece ciò che è retto agli occhi del Signore
suo Dio, come Davide suo antenato. 3Camminò
sulla strada dei re di Israele; fece perfino passare per il
fuoco suo figlio, secondo gli abomini dei popoli che il
Signore aveva scacciati di fronte agli Israeliti. 4Sacrificava
e bruciava incenso sulle alture, sui colli e sotto ogni albero
verde.
5In quel tempo
marciarono contro Gerusalemme Rezin re di Aram, e Pekach
figlio di Romelia, re di Israele; l'assediarono, ma non
riuscirono a espugnarla. 6Ma il re di Edom
approfittò di quella occasione per riconquistare Elat e
unirla al suo regno; ne scacciò i Giudei e tornarono ad
abitarvi gli Idumei fino ad oggi.
7Acaz mandò
messaggeri a Tiglat-Pilèzer re di Assiria, per dirgli: «Io
sono tuo servo e tuo figlio; vieni, liberami dalla mano del re
di Aram e dalla mano del re di Israele, che sono insorti
contro di me». 8Acaz, preso l'argento e
l'oro che si trovava nel tempio e nei tesori della reggia, lo
mandò in dono al re di Assiria. 9Il re di
Assur lo ascoltò e assalì Damasco e la prese, ne deportò la
popolazione a Kir e uccise Rezin.
10Il re Acaz andò
incontro a Tiglat-Pilèzer re di Assiria in Damasco e, visto
l'altare che si trovava in Damasco, il re Acaz mandò al
sacerdote Uria il disegno dell'altare e il suo piano secondo
il lavoro. 11Il sacerdote Uria costruì
l'altare, prima che il re Acaz tornasse da Damasco, facendolo
proprio identico a quello che il re Acaz gli aveva mandato da
Damasco. 12Tornato da Damasco, il re vide
l'altare, vi si avvicinò, vi salì, 13vi
bruciò l'olocausto e l'offerta, vi versò la libazione e vi
sparse il sangue dei sacrifici di comunione collocati
sull'altare. 14Separò l'altare di bronzo,
che era di fronte al Signore, dalla fronte del tempio, ossia
dal punto fra l'altare e il tempio, e lo pose al fianco del
nuovo altare verso settentrione. 15Il re
Acaz ordinò al sacerdote Uria: «Sull'altare grande brucerai
l'olocausto del mattino, l'offerta della sera, l'olocausto del
re e la sua offerta, l'olocausto di tutto il popolo del paese,
la sua offerta e le sue libazioni, vi verserai sopra tutto il
sangue dell'olocausto e tutto il sangue dei sacrifici di
comunione; circa l'altare di bronzo io deciderò». 16Il
sacerdote Uria eseguì a puntino l'ordine di Acaz.
17Il re Acaz smontò
le basi, da cui rimosse le doghe e tolse i bacini. Fece
scendere il grande bacino dai buoi di bronzo che lo
sostenevano e lo collocò sul pavimento di pietre. 18In
considerazione del re d'Assiria egli eliminò anche il portico
del sabato, che era stato costruito nel tempio, e l'ingresso
esterno del re.
19Le altre gesta di
Acaz, le sue azioni, ecco, sono descritte nel libro delle
Cronache dei re di Giuda. 20Acaz si
addormentò con i suoi padri; fu sepolto nella città di
Davide e al suo posto divenne re suo figlio Ezechia.
Re 2 - Capitolo 17
Regno di Osea in Israele (732-724)
1Nell'anno
decimosecondo di Acaz re di Giuda divenne re in Samaria su
Israele Osea figlio di Ela, il quale regnò nove anni. 2Fece
ciò che è male agli occhi del Signore, ma non come i re di
Israele che erano stati prima di lui. 3Contro
di lui marciò Salmanassar re d'Assiria; Osea divenne suo
vassallo e gli pagò un tributo. 4Poi però
il re d'Assiria scoprì una congiura di Osea, che aveva
inviato messaggeri a So re d'Egitto e non spediva più il
tributo al re d'Assiria, come faceva prima, ogni anno. Perciò
il re d'Assiria lo fece imprigionare e lo chiuse in carcere.
Presa di Samaria (721)
5Il
re d'Assiria invase tutto il paese, andò in Samaria e
l'assediò per tre anni. 6Nell'anno nono di
Osea il re d'Assiria occupò Samaria, deportò gli Israeliti
in Assiria, destinandoli a Chelach, alla zona intorno a Cabor,
fiume del Gozan, e alle città della Media.
Riflessioni sulla rovina del regno
di Israele
7Ciò
avvenne perché gli Israeliti avevano peccato contro il
Signore loro Dio, che li aveva fatti uscire dal paese
d'Egitto, liberandoli dal potere del faraone re d'Egitto; essi
avevano temuto altri dei. 8Avevano seguito
le pratiche delle popolazioni distrutte dal Signore all'arrivo
degli Israeliti e quelle introdotte dai re di Israele. 9Gli
Israeliti avevano proferito contro il Signore loro Dio cose
non giuste e si erano costruiti alture in tutte le loro città,
dai più piccoli villaggi alle fortezze. 10Avevano
eretto stele e pali sacri su ogni alto colle e sotto ogni
albero verde. 11Ivi avevano bruciato
incenso, come le popolazioni che il Signore aveva disperso
alla loro venuta; avevano compiuto azioni cattive, irritando
il Signore. 12Avevano servito gli idoli, dei
quali il Signore aveva detto: «Non farete una cosa simile!».
13Eppure il
Signore, per mezzo di tutti i suoi profeti e dei veggenti,
aveva ordinato a Israele e a Giuda: «Convertitevi dalle
vostre vie malvage e osservate i miei comandi e i miei decreti
secondo ogni legge, che io ho imposta ai vostri padri e che ho
fatto dire a voi per mezzo dei miei servi, i profeti». 14Ma
essi non ascoltarono, anzi indurirono la nuca rendendola
simile a quella dei loro padri, i quali non avevano creduto al
Signore loro Dio. 15Rigettarono i suoi
decreti e le alleanze che aveva concluse con i loro padri, e
le testimonianze che aveva loro date; seguirono le vanità e
diventarono anch'essi fatui, a imitazione dei popoli loro
vicini, dei quali il Signore aveva comandato di non imitare i
costumi. 16Abbandonarono tutti i comandi del
Signore loro Dio; si eressero i due vitelli in metallo fuso,
si prepararono un palo sacro, si prostrarono davanti a tutta
la milizia celeste e venerarono Baal. 17Fecero
passare i loro figli e le loro figlie per il fuoco;
praticarono la divinazione e gli incantesimi; si vendettero
per compiere ciò che è male agli occhi del Signore,
provocandolo a sdegno. 18Per questo il
Signore si adirò molto contro Israele e lo allontanò dalla
sua presenza e non rimase se non la sola tribù di Giuda. 19Ma
neppure quelli di Giuda osservarono i comandi del Signore loro
Dio, ma piuttosto seguirono le usanze fissate da Israele. 20Il
Signore, perciò, rigettò tutta la discendenza di Israele; li
umiliò e li mise in balìa di briganti, finché non li scacciò
dalla sua presenza. 21Difatti, quando
Israele fu strappato dalla casa di Davide, e proclamò re
Geroboamo, figlio di Nebàt, questi allontanò Israele dal
seguire il Signore e gli fece commettere un grande peccato. 22Gli
Israeliti imitarono in tutto il peccato commesso da Geroboamo;
non se ne allontanarono, 23finché il
Signore allontanò Israele dalla sua presenza, come aveva
preannunziato per mezzo di tutti i suoi servi, i profeti; fece
deportare Israele dal suo paese in Assiria, dove è fino ad
oggi.
Origine dei Samaritani
24Il
re d'Assiria mandò gente da Babilonia, da Cuta, da Avva, da
Amat e da Sefarvàim e la sistemò nelle città della Samaria
invece degli Israeliti. E quelli presero possesso della
Samaria e si stabilirono nelle sue città. 25All'inizio
del loro insediamento non temevano il Signore ed Egli inviò
contro di loro dei leoni, che ne fecero strage. 26Allora
dissero al re d'Assiria: «Le genti che tu hai trasferite e
insediate nelle città della Samaria non conoscono la
religione del Dio del paese ed Egli ha mandato contro di loro
dei leoni, i quali ne fanno strage, perché quelle non
conoscono la religione del Dio del paese». 27Il
re d'Assiria ordinò: «Mandatevi qualcuno dei sacerdoti che
avete deportati di lì: vada, vi si stabilisca e insegni la
religione del Dio del paese». 28Venne uno
dei sacerdoti deportati da Samaria che si stabilì a Betel e
insegnò loro come temere il Signore.
29Tuttavia ciascuna
nazione si fabbricò i suoi dei e li mise nei templi delle
alture costruite dai Samaritani, ognuna nella città ove
dimorava. 30Gli uomini di Babilonia si
fabbricarono Succot-Benòt; gli uomini di Cuta si fabbricarono
Nergal; gli uomini di Amat si fabbricarono Asima. 31Quelli
di Avva si fabbricarono Nibcaz e Tartach; quelli di Sefarvàim
bruciavano nel fuoco i propri figli in onore di Adram-Mèlech
e di Anam-Mèlech, dei di Sefarvàim. 32Venerarono
anche il Signore; si scelsero i sacerdoti delle alture, presi
qua e là, e li collocavano nei templi delle alture. 33Temevano
il Signore e servivano i loro dei secondo gli usi delle
popolazioni, dalle quali provenivano i deportati. 34Fino
ad oggi essi seguono questi usi antichi: non venerano il
Signore e non agiscono secondo i suoi statuti e i suoi decreti
né secondo la legge e il comando che il Signore ha dato ai
figli di Giacobbe, che chiamò Israele. 35Il
Signore aveva concluso con loro un'alleanza e aveva loro
ordinato: «Non venerate altri dei, non prostratevi davanti a
loro, non serviteli e non sacrificate a loro, 36ma
temete il Signore, che vi ha fatti uscire dal paese d'Egitto
con grande potenza e con braccio teso: davanti a lui solo
prostratevi e a lui offrite sacrifici. 37Osserverete
gli statuti, i decreti, la legge e il comando che egli vi ha
prescritti, mettendoli in pratica sempre; non venererete
divinità straniere. 38Non vi dimenticherete
dell'alleanza conclusa con voi e non venererete divinità
straniere, 39ma venererete soltanto il
Signore vostro Dio, che vi libererà dal potere di tutti i
vostri nemici». 40Essi però non
ascoltarono: agirono sempre secondo i loro antichi costumi.
41Così quelle
genti temevano il Signore e servivano i loro idoli; i loro
figli e nipoti continuano a fare oggi come hanno fatto i loro
padri.
Re 2 - Capitolo 18
VIII. GLI ULTIMI TEMPI DEL REGNO DI
GIUDA
1. EZECHIA, IL PROFETA ISAIA E L'ASSIRIA
Introduzione al regno di Ezechia
(716-687)
1Nell'anno
terzo di Osea figlio di Ela, re di Israele, divenne re Ezechia
figlio di Acaz, re di Giuda. 2Quando egli
divenne re, aveva venticinque anni; regnò ventinove anni in
Gerusalemme. Sua madre si chiamava Abi, figlia di Zaccaria. 3Fece
ciò che è retto agli occhi del Signore, secondo quanto aveva
fatto Davide suo antenato. 4Egli eliminò le
alture e frantumò le stele, abbattè il palo sacro e fece a
pezzi il serpente di bronzo, eretto da Mosè; difatti fino a
quel tempo gli Israeliti gli bruciavano incenso e lo
chiamavano Necustan. 5Egli confidò nel
Signore, Dio di Israele. Fra tutti i re di Giuda nessuno fu
simile a lui, né fra i suoi successori né fra i suoi
predecessori. 6Attaccato al Signore, non se
ne allontanò; osservò i decreti che il Signore aveva dati a
Mosè. 7Il Signore fu con Ezechia e questi
riuscì in tutte le iniziative. Egli si ribellò al re d'Assiria
e non gli fu sottomesso. 8Sconfisse i
Filistei fino a Gaza e ai suoi confini, dal più piccolo
villaggio fino alle fortezze.
Riepilogo della presa di Samaria
9Nell'anno
quarto del re Ezechia, cioè l'anno settimo di Osea figlio di
Ela, re di Israele, Salmanassar re di Assiria marciò contro
Samaria e la assediò. 10Dopo tre anni la
prese; nell'anno sesto di Ezechia, cioè l'anno nono di Osea
re di Israele, Samaria fu presa. 11Il re d'Assiria
deportò gli Israeliti in Assiria, destinandoli a Chelach, al
Cabor, fiume del Gozan, e alle città della Media. 12Ciò
accadde perché quelli non avevano ascoltato la voce del
Signore loro Dio e ne avevano trasgredito l'alleanza e non
avevano ascoltato né messo in pratica quanto aveva loro
comandato Mosè, servo di Dio.
Invasione di Sennàcherib
13Nell'anno
quattordici del re Ezechia, Sennàcherib re di Assiria assalì
e prese tutte le fortezze di Giuda. 14Ezechia,
re di Giuda, mandò a dire al re d'Assiria in Lachis: «Ho
peccato; allontànati da me e io sopporterò quanto mi
imporrai». Il re di Assiria impose a Ezechia re di Giuda
trecento talenti d'argento e trenta talenti d'oro. 15Ezechia
consegnò tutto il denaro che si trovava nel tempio e nei
tesori della reggia. 16In quel tempo Ezechia
staccò dalle porte del tempio del Signore e dagli stipiti
l'oro, di cui egli stesso re di Giuda li aveva rivestiti, e lo
diede al re d'Assiria.
Missione del gran coppiere
17Il
re d'Assiria mandò il tartan, il capo delle guardie e
il gran coppiere da Lachis a Gerusalemme, al re Ezechia, con
un grande esercito. Costoro salirono e giunsero a Gerusalemme;
si fermarono al canale della piscina superiore, sulla strada
del campo del lavandaio.
18Essi chiesero del
re e incontro a loro vennero Eliakìm figlio di Chelkia, il
maggiordomo, Sebna lo scriba e Ioach figlio di Asaf,
l'archivista. 19Il gran coppiere disse loro:
«Riferite a Ezechia: Dice il gran re, il re d'Assiria: Che
fiducia è quella su cui ti appoggi? 20Pensi
forse che la semplice parola possa sostituire il consiglio e
la forza nella guerra? Ora, in chi confidi ribellandoti a me? 21Ecco,
tu confidi su questo sostegno di canna spezzata, che è
l'Egitto, che penetra nella mano, forandola, a chi vi si
appoggia; tale è il faraone re di Egitto per chiunque confida
in lui. 22Se mi dite: Noi confidiamo nel
Signore nostro Dio, non è forse quello stesso del quale
Ezechia distrusse le alture e gli altari, ordinando alla gente
di Giuda e di Gerusalemme: Vi prostrerete soltanto davanti a
questo altare in Gerusalemme? 23Ora vieni al
mio signore, re d'Assiria; io ti darò duemila cavalli, se
potrai procurarti cavalieri per essi. 24Come
potresti fare retrocedere uno solo dei più piccoli servi del
mio signore? Eppure tu confidi nell'Egitto per i carri e i
cavalieri. 25Ora, non è forse secondo il
volere del Signore che io sono venuto contro questo paese per
distruggerlo? Il Signore mi ha detto: Và contro questo paese
e distruggilo».
26Eliakìm figlio
di Chelkia, Sebna e Ioach risposero al gran coppiere: «Parla,
ti prego, ai tuoi servi in aramaico, perché noi lo
comprendiamo; non parlare in ebraico, mentre il popolo che è
sulle mura ascolta». 27Il gran coppiere
replicò: «Forse io sono stato inviato al tuo signore e a te
dal mio signore per pronunziare tali parole e non piuttosto
agli uomini che stanno sulle mura, i quali saranno ridotti a
mangiare i loro escrementi e a bere la loro urina con voi?». 28Il
gran coppiere allora si alzò e gridò a gran voce in ebraico:
«Udite la parola del gran re, del re d'Assiria: 29Dice
il re: Non vi inganni Ezechia, poiché non potrà liberarvi
dalla mia mano. 30Ezechia non vi induca a
confidare nel Signore, dicendo: Certo, il Signore ci libererà,
questa città non sarà messa nelle mani del re d'Assiria. 31Non
ascoltate Ezechia, poiché dice il re d'Assiria: Fate la pace
con me e arrendetevi; allora ognuno potrà mangiare i frutti
della sua vigna e dei suoi fichi, ognuno potrà bere l'acqua
della sua cisterna, 32finché io non venga
per condurvi in un paese come il vostro, in un paese che
produce frumento e mosto, in un paese ricco di pane e di
vigne, in un paese di ulivi e di miele; voi vivrete e non
morirete. Non ascoltate Ezechia che vi inganna, dicendovi: Il
Signore ci libererà! 33Forse gli dei delle
nazioni hanno liberato ognuno il proprio paese dalla mano del
re d'Assiria? 34Dove sono gli dei di Amat e
di Arpad? Dove sono gli dei di Sefarvàim, di Ena e di Ivva?
Hanno essi forse liberato Samaria dalla mia mano? 35Quali
mai, fra tutti gli dei di quelle nazioni, hanno liberato il
loro paese dalla mia mano? Potrà forse il Signore liberare
Gerusalemme dalla mia mano?».
36Quelli tacquero e
non gli risposero neppure una parola, perché l'ordine del re
era: «Non rispondete loro».
37Eliakìm figlio
di Chelkia, il maggiordomo, Sebna lo scriba e Ioach figlio di
Asaf, l'archivista, si presentarono a Ezechia con le vesti
stracciate e gli riferirono le parole del gran coppiere.
Re 2 - Capitolo 19
Ricorso al profeta Isaia
1Quando
udì, il re Ezechia si lacerò le vesti, si coprì di sacco e
andò nel tempio. 2Quindi mandò Eliadìm,
il maggiordomo, Sebna lo scriba e gli anziani dei sacerdoti
coperti di sacco dal profeta Isaia figlio di Amoz, 3perché
gli dicessero: «Dice Ezechia: Giorno di angoscia, di castigo
e di vergogna è questo, poiché i bambini giungono al punto
di venire alla luce, ma manca alla partoriente la forza di
partorire. 4Forse il Signore tuo Dio ha
udito le parole del gran coppiere, che il re d'Assiria suo
signore ha inviato a insultare il Dio vivente e lo castigherà
per le parole che il Signore tuo Dio ha udito. Innalza ora una
preghiera per quelli che ancora sopravvivono».
5Così i ministri
del re Ezechia andarono da Isaia. 6Disse
loro Isaia: «Riferite al vostro padrone: Dice il Signore: Non
temere le cose che hai udite e con le quali i servitori del re
d'Assiria mi hanno ingiuriato. 7Ecco io
manderò in lui uno spirito tale che egli, appena avrà udito
una notizia, ritornerà nel suo paese e nel suo paese io lo
farò perire di spada».
Partenza del gran coppiere
8Il
gran coppiere ritornò e trovò il re d'Assiria che assaliva
Libna, poiché aveva saputo che si era allontanato da Lachis. 9Appena
Sennàcherib seppe che Tiraca re di Etiopia era uscito per
muovergli guerra, inviò di nuovo messaggeri a Ezechia per
dirgli:
Lettera di Sennàcherib a Ezechia
10«Direte
a Ezechia, re di Giuda: Non ti inganni il Dio in cui confidi,
dicendoti: Gerusalemme non sarà consegnata nelle mani del re
d'Assiria. 11Ecco, tu sai ciò che hanno
fatto i re di Assiria in tutti i paesi che votarono allo
sterminio. Soltanto tu ti salveresti? 12Gli
dei delle nazioni che i miei padri distrussero hanno forse
salvato quelli di Gozan, di Carran, di Rezef e le genti di
Eden in Telassàr? 13Dove sono il re di Amat
e il re di Arpad e il re della città di Sefarvàim, di Ena e
di Ivva?».
14Ezechia prese la
lettera dalle mani dei messaggeri e la lesse, poi salì al
tempio e, svolgendo lo scritto davanti al Signore, 15pregò:
«Signore Dio di Israele, che siedi sui cherubini, tu solo sei
Dio per tutti i regni della terra; tu hai fatto il cielo e la
terra. 16Porgi, Signore, l'orecchio e
ascolta; apri, Signore, gli occhi e vedi; ascolta tutte le
parole che Sennàcherib ha fatto dire per insultare il Dio
vivente. 17E' vero, o Signore, che i re d'Assiria
hanno devastato tutte le nazioni e i loro territori; 18hanno
gettato i loro dei nel fuoco; quelli però, non erano dei, ma
solo opera delle mani d'uomo, legno e pietra; perciò li hanno
distrutti. 19Ora, Signore nostro Dio,
liberaci dalla sua mano, perché sappiano tutti i regni della
terra che tu sei il Signore, il solo Dio».
Intervento di Isaia
20Allora
Isaia figlio di Amoz mandò a dire a Ezechia: «Dice il
Signore, Dio di Israele: Ho udito quanto hai chiesto nella tua
preghiera riguardo a Sennàcherib re d'Assiria. 21Questa
è la parola che il Signore ha pronunziato contro di lui:
Ti disprezza, ti deride
la vergine figlia di Sion.
Dietro a te scuote il capo
la figlia di Gerusalemme.
22Chi hai insultato e schernito?
Contro chi hai alzato la voce
e hai elevato, superbo, i tuoi occhi?
Contro il Santo di Israele!
23Per mezzo dei tuoi messaggeri hai
insultato il
Signore
e hai detto: Con i miei carri numerosi
sono salito in cima ai monti,
sugli estremi gioghi del Libano:
ne ho tagliato i cedri più alti,
i suoi cipressi più belli;
sono penetrato nel suo angolo più remoto,
nella sua foresta lussureggiante.
24Io ho scavato e bevuto
acque straniere;
ho fatto inaridire con la pianta dei miei piedi
tutti i torrenti d'Egitto.
25Non hai forse udito? Da tempo
ho preparato questo;
da giorni remoti io l'ho progettato;
ora lo eseguisco.
Era deciso che tu riducessi un cumulo di rovine
le città fortificate;
26i loro abitanti impotenti
erano spaventati e confusi,
erano come l'erba dei campi,
come una giovane pianta verde,
come l'erba dei tetti,
bruciata dal vento d'oriente.
27Ti sieda, esca
o rientri, io ti conosco.
28Siccome infuri contro di me e la tua
arroganza
è salita ai miei orecchi,
ti porrò il mio anello alle narici
e il mio morso alle labbra;
ti farò tornare per la strada,
per la quale sei venuto.
29Questo ti serva come segno:
si mangi quest'anno il frutto dei semi caduti,
nell'anno prossimo ciò che nasce da sé,
nel terzo anno semineranno e mieteranno,
pianteranno vigne e ne mangeranno il frutto.
30Il resto della casa di Giuda che scamperà
continuerà a mettere radici di sotto
e a dar frutto in alto.
31Poiché da Gerusalemme uscirà il resto,
dal monte Sion il residuo.
Lo zelo del Signore farà ciò.
32Perciò dice il Signore contro il re d'Assiria:
Non entrerà in questa città
e non vi lancerà una freccia,
non l'affronterà con scudi
e non vi costruirà terrapieno.
33Ritornerà per la strada per cui è
venuto;
non entrerà in questa città.
Oracolo del Signore.
34Proteggerò questa città per salvarla,
per amore di me e di Davide mio servo».
Disfatta e morte di Sennàcherib
35Ora
in quella notte l'angelo del Signore scese e percosse
nell'accampamento degli Assiri centottantacinquemila uomini.
Quando i superstiti si alzarono al mattino, ecco, quelli erano
tutti morti.
36Sennàcherib re
d'Assiria levò le tende, fece ritorno e rimase a Ninive. 37Mentre
pregava nel tempio di Nisroch suo dio, Adram-Mèlech e Sarèzer
suoi figli l'uccisero di spada, mettendosi quindi al sicuro
nel paese di Ararat. Al suo posto divenne re suo figlio Assarhàddon.
Re 2 - Capitolo 20
Malattia e guarigione di Ezechia
1In
quei giorni Ezechia si ammalò mortalmente. Il profeta Isaia
figlio di Amoz si recò da lui e gli parlò: «Dice il
Signore: Dà disposizioni per la tua casa, perché morirai e
non guarirai». 2Ezechia allora voltò la
faccia verso la parete e pregò il Signore: 3«Su,
Signore, ricordati che ho camminato davanti a te con fedeltà
e con cuore integro e ho compiuto ciò che a te sembra bene».
Ed Ezechia fece un gran pianto.
4Prima che Isaia
uscisse dal cortile centrale, il Signore gli disse: 5«Torna
indietro e riferisci a Ezechia, principe del mio popolo: Dice
il Signore, Dio di Davide tuo padre: Ho udito la tua preghiera
e visto le tue lacrime; ecco io ti guarirò; il terzo giorno
salirai al tempio. 6Aggiungerò alla durata
della tua vita quindici anni. Libererò te e questa città
dalla mano del re d'Assiria; proteggerò questa città per
amore di me e di Davide mio servo». 7Isaia
disse: «Prendete un impiastro di fichi». Lo presero e lo
posero sull'ulcera e il re guarì.
8Ezechia disse a
Isaia: «Qual è il segno che il Signore mi guarirà e che, il
terzo giorno, salirò al tempio?». 9Isaia
rispose: «Da parte del Signore questo ti sia come segno che
il Signore manterrà la promessa, fatta a te: Vuoi che l'ombra
avanzi di dieci gradi oppure che retroceda di dieci gradi?». 10Ezechia
disse: «E' facile che l'ombra si allunghi di dieci gradi, non
però che torni indietro di dieci gradi». 11Il
profeta Isaia invocò il Signore e l'ombra tornò indietro per
i dieci gradi che essa aveva gia scorsi sulla meridiana di
Acaz.
Ambasciata di Merodak-Baladan
12In
quel tempo Merodak-Baladan figlio di Baladan, re di Babilonia,
mandò lettere e doni a Ezechia, perché aveva saputo che
Ezechia era stato malato. 13Ezechia gioì al
loro arrivo. Egli mostrò agli inviati tutta la camera del suo
tesoro, l'argento e l'oro, gli aromi e l'olio fino, il suo
arsenale e quanto si trovava nei suoi magazzini; non ci fu
nulla che Ezechia non mostrasse nella reggia e in tutto il suo
regno.
14Allora il profeta
Isaia si presentò al re Ezechia e gli domandò: «Che hanno
detto quegli uomini e da dove sono venuti a te?». Ezechia
rispose: «Sono venuti da una regione lontana, da Babilonia».
15Quegli soggiunse: «Che cosa han visto
nella tua reggia?». Ezechia rispose: «Hanno visto quanto si
trova nella mia reggia; non c'è nulla nei miei magazzini che
io non abbia mostrato loro».
16Allora Isaia
disse a Ezechia: «Ascolta la parola del Signore! 17Ecco
giorni verranno in cui quanto si trova nella tua reggia e
quanto hanno accumulato i tuoi antenati fino ad oggi verrà
portato in Babilonia; non vi resterà nulla, dice il Signore. 18Dei
figli, che da te saranno nati e che tu avrai generato, alcuni
saranno presi e saranno eunuchi nella reggia di Babilonia». 19Ezechia
disse a Isaia: «Buona è la parola del Signore, che mi hai
riferita». Egli pensava: «Perché no? Almeno vi saranno pace
e sicurezza durante la mia vita».
Conclusione sul regno di Ezechia
20Le
altre gesta di Ezechia, tutte le sue prodezze, la costruzione
della piscina e del canale, con cui portò l'acqua nella città,
sono descritte nel libro delle Cronache dei re di Giuda. 21Ezechia
si addormentò con i suoi padri. Al suo posto divenne re suo
figlio Manàsse.
Re 2 - Capitolo 21
2. DUE RE EMPI
Regno di Manasse in Giuda (687-642)
1Quando
divenne re, Manàsse aveva dodici anni; regnò cinquantacinque
anni in Gerusalemme; sua madre si chiamava Chefziba. 2Fece
ciò che è male agli occhi del Signore, imitando gli abomini
delle popolazioni sterminate gia dal Signore all'arrivo degli
Israeliti. 3Ricostruì le alture demolite
dal padre Ezechia, eresse altari a Baal, innalzò un palo
sacro, come l'aveva fatto Acab, re di Israele. Si prostrò
davanti a tutta la milizia del cielo e la servì. 4Costruì
altari nel tempio riguardo al quale il Signore aveva detto: «In
Gerusalemme porrò il mio nome». 5Costruì
altari a tutta la milizia del cielo nei due cortili del
tempio. 6Fece passare suo figlio per il
fuoco, praticò la divinazione e la magìa, istituì i
negromanti e gli indovini. Compì in tante maniere ciò che è
male agli occhi del Signore, da provocare il suo sdegno. 7Collocò
l'immagine di Asera, da lui fatta fare, nel tempio, riguardo
al quale il Signore aveva detto a Davide e al figlio Salomone:
«In questo tempio e in Gerusalemme, che mi sono scelta fra
tutte le tribù di Israele, porrò il mio nome per sempre. 8Non
sopporterò più che il piede degli Israeliti vada errando
lontano dal paese che io ho dato ai loro padri, purché
procurino di eseguire quanto ho comandato loro e tutta la
legge, che ha imposto loro il mio servo Mosè». 9Ma
essi non ascoltarono. Manàsse li spinse ad agire peggio delle
popolazioni sterminate dal Signore alla venuta degli
Israeliti.
10Allora il Signore
disse per mezzo dei suoi servi i profeti: 11«Poiché
Manàsse re di Giuda ha compiuto tali abomini, peggiori di
tutti quelli commessi dagli Amorrei prima di lui, e ha indotto
a peccare anche Giuda per mezzo dei suoi idoli, 12per
questo dice il Signore Dio di Israele: Eccomi, mando su
Gerusalemme e su Giuda una tale sventura da far rintronare gli
orecchi di chi l'udrà. 13Stenderò su
Gerusalemme la cordicella di Samaria e il piombino della casa
di Acab; asciugherò Gerusalemme come si asciuga un piatto,
che si asciuga e si rovescia. 14Rigetterò
il resto della mia eredità; li metterò nelle mani dei loro
nemici; diventeranno preda e bottino di tutti i loro nemici, 15perché
hanno fatto ciò che è male ai miei occhi e mi hanno
provocato a sdegno da quando i loro padri uscirono dall'Egitto
fino ad oggi».
16Manàsse versò
anche sangue innocente in grande quantità fino a riempirne
Gerusalemme da un'estremità all'altra, oltre i peccati che
aveva fatto commettere a Giuda, facendo ciò che è male agli
occhi del Signore.
17Le altre gesta di
Manàsse, tutte le sue azioni e le colpe commesse, sono
descritte nel libro delle Cronache dei re di Giuda. 18Manàsse
si addormentò con i suoi padri; fu sepolto nel giardino di
casa sua, nel giardino di Uzza. Al suo posto divenne re suo
figlio Amon.
Regno di Amon in Giuda (642-640)
19Quando
divenne re, Amon aveva ventidue anni; regnò due anni in
Gerusalemme. Sua madre, di Iotba, si chiamava Meshullemet
figlia di Caruz. 20Fece ciò che è male
agli occhi del Signore, come l'aveva fatto il padre Manàsse. 21Camminò
su tutte le strade su cui aveva camminato il padre e servì
gli idoli che suo padre aveva servito e si prostrò davanti ad
essi. 22Abbandonò il Signore, Dio dei suoi
padri, e non seguì la via del Signore.
23Contro Amon
congiurarono i suoi ufficiali, che uccisero il re nel suo
palazzo. 24Ma il popolo del paese uccise
quanti avevano congiurato contro il re Amon. Il medesimo
popolo proclamò re al suo posto il figlio Giosia.
25Le altre gesta di
Amon, le sue azioni, sono descritte nel libro delle Cronache
dei re di Giuda. 26Lo seppellirono nel suo
sepolcro, nel giardino di Uzza. Al suo posto divenne re suo
figlio Giosia.
Re 2 - Capitolo 22
3. GIOSIA E
LA RIFORMA RELIGIOSA
Introduzione al regno di Giosia
(640-609)
1Quando
divenne re, Giosia aveva otto anni; regnò trentun anni in
Gerusalemme. Sua madre, di Boscat, si chiamava Iedida figlia
di Adaia. 2Fece ciò che è retto agli occhi
del Signore, imitando in tutto la condotta di Davide, suo
antenato, senza deviare né a destra né a sinistra.
Scoperta del libro della legge
3Nell'anno
diciotto del suo regno, Giosia mandò Safàn figlio di Asalia,
figlio di Mesullàm, scriba, nel tempio dicendogli: 4«Và
da Chelkia sommo sacerdote; egli raccolga il denaro portato
nel tempio, che i custodi della soglia hanno raccolto dal
popolo. 5Lo consegni agli esecutori dei
lavori, addetti al tempio; costoro lo diano a quanti compiono
le riparazioni del tempio, 6ossia ai
falegnami, ai costruttori e ai muratori e l'usino per
acquistare legname e pietre da taglio occorrenti per il
restauro del tempio. 7Non c'è bisogno di
controllare il denaro consegnato nelle mani di costoro, perché
la loro condotta ispira fiducia».
8Il sommo sacerdote
Chelkia disse allo scriba Safàn: «Ho trovato nel tempio il
libro della legge». Chelkia diede il libro a Safàn, che lo
lesse. 9Lo scriba Safàn quindi andò dal re
e gli riferì: «I tuoi servitori hanno versato il denaro
trovato nel tempio e l'hanno consegnato agli esecutori dei
lavori, addetti al tempio». 10Inoltre lo
scriba Safàn riferì al re: «Il sacerdote Chelkia mi ha dato
un libro». Safàn lo lesse davanti al re.
La profetessa Culda consultata
11Udite
le parole del libro della legge, il re si lacerò le vesti. 12Egli
comandò al sacerdote Chelkia, ad Achikam figlio di Safàn, ad
Acbor figlio di Michea, allo scriba Safàn e ad Asaia ministro
del re: 13«Andate, consultate il Signore
per me, per il popolo e per tutto Giuda, intorno alle parole
di questo libro ora trovato; difatti grande è la collera del
Signore, che si è accesa contro di noi perché i nostri padri
non hanno ascoltato le parole di questo libro e nelle loro
azioni non si sono ispirati a quanto è stato scritto per noi».
14Il sacerdote
Chelkia insieme con Achikam, Acbor, Safàn e Asaia andarono
dalla profetessa Culda moglie di Sallùm, figlio di Tikva,
figlio di Carcas, guardarobiere; essa abitava in Gerusalemme
nel secondo quartiere. 15L'interrogarono ed
essa rispose loro: «Dice il Signore Dio di Israele: Riferite
all'uomo che vi ha inviati da me: 16Così
parla il Signore: Eccomi, io faccio piombare una sciagura su
questo luogo e sui suoi abitanti, attuando tutte le parole del
libro lette dal re di Giuda, 17perché hanno
abbandonato me e hanno bruciato incenso ad altri dei per
provocarmi a sdegno con tutte le opere delle loro mani; la mia
collera divamperà contro questo luogo e non si spegnerà! 18Al
re di Giuda, che vi ha inviati a consultare il Signore,
riferirete: Queste cose dice il Signore Dio d'Israele: Quanto
alle parole che hai udito,... 19poiché il
tuo cuore si è intenerito e ti sei umiliato davanti al
Signore, udendo le mie parole contro questo luogo e contro i
suoi abitanti, che cioè diverranno una desolazione e una
maledizione, ti sei lacerate le vesti e hai pianto davanti a
me, anch'io ti ho ascoltato. Oracolo del Signore. 20Per
questo, ecco, io ti riunirò ai tuoi padri; sarai composto nel
tuo sepolcro in pace; i tuoi occhi non vedranno tutta la
sciagura che io farò piombare su questo luogo». Quelli
riferirono il messaggio al re.
Re 2 - Capitolo 23
Solenne lettura della legge
1Per
suo ordine si radunarono presso il re tutti gli anziani di
Giuda e di Gerusalemme. 2Il re salì al
tempio del Signore insieme con tutti gli uomini di Giuda e con
tutti gli abitanti di Gerusalemme, con i sacerdoti, con i
profeti e con tutto il popolo, dal più piccolo al più
grande. Ivi fece leggere alla loro presenza le parole del
libro dell'alleanza, trovato nel tempio. 3Il
re, in piedi presso la colonna, concluse un'alleanza davanti
al Signore, impegnandosi a seguire il Signore e a osservarne i
comandi, le leggi e i decreti con tutto il cuore e con tutta
l'anima, mettendo in pratica le parole dell'alleanza scritte
in quel libro. Tutto il popolo aderì all'alleanza.
Riforma religiosa in Giuda
4Il
re comandò al sommo sacerdote Chelkia, ai sacerdoti del
secondo ordine e ai custodi della soglia di condurre fuori del
tempio tutti gli oggetti fatti in onore di Baal, di Asera e di
tutta la milizia del cielo; li bruciò fuori di Gerusalemme,
nei campi del Cedron, e ne portò la cenere a Betel. 5Destituì
i sacerdoti, creati dai re di Giuda per offrire incenso sulle
alture delle città di Giuda e dei dintorni di Gerusalemme, e
quanti offrivano incenso a Baal, al sole e alla luna, alle
stelle e a tutta la milizia del cielo. 6Fece
portare il palo sacro dal tempio fuori di Gerusalemme, nel
torrente Cedron, e là lo bruciò e ne fece gettar la cenere
nel sepolcro dei figli del popolo. 7Demolì
le case dei prostituti sacri, che erano nel tempio, e nelle
quali le donne tessevano tende per Asera. 8Fece
venire tutti i sacerdoti dalle città di Giuda, profanò le
alture, dove i sacerdoti offrivano incenso, da Gheba a
Bersabea; demolì l'altura dei satiri, che era davanti alla
porta di Giosuè governatore della città, a sinistra di chi
entra per la porta della città.
9Però i sacerdoti
delle alture non salirono più all'altare del Signore in
Gerusalemme, anche se mangiavano pane azzimo in mezzo ai loro
fratelli. 10Giosia profanò il Tofet, che si
trovava nella valle di Ben-Hinnòn, perché nessuno vi facesse
passare ancora il proprio figlio o la propria figlia per il
fuoco in onore di Moloch. 11Fece scomparire
i cavalli che i re di Giuda avevano consacrati al sole
all'ingresso del tempio, nel locale dell'eunuco Netan-Mèlech,
che era nei cortili, e diede alle fiamme i carri del sole. 12Demolì
gli altari sulla terrazza del piano di sopra di Acaz, eretti
dai re di Giuda, e gli altari eretti da Manàsse nei due
cortili del tempio, li frantumò e ne gettò la polvere nel
torrente Cedron. 13Il re profanò le alture
che erano di fronte a Gerusalemme, a sud del monte della
perdizione, erette da Salomone, re di Israele, in onore di Astàrte,
obbrobrio di quelli di Sidòne, di Càmos, obbrobrio dei
Moabiti, e di Milcom, abominio degli Ammoniti. 14Fece
a pezzi le stele e tagliò i pali sacri, riempiendone il posto
con ossa umane.
La riforma si estende all'antico
regno del nord
15Demolì
anche l'altare di Betel e l'altura eretta da Geroboamo figlio
di Nebàt, che aveva fatto commettere peccati a Israele; demolì
quest'altare e l'altura; di quest'ultima frantumò le pietre,
rendendole polvere; bruciò anche il palo sacro.
16Volgendo Giosia
lo sguardo intorno vide i sepolcri che erano sul monte; egli
mandò a prendere le ossa dai sepolcri e le bruciò
sull'altare profanandolo secondo le parole del Signore
pronunziate dall'uomo di Dio quando Geroboamo durante la festa
stava presso l'altare. Quindi si voltò; alzato lo sguardo
verso il sepolcro dell'uomo di Dio che aveva preannunziato
queste cose, 17Giosia domandò: «Che è
quel monumento che io vedo?». Gli uomini della città gli
dissero: «E' il sepolcro dell'uomo di Dio che, partito da
Giuda, preannunziò quanto tu hai fatto contro l'altare di
Betel». 18Egli disse: «Lasciatelo in pace;
nessuno rimuova le sue ossa». Le ossa di lui in tal modo
furono risparmiate, insieme con le ossa del profeta venuto da
Samaria.
19Giosia eliminò
anche tutti i templi delle alture, costruiti dai re di Israele
nelle città della Samaria per provocare a sdegno il Signore.
In essi ripetè quanto aveva fatto a Betel. 20Immolò
sugli altari tutti i sacerdoti delle alture locali e vi bruciò
sopra ossa umane. Quindi ritornò in Gerusalemme.
Celebrazione della Pasqua
21Il
re ordinò a tutto il popolo: «Celebrate la pasqua per il
Signore vostro Dio, con il rito descritto nel libro di questa
alleanza». 22Difatti una pasqua simile non
era mai stata celebrata dal tempo dei Giudici, che governarono
Israele, ossia per tutto il periodo dei re di Israele e dei re
di Giuda. 23In realtà, tale pasqua fu
celebrata per il Signore, in Gerusalemme, solo nell'anno
diciotto di Giosia.
Conclusione sulla riforma religiosa
24Giosia
fece poi scomparire anche i negromanti, gli indovini, i terafim,
gli idoli e tutti gli abomini, che erano nel paese di Giuda e
in Gerusalemme, per mettere in pratica le parole della legge
scritte nel libro trovato dal sacerdote Chelkia nel tempio. 25Prima
di lui non era esistito un re che come lui si fosse convertito
al Signore con tutto il cuore e con tutta l'anima e con tutta
la forza, secondo tutta la legge di Mosè; dopo di lui non ne
sorse un altro simile.
26Tuttavia il
Signore non attenuò l'ardore della sua grande ira, che era
divampata contro Giuda a causa di tutte le provocazioni di Manàsse.
27Perciò il Signore disse: «Anche Giuda
allontanerò dalla mia presenza, come ho allontanato Israele;
respingerò questa città, Gerusalemme, che mi ero scelta, e
il tempio di cui avevo detto: Ivi sarà il mio nome».
Fine del regno di Giosia
28Le
altre gesta di Giosia e tutte le sue azioni sono descritte nel
libro delle Cronache dei re di Giuda.
29Durante il suo
regno, il faraone Necao re di Egitto si mosse per soccorrere
il re d'Assiria sul fiume Eufrate. Il re Giosia gli andò
incontro, ma Necao l'uccise in Meghiddo al primo urto. 30I
suoi ufficiali portarono su un carro il morto da Meghiddo a
Gerusalemme e lo seppellirono nel suo sepolcro. Il popolo del
paese prese Ioacaz figlio di Giosia, lo unse e lo proclamò re
al posto di suo padre.
4.
LA ROVINA DI
GERUSALEMME
Regno di Ioacaz in Giudea (609)
31Quando
divenne re, Ioacaz aveva trentitrè anni; regnò tre mesi in
Gerusalemme. Sua madre, di Libna, si chiamava Camutàl, figlia
di Geremia. 32Egli fece ciò che è male
agli occhi del Signore, secondo quanto avevano fatto i suoi
padri.
33Il faraone Necao
l'imprigionò a Ribla, nel paese di Amat, per non farlo
regnare in Gerusalemme; al paese egli impose un gravame di
cento talenti d'argento e di un talento d'oro. 34Il
faraone Necao nominò re Eliakìm figlio di Giosia, al posto
di Giosia suo padre, cambiandogli il nome in Ioiakìm. Quindi
prese Ioacaz e lo deportò in Egitto, ove morì. 35Ioiakìm
consegnò l'argento e l'oro al faraone, avendo tassato il
paese per pagare il denaro secondo la disposizione del
faraone. Con una tassa individuale, proporzionata ai beni,
egli riscosse l'argento e l'oro dal popolo del paese per
consegnarlo al faraone Necao.
Regno di Ioiakim in Giuda (609-598)
36Quando
divenne re, Ioiakìm aveva venticinque anni; regnò undici
anni in Gerusalemme. Sua madre, di Ruma, si chiamava Zebida,
figlia di Pedaia. 37Fece ciò che è male
agli occhi del Signore, secondo quanto avevano fatto i suoi
padri.
Re 2 - Capitolo 24
1Durante il suo
regno, Nabucodonosor re di Babilonia gli mosse guerra; Ioiakìm
gli fu sottomesso per tre anni, poi gli si ribellò. 2Il
Signore mandò contro di lui bande armate di Caldei, di Aramei,
di Moabiti e di Ammoniti; le mandò in Giuda per annientarlo,
secondo la parola che il Signore aveva pronunziata per mezzo
dei suoi servi, i profeti. 3Ciò avvenne in
Giuda solo per volere del Signore, che volle allontanarlo
dalla sua presenza a causa del peccato di Manàsse, per tutto
ciò che aveva fatto, 4e anche a causa del
sangue innocente versato quando aveva riempito di sangue
innocente Gerusalemme; per questo il Signore non volle
placarsi.
5Le altre gesta di
Ioiakìm e tutte le sue azioni sono descritte nel libro delle
Cronache dei re di Giuda. 6Ioiakìm si
addormentò con i suoi padri e al suo posto divenne re suo
figlio Ioiachìn.
7Il re d'Egitto non
uscì più dal suo paese, perché il re di Babilonia, dal
torrente di Egitto sino al fiume Eufrate, aveva conquistato
quanto una volta apparteneva al re d'Egitto.
Introduzione al regno di Ioiachin
(598)
8Ioiachìn
aveva diciotto anni, quando divenne re; regnò tre mesi in
Gerusalemme. Sua madre, di Gerusalemme, si chiamava Necusta,
figlia di Elnatàn. 9Fece ciò che è male
agli occhi del Signore, secondo quanto aveva fatto suo padre.
La prima deportazione
10In
quel tempo gli ufficiali di Nabucodònosor re di Babilonia
marciarono contro Gerusalemme; la città subì l'assedio. 11Nabucodònosor
re di Babilonia giunse presso la città, mentre i suoi
ufficiali l'assediavano. 12Ioiachìn re di
Giuda si presentò con sua madre, i suoi ministri, i suoi capi
e i suoi eunuchi, al re di Babilonia; questi, nell'anno ottavo
del suo regno, lo fece prigioniero. 13Il re
di Babilonia portò via di là tutti i tesori del tempio e i
tesori della reggia; fece a pezzi tutti gli oggetti d'oro, che
Salomone re di Israele aveva posti nel tempio. Così si adempì
la parola del Signore. 14Deportò tutta
Gerusalemme, cioè tutti i capi, tutti i prodi, in numero di
diecimila, tutti i falegnami e i fabbri; rimase solo la gente
povera del paese. 15Deportò in Babilonia
Ioiachìn, la madre del re, le mogli del re, i suoi eunuchi e
le guide del paese, conducendoli in esilio da Gerusalemme in
Babilonia. 16Tutti gli uomini di valore, in
numero di settemila, i falegnami e i fabbri, in numero di
mille, e tutti i guerrieri più prodi furono condotti in
esilio a Babilonia dal re di Babilonia. 17Il
re di Babilonia nominò re, al posto di Ioiachìn, Mattania
suo zio, cambiandogli il nome in Sedecìa.
Introduzione al regno di Sedecia in
Giuda (598-587)
18Quando
divenne re, Sedecìa aveva ventun anni; regnò undici anni in
Gerusalemme. Sua madre, di Libna, si chiamava Camutàl, figlia
di Geremia. 19Fece ciò che è male agli
occhi del Signore, secondo quanto aveva fatto Ioiakìm. 20Ciò
accadde in Gerusalemme e in Giuda a causa dell'ira del
Signore, tanto che infine li allontanò da sé. Sedecìa poi
si ribellò al re di Babilonia.
Re 2 - Capitolo 25
Assedio di Gerusalemme
1Nell'anno
nono del suo regno, nel decimo mese, il dieci del mese,
Nabucodònosor re di Babilonia, con tutto l'esercito, marciò
contro Gerusalemme, la circondò da tutte le parti e le costruì
intorno opere d'assedio. 2La città rimase
assediata fino all'undecimo anno del re Sedecìa. 3Al
nono giorno del quarto mese, quando la fame dominava la città
e non c'era più pane per la popolazione, 4fu
aperta una breccia nelle mura della città. Allora tutti i
soldati fuggirono, uscendo dalla città di notte per la via
della porta fra le due mura, presso il giardino del re e,
mentre i Caldei erano tutt'intorno alla città, presero la via
dell'Araba.
5I soldati dei
Caldei inseguirono il re nelle steppe di Gerico, mentre tutto
il suo esercito si disperse abbandonandolo. 6Il
re fu preso e condotto dal re di Babilonia a Ribla ove fu
pronunziata contro di lui la sentenza. 7Furono
uccisi alla presenza di Sedecìa i suoi figli e a lui Nabucodònosor
fece cavare gli occhi, l'incatenò e lo condusse a Babilonia.
Saccheggio di Gerusalemme e seconda
deportazione
8Il
settimo giorno del quinto mese - era l'anno decimonono del re
Nabucodònosor re di Babilonia - Nabuzardàn, capo delle
guardie, ufficiale del re di Babilonia, entrò in Gerusalemme,
9bruciò il tempio, la reggia e tutte le
case di Gerusalemme, dando alle fiamme tutte le case di lusso.
10Tutto l'esercito dei Caldei, che era con
il capo delle guardie, demolì il muro intorno a Gerusalemme. 11Nabuzardàn
capo delle guardie deportò il resto del popolo che era stato
lasciato in città, quanti erano passati disertori al re di
Babilonia e il resto della moltitudine. 12Il
capo delle guardie lasciò alcuni fra i più poveri del paese
come vignaioli e come campagnoli. 13I Caldei
fecero a pezzi le colonne di bronzo che erano nel tempio, le
basi e il bacino grande di bronzo, che erano ivi, e
asportarono tutto il loro bronzo in Babilonia. 14Essi
presero ancora le caldaie, le palette, i coltelli, le coppe e
tutte le suppellettili di bronzo che servivano al culto. 15Il
capo delle guardie prese ancora i bracieri e i bacini, quanto
era d'oro puro e quanto era d'argento puro. 16Quanto
alle due colonne, al grande bacino e alle basi, tutto opera di
Salomone per il tempio, non si poteva calcolare il peso del
loro bronzo, cioè di tutti questi oggetti. 17Delle
colonne, poi, ciascuna era alta diciotto cubiti ed era
sormontata da un capitello di bronzo, la cui altezza era di
cinque cubiti; tutto intorno al capitello c'erano un
reticolato e melagrane, tutto di bronzo; così pure era
l'altra colonna.
18Il capo delle
guardie prese Seraià, sacerdote capo, e Zofonia, sacerdote
del secondo ordine, insieme con tre custodi della soglia. 19Dalla
città egli prese un funzionario, che era a capo dei
guerrieri, cinque uomini fra gli intimi del re, che furono
trovati in città, il segretario del capo dell'esercito, che
arruolava il popolo del paese, e sessanta uomini del popolo
del paese, che si trovavano in città. 20Nabuzardàn
capo delle guardie li prese e li condusse al re di Babilonia,
a Ribla. 21Il re di Babilonia li fece
uccidere a Ribla, nel paese di Amat. Così fu deportato Giuda
dal suo paese.
Godolia, governatore di Giuda
22Quanto
al popolo che restava nel paese di Giuda, lasciatovi da
Nabucodònosor re di Babilonia, gli fu posto a loro capo
Godolia figlio di Achikam, figlio di Safàn. 23Quando
tutti i capi delle bande armate e i loro uomini seppero che il
re di Babilonia aveva fatto governatore Godolia, si
presentarono a costui in Mizpà. Essi erano: Ismaele figlio di
Netania, Giovanni figlio di Kareach, Seraia figlio di Tancumet,
il Netofatita e Iaazania figlio del Maacateo, insieme con i
loro uomini. 24Godolia giurò a loro e ai
loro uomini: «Non temete da parte degli ufficiali dei Caldei;
rimanete nel paese e servite il re di Babilonia; sarà per il
vostro meglio».
25Nel settimo mese
venne Ismaele figlio di Netania, figlio di Elisama, di stirpe
regale, con dieci uomini; costoro colpirono a morte Godolia, i
Giudei e i Caldei che erano con lui in Mizpà. 26Tutti,
dal più piccolo al più grande, e tutti i capi delle bande
armate si mossero per andare in Egitto, perché temevano da
parte dei Caldei.
La grazia al re Ioiachin
27Ora
nell'anno trentasette della deportazione di Ioiachìn, re di
Giuda, nel decimosecondo mese, il ventisette del mese,
Evil-Merodach re di Babilonia, nell'anno in cui divenne re,
fece grazia a Ioiachìn re di Giuda e lo fece uscire dalla
prigione. 28Gli parlò con benevolenza, gli
assegnò un seggio superiore ai seggi dei re che si trovavano
con lui in Babilonia 29e gli fece cambiare
le vesti che aveva portato nella prigione. Ioiachìn mangiò
sempre dalla tavola del re per tutto il resto della sua vita. 30Il
suo vitto quotidiano gli fu assicurato sempre dal re di
Babilonia, finché visse.
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